Rose Tremain.
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LA CASA DELLA SETA.
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Titolo originale: Trespass.
Traduzione di: Maria Barbara Piccioli.
2011. Marco Tropea Editore, Corso Buenos Aires 36, MILANO.
ISBN: 978-88-558-0188-1.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Romanzo finalista al Booker Prize 2010, 200.000 copie vendute in Gran Bretagna. In una valle silenziosa e isolata nel sud della Francia, sorge una vecchia casa colonica, il Mas Lunel. Un tempo, nei suoi solai, si allevavano i bachi da seta. Oggi, la fattoria  in rovina. Il suo proprietario, Aramon Lunel, un alcolista dal passato violento, ha lasciato che tutto andasse in malora.
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A pochi passi da lui vive sua sorella, Audrun. Anche lei conduce un'esistenza miserevole, e sogna un risarcimento per gli indicibili soprusi di cui  stata vittima nella vecchia casa della seta. In paese, tutti la considerano strana, fuori dalla realt.  per via dei suoi attacchi - gli episodi - quei momenti nei quali tutto quello che la circonda si deforma, e gli incubi le riempiono la mente.
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In questo mondo segnato dall'odio irrompe Anthony Verey, un estenuato dandy londinese che vuole rifarsi una vita. Il suo desiderio di acquistare il Mas Lunel dar il via a una serie spaventosa di conseguenze. Antichi confini verranno oltrepassati, tab ancestrali violati, in un climax che sfocer in un crimine di inaudita violenza. Un romanzo crudele, sensuale e seducente, una potente opera letteraria strutturata come un thriller psicologico, che attinge a Faulkner e Forster e che svela le misteriose contiguit tra Male e Bellezza.
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L'AUTRICE.
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Rose Tremain  autrice di romanzi, racconti e sceneggiature. Nata a Londra, dopo aver studiato alla Crofton Grange School e alla Sorbona, si  laureata all'Universit dell'East Anglia, dove in seguito ha insegnato scrittura creativa per alcuni anni. Oggi vive nel Norfolk e a Londra insieme al biografo Richard Holmes. I suoi libri, acclamati da pubblico e critica e tradotti in molte lingue, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. 
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LA CASA DELLA SETA.
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Capitolo 1.
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La bambina si chiama Mlodie.
Molto tempo fa, prima che Mlodie nascesse, la sua graziosa
madre aveva provato a cimentarsi come compositrice.
Mlodie ha dieci anni e sta cercando di mangiare un sandwich.
Lo apre in due e fissa la fetta umida e rosa di prosciutto
all'interno, e il ripugnante lucore grigioverde che la ricopre.
Intorno a lei, nell'erba secca e fra gli alberi inariditi, grilli e cavallette
producono quel loro suono tipico, non con la voce (a
Mlodie  stato detto che sono privi di voce) ma con il corpo,
facendone vibrare una parte contro un'altra. In questo posto,
pensa Mlodie, tutto  vivo e palpitante e va da una parte all'altra,
e lei teme di veder piombare all'improvviso uno di quegli
insetti sul suo sandwich o ingarbugliarsi con le zampe nei
suoi capelli.
Mlodie ha i capelli scuri e soffici. Mentre guarda il prosciutto
unto, sente il sudore cominciare a stillarle dalla testa. Il
sudore, pensa,  una mano fredda che ti accarezza. Il sudore 
una cosa strana dentro di te che cerca di strisciare da un posto
a un altro... Dove abitava prima, a Parigi, non c'erano formiche,
ma qui, dov' la sua nuova casa, sono pi di quante se ne possano
contare. Sbucano dalla terra e poi tornano gi. Se scavi, le
trovi: una massa solida di formiche, nere e rosse. Con la vanga
potresti trapassarle. Probabilmente non avresti neppure bisogno
di scavare in profondit.
Mlodie alza la testa a contemplare le foglie della quercia
che la sovrasta.
Le foglie stanno ingiallendo, come se fosse gi autunno. Il
vento che si chiama mistral continua a soffiare attraverso di
esse e il sole continua a spostarsi e a perforare l'ombra, e nulla
in questo posto finisce mai o  immobile.
Mlodie dice una voce. Stai bene? Il sandwich non ti
va?
Mlodie si volta verso la sua insegnante. Mademoiselle
Jeanne Viala, che siede su un plaid a pochi passi di distanza,
con alcuni dei bambini pi piccoli rannicchiati accanto, tutti
che masticano obbedienti le loro baguette.
Non ho fame dice Mlodie.
 stata una mattinata lunga dice Mademoiselle Viala.
Cerca di mangiarne almeno qualche boccone.
Mlodie scuote la testa. A volte, parlare  difficile. A volte,
sei come un insetto privo di voce, che deve solo fare un movimento
con una qualche parte della sua anatomia. E dappertutto
intorno a te il mistral continua a soffiare e le foglie
autunnali continuano a cadere, anche se  mezza estate.
Vieni a sederti qui dice Mademoiselle Viala. Beviamo un
po'd'acqua.
L'insegnante dice a uno dei ragazzi, Jo-Jo (uno di quelli che
stuzzicano e tiranneggiano Mlodie e imitano il suo raffinato
accento parigino) di passarle la borsa da picnic. Mlodie si alza
e si allontana lasciando il sandwich sull'erba e Mademoiselle
Viala le tende la mano e Mlodie siede l, vicino all'insegnante
che le piace molto, ma che stamattina l'ha tradita... s, l'ha tradita...
facendole vedere cose che lei non voleva vedere...
Mademoiselle Viala porta una camicetta di lino bianco e
jeans e scarpe di tela bianche. Ha le braccia morbide e abbronzate
e il suo rossetto  di un rosso brillante, sorprendente.
Potrebbe essere arrivata anche lei da Parigi. Estrae una bottiglietta
di acqua di Evian dall'ingombrante sacca e la passa a
Mlodie.
Ecco dice. Prendila.
Mlodie preme la bottiglia fredda contro la guancia. Vede
Jo-Jo che la fissa. Le facce dei ragazzi prepotenti possono
essere vuote, assolutamente vuote, come se non avessero mai
imparato neppure a dire il proprio nome.
Allora dice Jeanne Viala con la sua voce da insegnante
mi chiedo chi sa dirmi, dopo la presentazione a cui abbiamo
assistito al museo, come si fa la seta.
Mlodie guarda lontano, in alto, di lato, lontano verso la
luce che vibra, verso il vento invisibile... Intorno a lei, i bambini
alzano la mano, pieni di voglia di dire a Mademoiselle Viala
quello che sanno, o quello, sospetta Mlodie, che hanno sempre
saputo, perch sono parte di questo paesaggio e sono nati dalla
sua terra.
Jo-Jo dice: La seta si fa con i bachi.
Lui, come gli altri, lo ha sempre saputo. Lo hanno imparato
tutti dai nonni o dai bisnonni e solo lei, Mlodie Hartmann
di Parigi, non ci aveva mai pensato fino a quel giorno, fino a
quando Jeanne Viala ha portato i bambini al Museo Cvenol
della seta a Ruasse...
Giusto dice Mademoiselle Viala. Non gridate tutti insieme.
Dimmelo tu, Mlodie. Immagina di voler avviare una bella
produzione di bachi da seta, quale sarebbe la prima cosa che
faresti, dopo aver comperato le uova?
La prima cosa. Lei abbassa gli occhi sulle mani, che sono
sporche di terra e sudore - di fango umano.
Tenerli al caldo... bisbiglia. La sua voce  pi lieve di quella
di alcune minuscole creature che vivono fra due steli di granturco,
o sotto le radici di un albero.
S annuisce Jeanne Viala. Bene. E come ci riusciresti?
Mlodie ha voglia di dire: Ho risposto. L'ho detto. Non voglio
aggiungere altro. Invece, continua a guardarsi le mani infangate,
che stringono la bottiglia di Evian.
Io lo so! dice Jo-Jo.
Anche noi! dicono due ragazzine, amiche inseparabili,
Stphanie e Magali.
Coraggio, allora, Magali, diccelo fa Jeanne Viala.
Il viso di Magali  scarlatto, gonfio di fierezza e imbarazzo. Me
lo ha detto il nonno! esplode. Si mettono in un sacchetto e lo
si attacca ai mutandoni!
Mentre le risate erompono intorno a lei, Mlodie si alza. Le
tremano leggermente le gambe, ma si allontana pi in fretta
che pu dal gruppo di ragazzini.
Grilli dal dorso rosso saltano e passano veloci sul suo percorso.
Stacca un ramoscello che ha sulla punta una fragile
capsula di semi, e con quello cerca di impedire agli insetti di
avvicinarsi. Sente l'insegnante che la chiama, ma non si volta.
Certo Jeanne Viala sa... certo lei sa... che se hai passato tutta la
vita a Parigi - tutti i tuoi dieci anni - allora muori di nostalgia
per la citt, per una bella stanza con la moquette in un bell'appartamento,
e non ti va di parlare di bachi che si dimenano in
un sacchetto a contatto con la tua pelle. Perch non  come se
Parigi fosse stata cancellata.  ancora l. Quella  la tua strada.
Casa tua. La stanza che una volta ti apparteneva.  solo che,
semplicemente, non ci tornerai. Mai pi. Perch a Pap  stata
data una "grande opportunit." A Pap  stata offerta una
promozione. E stato nominato responsabile di un laboratorio
di analisi mediche a Ruasse. Responsabile.  fantastico dice
la mamma. Devi capire che  un'occasione meravigliosa. E
tutto quello che in realt significa ... che Parigi  scomparsa.
Ora c' una casa di pietra, tutta sola all'interno di una valle
ombrosa. Le zanzare ronzano nelle notti buie, calde. La casa 
conosciuta come un mas. Nelle crepe delle sue pietre, dove la
malta si  sfaldata o  caduta, gli scorpioni si nascondono dal
sole. E a volte ce n' uno, nero e mortale, sulla parete della tua
camera e Pap deve venire e... porta una mazza di legno o un
martello. Il sangue gli arrossa il viso.
Il colpo di martello lascia un segno sulla stuccatura.
Ecco fatto dice lui. Ora  tutto a posto. Non c' pi.
Mai pi.
Mai pi le camminate da scuola a casa, oltre il negozio di
optometrista e il fioraio e la ptisserie all'angolo. Mai pi pomeriggi
invernali quando il cielo di Parigi  blu elettrico alle
spalle degli edifici.
Mai pi corso di danza, piscina, lezioni di violino. Mai pi.
Con il rametto con la testa di semi, Mlodie si apre a frustate
il passaggio tra le cavallette.
Apre un cancello di ferro arrugginito e si inoltra in un terreno
di pascolo coperto da ciuffi d'erba, diretta verso l'ombra,
verso giovani frassini che ingialliscono, un luogo dove sar sola
e potr bere la sua acqua. L'insegnante ha smesso di chiamarla.
Forse si  allontanata pi di quanto abbia creduto? L'aria  silenziosa
e immobile, come se il mistral fosse caduto.
Mlodie apre la bottiglia. Non  pi fresca, ma sporca per
via delle sue mani infangate, e puzza di plastica. Non  stata
concepita per puzzare di plastica, ma puzza di plastica prodotta
dall'uomo solo qui, dove la Natura  cos... determinata... cos...
ovunque. Solo qui, dove la Natura riempie il terreno e l'aria e il
cielo. Dove ti riempie gli occhi. Dove puoi sentirla in bocca...
Mlodie sta bevendo, quando sente un rumore nuovo.
Persone che parlano alla radio? Uno di quelle discussioni, in
lontananza, sulla politica o la vita di un personaggio famoso?
Una conversazione che non ti aspetti di capire?
Smette di bere e ascolta. No. Non persone. Qualcosa che
farfuglia dolcemente come loro, ma non loro... a meno che non
parlino una lingua che lei non ha mai sentito prima...
Abbassa gli occhi sul punto in cui il pascolo sembra terminare
in una fila di erbacce verde ortica, dalle foglie piumate.
Le erbacce crescono a gruppi, cos serrati che pare impossibile
trovare un varco. Ma Mlodie  decisa a scoprire la fonte del
nuovo suono, e vi si inoltra. Ha ancora il suo rametto con cui
comincia a piegare le erbacce. Pensa:  cos che bisogna trattare
questo posto, questa terra delle Cvennes, frustarla! Ma la terra
reagisce. Il rametto si spezza. Cos, scalciando e calpestando,
Mlodie si apre un passaggio fra le erbacce con le scarpe da
ginnastica bianche comperate a Parigi, e ormai non pi bianche.
Avanza a lunghi passi. Sente il terreno digradare sotto i
suoi piedi. Uno dei frassini trema fra lei e il sole, come una
fragile tenda tirata sopra la sua testa.
Ora  invisibile. N l'insegnante n gli altri bambini possono
pi vederla. Loro, gli altri - ciascuno di loro - sapeva delle
vecchie che tenevano in incubazione i bachi da seta sotto le
gonne pesanti, vermi bianchi contro la pelle bianca del loro
ventre, delle cosce, ma non sono venuti qui, non hanno osato
frustare le erbacce e calpestarle e aprirsi un passaggio verso...
...una spiaggia di pietre grigie e ciottoli sabbiosi che disegna
una curva. E l, oltre i ciottoli, vorticante fra enormi massi,
scorre uno stretto corso d'acqua. Non un fiume. Finge ancora
di essere un fiume, parla fra s nel linguaggio di un fiume, ma
la calura lo ha ridotto a un torrentello. Libellule saettano al di
sopra delle grosse pietre. Foglie di frassino volano via e cavalcano
il pelo dell'acqua.
Mlodie attraversa la distesa di ciottoli fino al limitare del
torrente. Si china e vi affonda la mano, per lavare via il fango.
Ne adora la freschezza, l'algore che  quasi gelo. Un impeto di
eccitazione, improvviso. Eccola qui, invisibile nell'ombra dolce
degli alberi, invisibile e al sicuro, come se le erbacce verde scuro
fossero nuovamente spuntate alle sue spalle, sbarrandole la via
del ritorno.
Quasi felice, si incammina lungo la spiaggetta, seguendo il
torrente fino a dove disegna un'ansa. E la segue e vede l'acqua
riversarsi inaspettatamente in un profondo stagno verde
mare. Guarda lo stagno. Un torrentello che cerca di tornare
fiume! Dunque perfino la Natura conservava i ricordi - possibile?
- proprio come lei conserva il ricordo di quello che pensava
di essere destinata a diventare e dove. Perch  questa la
sensazione che prova, che il torrente agognava allo stagno. Lo
imbarazzava essere un ruscello, un canaletto. Forse era addirittura
triste, addolorato, come lei, con il cuore pesante, dice la
Mamma. Ma ora che si  fuso con il grande stagno profondo,
sa di essere arrivato a casa.
A lungo Mlodie rimane ferma, a osservare. Poi  sopraffatta
dal desiderio di immergere nell'acqua il corpo bruciato dal
sole e che le prude. Si guarda alle spalle, quasi aspettandosi di
vedere l'insegnante comparire attraverso il filare di alberi. Ma
non arriva nessuno.
Scarpe. Jeans. T-shirt. Si toglie tutto tranne le mutandine
bianche e rosse, comperate da Monoprix agli Champs Elyses.
Comincia quindi ad arrampicarsi sul primo dei macigni che la
separano dallo stagno. Finalmente libera, passa di masso in
masso, diretta verso il pi alto, che si erge a met del ruscello,
e ricorda l'istruttore di nuoto della sua piscina dire agli altri
bambini: Guardate Mlodie.  cos che voglio che vi tuffiate:
come un uccello, aggraziato e leggero.
Cos ora si tuffer. Posiziona i piedi nudi sul bordo del
macigno bianco.  a un istante da un tuffo bene eseguito, a un
istante dalla freschezza rinvigorente dello stagno, quando...
con la coda dell'occhio vede qualcosa che non dovrebbe essere
l. A una prima occhiata non capisce che cosa sia. Deve guardare
di nuovo. Deve fissare.
Poi comincia a urlare.

 Capitolo 2.

L'arazzo ("francese, scena pastorale, tardo Luigi XV, di Aubusson")
raffigurava un raduno di aristocratici elegantemente vestiti,
seduti sull'erba all'ombra di alberi dalle larghe foglie. Si
avvicinavano al gruppo due servitori, un uomo anziano e una
giovane donna, portando carne, pane, vino e frutta.
Un cane dormiva al sole. In lontananza ("Alcuni punti sbiaditi,
trama leggermente indurita") c'era un prato punteggiato
di fiori. Il bordo era complesso ("Motivo ornamentale della
bordura: blasoni, rose e foglie di quercia") e i colori ("Rossi,
azzurri e verdi su un fondo neutro") teneri e gradevoli.
In una fredda mattina primaverile a Londra, Anthony Verey,
in piedi nel suo negozio, Antichit Anthony Verey, si riscaldava
le mani stringendo una tazza di caff, e contemplava l'arazzo.
Lo aveva gi da qualche tempo. Quattro anni? Cinque? Lo
aveva acquistato a una vendita privata nel Suffolk. Lo aveva
voluto al punto da sborsare mille sterline in pi delle seimila
del prezzo base, e quando gli era stato recapitato in negozio
lo aveva appeso alla parete sul fondo, di fronte alla scrivania
dove ora passava tutto il tempo, fingendo di lavorare, ma in
realt esistendo in un superficiale stato di fantasticheria, contemplando
i suoi meravigliosi oggetti - i suoi diletti, come li
chiamava - e a volte sbirciando al di l di essi per osservare i
passanti in Pimlico Road.
Una volta montato l'arazzo, Anthony scopr che la prospettiva
di venderlo lo sgomentava. Il prezzo che fiss - quattordicimila
sterline - era inteso a scoraggiare eventuali compratori,
ma in realt quel prezzo esisteva solo nella mente di Anthony
e non era scritto da nessuna parte. A volte, quando qualcuno
gli chiedeva dell'arazzo, lui rispondeva che non era suo, che si
limitava a tenerlo in custodia. A volte, annunciava che il prezzo
di vendita si aggirava intorno alle diciannovemila e aspettava
di veder trasalire i mercanti d'arte. A volte, diceva semplicemente
che non era in vendita. Era suo: il suo Aubusson Luigi
XV. Nel suo intimo sapeva che non se ne sarebbe mai separato.
Anthony era un uomo di sessantaquattro anni di media altezza,
con folti capelli bianchi e ricci. Quel giorno, indossava un
maglione di cashmere rosso con il collo a polo sotto una giacca
di morbido tweed marrone. Non faceva mai molto caldo in
negozio perch i diletti avevano la tendenza a creparsi, a gonfiarsi,
a sbiadire o a spaccarsi quando la temperatura superava
i quindici gradi e mezzo. Ma Anthony, lui era esile e temeva il
freddo. Vicino alla scrivania, teneva un massiccio, vecchio radiatore
a olio, che scricchiolava amichevolmente nei pomeriggi
invernali. Beveva una gran quantit di caff bollente, di tanto in
tanto corretto col cognac. Portava calze termiche. A volte perfino
sciarpe, e guanti di lana.
Sapeva che quel suo inopportuno attaccamento ai diletti era
un'eccentricit, ma non gli importava. Anthony Verey non aveva
moglie, amante, amica, figli, cani o gatti. Nel corso della sua
vita, in questo o quel momento, aveva posseduto tutte queste
cose, in vari accoppiamenti e combinazioni - tutte tranne un
figlio. Ma adesso era solo. Un uomo che aveva imparato ad
amare gli arredi e nient'altro.
Anthony sorseggi il caff. Il suo sguardo era ancora fisso
sull'arazzo, in cui i nobili sedevano a destra con gli alberi alle
spalle e i servi si avvicinavano da sinistra. Il sonno del cane
e l'espressione di piacevole aspettativa sui volti delle persone
suggerivano un momento di edonistica, indisturbata soddisfazione.
Stava arrivando il pranzo. Il sole dardeggiava.
Ma c'era qualcos'altro. Sul margine estremo della scena, a
destra, quasi nascosto tra il fogliame, era visibile una faccia minacciosa,
la faccia di una vecchia. In testa portava un berretto
nero e puntava verso il gruppo di personaggi uno sguardo di
straordinaria malignit. Nessuno per le prestava attenzione.
Era come se non si fossero accorti di lei.
Anthony si era scoperto a contemplare il viso della vecchia
per lunghi istanti. Era stata parte del soggetto originale? Sembrava
priva di solidit: una faccia disincarnata, una mano corrosa
sul mento, il resto celato dagli alberi. Gli autori dell'arazzo
("Probabilmente dell'atelier di Pierre Dumonteil, 1732-1787")
avevano alleviato la monotonia del lavoro aggiungendo di loro
volont quel piccolo dettaglio rivelatore?
Bevve i sedimenti del caff e si mosse verso la scrivania, per
iniziare svogliatamente i conteggi settimanali, quando qualcosa
attir il suo sguardo. Era un filo dell'arazzo.
Lo illuminava una vicina lampada alogena. Il filo nero pendeva
sulla fronte della vecchia, simile a una ciocca di capelli.
Anthony pos la tazza. Alz la mano a prendere il sottile filo di
seta fra il pollice e l'indice.
Il filo misurava meno di un centimetro. Era estremamente
morbido sotto i polpastrelli, e Anthony rimase cos, strofinandolo
per un breve lasso di tempo che poteva essere un minuto
oppure tre, o magari quattro o sette, ma in ogni caso sufficiente
per raggiungere la piena consapevolezza della scioccante e
incontrovertibile circostanza della vita che gli era appena stata
rivelata: quando fosse morto, non avrebbe potuto portare con
s una sola scheggia o frammento di nessuno dei suoi diletti.
Anche se fosse risultato che esisteva una qualche forma di vita
ultraterrena, cosa di cui dubitava, non avrebbe avuto nulla con
s a consolarlo, neppure quel filo di seta nera, lungo meno di
un centimetro.
Il citofono della porta ronz destandolo da un trance che,
in tutti i giorni e le settimane a venire, Anthony avrebbe considerato
di fondamentale importanza. Entr un uomo in abito
gessato e cravatta rosa. Si guard intorno. Non un mercante,
concluse velocemente Anthony, neppure un collezionista dilettante,
solo uno dei Ricchi Ignoranti, che guardava prima una
cosa e poi un'altra, senza rendersi conto di quello che vedeva...
Anthony lasci che l'ignoramus si accostasse al pezzo pi
costoso del negozio, un tavolo a console di legno dorato e con
il piano di marmo ("Il piano combina campioni di marmo all'interno
di bordi sagomati verde antico, primo quarto del Diciannovesimo
secolo, italiano. Rifiniture e plinto dorati con
sculture raffiguranti Atlante, anch'essi terzo quarto del diciottesimo
secolo"), quindi si dirigesse lentamente verso di lui.
Ha bisogno di aiuto, signore?
S disse l'uomo. Probabilmente s. Sto cercando un regalo
di nozze per mia sorella. Comperano casa a Fulham. Mi
piacerebbe regalare qualcosa... non so... per l'ingresso, pensavo.
Qualcosa che tutti... ehm... notino.
Bene disse Anthony. Per l'ingresso. Dunque...
Not gli occhi dell'uomo spalancati in attonita ammirazione
delle rappresentazioni dorate di Atlante, cos punt dritto verso
il tavolo a console e ne accarezz il piano di marmo. Questo
 un'autentica bellezza disse Anthony la cui voce conservava
un'antiquata affettazione tipicamente inglese che non si
curava pi di nascondere. Un vero sogno. Ma ha bisogno di
spazio per risaltare al meglio. Quanto  grande l'ingresso di
sua sorella?
Non ne ho idea disse l'uomo. Non l'ho visto. Ma i cherubini
dorati o quello che sono, mi piacciono davvero. Sorprendenti?
Quanto... ehm... costa?
Anthony inforc gli occhiali e si chin alla ricerca della minuscola
etichetta incollata al plinto di marmo che fungeva da
basamento alle sculture di Atlante. Si raddrizz e senza sorridere
disse: Ventottomila.
Ok disse l'uomo, tormentando la cravatta di seta rosa
con la mano carnosa. In questo caso sar meglio che dia uno
sguardo in giro. Credo di aver sperato in un affare.
Un affare? ripet Anthony. Be', non dimentichiamo che
questa  Pimlico.
Pimlico.
No, non esattamente Pimlico. Ancora Chelsea. L'estremit
settentrionale di Pimlico Road, Londra S03, la casa di Anthony,
la sua fonte di mantenimento, la sua vita da quarant'anni, il
luogo dove le sue conoscenze, il suo acume e il suo fascino un
tempo lo avevano reso ricco. Non semplicemente ricco. Qui,
era diventato una stella del mondo dell'antiquariato. I mercanti
pronunciavano con reverenza il suo nome: Anthony Verey;
quell'Anthony Verey. Allora non c'erano aste importanti, vendite
private o inaugurazioni di gallerie a cui non fosse invitato.
Conosceva tutti: il posto che occupavano nella gerarchia dei
mercanti o dei proprietari, i loro punti deboli, i loro smacchi,
i loro esasperanti trionfi. Era come un principe viziato in un
regno piccolo ma opulento, che corteggiava l'invidia.
Al culmine della notoriet, aveva potuto cullarsi nel sonno
contando - una a una, piacevolmente - le persone che lo invidiavano.
E ora, in questa fredda mattina primaverile, aveva improvvisamente
visto... che cosa aveva visto? Aveva visto come fosse
sola ogni cosa. Non soltanto l'uomo che un tempo era stato
un principe, era stato quell'Anthony Verey. Ma anche tutti
i diletti, tutte quelle meraviglie, realizzate con tanta cura, con
tanta dedizione... quelle cose che avevano resistito ed erano
sopravvissute cos a lungo... perfino quelle erano tragiche nel
loro isolamento e nella loro solitudine. Certo, sapeva che era
un pensiero stucchevole. I mobili non avevano sentimenti. Ma
li si pu avere per loro. Ci si pu preoccupare del giorno in cui
li si dovr lasciare, alla merc della trascuratezza e dell'ignoranza
di altre persone. Soprattutto di questi tempi, quando si
registrava un abbandono generale di oggetti come questi, visti
come appartenenti a un mondo vecchio, estraneo. Che cosa li
aspettava? Che cosa aspettava?
Ora Anthony sedeva alla scrivania, su una dura sedia Windsor,
ma con il deretano ancora stretto poggiato su un cuscino
di seta verde. Questo cuscino, comperato da Peter Jones, si era
adattato cos perfettamente alla forma del suo didietro che di
rado lui lo sprimacciava o lo spolverava. In negozio non entr
nessun altro. Fuori, il giorno era senza luce.
Anthony prese il registro contabile, mise gli occhiali e fiss
le colonne di cifre. Il registro era vecchio e spesso e logoro ed
era uno dei sette contenenti quella che era la sua storia scritta:
ogni acquisto, ogni vendita, ogni pagamento di imposte, ogni
spesa. I registri da due a cinque riportavano cifre strabilianti.
Nel sei, i prezzi cominciavano a calare e il volume delle vendite
a diminuire seguendo un'orribile curva discendente. E ora, del
registro sette... Be', francamente, tutto quello che poteva fare
era evitare di guardare le ultime righe.
Gir alla pagina Annotazioni Vendite del mese di marzo: un
ritratto mediocre ("Scuola inglese, primi Diciottesimo secolo.
Sir Comun Delapole, consulente legale della regina, e Lady
Delapole. Pastello con tocchi di acquerello"), una brocca di
maiolica ("Ovoidale, italiana, Diciassettesimo secolo, decorata
con larghe volute di foglie"), una teiera d'argento Giorgio III
("Il corpo circolare con incisa una fascia di antemi e serpentine"),
e - l'unico oggetto autenticamente di valore - un tavolino
Regency in mogano con due ribalte da cui non era stato particolarmente
lieto di separarsi. Il tutto gli aveva fatto guadagnare
poco meno di quattromila sterline; appena sufficienti a pagare
la rata mensile del prestito per la ristrutturazione del negozio.
Pietoso.
Ora Anthony desiderava vagamente essersi sforzato di pi
per vendere il bel tavolo a console italiano all'uomo con la cravatta
rosa, che, alla fine, non aveva comperato nulla ed era stato
visto puntare dritto verso il negozio di David Linee, sull'altro
lato della strada. Sapeva che non era stato solo il prezzo del
tavolo, ma anche il suo non celato disprezzo ad allontanarlo,
come aveva allontanato molti altri clienti. Ma non riusciva a
comportarsi diversamente. La verit era che a Anthony piaceva
essere sprezzante. Il disprezzo - scaturito dalla conoscenza
dello specialista, o da quella a cui lui pensava come a una conoscenza
segreta - era un'abitudine perfezionata in pi di quarant'anni,
e uno dei pochi piaceri rimastigli.
Anthony si prese la testa fra le mani, tormentandosi le ciocche
dei capelli. Almeno gli rimaneva questo: aveva i capelli. Poteva
anche avere sessantaquattro anni, ma i suoi capelli erano
splendidi. E naturalmente quello che pi apprezzava era l'invidia
che suscitavano tra gli amici di sesso maschile - i pochi rimastigli
- che dovevano sopportare giorno dopo giorno quelle
loro teste rosa-vergogna. E si scopr a riconoscere, come avrebbe
dovuto riconoscere molto tempo prima, che l'invidia altrui
- la benedetta invidia a cui l'umanit  cos disastrosamente
incline - era realmente e onestamente la cosa che lo aveva tenuto
in vita. Amanti di entrambi i sessi e perfino quella che per
breve tempo era stata sua moglie, Caroline, erano venuti e andati,
ma l'ammirazione e l'invidia altrui erano rimaste con lui,
lo avevano accompagnato nel lavoro e nel riposo, lo avevano
nutrito e rafforzato, permettendogli di sentire che la propria
vita aveva scopo e significato. E ora anche questo era svanito.
La piet ne aveva preso il posto. Tutti sapevano che annaspava,
che avrebbe potuto addirittura colare a picco. Di certo ne
discutevano a cena: Nessuno vuole pi mobili marroni. Ora
gli interni sono completamente diversi. Anthony Verey dev'essere
in grossi guai.... E naturalmente erano molti quelli che
volevano vederlo fallire. Centinaia. Come avrebbe esultato certa
gente, se il suo negozio avesse chiuso...
Pensieri amari. Anthony sapeva di dover resistere in qualche
modo, di dover continuare a lottare. Ma chi o che cosa
lo avrebbe aiutato? Dove trovare ancora significato? Aveva la
sensazione che fuori dei confini del suo negozio, dove i diletti
lo circondavano, tenendolo al sicuro, ora si stendesse una desolazione
senza cuore.
Il telefono squill.
Anthony disse una voce brusca, ma gentile e famigliare.
Sono V.
Un'immediata sensazione di sollievo e gratitudine attravers
Anthony come un flusso di adrenalina. Sua sorella, Veronica,
era la sola persona vivente per cui lui sentisse qualcosa di simile
a un autentico affetto.

 Capitolo 3.

In quello stesso, fresco periodo primaverile, Audrun Lunel, una
donna che nei suoi sessantaquattro anni di vita non si era mai
mossa dal suo villaggio di La Callune, nelle Cvennes, attraversava
da sola un bosco di querce e castagni.
Il bosco, bello e pieno di sussurri, era tutto suo grazie al testamento
del padre ("A mia figlia, LUNEL Audrun Bernadette,
lascio nella sua interezza l'appezzamento di terreno boschivo
indicato Salvis iuribus 547...") e Audrun ci veniva spesso sola,
per sentire sotto gli stivali di gomma i rilievi della terra con il
suo tappeto di foglie, ghiande e bucce di castagne, per toccare
gli alberi, per guardare il cielo attraverso i loro rami, e ricordare
a se stessa che quel luogo era suo "nella sua interezza". Aveva
del bosco ricordi che sembravano risalire a prima del tempo, o
al di sopra di quello che la gente chiamava" tempo", con la sua
linearit, la sua teoria di anni, le sue necessit. Quei ricordi,
nella consapevolezza di Audrun, c'erano sempre stati.
Sapeva di essere spesso confusa. La gente glielo diceva. Amici,
medici, perfino il prete, lo dicevano tutti: A volte sei confusa,
Audrun. E avevano ragione. C'erano momenti in cui la consapevolezza
o l'esistenza o qualunque cosa fosse quella che si
definisce essere vivi, c'erano momenti in cui... vacillava. A volte,
cadeva - come un tempo faceva sua madre Bernadette, sveniva
quando il vento soffiava da nord. In altre occasioni, continuava a
vedere e a sentire le cose, ma era come se le vedesse e le sentisse
attraverso un vetro, da una distanza stranamente terrorizzante,
e poi, un attimo dopo, non sapeva che cosa, esattamente, avesse
visto o sentito. C'era la sensazione di un'assenza.
Episodi, li definiva il dottore. Brevi episodi del cervello. E
il dottore - o i dottori, perch non era sempre lo stesso - le
prescriveva pillole che lei prendeva. Sdraiata sul letto, ingoiava
pillole. Le teneva sulla lingua, come fossero un'ostia. Cercava
di immaginare che la trasfigurassero. Nella notte del Cvenol,
giaceva ascoltando l'avocetta, o il respiro della terra, sforzandosi
di immaginare il fiume chimico nel suo sangue. Vedeva il
fiume come un turbinio marezzato di porpora, cremisi e bianco;
i colori che scorrevano in matasse e si espandevano fino ad
assumere forme quasi riconoscibili, simili a nuvole. Si chiedeva
se quelle immagini non fossero inappropriate. Le era stato
detto anche che la sua mente era soggetta a fabbricare "idee
inappropriate". Poteva immaginare cose terribili. Poteva, per
esempio, immaginare torture. Poteva scoprire, all'interno delle
vecchie mura abbandonate di La Callune, i cadaveri dei suoi
nemici appesi a testa in gi, le caviglie legate col fil di ferro.
Quel filo penetrava nella loro carne. Dai loro occhi stillava sangue.
L'acqua nei pozzi continuava a salire...
Nemici, Audrun? Tu non hai nemici diceva la gente di La
Callune.
Ma ne aveva. La sua amica pi cara, Marianne Viala, sapeva
chi erano. Il fatto che uno di questi nemici era morto e sepolto
nel cimitero della chiesa non cancellava il suo ruolo di nemico.
Spesso a Audrun Lunel sembrava che i morti, senza pi forma,
riuscissero a insinuarsi non solo nei sogni, ma anche nell'aria
che si respirava. Ne sentivi il sapore e l'odore. A volte ne percepivi
il disgustoso calore.
Audrun continuava a camminare. Aveva occhi acuti che
non si offuscavano mai, se non quando si avvicinava un episodio
e gli oggetti e le facce parevano allungarsi e mutare. Quel
giorno, riusciva a cogliere i segni della primavera, limpidi e
netti e pieni di luce: foglie pallide sui castagni, denti di cane
ai loro piedi, amento su un arbusto di nocciole. Anche il suo
udito era fine. Riconosceva il canto del lu grosso, disturbato
dal cigolio dei suoi stivali di gomma. E ora, nel mezzo del
bosco, si ferm e abbass gli occhi sul terreno.
Sulla terra sapeva di non sbagliarsi. Sulla terra delle sue
amate Cvennes non aveva mai evocato pensieri inappropriati.
C'era uno schema in base a cui le cose diventavano, e lei,
Audrun Lunel, figlia del villaggio di La Callune, lo comprendeva
perfettamente. Il fuoco o l'inondazione potevano arrivare
(e spesso lo facevano) a spazzare via ogni cosa. Ma la pioggia
continuava a cadere e il vento a soffiare. Sulla nuda roccia
madre, particelle minuscole di materia si accumulavano nelle
crepe e nelle cavit: filamenti di foglie morte, ciuffi di ginestra
carbonizzata. E nell'aria, quasi invisibili, c'erano pagliuzze di
polvere, granelli di sabbia, che si posavano fra i detriti, preparando
un letto per le spore di lichene e muschio.
In una sola stagione, la pietra calcarea arsa o lavata sarebbe
tornata verde. Poi, durante le tormente autunnali, nelle piogge
battenti sotto il Monte Aigoual, bacche e semi cadevano sui
licheni e mettevano radici. L cominciavano a crescere felci
aquiline e bossi comuni, e col tempo pere selvatiche, biancospino,
pini e faggi. E cos continuava: da pietra nuda a foresta,
in un'unica generazione. Ancora e ancora.
Solo che potevano esserci intrusioni.
Possono arrivare persone e portarteli via, Audrun bisbigliava
sua madre Bernadette, molto tempo fa. Possono arrivare
sconosciuti. E altri che forse non lo sono. Tutto quello che
esiste pu essere rubato o distrutto. Devi essere vigile.
Lei aveva cercato di non cessare mai la vigilanza. Da quando
aveva quindici anni, e Bernadette era morta, Audrun aveva
seguito le istruzioni della madre. Perfino nel sonno, aveva
provato la prolungata stanchezza della sentinella. Ma non era
bastato a salvarla.
Il sole era tiepido. Quella assomigliava a una giornata di primavera
della sua infanzia, quando sedeva sui gradini che portavano
alla massiccia porta d'ingresso, in attesa dell'arrivo del
furgone del pane.
Fame.
Ne ricordava il potere che esercitava sulla sua volont.
Aveva quattro o cinque anni. Port le due pagnotte dal furgone
alla cucina, che era fresca e silenziosa. Ma non riusc
a staccarsi dal pane. Ci prov, ma inutilmente. Spezz una
delle pagnotte e cominci a cacciarsi in bocca il pane bianco
e croccante.
Che pane meraviglioso! Poi per suo fratello maggiore, Aramon,
la scopr, le disse che il padre, Serge, l'avrebbe presa a
cinghiate. Lei spinse via la pagnotta. Desider che fosse ancora
intera. Terrorizzata perch era stata indotta in tentazione. E allora
Aramon la fece sedere e le disse una cosa spaventosa: che
lei non apparteneva realmente alla famiglia e non aveva diritto
neppure a una razione del pane che pagavano cos caro. Perch
era la figlia di qualcun altro.
Nel 1945, raccont, quando lei aveva solo pochi giorni di vita
-"una bambina puzzolente"- era stata avvolta in stracci e lasciata
sui gradini del convento delle Carmelitane di Ruasse dalla madre,
che era stata una collaboratrice. Ma le suore non la volevano. Era
una figlia del peccato. Le suore erano andate di villaggio in villaggio,
chiedendo: qualcuno voleva una bambina? Qualcuno era
disposto a prendersi cura di una brutta bambina con un ombelico
simile alla coda di un maiale? Ma nessuno la voleva. Nessuno
sano di mente voleva la figlia di una collaboratrice con un ombelico
come una coda di maiale - tranne Bernadette.
Bernadette era un angelo, si vant Aramon, la sua madre-
angelo. E lei aveva persuaso Serge ad adottare la bambina.
Adottarla. Fu quella la parola che Aramon us nel raccontarle
la storia. Disse che significava impietosirsi per qualcosa che
non era tuo. Disse che Serge aveva sbraitato e gridato no, aveva
gi un figlio - suo figlio Aramon - e questo era tutto quello che
contava per lui, e perch diavolo avrebbe dovuto volere una
marmocchia piagnucolosa?
Ma giorno e notte Bernadette lo aveva supplicato - Dio solo
sapeva perch - di lasciarle tenere la bambina scaricata sulla
porta delle suore Carmelitane. E, alla fine, aveva vinto. Dio solo
sapeva come. E cos erano andati in massa a Ruasse ed erano
entrati nel convento gelido e avevano sentito il pianto della
bambina echeggiare all'interno dei muri ghiacciati, e l'avevano
portata a casa e le avevano dato il nome della badessa del convento
delle Carmelitane. Audrun.
Ecco che cosa sei concluse Aramon. Adottata. Vedi? E ora
mio padre ti scorticher il sedere per aver mangiato il pane. Perch
lui non si impietosisce mai per gli altri.
A lungo Audrun aveva creduto alla storia che suo fratello,
Aramon, manteneva viva.
Immagino tu ti sia chiesta chi  tuo padre, Audrun. Uh?
S, se lo era chiesta. Conosceva bambini che avevano due
genitori, non uno solo. Tutti a La Callune avevano due genitori,
eccetto coloro che avevano "perso" i loro coraggiosi padri in
guerra. Cos chiese ad Aramon: Mio padre era uno di quegli
uomini"persi?".
Be' disse lui ridendo perso al male! Perso all'inferno adesso!
Era un tedesco. Una Ss. E tua madre era una putaine de collabo.
Ecco perch il tuo ombelico assomiglia alla coda di un maiale.
Lei non capiva cosa significassero quelle parole, solo che ci
si aspettava che si vergognasse. Aramon le disse che gli abitanti
di Ruasse avevano rasato la testa a sua madre (non sua
madre Bernadette, ma l'altra madre, quella che non aveva mai
conosciuto, la collaboratrice), le avevano rasato i lunghi capelli
biondi e l'avevano costretta ad attraversare nuda il mercato, e
i commercianti le avevano scagliato manciate di viscere di pesce
sui seni perch questo era quello che si faceva alle donne
che "andavano" con i soldati tedeschi, questa era la punizione,
questa, e la nascita di bambini deformi con code di maiale che
sporgevano dai loro stomaci.
Fame.
Di fame quel giorno. Di vicinanza a qualcosa.
La piccola Audrun sedeva nella polvere all'interno del recinto
di fil di ferro dove si nutrivano i polli Bantam. Cercava di stringere
fra le braccia ossute la gallina pi piccola. Ne sentiva il battito
terrorizzato del cuore, ne vedeva le zampe contorte, come piccole
pannocchie, artigliare l'aria. Neppure la Bantam la voleva vicina.
Lei era la figlia di una putain de collabo e di un soldato tedesco
delle Ss. Nella vicina Pont Perdu, ventinove persone erano state
uccise dai tedeschi in una "operazione di rappresaglia", e i loro
nomi erano stati incisi su un monumento di pietra, un altarino
lungo la strada sovrastante il fiume, e vi erano stati deposti fiori,
fiori che non erano veri e non morivano mai.
Audrun si strinse intorno al corpo il vecchio cardigan logoro
e continu a camminare nel bosco, la faccia sollevata verso il
tepore del sole. Di l a un mese, sarebbero arrivate le rondini.
Nell'ora che precede il crepuscolo, avrebbero volteggiato, non
sopra il suo bungalow, con il suo tetto basso di lamiera, ma sopra
il Mas Lunel, dove viveva ancora Aramon. Avrebbero cercato
i luoghi adatti per nidificare sotto le tegole, contro i muri
di pietre crepate, e lei si sarebbe messa alla finestra della sua
fragile casa, o nel piccolo potager, a zappare fagioli, a osservarle,
a guardare il sole tramontare su un altro giorno.
Avrebbe visto le strisce di luce ammiccare nella cucina del
mas - quel vecchio fascio di luce soffusa di verde - e immaginato
il fratello andare e venire dalla stufa elettrica, cercando di
friggere lardons, bere dal bicchiere di vino rosso, lasciar cadere
cenere di sigaretta nella padella, prendere la bottiglia e bere
a canna, la faccia dalle guance ispide con quel sorriso fatuo
che acquistava quando il vino gli accendeva i sensi. Poi, con la
mano che gli tremava, avrebbe cercato di mangiare i lardons
bruciacchiati, e un uovo fritto bruciacchiato, cucchiaiata dopo
cucchiaiata, con un'altra sigaretta accesa su un piattino e fuori
nel buio i cani chiusi nel recinto di metallo che ululavano perch
lui aveva dimenticato di portar loro da mangiare...
Di sopra, viveva nella sporcizia. Portava i vestiti fino a che
puzzavano, poi li appendeva fuori della finestra perch la pioggia
li lavasse e si arieggiassero al sole. E ne era fiero. Fiero della
sua"ingegnosit."Fiero delle cose pi bizzarre. Fiero che il padre,
Serge, gli avesse dato il nome di una variet d'uva.
Che razza di fratello si era ritrovata!
Chi era tua madre, Audrun?
Putain de collabo.
Chi era tuo padre?
Bastardo Ss.
And dall'altra sua madre, Bernadette. Prese un paio di forbici
e le chiese di tagliare la coda di maiale. E la madre la strinse a
s e la baci sulla testa e disse, s, lo faremo. Sarebbero andate
all'ospedale di Ruasse, e i dottori avrebbero fatto tutto in modo
"capace e pulito". Ma i dottori costavano caro, e la vita era dura
l a La Callune; avrebbe dovuto essere paziente.
Cos Audrun chiese pazientemente: Chi era l'altra mia madre,
la collabo?  morta? L'hanno appesa a testa in gi in un
pozzo con le caviglie legate col fil di ferro?.
Bernadette cominci a piangere e a ridere insieme, e si prese
Audrun sulle ginocchia e la cull tenendole la testa contro
la propria spalla. Poi sfil le braccia dal grembiule e si sbotton
la camicetta e mostr a Audrun i seni bianchi con i capezzoli
scuri. Sono io tua madre disse. Ti ho nutrita qui, col mio
seno. Che cosa sono queste sciocchezze sulle collabo? Non ce
n'erano a La Callune, e tu non devi usare quella parola. Sono io
tua madre ed  da qui che prendevi il latte. Senti.
Audrun pos la mano sul seno. Era morbido e caldo sotto
il suo tocco. Avrebbe voluto credere alle parole della madre,
confortanti come il pane, ma Aramon l'aveva messa in guardia:
Bernadette ti mentir. Tutte le donne mentono. Discendono
dalle streghe. Perfino le suore hanno streghe per madri. Le
suore mentono su se stesse, sulla loro castit....
Cos tolse la mano, scivol gi dalle ginocchia di Bernadette
e fece per correre via.
La sua reazione, per, turb Bernadette, che le and dietro,
la prese in braccio e disse: Tu sei mia, Audrun. La mia bambina,
il mio tesoro, te lo giuro sulla mia vita. Sei nata al mattino
presto e io ti ho tenuta fra le braccia e il sole splendeva attraverso
la finestra della camera e nei miei occhi.
Ora Audrun era in piedi davanti a un castagno, commossa,
come le succedeva ogni primavera, dalla vista del fogliame
nuovo. Da bambina, la famiglia aveva nutrito i maiali con le
castagne e la loro pelle formava belle cotenne scure, e la carne
era dolce e incontaminata.
Ma ora era arrivata la malattia. Endothia, si chiamava. La
corteccia dei castagni si spaccava e si arrossava e cadeva e i
rami sovrastanti le cicatrici rossastre cominciavano a morire.
In tutte le Cvennes, i castagneti morivano. Perfino l, nel bosco
di Audrun, erano visibili i segni dell'endothia. E la gente
le diceva che non c'era niente da fare, non c'erano maghi o
salvatori come un tempo, quando Louis Pasteur si era spinto
fino ad Als e aveva scoperto una cura per la terribile malattia
dei bachi da seta. Adesso l'endothia era parte della vita, la parte
che aveva cambiato le cose rendendo impossibile ricordarle, la
parte che era vecchia e malata e avvizzita dal tempo. Presto nel
bosco gli alberi sarebbero morti. Non c'era nulla da fare se non
abbatterli e bruciare i ceppi nel camino.
Nel bungalow di Audrun non c'era camino. Aveva quattro
radiatori che generavano energia durante la notte, pesanti
come menhir. E col prolungarsi dei pomeriggi invernali, i
radiatori si raffreddavano, l'aria si raffreddava, e Audrun non
aveva altro da fare che starsene sulla sua sedia con una coperta
all'uncinetto sulle ginocchia. E a volte, in quell'immobilit
profonda e fredda, sentiva l'imminenza di un episodio, come
un'ombra che si stendeva su di lei, un'ombra non collegata
a una forma solida, che le vuotava la mente e faceva s che i
mobili si allungassero e si trasformassero dietro una superficie
di vetro...
Audrun esamin il tronco del castagno. Ancora nessuna
traccia della malattia, ma lei pronunci fra s e s la parola temuta:
Endothia. L'aria era cos immobile che le parve di sentire
la sua stessa voce silenziosa. Poi, l'attimo dopo, si rese conto
di non essere sola e allora si volt e lo vide. Barcollava, come
sempre da un po' di tempo a quella parte - lui che da ragazzo
era stato agile e veloce come un guerriero pellerossa - intento
a raccogliere legna per il camino, cacciando i pezzi caduti in
una specie di sacca sulla schiena, una sacca che aveva confezionato
con una vecchia coperta mangiata dalle tarme.
Aramon.
Lui alz il braccio, come per impedirle di avvicinarsi. Solo
un po'di legna disse. Solo un po'di legna per fare il fuoco.
Possedeva alberi suoi, un fitto boschetto di lecci dietro lo
stagno dei cani, ma era troppo pigro per segarli, oppure sapeva
di non potersi fidare ad usare la sega; la sega gli avrebbe portato
via la mano.
Solo un paio di rami, Audrun.
Aveva i capelli sporchi e arruffati. La faccia non rasata era
pallida, quasi grigia nella luce vivida del sole. E stavo venendo
a chiederti...
Chiedermi cosa?
Sono in un pasticcio, su al mas. Non riesco a trovare nulla.
La carte d'identit, gli occhiali...
Lei non entrava quasi mai a casa sua - la casa che un tempo
la sua amata Bernadette aveva tenuto cos pulita e in ordine.
Il tanfo le dava la nausea. E poi la vista delle vecchie camicie
di lui appese alla finestra perch la pioggia le lavasse - doveva
distogliere lo sguardo quando le vedeva, e ricordava la cassa
della biancheria di Bernadette e tutte le lenzuola e le camicie e
le maglie bianche come fondant, ripiegate in modo che i bordi
combaciassero e che profumavano di pane fresco.
Aramon disse. Vai a casa. Porta con te la legna. Puoi tenere
quella che hai raccolto, anche se non ti appartiene.
Lui lasci andare la sacca e i ciocchi si schiantarono ai suoi
piedi. Li guard impotente. Devi aiutarmi disse.  complicato
lass. Sai?
Che cosa intendi dire con "complicato"?
Tutte le cose si sono mescolate. Non distinguo pi una cosa
dall'altra. Qualcuno deve fare ordine. Per favore.
Lo sguardo di lei era duro come legno di tasso. Percepiva il
veleno di lui, come una bacca di tasso in bocca.
Puoi prendere un paio di galline Bantam offr lui. Gli
torcer io il collo, le spenner, toglier le viscere. Puoi invitare
Marianne Viala, no? Per un bel pranzo. Spettegolare un po'.
Pardi! Lo so che alle donne piace spettegolare.
Un paio di Bantam per fare che cosa?
Lui mosse i piedi, si gratt il collo. Gli occhi, un tempo belli,
erano ancora scuri e profondi. Solo aiutarmi. Per favore,
Audrun. Perch ora ho paura. Lo ammetto.
Paura di che cosa?
Non lo so.  questo casino in cui vivo. Non so dove trovare
le cose di cui ho bisogno.

 Capitolo 4.

Ragazzi.
Erano giovani sulla ventina, ma Anthony Verey si era spesso
riferito a loro come a i ragazzi o ai miei ragazzi. Farlo gli
dava il potere di svilire quello che, fino a poco tempo prima,
minacciava di sopraffarlo e renderlo debole: la loro bellezza.
I ragazzi che sceglieva erano quasi sempre poveri, vivevano
di sussidi statali o di lavori umili, tentando di entrare nell'et
adulta, tentando di sopravvivere a Londra. Lui li portava nel
suo appartamento squisitamente arredato sopra il negozio,
in Pimlico Road. Amava l'eccitazione di quel momento - uno
sconosciuto povero nel suo letto. Poi li portava di sotto per mostrargli
i diletti nella semioscurit. Li lasciava toccare, odorare,
sentire i diletti. Odorare la conoscenza, la sicurezza, l'agio, il
diritto, la ricchezza. Ma non gli permetteva mai di indugiare.
Li pagava bene, ma invariabilmente li mandava via senza la
promessa di incontri futuri, perch non sopportava l'idea che
presumessero di potere, dato che era pi vecchio, dato che era
quasi vecchio, renderlo schiavo della loro virilit e della loro
giovinezza.
Da molto tempo ormai non ci sono pi ragazzi nel letto di
Anthony. Il desiderio un  assente-senza-permesso. L'unico
che andava a trovare Anthony - in sogno e in quei momenti
vuoti in cui sedeva in fondo al negozio e nessun cliente entrava
- era il ragazzo che lui stesso era stato.
Sapeva che era abietto, una resa sentimentale, ma non poteva
evitarlo; questo era ci che anelava a essere: se stesso da
ragazzo, seduto con sua madre, Lai, a contemplare l'arcobaleno
di colori che la luce del sole creava magicamente nelle
bonbonnires sul tavolo da pranzo della casa nell'Hampshire,
dove loro due si incantavano a lucidare l'argenteria, e fuori, in
giardino, una delle lunghe, quiete estati degli anni Cinquanta
si spegneva lentamente.
Era peggio che abietto. Anthony non lo ha detto a nessuno,
neppure a sua sorella Veronica (o "V", come l'ha sempre
chiamata) che quello che desiderava era essere il ragazzo
di un tempo. Sembrava che V - di tre anni maggiore - se la
cavasse alla perfezione nella vita, avanzando ostinatamente,
piena di programmi e progetti, e senza essere neppure particolarmente
legata ai vecchi ricordi. Se lui avesse ammesso
che fantasticava di trovarsi nella vecchia sala da pranzo nell'Hampshire,
a dieci o undici anni, a lucidare l'argenteria con
Lai, V avrebbe reagito con severit. Dio santo, Anthony. Lucidare
l'argenteria! Fra tutte le cose inutili... hai dimenticato
come annerisce?
A lui e Lai non era mai importato. Quando l'argenteria cominciava
a scurirsi, si limitavano a pulirla di nuovo. A volte,
mentre lavoravano, lui e Lai cantavano in perfetta armonia.
Mentre nel recinto V cavalcava al piccolo galoppo e in perfetta
sicurezza la sua giumenta baia, Susan, o, chiusa nella sua
stanza, disegnava a matita, il naso infilato nel suo libro d'arte
preferito, Disegnare gli alberi, loro cantavano motivi di spettacoli
musicali:
La barca  arrivata! Cos'ha portato la barca?
Un vio-li-no e lay-ay-dy!
L'oggetto d'argento che a quel tempo Anthony amava di pi al
mondo era uno dei bricchi per la panna di Lai. Seguiva con delicatezza
i contorni del manico, il delicato motivo di foglie inciso
sui lati. Oh, s,  un gioiellino tubava Lai. Georgiano. Del
1760 circa, credo. Delizioso piccolo piedistallo a forma di zampa.
Regalo di nozze a me e Pat. Potrai prenderlo quando morir.
C'erano centinaia di altri oggetti in quella casa che avevano
dato piacere al ragazzo. Amava premere contro la guancia
una paletta per torte d'argento, aprire e chiudere le ingegnose
pinze per asparagi. Oh, s, e ascoltare i rintocchi della pendola
(Westminster Muncaster, Whitehaven, 1871) nell'ingresso, un
suono associato alle vacanze scolastiche, con un bianco albero
di Natale a dicembre o un vaso di piselli dolci a luglio e la fine
del latino e del rugby per un lungo e gioioso periodo. Lai lo
osservava ascoltare i rintocchi della pendola, lo osservava con
i suoi occhi colore del cielo, e gli sfiorava la faccia con la mano
infilata nel guanto per lucidare l'argenteria.  cos tenero diceva
il modo in cui ami il Muncaster.
E lui sorrideva e proponeva un'altra canzone, perch non si
accorgesse che ridacchiava per il modo in cui lei, che era arrivata
in Inghilterra dal Sudafrica e parlava ancora con un accento
che appiattiva le vocali e faceva scivolare innumerevoli suoni in
direzioni strane e imbarazzanti, usava la parola"tenero."
Anthony pens che Lai avrebbe compreso il suo desiderio
di essere di nuovo ragazzo. Negli ultimi quindici anni della vita
di lei, lui l'aveva vista tornare spesso col pensiero a Hermanus,
dove i suoi genitori erano stati proprietari di una villa con vista
sul mare e dove, nell'estate sudafricana, i pasti venivano serviti
da camerieri neri (i boys) su una veranda di centocinquanta
metri. Diceva ad Anthony che aveva imparato ad amare l'Inghilterra,
il suo paese di adozione, ma una parte di me resta
in Sudafrica, capisci? Ricordo le stelle africane. Ricordo che ero
pi piccola di una Canna.
Anthony sedeva alla scrivania mentre un lento crepuscolo
calava su Chelsea, e guardava torvo la rubrica degli indirizzi.
Si chiese se, quella sera, avrebbe trovato il coraggio di chiamare
uno dei"ragazzi." Senza entusiasmo, gir le pagine della
rubrica, leggendo nomi e numeri telefonici: Micky, Josh, Barry,
Enzo, Dave...
Lo sfidavano. Affamati, vigorosi, sfrenati, erano tutti, pensava,
pi vivi di quanto lui fosse mai stato. L'ultimo a visitare il
suo letto era stato l'italiano, Enzo, occhi solenni e un broncio
delizioso. Indossava una camicia costosa, ma le scarpe erano
impolverate e con i tacchi consumati. Aveva esibito il suo uccello,
lo aveva offerto perch lo ammirasse, nodoso e grosso fra
le sue mani, come per presentarlo a un'asta.
Poi aveva dato la stura a una sfilza di oscenit, sussurrando
all'orecchio di Anthony un lento, incessante accompagnamento
di sconcezze. Anthony aveva ascoltato e osservato. La luce
nella sua stanza era stata abbassata fino ad assumere una cupa
tonalit ambra, e il corpo del ragazzo appariva liscio e dorato,
proprio come piaceva a Anthony, le natiche grasse, quasi femminee.
Le sue braccia si strinsero intorno a Enzo. Gli tocc i capezzoli,
gli accarezz il petto. Cominciava a sentirlo, il primo
ansito di desiderio, poi per quel dannato monologo scivol
nell'italiano e lui disse a Enzo di tacere, ma il ragazzo non la
smetteva, era una diva delle oscenit, un venditore di turpiloquio,
e continuava.
Le cose che facciamo...
Le cose disperate...
Enzo era sdraiato sul letto. Anthony in ginocchio. Non ce
l'aveva ancora duro. Ma pensava che le grosse natiche avrebbero
fatto il loro lavoro, se si fosse concentrato, se le avesse
accarezzate e manipolate, se avesse separato la carne... ma no,
quello che improvvisamente voleva davvero era schiaffeggiarle.
Ferire il ragazzo italiano. Ferire se stesso. Perch sembrava
talmente spregevole, talmente penoso, questo farsi dei ragazzi
- solo per provare che come uomo era ancora vivo. Era ridicolo.
Si era allontanato dal letto, aveva infilato la vestaglia e detto a
Enzo di alzarsi e andarsene. Aveva pagato quanto promesso
cacciando il denaro nella tasca del giubbotto di pelle di Enzo, e
il ragazzo se ne era andato, imbronciato e offeso. Anthony era
rimasto a lungo seduto in cucina, seduto senza muoversi, ad
ascoltare il ronzio del frigorifero, il traffico in strada, consapevole
di non provare nulla: nulla tranne la rabbia.
Mise da parte la rubrica. Il pensiero di un ragazzo - qualsiasi
ragazzo - nel suo letto lo stancava. Il suo corpo incontrava gi
sufficienti difficolt ad affrontare i compiti usuali, quotidiani.
Gli doleva l'osso sacro per essere stato seduto tutto il giorno in
fondo al negozio. Camminare fino a Knightsbridge era sufficiente
a fargli venire le vesciche ai piedi. La sua vista si andava
deteriorando cos in fretta che non riusciva quasi pi a leggere
i cartellini dei prezzi, neppure con gli occhiali. Quindi perch
diavolo immaginava di poter essere improvvisamente sopraffatto
dall'estasi o sorpreso dall'amore?
Lo immaginava perch, in qualche modo, doveva trovare la
maniera di andare avanti, continuare. E che cosa c'era di meglio
per arredare il futuro che un amore qualsiasi?
Anthony si freg gli occhi, si vers un bicchiere di sherry
secco e bevve. Si alz per aggirarsi nella penombra fra i diletti.
Passando, li accarezzava, allungando pi volte la mano. Sapeva
che in quel momento non poteva immaginare nessun genere
di futuro. Tutto quello che poteva prevedere, tutto quello che lo
attendeva - che attendeva l'un tempo celebrato Anthony Verey
- era un lento e solitario declino.
Pens alla tomba di Lai nell'Hampshire e al faggio che vi
cresceva vicino. Anelava al suono della voce di lei, al tocco di
una certa paletta per dolci contro la guancia.
Si ferm accanto a un'incisione chiusa in una cornice dorata
di un giardino italiano ("Li Giardini di Roma, una delle trenta
incisioni di de Rossi ricavate dagli originali di Giovanni Battista
Falda, 1643-1678"). Fiss a lungo i vicoli e i parterre ordinati e
i personaggi color seppia dall'aria felice che vi passeggiavano,
e pi oltre le dolci colline.
V disse ad alta voce. Ho bisogno di essere salvato. Mi
dispiace, tesoro, ma credo che toccher a te.

 Capitolo 5.

Veronica Verey era una paesaggista. Il suo ultimo progetto -
non ancora completato - era un libro sui giardini della Francia
meridionale. Il titolo provvisorio del libro era Giardinaggio senza
pioggia.
Veronica viveva con l'amica Kitty in una bella, vecchia fattoria
in pietra, Les Glaniques, in uno di quei villaggi a sud di
Anduze, nel Gard, dove il Ventunesimo secolo non sembrava
quasi arrivato e Veronica viveva la sua vita in uno stato di vigoroso
appagamento. Stava ingrassando (da ragazza, sia lei
sia il suo pony Susan erano state descritte come "tozze") ma
a lei non importava e non importava a Kitty. Andavano insieme
al mercato di Anduze e compravano vestiti pi larghi.
Kitty, figlia unica di tristi genitori che avevano passato la
vita cercando di gestire una pensione sulla costa del Norfolk,
era un'acquerellista che si guadagnava a malapena da vivere e
che ora, in un'appassionata reazione alla qualit della luce in
questa parte della Francia meridionale, imparava a fotografare.
Kitty sperava di fornire tutto il materiale illustrativo del libro di
Veronica. Fantasticava sull'eccitante titolo in copertina, con i
loro due nomi affiancati:
Giardinaggio senza pioggia
di
Veronica Verey e Kitty Meadows
Kitty sentiva che per tutta la vita, prima di incontrare Veronica,
era stata una specie di nessuno, una sbiadita non-entit; l'abitudine
al silenzio e alla modestia si era formata presto, quando
da bambina le era stato detto di non farsi vedere n sentire dai
clienti della pensione. Ora, finalmente, prossima alla sessantina,
era diventata visibile a se stessa. Amava Veronica e Veronica
amava lei, e insieme avevano comperato la loro casa e realizzato
un giardino straordinario, e cos Kitty Meadows aveva la
sensazione di ricominciare: e ricominciare in meglio. In un'et
in cui molte delle loro amiche rinunciavano o si arrendevano,
Kitty e Veronica si sforzavano di iniziare da capo.
La casa era a meno di un chilometro dal paesino di
Sainte-Agns-la-Pauvre. Dal terrazzo, affacciato
a ovest, si vedevano
le imponenti pieghe verdeazzurro delle colline delle Cvennes,
dense di vegetazione come una foresta pluviale. I momenti trascorsi
su quella terrazza, a sorseggiare vino e mangiare olive,
ascoltando le rondini, faccia a faccia con tramonti di un rosso
accecante, non erano, pensava Kitty Meadows, paragonabili a
nessun altro momento della sua vita. Si sforz di trovare una
parola per definirli. Il termine che le venne in mente fu assoluti.
Ma neppure questo esprimeva appieno quello che provava.
Una sera disse a Veronica: Una parte di me vorrebbe morire
adesso;  tutto talmente bello.
Veronica rise. Allora di' a quella parte di chiudere il becco
disse.
Sapevano entrambe che era tutto in prestito: la vista sulle
colline, i tramonti e la chiarit delle stelle. Da qualche parte,
sapevano che nulla gli apparteneva davvero. Perch se lasciavi
il tuo paese, e facevi tua la casa d'altri, restava costante la sensazione
di aver infranto una legge invisibile, costante l'irrazionale
timore che, un giorno, un "proprietario legittimo" sarebbe
arrivato a portarsi tutto via, e tu saresti stato cacciato - di nuovo
a Londra, o nell'Hampshire, oppure nel Norfolk, in qualunque
luogo ti fosse possibile rivendicare legittimamente. Per la
maggior parte del tempo, Veronica e Kitty non ci pensavano;
finch, improvvisamente, si scoprivano oggetto di derisione,
sbeffeggiate come putains de rosbif da una cricca di ragazzi in
un caff di Anduze, o ricordavano l'epoca in cui il sindaco di
Sainte-Agns-la-Pauvre le aveva accusate di "rubare" acqua al
comune.
Acqua.
Per il bene del giardino, ne erano state troppo prodighe,
mettendo alla prova fino al limite le delibere locali sull'uso degli
impianti di irrigazione. Vi siete comportate disse il sindaco
come se, in quanto straniere, non foste soggette alla legge,
oppure avete finto di non capirlo.
Veronica - furiosa come quando lei e Susan erano state allontanate
da un evento di tre giorni per aver tagliato un angolo
su un percorso a ostacoli - protest che non era vero. Conoscevano
perfettamente la legge e l'avevano rispettata, senza mai
annaffiare prima delle otto di sera. Sono d'accordo disse il
sindaco. Formalmente l'avete rispettata, ma non ne avete rispettato
lo spirito. Hanno sentito i vostri irrigatori funzionare
fino a mezzanotte.
Era la verit. Dopo cena, amavano ascoltare il suono degli
irrigatori sul prato, quasi fosse un brano di musica famigliare,
immaginando il nutrimento che la musica garantiva all'erba
assetata.
Ora sedevano in silenzio sulla terrazza, sopraffatte dalla
preoccupazione, contemplando il verde brillante e le amate
bordure fiorite finch gli unici punti di luce rimasti furono i petali
bianchi degli anemoni giapponesi nel crepuscolo purpureo.
Veronica disse: Be', suppongo che ora il giardino morir. Met
di quelli che ho progettato in questa regione moriranno. Come
si pu fare giardinaggio senza pioggia?.
E allora quella divenne la domanda, la sola: come mantenere
in vita un giardino con cos poca pioggia?
Kitty si alz e cominci a camminare su e gi. Poi disse:
Ci sono sistemi per conservare e ricavare acqua a cui non abbiamo
pensato. Dobbiamo esplorarli tutti. Dobbiamo utilizzare
nel modo giusto certe attrezzature.
Uno dei molti aspetti che Veronica apprezzava di Kitty era
la sua calma praticit. Lei stessa era goffa, spesso perplessa davanti
al modo in cui le cose funzionavano nel mondo moderno:
Kitty era metodica e piena di risorse. Sapeva riparare oggetti.
Sapeva aggiustare il tagliaerba e collegare una lampada.
Di conseguenza, fu a Kitty che tocc risolvere la crisi idrica.
Fece pulire e ristrutturare il pozzo e compr una nuova pompa
che portava l'acqua da nove metri di profondit. Diede istruzioni
per gli scavi di un secondo pozzo. Install nuovi canali di
scolo, con condotti sotterranei che conducevano a un nuovo
bassin di cemento al di l del frutteto. Nuove tubature convogliavano
l'acqua del bagno in barili di plastica verde. Lei e
Veronica sparsero uno spesso strato di pacciame su ogni centimetro
di terra non coltivata. Eliminarono gli anemoni assetati
e li sostituirono con agavi e peri spinosi. Quando arrivarono
le scroscianti piogge autunnali, sistemarono religiosamente sul
prato secchi e carriole e bacinelle e versarono ogni goccia extra
nel bassin. E, come a compensarle di tutto, l'estate successiva fu
fresca e umida, quasi come un'estate inglese, e il nuovo bassin
si riemp fino all'orlo. Invitarono a casa il sindaco e gli offrirono
pastis facendogli fare il giro del giardino per mostrargli le loro
ardue fatiche. La cosa parve divertirlo: tutto questo per un pezzo
di terra su cui non crescevano neppure verdure!
A quoi sert-il, Mesdames?
A rien, Monsieur. Mais, c'est beau.
Ma era evidente che erano state perdonate. E fu dopo quella
sera che Veronica annunci che avrebbe cominciato il libro e
che aveva trovato il titolo perfetto: Giardinaggio senza pioggia.
Gli inglesi pensano che il giardinaggio sia uguale dappertutto
disse. In India, in Spagna, in Francia, in Sudafrica, ovunque.
Ma non  cos. Quindi voglio esplorare i modi migliori per
ottenere il massimo da questo posto. Lo far nel modo giusto,
sperimentando diverse variet di piante. Vedr quali sopravvivono
e quali muoiono, a meno che non le si inondi di acqua
del comune. Sar un lavoro lungo, ma che importanza ha? Mi
piace che le cose si prolunghino.
Quell'inizio di primavera era tiepido a Sainte-Agns. Cinque
o sei gradi in pi che a La Callune, fra le colline, dove Aramon
Lunel mendicava legna dalla sorella, nove o dieci gradi pi che
a Londra, dove ora una pioggia leggera cadeva su Chelsea.
Kitty port fuori il cavalletto e lavor a un delicato acquerello
raffigurante mimose in fiore. Sedeva su una sedia di tela che
possedeva praticamente da tutta la vita. A volte, se chiudeva
gli occhi, sentiva il verso dei gabbiani che tanto tempo prima
aveva tentato di dipingere a Cromer, su quella stessa comoda
sedia mezzo sfondata.
Sempre a disegnare qualcosa! era solito lamentarsi suo
padre. Come se da quello dipendesse la tua vita. Era dipesa
da quello. Questo aveva percepito Kitty Meadows a mano a
mano che gli anni dell'infanzia e della giovinezza passavano
lentamente, e lei accettava lavori part-time in un ufficio postale,
in una farmacia e alla fine in una biblioteca. Gli unici momenti
in cui era stata felice - o cos le sembrava adesso - erano
quelli in cui stava sotto il grande cielo solitario, con il suo
album da disegno e i suoi colori, con i venti salmastri, le dune
che mutavano forma e la magnificenza della luce. Dipingere
l'aveva salvata. Le aveva permesso di fuggire verso una vita che
amava. E alla fine l'aveva condotta, dopo anni e anni di attesa,
fra le braccia di una donna che poteva amare.
Ora, vide Veronica attraversare la terrazza verso di lei. Sul suo
viso c'era un'espressione che Kitty riconobbe immediatamente:
mento sollevato, fronte corrugata, occhi che ammiccavano
ansiosi. Tutto quello che la rendeva, agli occhi di Kitty, una vera
Verey, e faceva improvvisamente scomparire l'amata Veronica.
Kitty sciacqu il pennello, senza smettere di guardare la luce
del sole sulla splendida mimosa. Sapeva che per la famiglia
di Veronica lei non era nessuno, solo "quell'amica di V, quella
donnetta che fa acquerelli". Doveva lottare per non sbiadire
di nuovo nell'invisibilit. Alz gli occhi su Veronica e disse, pi
gentilmente che pot: Qualcosa non va, tesoro?.
Veronica estrasse una sigaretta dalla tasca del suo grembiule
da giardinaggio e la accese. Fumava solo quando era triste
o ansiosa. Prese a camminare avanti e indietro, aspirando con
gesti inesperti dalla Gitane.
 Anthony disse alla fine. Non sono riuscita a dormire
per la preoccupazione, dopo la mia telefonata di ieri, tanto
sembrava a pezzi. E mi ha appena richiamata, Kitty. Avevo
ragione di preoccuparmi. Mi ha detto di sentirsi... sconfitto.
Se ne sta seduto in negozio tutto il giorno e non entra mai nessuno.
Prova a immaginare! Tutto solo ad aspettare e nessuno che
compri niente. Dice che  tutto finito.
Affoll allora la memoria di Kitty, facendole dolere la testa,
la visione fugace che una volta aveva avuto della splendida
casa di Anthony - tutto il legno e il marmo e l'oro e il vetro, il
tornito-questo e decorato-con-fregi-quello - un nascondiglio
principesco di oggetti dal valore inestimabile in Pimlico Road
che lui definiva i suoi diletti, o con un altro epiteto sentimentale.
Come poteva"finire"un simile cumulo di oggetti costosi?
Non capisco disse.
So che  difficile da credere disse Veronica. Ha sempre
fatto tonnellate di quattrini. Ma ora  andato in malora. Immagino
che perfino i ricchi stanno stringendo i cordoni della borsa
quando si tratta del Chippendale. Veronica schiacci la sigaretta
e si avvicin a Kitty, passandole il braccio pesante intorno
alle spalle. So che  viziato disse. So che non  l'ospite pi
facile del mondo. Ma  mio fratello ed  nei guai, e vuole venire
a stare da noi. Solo per un po'. Cos ho detto di s. Sarai carina
con lui, vero?
A questo che cosa avrebbe potuto rispondere Kitty? Sciacqu
il pennello, alz la mano a prendere quella di Veronica.
Avrebbe voluto chiedere: Quanto  "un po'"?. Ma perfino
quello sembrava egoistico. E non c'era limite - quasi nessun
limite - a ci che avrebbe fatto per il bene di Veronica.
Naturalmente disse con dolcezza.
La camera degli ospiti dava a est, sul piccolo frutteto e, pi oltre,
sui campi di albicocchi e viti. Aveva il pavimento di mattonelle
bianche, un letto con i piedi e la testiera ricurvi e un
traballante tavolino di ferro battuto. Le travi erano dipinte di
color magenta.
Per Anthony, Veronica svuot l'armadio di legno di noce
delle cianfrusaglie invernali che lei e Kitty vi conservavano, rifece
il letto con lenzuola di cotone bianco, elimin con l'aspirapolvere
le ragnatele, oli le persiane, lucid il bagno. Quindi
si ferm a esaminare con aria critica i suoi sforzi. Vide la stanza
come l'avrebbe vista Anthony: troppo semplice e disadorna,
troppo trasandata, le travi rovinate da un colore stupido. Ma
non ci si poteva fare niente. E almeno la vista dalla finestra era
bella.
Anthony odiava volare. Pensava che le compagnie aeree a
basso costo dovessero essere eliminate. Disse che avrebbe preso
il treno per Avignone e recuperato l l'auto noleggiata.
Insistette per portare loro t Earl Grey e Marmite, bench
Veronica gli avesse detto che non ne avevano bisogno. Lui disse
di essere incredibilmente grato. Disse di essere sicuro che
l'aria del sud gli avrebbe chiarito ogni cosa.
Chiarire in che senso? si chiese Kitty, ma non fece domande.
Perch Anthony Verey l'aveva sempre colpita come un
uomo per cui tutto era gi chiaro, gi deciso, giudicato, classificato,
e appropriatamente catalogato ed etichettato. Che altro
restava da capire in un'esistenza apparentemente egoista
come la sua?

 Capitolo 6.

Audrun si incammin lentamente, con attenzione, verso la
vecchia casa, attenta a ogni passo, a tutto quello che la circondava,
che avrebbe potuto esserci...
Non si poteva mai prevedere che cosa avrebbe fatto Aramon.
Un giorno aveva gettato via il vecchio televisore e ne aveva
comperato uno nuovo, grande come un armadio. L'inverno
passato si era fatto consegnare un mucchio di sabbia, ma non
aveva mai detto - e sembrava che nessuno avesse mai scoperto
- a quale scopo. Gi le erbacce si erano propagate in una massa
mutevole e in via di cedimento; il cumulo di sabbia e il vecchio
televisore danneggiato stavano fianco a fianco sull'erba, la neve
cadeva su di essi a gennaio e le brezze tiepide ci soffiavano sopra
in quella nuova primavera, e Aramon si limitava a passarci
davanti senza fermarsi. A volte, not Audrun, i cani facevano i
loro bisogni nel mucchio di sabbia, alzando la zampa contro il
televisore. Cos ora lo schermo era giallastro, di un giallo striato
che a volte il sole accendeva, come se qualche vecchio annunciatore
cercasse di far arrivare il segnale.
Quando Audrun era bambina, il Mas Lunel era stata una costruzione
a forma di U. Ora tutto quello che ne restava era la
sezione posteriore della U. I tetti delle due ali, dove un tempo era
ospitato il bestiame e si immagazzinava il grano e si allevavano i
bachi da seta, erano stati danneggiati dalle tormente del 1950 e il
padre, Serge, aveva detto: Bene. Ora possiamo lavorarci.
Bernadette aveva detto a Audrun di aver creduto che "lavorarci"
significasse ricostruirle, colmare le crepe nei muri, eliminare
l'umidit, posare nuovi pavimenti di mattoni, sostituire
porte e finestre. Invece no, Serge aveva cominciato a smantellare
entrambi gli edifici. Svelse le tegole d'argilla e le accatast
sul suo carro che guid lungo la vecchia, dissestata strada per
Ruasse, per poi venderle a una ditta di materiale edile vicino
al fiume. Alla fine spacc la malta grigia che ricopriva le pareti
delle due ali del Mas Lunel e cominci a estrarne le pietre. Orgoglioso
disse ai vicini, i Viala e i Molezon, che le pietre erano la
sua"eredit"e ora - nel periodo postbellico a cui a nessuno era
rimasto nulla da vendere - lui avrebbe accumulato una fortuna
vendendo pietre.
Vendendo pietre.
Bernadette lo aveva supplicato: Non distruggere la casa,
pardi! Non lasciarci senza niente.
Non vi lascer senza niente disse lui. Voi donne non capite
come va il mondo. Ci sto rendendo ricchi.
Ma non erano mai diventati ricchi. Davvero nessuno avrebbe
potuto affermarlo. A meno che Serge non avesse nascosto
il denaro altrove: in un vecchio sacco di fertilizzante? In una
buca nel terreno?
Sul terreno, nondimeno, restavano gli spettrali contorni
delle vecchie ali est e ovest del Mas Lunel. Era stato un imponente,
un autentico mas Cvenol, con spazio per tutti e per
tutto, con tutti gli attrezzi tenuti al riparo dalla pioggia, e tutti
gli animali al coperto in inverno e, sopra, le magnaneries, i solai
dove, stagione dopo stagione, venivano fatti nascere i bachi
da seta, e dove questi divoravano grandi quantit di foglie di
gelso, e filavano i loro bozzoli che venivano mandati all'ultima
filature di Ruasse per essere bolliti vivi mentre la seta preziosa
veniva sgomitolata su bobine.
Audrun ricordava appena le vecchie magnaneries del mas, il
loro odore, e il gelo nell'aria quando si salivano gli scalini che
portavano alle stanze ben ventilate, e il suono dei trentamila
vermi che masticavano le foglie, come il rumore della grandine
sul tetto.
Era un lavoro terribile le aveva detto Bernadette.
Terribile, terribile. Bisognava raccogliere fasci e fasci di foglie di gelso
ogni santo giorno. E se era piovuto e le foglie erano bagnate,
sapevi che tanti bachi sarebbero morti, perch l'umidit gli
provocava un'infezione intestinale. Ma non c'era niente da fare.
Ogni mattina dovevi recuperare quelli morti e andare avanti. E
il puzzo dei vermi morti e di tutte le loro orribili escrezioni,
lass, era disgustoso. A volte mi veniva da vomitare. Detestavo
ogni minuto di quel lavoro.
E tuttavia lo aveva svolto senza lamentarsi. Ancora appesa
alla parete del piccolo soggiorno di Audrun c'era una fotografia
di Bernadette con in grembo una cesta piena di bozzoli di seta
e senza nessuna traccia di disgusto o angoscia sulla sua faccia,
solo il sorriso di una raccoglitrice stanca e bella, che ha completato
la sua fatica. La foto era scura e sbiadita, ma il candore dei
bozzoli conservava tutt'ora un'ostinata sorta di luce.
Tutta la seta della Francia proveniva ora dall'Estremo Oriente.
Quello che era stato un commercio prospero, e aveva tenuto
in vita centinaia di famiglie del Cvenol, era morto negli anni
Cinquanta. Quando Serge vendette le pietre del Mas Lunel, sapeva
gi che era finita. I vassoi di legno per l'incubazione erano
stati spaccati per alimentare il fuoco. L'ultima filatura di Ruasse
era stata demolita. E bench Bernadette fosse rimasta terrorizzata
dalla violenza con cui Serge aveva smantellato le due
ali del Mas Lunel, aveva tirato un sospiro di sollievo quando le
magnaneries erano state bruciate. Disse a Audrun: Quando 
finita, la mia anima ha dormito in pace.
Aramon dormiva nel letto in cui era morta Bernadette. Sullo
stesso materasso. Fra lenzuola che erano appartenute a lei.
Audrun odiava entrare in questa stanza che puzzava dell'usurpazione
di lui del ricordo della madre. Perch suo fratello
non aveva mai amato Bernadette, non come la amava Audrun.
Per tutta la vita, il suo comportamento violento aveva afflitto e
punito Bernadette, e quando lei era morta, lui ne aveva guardato
il corpo con occhi vuoti, masticando qualcosa che poteva
essere tabacco o gomma o perfino una foglia di gelso, perch
era cos che lui era, come un baco da seta, con la mascella
che macinava sempre qualcosa, giorno e notte, e negli occhi
il vuoto.
Riluttante, Audrun aveva acconsentito ad aiutarlo a riordinare
la casa e a cercare le cose che lui aveva perduto.
Mentre Aramon uccideva le Bantam promessele, lei inizi a
cercare fra i rifiuti e il ciarpame i suoi occhiali e la sua carta di
identit. Infil la biancheria sporca in due federe, per portarla
al bungalow, lavarla in lavatrice e metterla ad asciugare al sole
e al vento. Non trov niente di pulito con cui rifare il letto,
cos lo lasci com'era, con le vecchie coperte e la trapunta a
prendere aria davanti alla finestra aperta. Che passasse la notte
grattandosi. A lei non importava.
Bagn d'aceto uno straccio e lav le finestre. Spazz e freg
il pavimento di legno e port il tappeto in giardino e lo
sbatt pi volte contro un vecchio gelso. Sentiva i cani ululare nel
recinto, e decise di andarci, per vedere se Aramon si prendeva
cura di loro o li lasciava morire di fame.
Fu allora, mentre alzava gli occhi sulla casa, diretta al recinto
dei cani, che Audrun not la crepa nel muro. Era un'enorme
fessura scura nella pietra. Partiva da sotto le tegole, come una
saetta, aggirava il telaio di una finestra e si restringeva avanzando
verso la porta.
Audrun si ferm di colpo. Da quanto tempo c'era quella
crepa?
Sent che il tempo incominciava il suo bizzarro tira-e-molla
fra le cose passate e la consapevolezza presente. Aveva guardato
cento volte la traccia lasciata da quel fulmine sul muro
anteriore del Mas Lunel e non l'aveva mai vista... fino a quel
momento? L'ululato dei cani si fece pi insistente. Fra le braccia
di Audrun, il tappeto impolverato era pesante come un cadavere.
Riprese lentamente a camminare.
Ramment di essersi seduta con gli uomini che avevano costruito
il bungalow, sul focolare di pietra tra le lastre di cartongesso
consegnate da poco, mentre il Camembert che gli operai
mangiavano a pranzo fermentava al sole, e di averli sentiti dire
che, in tutte le Cvennes, nei muri delle vecchie case di pietra
comparivano crepe. Pi alta era la casa, pi profonde si aprivano
le crepe.
E nessuno sapeva perch, dicevano gli uomini. Quegli edifici
erano stati costruiti per resistere al tempo. Ma non resistevano.
Pareva che il tempo ora distruggesse tutto a un ritmo pi
rapido, un ritmo che nessuno aveva mai immaginato.
Credete che il Mas Lunel potrebbe crollare? aveva chiesto
agli operai. E tutti si erano voltati a fissare la grossa mole della
casa, solida come una caserma, annidata al di sotto della collina
boscosa. Non il mas avevano detto, scuotendo la testa.
Quello ci seppellir tutti.
Audrun non aveva detto nulla. Si era limitata a osservare gli
uomini spalmare il Camembert oleoso sulle baguette, e cacciarsi
in bocca i bocconi di pane e formaggio. Ma, dentro di
s, pensava che si sbagliassero. Pensava che, se costruivi una
casa a forma di U e poi, come aveva fatto Serge, abbattevi le
braccia di sostegno della U, la lasciavi vulnerabile. E qualunque
cosa fosse incompleta - un ciliegio che perda linfa da un ramo
spezzato, un pozzo senza pi copertura - era alla merc della
natura.
Nel mondo degli umani, solo l'amore poteva costituire un
simulacro di completezza.
Audrun entr nel recinto dei cani e i segugi le si strinsero
intorno latrando. Addestrati alla caccia al cinghiale, si annoiavano
e uggiolavano costretti a una vita di segregazione, a
passare l'esistenza con il muso premuto contro la recinzione
metallica.
Aramon era ancora membro di un circolo di cacciatori, e
amava vantarsi del cinghiale ucciso in passato, ma ormai
andava a caccia di rado, consapevole di avere le mani troppo
malferme per poter maneggiare correttamente un fucile.
Sembrava preferire starsene seduto a bere e a osservare la vita
violenta, frenetica, trasmessa dal suo televisore nuovo, dove
individui pi giovani, individui dotati di maggiore agilit, torturavano
e uccidevano ed erano a loro volta torturati e uccisi. E
i suoi cani venivano dimenticati, abbandonati alla monotonia
e al freddo invernale, nutriti di ghiande come i maiali, nutriti
di rifiuti e di ossa. Quel giorno, perfino l'abbeveratoio era
asciutto. Mentre Audrun lo riempiva, la rabbia contro Aramon
le causava dolore alla gabbia toracica, e le faceva pulsare una
vena del collo. Un giorno, si disse, si sarebbe dovuto rimediare
a tutto questo. Un giorno.
In cucina, mentre fregava le padelle annerite e grattava via l'unto
dalla stufa, Audrun disse: Sai che c' una crepa nel muro
anteriore, Aramon?.
Lui era entrato con le due Bantam morte e le aveva gettate
sul tavolo. Ora stava armeggiando con gli occhiali, trovati da
Audrun sotto il suo cuscino, la montatura di metallo deformata
dal peso della testa.
L'ho vista disse. Non  nulla.
Audrun disse che avrebbe dovuto chiedere a Raul Molezon,
il muratore, di dare un'occhiata, ma Aramon disse no, aveva
guardato lui stesso ed era una crepa nella malta, tutto qui,
niente di cui preoccuparsi. Poi si piazz gli occhiali storti sul
naso e cerc le sigarette e ne accese una e toss e sput sul
pavimento di pietra e disse: In ogni caso, ne ho abbastanza.
Mi sta facendo impazzire, questa specie di grande cesso. Mi
sta tirando gi, rovinandomi la salute. Cos ho deciso. Vendo la
casa. E la terra. Vendo tutto.
Audrun si guard le mani immerse nell'acqua del lavello
come verdure. Aveva sentito quello che pensava di aver sentito?
S disse Aramon, come intuendo la domanda. Ne ho abbastanza.
E devo farlo subito... prima che qualcuno mi faccia
cambiare idea. Sono venute due agenti immobiliari da Ruasse.
Immagino tu le abbia viste spiando da dietro le tende! Madre
e figlia. La figlia con le scarpe a tacco alto, stupida stronza. Ma
erano interessate. Molto interessate. Il mercato  un po'sceso,
ma dicono che posso ancora cavarne un buon prezzo, pardi,
una montagna di soldi. E nuotare nell'abbondanza per il resto
dei miei giorni.
Nuotare nell'abbondanza, Aramon?
In una simile cosa profumata, verde e innocente?
S disse ancora lui. Vendere a stranieri, ecco che cosa mi
hanno detto le agenti immobiliari. Svizzeri. Belgi. Olandesi. Inglesi.
Nonostante la recessione, un bel po'di stranieri ha ancora
soldi da buttare. E amano questi vecchi posti. Ci mettono piscine,
e Dio sa che altro. Li usano come case per le vacanze...
Audrun si asciug le mani con uno strofinaccio lacero. Si
volt verso Aramon e disse: Non sta a te vendere, Aramon. La
casa apparteneva ai nostri genitori, ai nostri nonni....
 mia e posso venderla. Tu hai avuto il tuo benedetto bosco
e il tuo pezzo di terra per il bungalow e le verdure. Io ho avuto
la casa. Posso farne quello che voglio.
Audrun ripieg lo strofinaccio lacero. Disse calma: Quanto
credi che ne ricaverai?.
Lo vide reagire con sorpresa, quasi con paura. Poi prese un
fiammifero usato e con la punta carbonizzata scrisse un numero
sul palmo della propria mano, quindi accost il palmo
- chiuso a coppa come per tenere una Bantam - alla faccia di
Audrun, e lei vide che aveva scritto 450mila euro.
Audrun prese la medicina e si mise a letto.
Sogn stranieri che si installavano al Mas Lunel mentre
lontano, da qualche parte, Aramon si crogiolava nel suo campo
dell'abbondanza.
Modificavano il paesaggio. Compariva un lago. Il colore
dell'acqua era rosa, come se fosse mista a sangue. Parlavano
una lingua che forse era olandese. I loro bambini imperversavano
nel cortile, dove Bernadette un tempo sedeva al sole, a
sgusciare piselli. Di notte, nudi e urlanti, facevano baldoria nel
lago insanguinato e suonavano musica rock. Il chiasso che producevano
rimbalzava e riecheggiava da valle silenziosa a valle
silenziosa.
 
Capitolo 7.

La sera prima di partire per la Francia, Anthony cen con i suoi
vecchi amici, Lloyd e Benita Palmer, nella loro casa di Holland
Park.
Lloyd era un banchiere quasi in pensione che si occupava
di investimenti e che, nel corso degli anni, aveva comperato
da Anthony mobili per centinaia di migliaia di sterline. Benita
era un'arredatrice di interni e aveva creato la stanza in cui
ora si trovavano quei pezzi. Preferiva tonalit cromatiche che
andavano dal paglia al crema al corallo. Nel bagno al piano di
sotto, con le pareti in toile de jouy albicocca, c'era una vetrina
in legno di cecropia e mogano del Diciottesimo secolo ("Il
piano sbalzato in ottone sopra un fregio floreale, la base con
due ante in legno di cecropia intarsiato e pannello a festoni
parzialmente dorati") valeva almeno seimila sterline. Nella
sala da pranzo beige e crema, dove sedevano, erano appesi
un paio di oli di Barend van der Meer ("Bell'esemplare, natura
morta con prugne e uva con foglie di vite disposte in
un piatto di vetro, 1659" e "Bell'esemplare, natura morta con
melagrane e pappagallo grigio africano, 1659") che valevano,
a una stima prudente, diciassettemila sterline ciascuno. Il sottobottiglia
d'argento Giorgio III ("I lati traforati a formare un
motivo a volute di foglie con bordo a orlatura ondulata"), posato
sul tavolo di fronte a Lloyd, Anthony lo aveva acquistato
con un altro identico a un'asta a Worchester per trecento
sterline, e li aveva rivenduti all'amico per mille sterline l'uno.
Bench Anthony avesse spesso stuzzicato Lloyd Palmer,
definendolo uno dei ricchi bastardi padroni dell'universo,
in precedenza era stato ben felice del ruolo che occupava in
quell'universo come primo arbitro del gusto di lui e di Benita
in fatto di mobili e dipinti. Ma quella sera, nel vedere Lloyd
veleggiare ancora trionfante nella vita a sessantacinque anni,
a dispetto della crisi nazionale, di cui si lamentava rumorosamente
(Ho subito perdite terribili, Anthony, assolutamente
terribili!), ma da cui il suo tenore di vita sembrava stranamente
immune, con al fianco la voluminosa e tuttavia ancor
bella moglie simile a uno spinnaker di paillettes, saldamente
alla testa di tutto ci che era particolarmente desiderabile nella
ricca societ inglese, Anthony avvert una dolorosa fitta di
invidia.
I Palmer erano una coppia enormemente fortunata. Quella
loro grande e magnifica nave, zavorrata da quantit di figli
e nipoti, non era minacciata dalla tempesta o dalla bonaccia,
e neppure dall'erosione - o perlomeno cos sembrava. Quella
sera Anthony doveva ammetterlo senza mezzi termini: Lloyd
era sempre stato avanti a lui e sempre lo sarebbe stato. Era talmente
avanti, anzi, il suo posto di comando cos manifestamente
inattaccabile, che non avrebbe avuto senso da parte di
Anthony immaginare di poterlo raggiungere. E la cosa peggiore
era che capiva che Lloyd la pensava nello stesso modo. Forse
perfino Benita: Povero Anthony; la situazione  difficile per
tutti, ma per Anthony Verey dev'essere la fine della corsa. Grazie
a Dio noi non dobbiamo cercare di guadagnarci da vivere nell'anarchia
del Ventunesimo secolo, tentando di vendere quello
che la nostra amica americana Mary-Jane definisce mobili di
gente morta....
Quelle cupe considerazioni avevano portato Anthony a bere
parecchio dell'eccellente vino di Lloyd. Lloyd gli era stato dietro,
sorso dopo sorso, e adesso i due sedevano faccia a faccia,
divisi da un lago tempestoso di cristallo, tossendo mentre fumavano
sigari, ingurgitavano cognac e stabilivano, come si era
espresso in modo commovente Lloyd, di andare al nocciolo
dell'intera dannata faccenda.
Benita era andata a letto. Sapeva - forse perch era pi colta
del marito e leggeva e capiva sia Ibsen sia Lewis Carroll - che
non c'era alcun nocciolo dell'intera, dannata faccenda e che
quando gli uomini dicevano di cercarlo quello di cui spesso finivano
per parlare erano automobili. Di tanto in tanto, aveva
notato, ricordavano con sentimentalismo l'esistenza di un
tempo, elevando goliardate universitarie a miti di significato
universale o esagerando i traumi provocati dalle percosse nelle
scuole private. Quella sera, mentre chiudeva la porta della
camera, sent Anthony dire: L'unica volta, Lloyd, in cui sono
stato felice... l'unica fottuta volta che sono stato felice  stato in
quella casa sull'albero!.
L'esplosione di risate di Lloyd fu sonora. Lloyd adorava ridere
(e la gente tendeva ad adorare Lloyd in parte perch rideva
cos spesso), ma in quell'occasione Lloyd scopr che l'effetto
collaterale della sua esplosione di allegria era un leggero umidore
delle mutande, e si trattava, pens mentre ancora ridacchiava,
di una cosa sorprendente, qualcosa che succedeva ai
vecchi, ma non (ancora) a lui.
S stava dicendo Anthony questa  l'assoluta verit, vecchio
mio. Nella casa sull'albero.
Oh Dio! disse Lloyd, riprendendosi e posando la mano
carnosa sull'inguine per vedere se l'orina era filtrata attraverso
i pantaloni, come in effetti era accaduto. Ci gett sopra un
tovagliolo di lino spiegazzato e disse: Allora, dimmi,
dov'era quel fottuto albero?.
Anthony si serv ancora di cognac versato dal decanter William
Yeowood. In vacanza disse. Quando V e io eravamo
ragazzi, una volta ho costruito una casa su un albero nel boschetto
dietro casa...
Barton House o come si chiamava?
S. Barile. La casa di mamma. La nostra casa. Prima che tu
mi conoscessi.
Molto prima che ti conoscessi, vecchio mio. E intendo dire,
molto prima. A meno che tu non costruissi case sugli alberi
quando eravamo a Cambridge.
Chiudi il becco e ascolta, Lloyd. Dobbiamo arrivare al nocciolo
della faccenda.
Stai dicendo... stai dicendo, al nocciolo di tutto... al nocciolo di tutto c' una fottuta casa su un albero?
No, non sto dicendo questo. Dico soltanto... dico soltanto...
tutto quello che dico  che ero felicissimo quando ho organizzato
il tea party per la mamma.
Che tea party?
Ascolta e basta. Non mi stai ascoltando.
Sto ascoltando.
Ho dato un tea party nella mia casa sull'albero. Ho invitato
la mamma. Ok? Ho fatto infornare della roba alla signora
Brigstock: pane al malto e biscotti al cognac. E ho preparato ogni
cosa. Tavolo. Tovaglia. Porcellana eccetera. Sedie.
Chi  la signora Brigstock?
La signora Brigstock  la signora Brigstock, Lloyd. La cuoca-governante
che la mamma aveva a quel tempo.
Ok. Ok. Non ti scaldare! Come potevo saperlo? E come hai
fatto a trasportare un dannato tavolo e le sedie su una dannata
casa su un albero?
Li ho trasportati. Su per la scala. Volevo che tutto fosse perfetto
per la mamma.
A quel punto Lloyd fu incapace di trattenere un altro accesso
di risa e quando questo fu a sua volta accompagnato da
altra orina tiepida che filtr dai pantaloni, si alz, tenendo il
tovagliolo in modo che Anthony non vedesse la chiazza umida,
e trotterell verso la porta. Torno in un baleno disse. Voglio
sentire il dnouement! Sul serio, Anthony. Questa storia  affascinante
come Wnnie th Pooh.
Nell'incantevole bagno toile de jouy, Lloyd vuot la vescica
dolente e tent di asciugare le mutande con fasci di carta igienica
color albicocca.
La vetrina in mogano e legno di cecropia gli rimand il
suo incerto riflesso. Quella piccola perdita d'orina lo aveva
reso un po'pi sobrio, ma non al punto da non godersi la serata,
godersi la compagnia di Anthony e, al tempo stesso, la
consapevolezza che il vecchio amico viveva una sorta di turbamento
mentale. Quel turbamento, che - s - Lloyd si stava
effettivamente godendo, sembrava collegato non solo alla
situazione finanziaria di Anthony, ma anche a qualcos'altro,
qualcosa di esistenziale che lui sembrava incapace di esprimere.
In anni passati, quando Lloyd diceva di essere un amico
di Anthony Verey, aveva spesso dovuto subire - volta dopo
prevedibile volta - l'attonita, ammirata reazione altrui, e ne
aveva sempre percepito l'ingiustizia in relazione a se stesso.
Perch, anno dopo anno, aveva fatto pi soldi di Anthony,
probabilmente molti di pi. Ma li aveva fatti discretamente,
lontano dalla luce brillante della notoriet. La gente "conosceva"
Anthony Verey perch lo vedeva ad anteprime di
esposizioni e illustri inaugurazioni di gallerie, spesso fra una
coterie di attori e artisti famosi, e perch il suo nome compariva
sull'insegna di un negozio alla moda a Pimlico, dove
nessun collezionista dilettante osava mettere piede. Di mobili
e dipinti ne capiva tantissimo, Lloyd doveva riconoscerlo,
ma lui, Lloyd, capiva tantissimo di mercati globali. Perch
l'arte aveva trasformato Anthony Verey in quell'Anthony Verey
mentre fare soldi nella City non aveva mai trasformato lui
in quel Lloyd Palmer?
Lloyd rimase l in piedi, ondeggiando. Le mungitrici della
toile e i loro amanti danzavano, senza et, sulla parete. Il water
traboccava di carta igienica albicocca.
Il tempo stava colpendo tutti quelli della sua generazione,
pens. Perfino Benita, i cui splendidi avambracci avevano perduto
tonicit e bellezza. Ma stava colpendo Anthony Verey in
modo letale, e questo lo gratificava.
Rimasto solo nella sala da pranzo di Lloyd, Anthony si rese
presto conto che il sigaro si era spento. Il rituale necessario
per riaccenderlo sembrava al di sopra delle sue forze in quel
particolare momento, cos lo depose nel pesante portacenere
di cristallo e rimase seduto e immobile, senza fare niente se
non contemplare la stanza in tutto il suo splendore e la sua
opulenza.
Confusamente, vide la propria faccia riflessa sulla mensola
dorata del camino ("Secondo quarto del Diciannovesimo secolo,
bordo intagliato a fiori e volute con cresta di cartiglio
incisa asimmetricamente") e la scopr esangue, alquanto piccola,
pi gualcita di come apparisse di solito. Si sent sospirare. Non
voleva sembrare cos piccolo e gualcito, quando Lloyd era cos
immenso e rumoroso, la pelle cos rosa e accesa, i colletti delle
camicie cos rigidi e immacolati...
E ora una nuova ragione di sgomento si insinuava nella
mente di Anthony: perch diavolo - per amor di Dio - stava
raccontando a Lloyd Palmer la storia della casa sull'albero?
Quella era una faccenda personale. Era stata fra lui e Lai. Fra
loro due soli. E allora perch all'improvviso stava spiattellando
qualcosa di cos personale e prezioso a un filisteo come Lloyd
Palmer? Che cosa gli era preso?
Comprese con un brivido di essere pateticamente ubriaco.
Forse quella faccia sulla mensola non era davvero la sua? Era
solo un... suggerimento di come sarebbe potuta apparire a un
occhio inesperto, a qualcuno che non lo conosceva realmente...
ed entro domani sarebbe scomparsa, quella faccia che nessuno
conosceva. Lui sarebbe stato lontano, in Francia, in Una luce
diversa, con Veronica, con la sua amata sorella, V...
Ma sapeva che era stato stupido da parte sua ubriacarsi. Significava
che sarebbe arrivato ad Avignone con i postumi della
sbronza. Proprio quando aveva sperato di vedere le cose con
chiarezza, la testa gli avrebbe fatto male, il cervello sarebbe stato
avvolto in una foschia. E l'amica di V, quella donnetta tozza,
Kitty - con i suoi brutti acquerelli e la sconcertante abitudine
di dire tutto quello che pensava - avrebbe capito esattamente
come si sentiva e gli avrebbe fatto sapere che lo sapeva e gli
avrebbe reso le prime ventiquattro ore un inferno...
Oh Dio, perch tutto era cos deturpato e contaminato, cos
immerso nello squallore e nel compromesso? Anthony sgomber
uno spazio intorno alla tovaglietta, che non era una tovaglietta
all'americana ma un piatto di papier-mch dorato, e
pos la testa sul piatto, come un angelo caduto, pens, che incespica
nella sua scomoda aureola e precipita.
Chiuse gli occhi. La casa era silenziosa, come se Lloyd se ne
fosse andato, non in bagno, come Anthony aveva immaginato,
ma a letto, stanco di lui, stanco di cercare di arrivare al nocciolo
delle cose, conscio che il nocciolo delle cose - l'autentico nocciolo
- era molto lontano, dietro di te, e non poteva essere modificato.
Ma andava bene cos. Lloyd non avrebbe capito comunque,
ma c'erano certe cose che non volevi modificare. Di fatto, dovevi
continuare a ripetertele mentalmente, per assicurarti che
restassero uguali, restassero fedeli a come erano state percepite.
Non necessariamente fedeli a com'erano state, ma fedeli
a come ti erano apparse. Dovevi, per l'esattezza, proteggerle
dalle trasformazioni del tempo.
Aveva preparato tutto. Tutto. Tovaglia di lino bianco con un
alto bordo di pizzo di Bruxelles. Tovaglioli di lino bianco. Le
tazze e i piattini di porcellana preferiti di Lai e i piatti da dolce
e la zuccheriera e la coppetta per raccogliere i fondi del t e i
coltellini dal manico d'osso che lei prediligeva. Primule in un
vaso di vetro intagliato. Aveva nove anni.
Stava di guardia, cos da poter aiutare Lai a salire la scala
che conduceva al nascondiglio. E lei era venuta, attraverso il
bosco che si stendeva sotto di lui, con indosso un vestito lavanda,
un cardigan in tinta e scarpe di tela bianche.
Eccomi qui, tesoro! aveva gridato. E lui si era spinto sul
bordo della piattaforma della casa sull'albero e aveva risposto:
Eccomi qui, mamma!.
L'aveva aiutata a salire, bench lei non ne avesse bisogno,
agile e leggera com'era. Era entrata, e sulla porta la luce del
sole alle sue spalle aveva fatto splendere i capelli biondi,
imbiancandoli. Quando aveva visto i preparativi per il t, aveva
battuto le mani.
Oh  talmente delizioso! disse. Lo adoro!
Lui la condusse alla finestrella, e le mostr come il verde del
faggio, su cui era costruita la casa, si affollasse all'interno e il
cielo sembrasse cos vicino e brillante, quasi fosse il suo cielo
privato. Poi la fece sedere su una delle sedie e la casa ondeggi
gentilmente quando l'albero si mosse, e insieme ascoltarono il
vento tra le foglie e il cinguettio pomeridiano degli uccelli e Lai
disse:  magico.
La signora Brigstock port il t e il pane al malto e i biscotti
al cognac su un vassoio d'argento e Anthony scese e prese il
vassoio e - quello era il momento di cui sapeva sarebbe stato
pi fiero - lo port su, senza bisogno di sostenersi alla scala
con le mani. Mentre deponeva il vassoio davanti a Lai, il suo
cuore batteva come quello di un amante.
In seguito, non riusc mai a ricordare di che cosa avessero
parlato. Tutto quello che rammentava era la sensazione: la sensazione
che tutto fosse stato impeccabile, un'opera d'arte, la
sua opera d'arte, e che nessun momento fosse stato guastato
da pecche. E lo avevano compreso entrambi. Lui aveva creato
un'ora di perfezione estetica.
Lloyd torn in sala da pranzo, stringendo ancora il tovagliolo, e
trov Anthony addormentato con la testa sul piatto d'oro.
Gli dette una spintarella. Svegliati, vecchio mio disse.
Avanti...
Ma Anthony non si mosse, non poteva muoversi.
Merda. Lloyd Palmer imprec. Ora avrebbe dovuto darsi da
fare per mettere Anthony a letto, e in fretta, per evitare che
vomitasse su uno dei tappeti indicibilmente costosi di Benita,
ordinare per lui la colazione, assicurarsi che non perdesse
il treno o l'aereo o quale fosse il dannato mezzo che doveva
prendere. E tutto per che cosa? Per qualche stupida stronzata
sulla felicit.
Merda ripet. Cazzo di felicit.

 Capitolo 8.

Mentre Veronica faceva spese e cucinava in previsione dell'arrivo
di Anthony, Kitty si rifugi nel suo studio, una costruzione in
pietra sul retro della casa e che un tempo, nei suoi oscuri recessi,
aveva dato ospitalit agli animali. L'oscurit era stata scacciata
da lucernari e da una massiccia porta di vetro aperta sul lato
ovest. In inverno riscaldava il capanno una stufa a legna.
Kitty stava con le spalle al lavello di porcellana e contemplava
l'acquerello raffigurante la mimosa in boccio, ancora
sul cavalletto. Il quadro non si raggrinziva sotto il suo esame,
come succedeva a molti dei suoi dipinti; al contrario, lei
pensava che fosse il suo lavoro migliore da un anno a quella
parte. I colori erano delicati, esenti da pacchianeria, e aveva
catturato il paradosso dei boccioli - la loro individualit e la
loro esistenza di massa - senza tradire il terribile sforzo richiesto.
Kitty sognava che perfino la sua pi amata eroina,
l'acquerellista Elizabeth Blackadder, avrebbe concesso a quel
quadro un cenno di approvazione secco e nondimeno elettrizzante.
E confidava che avrebbe trovato spazio in Giardinaggio
senza pioggia: "Acacia decurrens, dealbata". Acquerello
di Kitty Meadows.
Rinfrancata, si sentiva dell'umore giusto per cominciare
qualcos'altro.
Nella pittura - forse in tutte le arti? - il successo portava
successo, il fallimento ti trascinava verso il fallimento.
Avrebbe dovuto fare tesoro della riuscita della mimosa, e si chiese
se avrebbe azzardato un altro tentativo nell'oliveto. Anelava a
catturare il movimento e il baluginio di quell'inquieto, splendido
angolo del giardino, ma tutti i suoi tentativi precedenti
erano naufragati. I suoi olivi erano rigidi, come nella realt non
erano; il colore sorprendentemente candido delle foglie le era
sfuggito; nelle sue mani inesperte, i tronchi corrosi avevano assunto
l'aspetto di stronzi.
Un'ondata di vergogna per la propria inettitudine la sopraffece,
cancellando il momento di ottimismo. Perch quegli alberi
erano cos difficili? Forse perch al cuore di ciascuno di essi
(potati ogni primavera dalla mano esperta di Veronica) stava
un'inaspettata rivelazione d'aria e cielo, ed era questa luminosit,
questo elemento necessario, a mancare del tutto dai quadri
di Kitty. Aveva cercato di riprodurre con reverenza gli spazi
che si aprivano tra le foglie grigioverdi, poi per il cielo si era in
qualche modo insinuato nei varchi, stupide chiazze di azzurro
compatto che sembravano sporgere dall'esterno, con un effetto
complessivo penosamente brutto.
Stronzate disse Kitty a voce alta. Stronzate totali.
Decise con un sospiro che quello non era proprio il momento
di tentare di nuovo con gli olivi. Di l a poche ore, sarebbe
arrivato Anthony, e la prospettiva di dipingere qualcosa di tanto
sfuggente nel campo visivo dei suoi occhi valutatori la faceva
star male.
Stabil, in un una sorta di modo confuso e lento, di riordinare
lo studio. Temper tutte le matite. Lav di nuovo i pennelli e
li dispose nei loro famigliari vasetti macchiati. Freg il lavello,
elimin le ragnatele dalle pietre delle pareti. I suoi pensieri vagavano
e incespicavano dal presente al passato. Presto, si diceva,
sarebbe diventata la lenta operaia priva di talento che da
qualche parte dentro di s sapeva di essere.
Raccolse tutti i dipinti mal riusciti dell'oliveto, li fece a pezzi
e gett i resti nel secchio azzurro per la raccolta differenziata.
Aveva caldo e paura, era stanca della menopausa e dei suoi
inesorabili fallimenti. Torn a essere la timida vicebibliotecaria
che spingeva il carrello dei libri da scaffale d'acciaio a scaffale
d'acciaio, mentre l'oscurit pomeridiana calava su Cromer.
 
Capitolo 9.

Il crepuscolo era vicino quando Anthony scese dal treno alla
Gare AvignonTvg e trascin le due valige, come due obbedienti
cani neri, verso l'agenzia di noleggio auto.
In treno aveva dormito, smaltendo gran parte dei postumi
dell'ubriacatura, mentre i boschi e le valli e le zone industriali
della Francia scorrevano via inosservati. Un peccato, pens
adesso, essersi perso la Francia. Quasi l'intero paese, da nord a
sud. Ma era cos che andava col bere: ti faceva sfuggire le cose.
Nel delirio puntavi a questo o quel grandioso concetto, che poi
ti sfuggiva.
Ma ora, mentre si lasciava alle spalle la stazione, Anthony
alz il viso per odorare la dolcezza dell'aria. Pini e luccichio di
stelle, cose scure e luminose e pure: l'aria ne era piena. Tra le
file di veicoli a noleggio, pos a terra le valige. Rimase immobile.
L'avevo dimenticata, pens: la sensazione dell'arrivo; la serenit.
Osserv le nubi scure dai contorni irregolari allungarsi
sull'orizzonte perlaceo. Sent evaporare le ultime tracce dell'ubriacatura.
La vecchiaia aveva detto una volta un suo amico attore
arriva con brevi tempeste. E fra una tempesta e l'altra, c' una
sorta di tregua. E questo era quello che Anthony provava adesso:
un senso di tregua. Avrebbe potuto definirla remissione. Cos
si impose di non sprecare il tempo della remissione e di non
guastarlo con la scortesia. Sarebbe stato un ospite gradevole a
casa di sua sorella. Sarebbe andato in estasi davanti al suo giardino,
avrebbe bevuto pastis con i suoi amici francesi, si sarebbe
adeguato alla routine che lei si era scelta. E - a condizione che
lei non lo insultasse - sarebbe stato gentile con Kitty.
Mentre al volante della Renault Scenic nera si dirigeva a
nord-ovest verso Als, Anthony sent che un'idea nuova, radicale,
andava formandosi nella sua mente. Si congratul con se
stesso perch non era solo radicale, ma anche logica: se la sua
vita a Londra era finita, allora per riconquistare la felicit tutto
quello che doveva fare era riconoscerlo e trovare il coraggio di
andare avanti. Non aveva mai immaginato di poter abitare in
nessun altro luogo al di fuori di Chelsea, ma ora doveva immaginarlo.
Doveva immaginarlo, o morire.
Cos, nella sua essenza, l'idea era semplice e lineare. Avrebbe
venduto l'appartamento e chiuso l'attivit. Dell'imponente
collezione di diletti, avrebbe conservato solo i pezzi per cui
provava un amore estremo (l'arazzo Aubusson, per esempio), e
venduto il resto nelle aste pi idonee di Sotheby's e Christie's.
Un pezzo o due avrebbe potuto venderli direttamente per telefono
a clienti americani a prezzi ragionevolmente stratosferici,
e quindi spedirli a New York o a San Francisco. E alla fine,
avrebbe avuto il necessario per comperare una bella casa l, nel
sud della Francia, vicino a V, in questo mondo pi semplice e
gentile, e l avrebbe ricominciato a vivere... una vita diversa.
Anthony guidava veloce, apprezzando la vista della strada
scura che si apriva ad abbracciare l'auto a noleggio. La luce
arancio del cruscotto proiettava sulla sua faccia un chiarore
sufficiente a renderlo consapevole del proprio tenace sorriso.
La serata con Lloyd Palmer, con tutti i suoi complessi sentimenti
di invidia materiale, sembrava infinitamente lontana.
Anthony era ora pieno del presente, meravigliosamente vivo. I
progetti chiacchieravano nella sua testa come bevitori durante
un happy hour. Non pensava forse inconsciamente da tempo
che sarebbe stato bello vivere vicino a V, quasi l'unica persona
per cui provasse un autentico affetto? Perch con V sarebbe
tornato a essere il fratello minore, si sarebbe liberato di parte
di quell'opprimente responsabilit per il proprio benessere che
gli risultava sempre pi difficile sostenere.
A Les Glaniques, Veronica e Kitty sedevano in silenzio. Dall'ingresso,
arrivava il famigliare ticchettio della pendola. Era,
pensava Kitty, come se fossero in attesa di qualcosa di molto
importante, qualcosa di pericoloso e potenzialmente catastrofico,
come un lancio della Nasa.
Guard l'amica, seduta sulla sua poltrona preferita vicino al
fuoco che ardeva allegro, ed ebbe l'improvviso e terribile pensiero
che da quel momento la loro vita insieme non sarebbe
pi stata la stessa. E l'orrore di quella consapevolezza - anche
se era solo una possibilit e non una certezza - la costrinse ad
alzarsi e a inginocchiarsi accanto a Veronica e a posarle la testa
sulle ginocchia coperte dalla gonna di jeans appena lavata.
Che cosa c'? chiese Veronica. Che cosa c', Kitty?
Lei non poteva rivelare il suo timore. Era troppo emotivo
e irrazionale. Ma aveva bisogno di conforto. Quello che desiderava
era che Veronica le accarezzasse i capelli, pronunciasse
parole affettuose e normali. Ma percepiva la tensione nel corpo
dell'altra: un tremito della gamba destra, un'assenza di quiete
intorno a lei.
Dimmi qual  il problema insistette Veronica.
Nessun problema disse Kitty. Accarezzami i capelli, tesoro,
ti spiace?
I capelli corti di Kitty, spolverati di grigio, avevano ricci folti
e arruffati. Veronica le pos gentilmente una mano sulla testa
e prese a stringere ora una ciocca ora un'altra fra le dita. Poi
disse: In effetti, i tuoi capelli sono piuttosto difficili da accarezzare.
In quel momento risuon il ronzio del cancello automatico
e Veronica dovette allontanare Kitty per potersi alzare e andare
ad aprire.  arrivato disse superfluamente.
Kitty vide i fari dell'auto emergere dalla notte. Poi sent la
voce di Veronica alla porta, vivace ed enfatica, come per accogliere
l'idraulico o il muratore atteso da tempo. E la voce di lui:
la pronuncia affettata di Chelsea, quella della gente elegante di
tanto tempo prima, quando Kitty era una ragazzetta ossuta che
aiutava a rifare i letti e a preparare la colazione nella pensione
di Cromer...
Veronica lo guid in soggiorno, lo guid tenendolo per
mano, il da sempre adorato fratello minore, l'affascinato e affascinante
ragazzo, Anthony.
Lui era pallido per una vita passata al chiuso, la pelle secca.
Si avvicin a Kitty con un sorriso che gli restrinse gli occhi, gli
incresp le guance da sessantenne, un sessantenne - pens
Kitty - ancora in grado di sedurre quando voleva.
La baci leggermente, con un accenno appena di schizzinoso
disdegno. Puzzava di treno, di cose abbandonate nell'aria
viziata, e Kitty ebbe il bizzarro pensiero che avesse bisogno di
una lavata d'acqua salata con la pompa, bisogno di un'abrasione,
di ghiaccio, di granelli di sabbia, che gli facessero affluire di
nuovo il sangue alla pelle, e lo rendessero nuovamente reale.
Lui si ferm accanto al fuoco e ammir i tappeti e i cuscini
nuovi che loro avevano comperato a Uzs. Veronica vers lo
champagne, fece circolare la tapenade fatta in casa. Lui disse
che era contento di essere l. Disse: Quello che amo sentire 
il silenzio.


Capitolo 10.

Quattrocentocinquantamila euro.
Questa somma di denaro rodeva la mente di Audrun. Aveva
davvero visto una cifra cos straordinariamente alta scritta sul
palmo della mano di Aramon? O si limitava a galleggiare, un
filo di numeri non collegati a nulla, nella confusa massa grigia
che era il suo cervello?
Glielo chiese di nuovo: Quanto hai detto che potresti ricavare
dalla casa?.
Ma questa volta lui non glielo disse. Mastic qualche grumo
di tabacco e sputandolo brontol: Il mas  mio. Questo  tutto
quello che so. Tutti gli euro che vale sono miei.
Dalla sua finestra, scostando le tende a rete di mezzo centimetro,
Audrun osserv le persone che arrivavano a visitare
la casa. Le vide alzare gli occhi sulla crepa nel muro. Oltrepassare
il cumulo di sabbia e il vecchio televisore arrugginito.
Voltarsi a guardare il panorama sul lato sud, che comprendeva
il suo bungalow e il suo orto, attraversato da incroci di
corda per balle da cui pendevano stracci per spaventare gli
uccelli, e il filo su cui era stesa la biancheria logora di Aramon.
Nel recinto, i segugi latravano, resi folli dal loro odore. Se ne
andavano.
Arriv Raoul Molezon, il muratore.
Audrun si precipit fuori con il caff e chiese:  vero, dei
450mila euro?
Non ne ho idea, Audrun disse Raoul. Sono qui solo per
riempire la crepa.
Lei gli disse che la crepa avrebbe attraversato tutta la casa,
spaccandola da cima a fondo, perch dove un tempo c'erano
le due ali del Mas, adesso c'era solo aria. Disse: La terra
rivendica i muri di pietra, Raoul. Sei un muratore. So che lo
capisci. A meno che vengano rinforzati, come si faceva un
tempo, la terra li rivorr. Sono sicura che mia madre lo sapeva.
Raoul annu. Era sempre gentile con Audrun. Era stato gentile
con lei tutta la vita. Forse hai ragione disse. Ma che cosa
posso farci io?
Ingoll gli ultimi rimasugli di caff e restitu la tazza. Si
asciug la bocca con un vecchio fazzoletto scarlatto e cominci
a installare le scale e ad assicurarle con palate di sabbia.
Sul suo pickup c'erano sacchi di cemento. Cos ora Audrun
sapeva che cosa stava facendo Aramon: ingaggiare Raoul per
rappezzare la crepa con la malta e quindi passare una mano di
stucco sulle venature della malta nuova, in modo che, quando
fossero arrivati, i compratori non avrebbero mai immaginato
che ci fosse una fenditura nel muro... non si sarebbero neppure
sognati una cosa simile. Tenendosi vicina al corpo la tazza di
caff disse: Te lo dico io, Raoul, devi ancorare quel muro con
una traversa di ferro....
Lui era a met scala, agile e attento e senza timore di cadere,
perfino a sessantasei anni. Molto tempo prima, Audrun avrebbe
potuto innamorarsi di Raoul Molezon, se Bernadette fosse
vissuta, se tutta la sua vita fosse stata diversa. Ne fiss le gambe
abbronzate, infilate nei calzoncini impolverati. Guardando
Raoul era solita pensare che si pu amare un uomo semplicemente
per le sue gambe, per la gioia di accarezzarle, come
accarezzeresti il collo tenero di una capra. Ma questo era stato
prima che l'amore per qualsiasi uomo divenisse impossibile...
per sempre impossibile...
Guard Raoul mettersi gli occhiali, che gli pendevano da
una catenella intorno al collo, ed esaminare la fenditura. Ci infil
la mano.
Visto? gli grid lei. Va diritta fino in fondo, eh, Raoul?
Lui non rispose. Ora teneva la faccia vicino al muro, girata
per met, come per ascoltare il battito del cuore della casa. Poi
la porta si spalanc e Aramon irruppe come un terrier, la faccia
arrossata dalla collera e dal vino.
Lascialo stare, Audrun! url. Lascia in pace Raoul!
Cerc di allontanarla con il dorso della mano, come avrebbe
cacciato una mosca.
Lei si ritrasse, come faceva sempre. Lui sapeva di spaventarla
quando la toccava. Si volse e si allontan. Quasi correndo.
Teneva stretta la tazza del caff nel caso avesse avuto bisogno
di un'arma, nel caso Aramon l'avesse seguita. Immagin
come l'avrebbe colpito in faccia con quella, proprio come
quando si copre un ragno con un bicchiere.
Ma lui non la segu e Audrun raggiunse la porta di casa
- quel fragile uscio senza peso n solidit, la sua patetica porta
d'ingresso. Entr e chiuse a chiave, ma sapeva che anche la
serratura era un aggeggio da poco, solo un piccolo nucleo di
debole metallo. Certe cose non avrebbero dovuto essere cos.
Le porte avrebbero dovuto avere forza e solidit. Avrebbero dovuto
tenere fuori tutti e tutto quello che poteva farti del male.
Invece non lo facevano mai.
Sedette sulla sua sedia. Da qualche parte, in lontananza,
sentiva le voci di Aramon e Raoul Molezon, trasportate fino a
lei dal vento che soffiava da nord, il vento che a volte soffiava
nel cranio di Bernadette e la lasciava distesa sotto il bucato steso
o sul pavimento coperto di piume della stia dei polli.
Audrun cerc di addolcire i suoi pensieri ricordando le medicine
meravigliose che Madame Molezon, la madre di Raoul,
era solita preparare nella sua cucina buia: teneri germogli di
more, seccati e cotti a fuoco lento e mescolati a miele, per la
gola infiammata; infuso di salvia per la nausea; infuso di borragine
per lo choc. Poi per non pot fare a meno di ripensare
anche a certe malattie per cui non c'era cura. Nulla che fosse
uscito dalla cucina di Madame Molezon, nulla sulla terra aveva
potuto salvare Bernadette. Nei suoi ultimi giorni di vita, aveva
detto a Audrun che il cancro era come una magnanerie di bachi
da seta e che il suo corpo era un gelso. Nulla sulla terra poteva
impedire ai bachi di ingerirne le foglie, fino all'ultimo frammento
di verde.
Ed era stato allora che tutto era cambiato - quando l'ultimo
frammento di verde era scomparso.
A quindici anni, Audrun era stata tolta dalla scuola e mandata
a lavorare in una fabbrica di biancheria a Ruasse. Suo
padre e suo fratello erano rimasti a casa, a occuparsi dei vigneti,
delle cipolle, dei terrazzi coltivati ad alberi da frutto e
delle verdure. Badavano agli animali e poi li macellavano. Ma
ad Audrun era stato detto che non era buona per la terra e che
non lo sarebbe mai stata; il suo dovere era guadagnare denaro.
Cos ogni mattina lei prendeva un pullman alle sette, sei giorni
alla settimana, e il pullman la scaricava fuori della fabbrica nei
sobborghi di Ruasse e lei passava la giornata curva su una macchina
per cucire, a confezionare busti e giarrettiere e reggiseni.
Nei suoi ricordi, tutti quegli indumenti dalle strane forme erano
rosa pallido, pi o meno il colore della sua pelle, nei punti
che il sole non aveva mai scovato.
Suo padre le ordinava di portare a casa campioni del suo
lavoro. Serge e Aramon se li coccolavano e li annusavano e
allungavano i busti da una parte e dall'altra e indossavano le
giarrettiere elasticizzate come si indosserebbe un capezzolo di
vacca, e ridevano e sospiravano e si agitavano sulle sedie. Poi,
a Audrun fu detto di mettersi addosso i campioni, di esibirli,
di fingere di essere una modella di una rivista. Quando rifiut,
Serge la tir verso di s. Le tocc i seni, che a quindici anni aveva
gi grossi. Sussurr che aveva bisogno di un reggipetto per
quei bei seni, giusto? e che lui gliene avrebbe comperato uno
se solo si fosse messa la giarrettiera...
Lei si allontan. Vide Aramon, piegato in due nell'angolo,
paonazzo in faccia per l'imbarazzo e l'eccitazione, che sghignazzava
come una iena.
Usc correndo di casa e and al cimitero dove il corpo di
Bernadette giaceva nel suo feretro di pietra, sopra i suoceri, e fu
allora che Audrun cominci a sentirlo per la prima volta nella
sua vita, a sentire che tutto quanto la circondava si
aggrovigliava in matasse senza significato... e la brezza come ali che
sbattevano, la luce del sole scivolosa sulle lapidi, come burro
fuso, i cipressi come edifici sul punto di crollare. Grid, ma non
c'era nessuno a sentirla. Artigli la terra e la sent sbriciolarsi
fra le sue dita, come pane.
Audrun si dondolava sulla sedia, ricordando: quella era stata
la prima volta.
Raoul Molezon arriv tutte le mattine per i quattro giorni successivi.
Port il suo apprendista, Xavier, ad aiutarlo. Riempirono
la crepa di cemento, la coprirono con stucco nuovo, chiusero
con la calce gli interstizi fra i mattoni che incorniciavano le
finestre. Poi fecero una cosa straordinaria: dipinsero lo stucco
giallo ocra.
Audrun pass ore in piedi nel suo potager, appoggiata a un
forcone o a una zappa, contemplando attonita quell'apparizione
gialla. Guard Xavier caricare il televisore scartato sul pickup
di Raoul e spalare via la sabbia. Guard Aramon piantare
una forsizia vicino alla porta d'ingresso. Si accorse che i cani
tacevano, come drogati dai vapori della vernice.
Vide tornare le agenti immobiliari: la madre e la figlia con
le sue scarpe marroni a tacco alto. Vide Aramon, per una volta
con indosso abiti puliti, in piedi con loro nel tepore nuovo
di mezzogiorno, i volti sollevati verso la sorprendente nuova
facciata del Mas Lunel. Le agenti cominciarono a scattare
fotografie, una dopo l'altra, da vicino e da lontano. E Audrun
seppe quello che stavano pensando - che quella trasformazione
avrebbe potuto far aumentare ulteriormente il prezzo
del mas.
Mezzo milione di euro?
Si artigli il petto all'altezza del cuore. La sua casa era stata
costruita in quattro settimane con poche migliaia di euro. Ed
era il solo rifugio che avrebbe mai avuto.
Intercett le agenti immobiliari sulla strada, agitando il braccio
sottile per fermare l'auto. Infil la testa nel finestrino aperto.
Scusatemi disse. Ma sono la sorella di Monsieur Lunel,
e quella casa una volta era la mia. E ho visto quello che  stato
fatto. Ha chiamato il muratore, e ora la crepa non si vede pi,
ma  ancora l.
Le agenti avevano facce rotonde, dalla forma quasi identica,
con piccole labbra increspate e dipinte col rossetto. La
figlia fumava, aspirando avidamente da una costosa sigaretta
al mentolo ed esalando il fumo fuori del finestrino. Entrambe
guardarono Audrun senza parlare.
Un po' di cemento non baster a impedire che si allarghi
continu lei, aggrappata al metallo bollente dell'auto. La terra
reclama le pietre su tutti e due i lati. Non smette mai.
Ascolti, Madame disse la madre, dopo un istante o due.
Credo che dobbiamo farle capire una cosa. Ci  stato chiesto
da suo fratello di occuparci della vendita del mas. E questo 
quanto. In tutta onest, non possiamo immischiarci in una faida
famigliare.
Faida famigliare.
Ah disse Audrun. Cos ve lo ha detto, eh? Vi ha detto
come sono stata trattata?
Com' stata trattata? No, no. Niente di quello che  accaduto
in passato ha a che fare con noi. Fungiamo solo da agenti
per la vendita.
Non mi sorprende che non ve lo abbia detto. Finge che
non sia successo nulla.
Be', mi dispiace, ma ora dobbiamo andare. Abbiamo un
altro appuntamento, un appuntamento molto urgente ad Anduze.
Dovreste chiedergli della crepa. Chiedeteglielo. Ha chiamato
Raoul. E io ho visto quello che Raoul ha fatto. Non sto
mentendo. Ci ha semplicemente cacciato un po'di malta...
Ma non la stavano pi ascoltando. La madre spinse in avanti
la leva del cambio e Audrun sent l'auto che cominciava a
muoversi e dovette spostarsi ed evitarla saltando di lato, poi
gir di scatto la testa e la guard accelerare e allontanarsi.
 
Capitolo 11.

Una settimana dopo il suo arrivo, mentre con la zappa sradicava
minuscole erbacce nel cortile di ghiaia altrimenti immacolato
di Veronica, Anthony colse la propria immagine riflessa
in una delle portefinestre e not come il sole del sud avesse gi
cancellato il pallore londinese e lo facesse apparire pi giovane.
Mentre ammirava quel nuovo se stesso, un pensiero gli balen
improvviso alla mente:
Potrei amare di nuovo. Dopo tutto, forse potrei...
Amare una donna, perfino? Perch no? Aveva amato l'ex
moglie Caroline di un amore cameratesco. Perch non avrebbe
dovuto condurre un'esistenza semplice ma confortevole con
una donna attraente ma non esigente, per altri dieci o quindici
anni, ed essere in pace...
...o ancora, questa parte di Francia era piena di ragazzi
abbronzati, dai capelli scuri, e il pensiero di loro, di come gli
avrebbero sussurrato in francese nelle notti calde, gli stava gi
provocando un'esitante ma infinitamente gradita erezione.
Si rimise all'opera con rinnovata energia, deciso a sradicare
fino all'ultima erbaccia dal cortile. Non aveva pensato con piacere
alla prospettiva del giardinaggio, ma adesso scopriva che il
lavoro produceva un dolce appagamento della mente, in cui la
speranza aveva preso di nuovo a risplendere, come il sole che
emerge da dietro l'orlo di una nuvola.
Sai di avermi salvato, vero? disse a Veronica quella sera, mentre
sorseggiavano vino bianco ghiacciato nel salone.
Che cosa vuoi dire? disse lei.
Londra mi stava uccidendo, V. Letteralmente. Ci ho pensato
molto da quando sono qui, e ora ho preso una decisione.
Vendo. Avrei dovuto farlo gi due o tre anni fa. Rinascer in
Francia.
Nel momento in cui lo disse, cerc e trov - e ne gio - un
lampo di terrore negli occhi di Kitty Meadows. Fu un lampo
terribilmente eloquente.
Non preoccuparti disse Anthony, rivolgendole un sorriso
pigro. Non mi appollaier davanti alla vostra porta. Non sono
cos insensibile. Cercher pi a sud... vicino a Uzs, probabilmente.
A condizione che la vista sia bella e abbia stanze a sufficienza
per qualcuno dei diletti. Nient'altro ha importanza...
Veronica si alz e attravers la stanza per passargli le braccia
intorno al collo. Tesoro disse. Credo che sia un'idea magnifica.
 colossale e coraggiosa e brillante! Beviamoci su! Ti
aiuteremo a trovare la casa perfetta.
Kitty sedeva immobile sulla sua sedia. Incroci in grembo
le piccole mani.
Anthony telefon a Lloyd Palmer. Cominci scusandosi per essersi
ubriacato quella sera a casa sua.
Tutto a posto disse Lloyd. Perlomeno, non hai vomitato.
Com' la Francia?
Ascolta disse Anthony. Ho avuto una specie di epifania.
Troppo lunga e noiosa da spiegare, ma credo che comprer una
casa qui.
Una casa su un albero? disse Lloyd con una risatina.
Va bene, touch, Lloyd. Ma  per questo che ti chiamo, per
chiederti se puoi occuparti della vendita di alcune delle mie
azioni...
Vendere azioni?  questo che ti ho sentito dire?
S.
Sei fuori dal tuo fottuto albero? Non potrei mai farlo, vecchio
mio. Hai controllato le Footing di recente? Non potrei farlo.
Neppure per te.
Se trovo una casa, Lloyd, avr bisogno di trasferirmi in
fretta. Non si pu tentennare quando si acquista un immobile.
Bisogna assumersi degli impegni.
Usa i contanti.
Non ho contanti. Tutto quello che ho a parte le azioni sono
debiti.
La parola debiti azzitt Lloyd.
Sono scioccato ammise alla fine. Che cosa  successo?
La realt  successa. Il tempo. E vendere l'appartamento
richieder pi tempo, quindi...
Vendere l'appartamento? Non posso credere che stiamo sostenendo
questa conversazione. Hai perso la testa, Anthony?
No. Per me a Londra  finita. Tu e Benita lo sapete bene
quanto me. Cos ho intenzione di tentare un nuovo inizio
quaggi, non troppo lontano da V.
Lloyd emise un lungo sospiro malinconico.
Nel silenzio che segu a quel sospiro, Anthony disse con
voce quieta: Sto cercando di salvarmi l'anima, Lloyd, o almeno
quello che ne resta.
Un prestito scatt Lloyd.  l'unica cosa sensata da fare.
Veronica e Kitty sedevano su due vecchie sedie sotto l'arco
che dava sulla terrazza e guardavano cadere la pioggia.
Era una manna: quello a cui anelavano, mese dopo mese.
La ascoltavano sibilare lungo i nuovi, funzionali canali di scolo,
picchiettare sulle foglie del gelso spagnolo. Se il terreno
sotto il gelso si impregnava, allora era pioggia buona, qualcosa
di pi di quella che la gente di Sainte-Agns chiamava
deux gottes. Era uno dei metodi con cui valutavano le precipitazioni.
Respiravano l'aria profumata di umidit. Immaginavano
come, nei milioni e milioni di minuscole fibre che componevano
i fili d'erba, avesse luogo un impercettibile rigonfiamento
e come, se la pioggia fosse continuata senza cessare di
colpo da un momento all'altro, il loro prato sarebbe tornato
di un verde acceso nel giro di trentasei ore.
La pioggia benedetta ora cadeva fitta, il cielo sopra di loro
era color ardesia. L'acqua cominciava a formare pozzanghere
sulle pietre irregolari della terrazza quando Anthony si avventur
sotto l'arco.
Che cosa state facendo? chiese a Veronica.
Guardiamo la pioggia disse lei.
Guardiamo la pioggia disse Kitty.
Anthony guard le due donne. Stavano cos immobili, sembravano
cos commosse dallo spettacolo della pioggia, che
avrebbero potuto essere spettatrici di qualche meravigliosa
rappresentazione del Lago dei cigni. Di conseguenza, sembr
solo giusto unirsi a loro, prendere un'altra sedia e sedere in
silenzio alle loro spalle, come in un palco al balletto o all'opera,
e guardare a sua volta.
Strane, pens, imprevedibili le cose che ci diventano care,
diventano dilette. Chi avrebbe immaginato che la pioggia potesse
essere amata da due donne inglesi di mezza et? Dagli
africani, s. Lai era solita ricordare ed evocare per lui l'arrivo
delle piogge nella provincia del Capo, e come le piste che portavano
alla fattoria dei suoi nonni divenissero rosse, murram di
un bel rosso sangue, e fiori senza nome sbocciassero nel veld
spoglio. Ma di certo Veronica non aveva mai pensato alla pioggia
in modo tanto appassionato.
Il fatto , che non si pu mai sapere disse ad alta voce.
Proprio non si pu sapere.
Che cosa? disse Veronica.
Anthony non si era reso conto di aver parlato ad alta voce.
Oh disse. Stavo semplicemente pensando che  un bene,
non sapere. Non sapere quello che all'improvviso ti far provare
qualcosa.
Provare che cosa? disse Kitty.
Era una donna che infrangeva gli incantesimi. Quella era una
delle molte cose che Anthony non sopportava di lei. Era una piccola
pedante infrangi-incantesimi senza fantasia. E si considerava
un'artista. Che farsa! Sospir. Una volta che si fosse trasferito
l, avrebbe trovato una nuova compagna per sua sorella.
Provare qualunque cosa disse. Rapimento, per esempio.
O irritazione.
La pioggia cadde per tre giorni. I fiori di mimosa si trasformarono
in una poltiglia marrone. La casa si raffredd. Anthony
cominci ad avere la sensazione che l'Inghilterra lo avesse seguito
fin l, stesse cercando di tirarlo per la manica, ma lott
per scacciarla.
Dalla sua finestra, contemplava le Cvennes, avvolte in una
foschia azzurrina. Si chiedeva se non ci fosse qualcosa di unicamente
meraviglioso nel vivere lass, cos in alto, e percepire
l'antica grandiosit delle cose, sentire le stelle pi vicine. Avere
la sensazione che il mondo fosse di nuovo ai tuoi piedi, sentirti
il signore del tuo regno - proprio come si era sentito lui nei
suoi anni gloriosi di ricchezza e successo - superiore a tutto e a
tutti quelli che faticavano in basso, nella valle.
C'era un che di miracolosamente solitario fra quella caligine
dal profumo di pino, come se non appartenesse affatto all'uomo,
ma alle aquile e al silenzio. E allora potevi semplicemente
essere. Finalmente, potevi smettere di lottare e aspettare che
rifluisse verso di te: il brivido di essere vivo.


Capitolo 12.

Ora, l'auto delle agenti immobiliari andava e veniva, andava e
veniva tutto il tempo dal Mas Lunel. I cani affamati latravano
la loro angoscia. Audrun vedeva i potenziali acquirenti fermarsi
sul viale, raggelati da quella frenesia animale.
Quando sal lass, a portare ad Aramon un altro mucchio di
biancheria pulita, disse: Se vuoi vendere la casa, faresti
meglio a liberarti dei cani.
Lui stava armeggiando con una torcia elettrica, toglieva le
batterie e tornava a inserirle, sbatteva la torcia contro il tavolo
di legno. Non sono i cani disse. Sanno che i cani se ne andranno
con me.  il tuo bungalow.
Audrun depose il bucato su una sedia. Aveva pensato di
metterlo ad asciugare, ma ora non gliene importava pi. Vide
la torcia prendere improvvisamente vita. Sent il fratello sbuffare
di piacere.
S disse lui, puntandole il fascio luminoso sulla faccia.
Dicono che il tuo bungalow  un pugno in un occhio.  questa
l'espressione che hanno usato tutti, "un pugno in un occhio".
Cos gli ho detto di pagarti per farti andar via. Abbattete
la casa!  un'idea, eh? O potrei farlo io per loro. Farmi pagare
per demolirla.
Si pieg in due, scosso dalla sua risata stridula, ansimante.
Spense la torcia e la pos con forza e allung la mano a prendere
una sigaretta. Alla gente coi soldi piacciono le vecchie
case disse. Si innamorano delle pietre e dell'ardesia e dei
grossi pezzi di legno. Per loro un posto come il tuo non vale
nulla,  solo una macchia nel paesaggio.
Audrun gli volt le spalle, diretta alla porta. Stava per uscire
nel sole quando sent Aramon dire: Peccato per te che hai costruito
cos vicino al confine della propriet.
Ho costruito dove mi  stato detto che potevo costruire
disse calma Audrun. Per potermi allacciare alla rete elettrica
e avere l'acqua.
Be' disse Aramon tutto questo va benissimo, ma in certi
punti hai sconfinato. Te l'ho visto fare, pardi! Quindi far venire
il topografo a dare un'occhiata... per vedere dove hai sconfinato
nella mia terra. E tutto quello che trover sul mio terreno,
avr il diritto di demolirlo.
Non avrebbe avuto senso restare a discutere con lui. Con le
parole non si aveva mai la meglio su Aramon. Quando era bambino,
solo una cosa lo persuadeva: le frustate che Serge gli somministrava
con una cintura o una canna di bamb. Ora, pens
Audrun, ad avere la meglio sono i soldi.  l'unica cosa che resta.
Quando fu di nuovo alla porta di casa sua, Audrun si guard
intorno, fin dove le riusciva di vedere. Bench le due case, il Mas
Lunel e il suo bungalow (che non aveva nome), fossero appena
fuori La Callune, era come se distassero chilometri e chilometri
da ogni altra abitazione. A parte la strada che correva dietro la
sua propriet, il vecchio viale che portava al mas, costruito da
Serge con scisto e pezzi di mattone, i muri di pietra diroccata dei
vitigni e il suo riquadro di orto, il resto era natura selvaggia, pascolo,
lecci, faggi, il suo castagneto con in alto la collina ricoperta
di pini e pi oltre il fiume. La gente la riteneva stupida, non tutta
giusta con la testa, perch a volte perdeva brandelli di tempo, ma
non era cos stupida da non vedere quanto fossero belle quelle
cose e capire perch, se eri un uomo d'affari di qualche brutta
citt formicolante, fossero quelle che volevi comperare.
Si gir a contemplare il bungalow. L'intonaco era rosa sbiadito
e Audrun aveva dipinto le finestre di metallo di azzurro, il
colore preferito di Bernadette, che tuttavia era in qualche modo
sembrato sbagliato accanto al rosa. In estate, piantava gerani
scarlatti sui davanzali, ma ora i vasi erano vuoti, saturi d'acqua
a causa delle recenti, fitte piogge. Il pavimento a mosaico irregolare
della terrazza era coperto di foglie umide, ammucchiate
in strane composizioni dal vento. La vaschetta per gli uccelli in
pietra, dove lei guardava bere i passeri e le cince, era macchiata
di verderame. La tenda contro le mosche si era staccata dall'architrave
della porta e ora penzolava di lato. La sua piccola Fiat,
parcheggiata accanto alla porta, era cos chiazzata di ruggine che
sembrava aspettare solo che il furgone dello sfasciacarrozze la
portasse via.
Il luogo aveva un'aria desolata. E Audrun pens che i potenziali
compratori del Mas Lunel avevano ragione: il bungalow
non sarebbe mai dovuto esistere. Il Mas Lunel e tutta la terra circostante
avrebbe dovuto essere suo. Lei avrebbe venduto i cani
a un cacciatore che se ne sarebbe preso cura e li avrebbe fatti lavorare.
Avrebbe riparato la crepa nel muro. Avrebbe tenuto ogni
cosa pulita e sterilizzata e viva.
Ma, pi di ogni altra cosa, avrebbe badato alla terra. Perch
era la terra a contare. Di recente, presi dalla smania di ricavare
soldi dalle loro case, migliaia di abitanti del Cvenol avevano
apparentemente dimenticato il loro ruolo di custodi della terra.
Malattie avevano colpito gli alberi. Le terrazze coltivate a viti erano
crollate. I fiumi si erano interrati. E nessuno sembrava accorgersene
o preoccuparsene - come se queste cose provvedessero
a se stesse, come se la natura facesse il lavoro dell'uomo mentre
lui se ne stava seduto - come faceva Aramon - davanti al suo
grosso televisore, facendosi bombardare il cervello da kilowatt
di luce insensata.
E che dire della gente nuova, gli stranieri che comperavano
la terra? Sono impotenti, pens Audrun. Impotenti. Non  colpa
loro. Sono colpiti - lei sapeva che lo erano davvero - dalla
sua bellezza. Cominciano pensando di potersi prendere cura di
tutto, in un modo o nell'altro. Ma in realt non capiscono nulla
della terra.
Ancora una volta, e certamente non sarebbe stata l'ultima,
Audrun si disse che Aramon e non Bernadette sarebbe dovuto
morire nel 1960.
Ora sarebbe polvere. Che pensiero meraviglioso: la sua
faccia, la sua risata, il suo tanfo... tutto sarebbe polvere.
E tutta la terra dei Lunel, acquistata pi di un secolo prima
dai loro nonni, sarebbe stata sua, e avrebbe prosperato, sarebbe
stata verde e boscosa.
Audrun camminava nel suo bosco con Marianne Viala. Alle
loro spalle il fiume era gonfio e tumultuoso. Il sole spariva e
riappariva fra gonfie nuvole bianche.
Devi proteggerti, Audrun disse Marianne.
Proteggersi? Marianne si era forse dimenticata che, dopo la
morte di Bernadette, non c'era stato modo di farlo?
Davvero disse Marianne. Faresti bene ad andare da un
avvocato. Se una parte del bungalow si trova sul terreno di
Aramon, allora lui ha il diritto...
Non  sulla sua terra.  sulla mia.
Come puoi esserne sicura?
Abbiamo tracciato i disegni. Contrassegnato i confini.
Immagino che allora sia tutto a posto. Immagino che tu
non abbia nulla da temere.
Nulla da temere.
Era quello che aveva detto Bernadette quando aveva portato
Audrun dal chirurgo, all'ospedale di Ruasse. Disse che il
chirurgo avrebbe reciso la coda di maiale che sporgeva dallo
stomaco di Audrun per darle un bell'ombelico normale, uguale
a quello di tutti gli altri bambini. E dopo non ci sarebbero pi
state prese in giro: Facci vedere la coda di maiale, Audrun!
Facci vedere il tuo culo di cinghiale!.
Sdraiata nel letto d'ospedale, sentiva il sangue caldo sgorgare
dalla ferita e scivolare lungo le cosce. Cerc di chiamare
qualcuno, ma la stanza in cui si trovava era alta ed echeggiante
e la sua voce priva di forza; riusc a emettere solo un piccolo
suono strangolato che sal verso il soffitto, come un uccello in
trappola.
Nulla da temere.
Aveva otto anni. Si chiese se quel getto caldo di sangue fosse
normale. Non le dava la sensazione di esserlo. Le sembrava che
la vita stesse uscendo da lei, la preziosa e unica vita della figlia
di Bernadette Lunel, imprigionata fra il sottile lenzuolo e il duro
materasso d'ospedale. Istante dopo istante, sarebbe diventata
sempre pi sottile, pi piatta, mentre tutte le vene e le arterie si
svuotavano. Sarebbe diventata pallida come un baco da seta.
Si svegli con il braccio collegato a una sacca di sangue e una
mano fresca sulla fronte - la mano di Bernadette. Lei accost
il viso al suo e disse: Va tutto bene ora, bambina mia. Va tutto
bene. Sono qui. La mamma  qui. Non c' nulla di cui avere
paura ora.
Marianne e Audrun continuarono a camminare, e quando furono
nuovamente in vista del bungalow Marianne si ferm e
lo indic e disse: Ho un'altra idea. Chiama Raoul e fai alzare
un muro.
A che servirebbe un muro?
Un muro di pietra, alto, cosicch chiunque comprer il mas
non potr vedere casa tua e tu non potrai vedere loro.
E mi dici con quali soldi lo dovrei costruire?
Con blocchi di scorie presi dalla tua parte sarebbe poco
costoso. Rivestilo di pietre solo sul lato che vedranno loro.
Ma anche cos dove troverei il denaro?,
Marianne si ferm per girarsi a guardare la direzione da cui
erano venute. Vendi il bosco disse.
Vendere il bosco?
Audrun scosse la testa da un lato all'altro, e continu a
scuoterla, come un burattino. Tutti quei pensieri cattivi e marci
la facevano sentire debole e inerte.
Pi tardi giacque distesa nel buio.
Al sicuro nel tuo letto era solita dire Bernadette. Ora sei
al sicuro nel tuo letto. Ma Bernadette si sbagliava.
Si stava sforzando di ricordare: parte della sua casa era costruita
sul terreno di Aramon?
Quello che riusciva a rammentare era che tutto era stato
fatto di fretta, alla meno peggio, con solo un'autorizzazione
scribacchiata dell'ufficio del sindaco e nessun progetto vero e
proprio, a parte gli schizzi del costruttore: mettete questo qui,
quest'altro l. Avrebbe dovuto essere Raoul a costruirlo, ma non
aveva voluto; a lui piaceva lavorare solo con la pietra.
Cos un'altra impresa era venuta da Ruasse e tutto era stato
deciso giorno dopo giorno, momento dopo momento, ai tempi
in cui gli uomini sedevano al sole, mangiando pane e Camembert
e bevendo birra, e a volte sbirciando questo o quel disegno,
e in un'occasione avvolgendo il formaggio rimasto in uno
dei disegni di cui dicevano di non avere pi bisogno.
Nessun ispettore era mai tornato a ispezionare la casa finita
- giusto? Nessuno era mai tornato perch a nessuno importava
un fico del bungalow. Tutta quella terra apparteneva alla famiglia
Lunel - le apparteneva da tre generazioni. Stava al fratello
e alla sorella stabilire le linee di confine...
Ma ora sarebbe venuto un topografo. Un muro di pietra
non avrebbe potuto tenere fuori nessuno, nessuno che fosse
persuaso di avere il diritto di essere l. Lei, Audrun, se ne sarebbe
rimasta seduta impotente ad aspettare che il topografo
tracciasse una linea sul terreno con un metro di metallo. E se
la linea avesse portato a casa sua per uscire dall'altra parte?
Avrebbe sentito qualcuno spiegarle - come le avevano spiegato
tutta la vita - che aveva commesso un errore?
Non fai le cose nel modo giusto, Audrun.
Non vedi il mondo com'.
Audrun giaceva supina e contemplava l'oscurit. Poi ripieg
le braccia sui fianchi e chiuse gli occhi e cerc di rallentare i
battiti del cuore. Finse di essere Aramon, sdraiato nella tomba.
Aspett che la cripta che la circondava si facesse pi fredda.

 Capitolo 13.

La terrazza del ristorante a Les Mjanels, pochi chilometri fuori
Ruasse, era appollaiata su un ponte di pietra gettato sul fiume
Gardon. Ora l'acqua era alta come per anni era sempre stata in
primavera. Tutti ne parlavano, parlavano dell'ingrossamento e
del bel verde giada del fiume dopo lo scioglimento della neve
di un inverno rigido e le piogge recenti.
Veronica, Kitty e Anthony sedevano a un tavolo sul limitare
della terrazza.
Il sole d'aprile era tiepido e pugnalava di luce vivida le acque
tumultuose del Gardon. Sul menu figuravano trota fresca,
zampe di rana e omelette aux cpes. Veronica ordin una caraffa
di un ros locale. Anthony portava un vecchio berretto da
cricket. Nel cielo non c'erano nuvole.
Anthony ordin l'omelette, seguita dalla trota. Mangi tutto
con lentezza, a piccole forchettate, ciascuna resa esteticamente
perfetta dall'aggiunta di alcune foglie di insalata splendidamente
condite. Il vino era freddissimo e secco e leggero, e
anche quello lo bevve lentamente, perch nessuna ingordigia
da parte sua disturbasse l'equilibrio ideale di quei deliziosi momenti.
Sapeva di essere vicino alla felicit come in passato era stato
molto a lungo. Felice. Osava evocare questo termine da Peter
Pan. Si sentiva appagato dalla vita come gli capitava dopo un
acquisto riuscito a un'asta. E quelle colline, quella lunga,
maestosa vallata con il suo antico fiume... cose, si disse, che almeno
erano permanenti. Se fosse riuscito a ricreare la propria vita in
una casa l, sarebbero stati compagni meravigliosi. La bellezza
che avrebbe creato con e per i suoi diletti all'interno avrebbe
trovato un'eco - giorno dopo giorno e stagione dopo stagione
- nella bellezza fuori dalle sue finestre.
Si volt verso Veronica e disse:  questo il posto, V.  qui
che voglio stare. Far un'offerta per le Cvennes.
Veronica sorrise. Al sole, il suo naso si stava arrossando.
Be' disse, cercando di includere Kitty nel suo sorriso direi
che  ok. Geniale, anzi. Ora devi solo cominciare a cercare una
casa.
Anthony si rese conto di un'altra cosa. Aveva pensato a
un'abitazione di piccole dimensioni, con un modesto cortile
recintato, giusto lo spazio necessario perch V progettasse per
lui un bel giardino. Ma ora l'immagine si stava modificando.
Ci che aveva cominciato a concepire era qualcosa di pi imponente,
dove i soffitti sarebbero stati alti e la cucina grande,
dove avrebbe potuto creare audaci effetti di luce per enfatizzare
la crme della sua collezione di diletti - tutti quelli che fosse
riuscito a conservare. E all'esterno spazio a sufficienza per una
piscina. Una piscina avrebbe contribuito ad allungargli la vita.
Oh, e terra in abbondanza. Ora voleva terra. Non tanto per
proteggersi dal mondo invidioso, ma per dare al mondo invidioso
qualcosa di nuovo da invidiare.
I progetti crescevano e prosperavano e si moltiplicavano
nella sua mente: suite per gli ospiti, un capanno per gli accessori
per la piscina, una sauna, un giardino formale di aiuole e
siepi, un campo di fiori selvatici... sorprese Kitty Meadows che
lo guardava, come se potesse leggere i suoi stravaganti pensieri
e avesse gi una strategia per vanificarli. Si appoggi all'indietro
sulla sedia e disse: Che cosa ne pensi, Kitty?.
Lei distolse gli occhi e punt lo sguardo in lontananza, verso
le alte vette delle colline. Aveva un naso rincagnato che probabilmente
un tempo era stato definito carino, ma che ora dava
al suo viso l'aspetto schiacciato di un pechinese.
Perch non vai in affitto per un po'? disse. Per vedere se
riesci ad abituarti a stare cos lontano da tutto.
Affitto? Che razza di idea dispendiosa e priva di ambizione
era quella? E cos'era il "tutto" di cui parlava? Kitty Meadows
non aveva la pi pallida idea di che cosa fosse - o fosse stato
- importante per Anthony Verey, non ci si avvicinava neppure.
E di certo lui non le avrebbe rivelato la verit sul suo "tutto":
che era andato perdendosi, in modo apparentemente irrecuperabile,
lungo il sentiero che portava al"nulla". Perch in ogni
caso ora se lo sarebbe ripreso, avrebbe riavuto tutto indietro, e
non avrebbe permesso a nessuno di mettersi sulla sua strada,
certo non a Kitty Meadows...
Non voglio andare in affitto disse. Voglio trovare qualcosa
e assumermene l'impegno. Prima che sia troppo tardi.
Troppo tardi? disse Kitty. Che cosa intendi dire?
V lo sa che cosa intendo dire disse lui. Vero, tesoro?
Parlava del tempo, come Kitty sapeva perfettamente. Voleva
fare di nuovo qualcosa di grandioso della propria vita prima
che gli anni erodessero altre parti di lui, prima di dover accantonare
la vanit. E, a quanto pareva, sarebbe stato questo: una
casa costosamente ristrutturata, impeccabilmente arredata nelle
Cvennes. Amici celebri sarebbero stati invitati a compiere
atti di venerazione. Avrebbe passato le sue giornate a preparare
ogni cosa per poi esibirla. Avrebbe parlato in pessimo francese
a voce troppo alta. Nella zona sarebbe risultato sgradevole a
tutti, ma non se ne sarebbe mai reso conto.
Kitty era gi cos stanca della compagnia di Anthony che
stava cominciando a sperimentare un'acuta infelicit. Era con
loro a Les Glaniques da appena dieci giorni, e gi turbava il
ritmo della loro esistenza, le rendeva impossibile lavorare, e ora
stava per dare il via a una caccia alla casa che sarebbe andata
avanti per settimane o mesi. Era intollerabile.
Intollerabile.
Mentre Veronica ordinava crme caramel e caff, Kitty pens
a come le sarebbe piaciuto spingere Anthony lungo il ponte
sottostante e legargli due pietre ai piedi per poi scaraventarlo
nell'acqua tumultuosa. Era l'ultimo degli uomini Verey, con tutti
i loro vecchi snobismi e ingiustificati sentimenti di superiorit.
Di certo sarebbe stato meglio - per lei, per Veronica, per il
mondo - se fosse stato semplicemente eliminato, se quella vita
che lui sembrava considerare cos preziosa si fosse bruscamente
conclusa.
A che cosa pensi, Kitty? chiese all'improvviso Veronica.
Kitty trasal, irrequieta come un uccello. Pos il tovagliolo,
disse che aveva cambiato idea a proposito del crme caramel;
voleva andare a fare una passeggiata lungo il fiume.
Oh, no disse Veronica. Aspetta che finiamo di mangiare;
andremo tutti insieme.
Ma Kitty si alz. Mentre scuoteva la testa, ricord con un
certo dolore quello che Veronica aveva detto a proposito dei
suoi capelli "difficili da accarezzare".
Lasci il tavolo diretta ai gradini che portavano alla strada.
Mentre si allontanava, sent Anthony dire ad alta voce: Oh
Dio, ho detto qualcosa di terribile? Sono un mostro?.
Continu a camminare, senza guardarsi indietro. Pensava:
ogni passo che mi allontana da lui  una consolazione. Ma la
consapevolezza che si stava allontanando anche da Veronica
le provoc una piccola stretta al cuore. L'ultima volta che loro
due erano state a Les Mjanels, alla fine dell'estate precedente,
dopo pranzo si erano avventurate fino al Gardon e si erano
sedute al sole caldo, a giocare a tris sulla sabbia, e Veronica
aveva detto: Io faccio le croci. Ecco. Questo  il mio primo
bacio per te.
Mentre camminava verso l'acqua, Kitty si chiese: Non ha
forse bisogno ogni amore di creare per s uno spazio protetto?
E se  cos, perch gli amanti non capiscono meglio i danni
che gli intrusi possono arrecare? La rendeva furiosa pensare
alla facilit con cui Veronica stava assecondando il carattere
tacitamente interminabile della visita di Anthony... come se lui
fosse la persona che pi le stava a cuore, la persona che aveva,
e aveva sempre avuto il diritto di venire per prima, e toccasse
a lei, Kitty, accettare quella gerarchia in modo adulto, senza
fare storie.
E naturalmente Anthony lo sapeva. Senza dubbio si godeva
quella consapevolezza. Trovava divertente vedere "l'amichetta
di V" relegata in secondo piano. Era possibile che prolungasse
il suo soggiorno per tutta l'estate, o perfino oltre, solo per tormentarla,
e fare di tutto per distruggere l'amore di Veronica.
Arrivata al fiume, Kitty svolt a destra e si incammin lungo
l'angusto sentiero sovrastante l'acqua turbinosa, abbacinante.
Vide che la spiaggia grigia su cui si era seduta con Veronica
era scomparsa; sarebbe tornata a svelarsi solo quando la calura
di luglio si fosse stemperata e il fiume ridotto a un canale
dalle acque lente. Macigni che l'anno prima si erano incagliati
nella corrente ora erano sommersi, e Kitty immagin le trote
scure appena nate iniziare la loro vita in quella oscurit protetta,
mordicchiando le alghe altamente proteiche che salivano
gonfiandosi dal letto di ciottoli.
Pensando alla vita innocente dei pesci, si accorse che stava
piangendo.
Inciamp. Voleva sedersi e piangere con tutta calma. Ma
non c'era posto dove mettersi seduti. C'era solo il sentiero
stretto, appena sufficiente per una persona, e nient'altro da
fare che seguirlo, fino a che non si fosse sentita in grado di
tornare.
Anthony credeva che lei lo avesse fatto di proposito, per
guastare il suo momento di felicit, e questo lo rese ancora pi
deciso a non permetterle di rovinare la giornata o distrarlo dal
suo progetto, che ora consisteva nel visitare quante pi agenzie
immobiliari di Ruasse gli fosse stato possibile.
Si preparavano finalmente ad andarsene, dopo aver aspettato
Kitty per mezz'ora. Veronica guidava e Anthony sedeva al
suo fianco e nessuno pronunciava parola. La testa posata contro
il finestrino, Kitty teneva gli occhi chiusi.
Senza dubbio, pens Anthony, vuole andare subito a casa,
a contemplare i suoi patetici acquerelli e a escogitare la maniera
di liberarsi di me. Ma non le permetter di liberarsi di me.
Sono Anthony Verey e sono di nuovo me stesso: quell'Anthony
Verey...
A Ruasse, Veronica parcheggi nella piazza del mercato,
sotto bianchi platani che cominciavano appena a mettere le
foglie, mentre il sole iniziava a calare e nell'aria si percepiva
di nuovo un accenno di freddo. Sul lato opposto della piazza
c'erano due agenzie, e fu verso esse che Veronica indirizz Anthony,
dicendo che lo avrebbe raggiunto.
Molto bene disse lui. Ma lo disse stancamente, perch
la sorella capisse che disapprovava quel suo assecondare gli
umori e i capricci di Kitty Meadows. Kitty, pensava, sarebbe
dovuta restare a rimuginare in auto mentre lui e V andavano
a guardare le fotografie delle case. Anzi, l'ideale sarebbe stato
bloccarla in macchina, chiuderla dentro come se fosse un
bambino mentre loro, i Verey, davano un primo sguardo al suo
futuro...
Attravers a lunghi passi la piazza, con ancora indosso il
berretto da cricket, ascoltando il ticchettio e i tonfi di una partita
a boules sulla ghiaia sabbiosa, il rintocco di un antico orologio.
Ruasse, gli era stato detto, aveva due anime, e quella era
una delle due, la sua anima antica, definita dai platani bianchi e
snelli, dagli edifici inclinati con i tetti di argilla e da un grappolo
di negozi costosi. Ma l'altra sua anima era altrove, ai margini
della cittadina, dove alti condomini restavano in equilibrio su
fragili fondamenta. Se riuscivi a evitare di trovarti faccia a faccia
con quella seconda anima, tanto meglio, o cos aveva detto V.
Ora Anthony era di fronte alla vetrina di un'agenzia. Il cuore
gli batteva in fretta. Cominci a guardare fotografie e prezzi.
Attraverso la porta a vetri, intravvide due donne al lavoro davanti
ai computer, sotto la fredda luce del neon. Le vide alzare
gli occhi e guardare il suo comico berretto.
Seduta in cucina, Veronica fumava e ascoltava la quiete della
notte.
Di fronte a lei, sul tavolo, c'erano gli schizzi incompleti di un
giardino che stava progettando per alcuni clienti di Saint-Bertrand.
Non stava esattamente lavorando ai disegni; si limitava a
muovere la matita, ombreggiando folti di bosso e una teoria di
siepi di tassi su cui i clienti erano andati in estasi Veronica sapeva
che quelle siepi avrebbero impiegato tre anni per diventare
abbastanza compatte da formare la barriera architettonica che
tanto aveva entusiasmato Monsieur e Madame, ma non aveva
osato farne cenno. Si era stancata di ripetere che i giardini richiedono
tempo, che non erano paragonabili all'arredamento
di interni, che bisognava avere pazienza. Sapeva di non vivere
in un mondo paziente. Perfino l, dove la vita scorreva pi lenta
che in Inghilterra, percepiva l'inquieta agitazione che la gente
provava nel suo desiderio di percepire tangibili e reali le fugaci
meraviglie che si affacciavano alla sua mente.
Quella sera, anche il cuore di Veronica era agitato. La giornata
era cominciata bene, e finita male. In auto a Ruasse era stata
severa con Kitty; aveva dovuto dirle che no, niente le avrebbe
impedito di voler bene a Anthony, perch lui era suo fratello, e
se lei, Kitty, si aspettava che smettesse di amarlo, allora erano
in guai grossi.
Sapeva che Kitty aveva pianto e questo la turbava. Ogniqualvolta
ricordava da dove lei venisse, e lasciava che la sua mente
evocasse torturanti immagini di Kitty che apparecchiava per la
colazione nella pensione di Cromer, servendo sciatti clienti che
lasciavano mance miserevoli, e in seguito faticava nel suo modesto
lavoro in biblioteca, aveva la sensazione che il cuore le si spezzasse.
Avrebbe voluto poter modificare il passato di Kitty. Ma il
passato era passato. Non si poteva cambiare. E questo era quanto
aveva dovuto ricordarle in macchina. Tu hai il tuo passato e io ho
il mio, e Anthony  stato una parte del mio e non lo allontaner
mai. N per te, n per nessun altro. Mai.
Mai.
Sent che le sue parole avevano colpito Kitty. E seppe che
Kitty non aveva ancora compreso quanto intenso fosse il bisogno
di Veronica di proteggere il fratello... dal mondo e da se
stesso. Cominci a spiegarlo di nuovo: di come, quando erano
bambini, Raymond Verey, l'affascinante padre cos spesso assente
da casa, tormentasse il figlio, definendolo debole, gracile,
infantile, come continuasse a chiedergli quando sarebbe
"diventato un vero ragazzo". Lai, ancora schiava di Raymond
Verey, aveva quasi sempre taciuto quando il marito parlava in
quel modo, ma lei, Veronica, aveva preso l'abitudine di parlare
al posto del fratello.
Odiavo mio padre per il modo in cui tormentava Anthony
disse. Non era colpa sua se non era un tipo robusto o sportivo.
Io ero tutte queste cose, ma non lui. Era gracile e sognatore. Gli
piaceva trascorrere la giornata con i suoi piccoli passatempi, in
compagnia della mamma.
Veronica ricordava nitidamente l'amore ossessivo di Anthony
per Lai. Lei, spieg a Kitty, lo aveva protetto anche da quell'amore.
Nei giorni in cui lo vedeva quasi morire di dolore, aveva
dovuto cercare di proteggerlo dai suoi stessi sentimenti.
E tu? chiese Kitty. Chi ti proteggeva?
Te l'ho detto: io ero a posto disse Veronica. Ero impermeabile
a un sacco di cose. E avevo il mio pony, Susan. Le parlavo.
Susan e io andavamo a cavalcare e a saltare gli ostacoli e
dimenticavo tutto. Stavo bene. Ma quando la mamma voltava
le spalle a Anthony, lui moriva.
Evoc uno di quei giorni. Era l'undicesimo o il dodicesimo
compleanno di Anthony, e Lai li aveva portati alla spiaggia di
Swanage per festeggiare con un picnic. Erano solo loro tre.
Raymond era a Londra, come al solito, a vivere la sua vita
lontana da tutti. Ed era piena estate, con il sole caldo che splendeva
e il mare calmo e azzurro. E il cibo era delizioso. Lo aveva
preparato Lai, a parte la torta, che avrebbero conservato per
dopo, e finito di mangiare erano andati a nuotare.
Elegante come sempre, Lai era inguainata in un aderente
costume verde lime. Ma a nuotata finita, quando cerc di sfilarselo,
la cerniera si incepp e lei - perch a quel punto si era
alzato il vento e il cielo si andava coprendo - aveva freddo e si
stava arrabbiando. Tir e tir la cerniera, poi cerc di sfilarsi il
costume senza abbassarla, ma era troppo stretto.
Anthony saltellava sulla sabbia, pallido per il terrore. Porse
il suo asciugamano a Lai, che lo gett via dicendo: Non essere
stupido, Anthony.  bagnato fradicio. Gli lanci le chiavi
dell'auto e lo mand a scalare le dune, con indosso il costume
bagnato, a prendere le pinze dalla cassetta degli attrezzi della
Hillman Minx. Lui torn ansimante con l'intera cassetta e Lai
sollev impaziente il braccio abbronzato mentre Anthony frugava
tra l'accozzaglia di chiavi inglesi e fisse e infine le trovava,
e afferrata la linguetta della cerniera tentava di abbassarla.
Ma la cerniera non si mosse. Lai stava diventando bluastra
per il freddo, e tremava in tutto il corpo. Avanti! continuava
a gridare. Avanti, Anthony! Cristo santo, tirala gi! Non vedi
che sto gelando?
Stava gelando anche lui e gli tremavano le mani. E poi inavvertitamente
afferr con le pinze la morbida carne bianca del
braccio di Lai e lei url e lo spinse via e lui cadde all'indietro
nella sabbia e scoppi in singhiozzi..
Dedicava le sue giornate a cercare di compiacerla e ora,
quando lei era nei guai, quando aveva bisogno di lui, era riuscito
solo a farle del male.
Non poteva tollerare il pensiero di quello che aveva fatto
disse Veronica. Ne rimase traumatizzato. Ferire Lai! Farla sanguinare!
Era la cosa peggiore che potesse immaginare.
E tu che cosa hai fatto, allora? chiese Kitty.
Be', ho premuto il fazzoletto sulla ferita e ho detto alla
mamma di tenerlo fermo, o qualcosa del genere, poi ho cercato
di scaldarli entrambi. Ho preso la coperta dalla macchina, e li ho
fatti sedere vicini e ce li ho avvolti. Anthony se ne stava aggrappato
alla mamma piangendo e io ho detto: "Va tutto bene, Anthony.
Tieniti stretto a lei e riscaldala. Poi sono andata a cercare
un paio di forbici. C' voluta un'eternit, ma alla fine ho trovato
una donna gentile che lavorava a maglia e aveva le forbici e mi
ha aiutato a tagliare il costume della mamma. L'abbiamo fatta
rivestire e lei ci ha riportato a casa ma senza rivolgerci la parola.
Pensava che il mondo dovesse essere punito perch era rimasta
bloccata con addosso un costume verde lime.
Ridicolo... sospir Kitty.
Lo so disse Veronica. Ma era cos, a volte. E non abbiamo
mangiato la torta di compleanno di Anthony. La mamma,
molto opportunamente, se n'era dimenticata. E quando lui
ha capito che non ci avrebbe infilato le candeline e neppure
l'avrebbe tagliata o intonato buon compleanno, si  messo seduto
e se l' mangiata quasi tutta, da solo in cucina, e poi ha
vomitato in giardino.
Kitty tacque quando Veronica arriv alla fine della storia.
Senza dubbio pensava a come fosse stata viziata e difficile la loro
madre, come se gli anni passati nel Sudafrica dei bianchi l'avessero
resa cieca al proprio comportamento. Ma Veronica sperava
che l'aneddoto di quella giornata a Swanage avesse fatto capire
a Kitty che proteggere Anthony era un'abitudine lunga una vita
che non sarebbe mai riuscita a perdere.
Dopo un momento, Kitty disse: Capisco. Davvero.  parte
della ragione per cui ti amo: perch sei gentile. Ma devi dirmi
quanto tempo ancora Anthony rester da noi. Dimmi solo
questo.
Non posso. Perch non lo so. Ora vuole cercare una casa.
Ci sta investendo tutte le sue speranze. Quindi devo aiutarlo,
non credi?
Certo. Ma non  necessario che stia con noi notte e giorno.
Perch non pu trasferirsi in un hotel?
Irata, Veronica distolse lo sguardo da Kitty e colp con il pugno
il volante. Se puoi dire una cosa come questa disse non
hai capito una sola parola di quello che ho detto!
* * *
Sul tavolo, sotto gli schizzi di Veronica, c'era un fascio di brochure
delle agenzie immobiliari di Ruasse. Veronica spost i
disegni e cominci a sfogliarle. Guard fotografie sbiadite di
grandi case di pietra diroccate, corredate da scarne descrizioni
e prezzi elevati. Sembrava che i proprietari di immobili nelle
Cvennes fossero decisi ad arricchirsi, insieme con tutti gli abitanti
del mondo occidentale.
Lo sguardo le cadde su un mas alto e squadrato, con alle
spalle una bassa collina piantata a lecci. Diversamente dagli
altri, aveva la facciata di cemento dipinta di un giallo crema che
gli dava una sorta di inaspettata grandeur. Il prezzo richiesto
era di 450mila euro. Veronica si freg gli occhi e cominci a
scorrere i dettagli: sei camere da letto, ampio solaio, splendide
travi, soffitti alti...
Un rumore in cucina la spinse ad alzare la testa. Kitty era in
piedi davanti a lei, con indosso il voluminoso cardigan scolorito
che usava come vestaglia.
Si accost a Veronica, si chin a passarle le braccia intorno
alle spalle e pos la testa sulla sua.
Mi dispiace disse. Mi dispiace.
Veronica spinse da parte la brochure. Alz le braccia verso
Kitty e restarono cos, strette in un abbraccio impacciato, per
un lungo istante.
Anche a me disse finalmente.
Vieni a letto bisbigli Kitty. Odio starci senza di te.
 
Capitolo 14.

Ora, ogni volta che un'auto si fermava sulla strada, Audrun
pensava che fosse quella del topografo. Arriver da un giorno
all'altro le aveva detto Aramon. Allora vedremo quanta
terra mi hai rubato! Maledizione, allora sapremo!
Lei stava alla finestra, in attesa.
Una mattina sul presto vide Aramon uscire, dirigersi verso
i vitigni trascurati, chino sotto il peso del cassone di metallo
del diserbante. Le aveva detto che le agenti immobiliari
gli avevano consigliato di ripulire le terrazze, perch il genere
di acquirenti interessati al Mas Lunel si sarebbero fatti
sedurre anche dalla prospettiva di coltivare l'uva. Come se
non lo sapessi! aveva sbuffato lui. Quelle puttane autoritarie
di agenti non sanno niente di viti! Ma io s. So come
ti spezzano la schiena. Nessuno sfaticato cittadino belga o
inglese ci si metterebbe. Ma a chi importa? Faccio come mi
 stato detto. Per 475mila euro, sar obbediente come una
troia.
Audrun lo segu, non vista, fino alle terrazze. Guard i
filari di viti, tutti non potati, con i viluppi di foglie dell'anno
passato ancora avvinghiati ai tronchi, e la terra pietrosa
che le nutriva soffocata dalle erbacce. In piedi nell'ombra di
un arbusto di elee, guard Aramon lavorare di cesoie senza
troppa convinzione, tagliando qualche talea, poi fermarsi e
accendersi una sigaretta. Rimase l, fumando, con lo sguardo
nervoso, ebbro, che saettava qua e l nella luce viva, il cassone
del diserbante abbandonato fra l'erba alta.
Audrun lo guardava con gli occhi socchiusi, duri. Stava cercando
di decidere la maniera migliore per ucciderlo.
Sal al Mas Lunel e cominci a cercare il suo testamento.
Lui non si era mai sposato n aveva generato figli, quindi
tutto sarebbe stato suo se fosse morto prima di lei, a meno che
non avesse pensato di lasciarne una parte a uno dei suoi compagni
di caccia. E lei dubitava che si fosse preso la briga, che
avesse fatto le necessarie, faticose visite a un notaio, ma doveva
averne la certezza. Se lui aveva fatto un nuovo testamento solo
per ripicca nei suoi confronti, doveva averne nascosto una copia
da qualche parte.
And prima alla vecchia cassapanca di mogano in soggiorno,
la stanza pi comoda del mas, ma dove Aramon andava di
rado, come se riconoscesse che era uno spazio troppo grandioso
per lui, per la persona che in fondo era.
Bernadette aveva sempre conservato la Bibbia di famiglia in
quella cassapanca. In tutti quegli anni, la Bibbia aveva esercitato
il suo sacro magnetismo su tutto ci che sembrava voler
affermare la propria importanza burocratica o il proprio pregio
sentimentale, come le lettere che Serge aveva scritto dalle Ardenne
durante la guerra, poi dall'Alsazia, dove era stato rimpatriato
dopo la resa della Francia, e quindi durante il periodo
trascorso a lavorare per il Service de travail obliglatoire a Ruasse.
C'erano grossi mucchi di quelle lettere, scritte nella disordinata
calligrafia di Serge, neglette da anni. C'erano anche antichi
biglietti da visita, fatture di vendita alle cooperative vinicole,
inviti a matrimoni, battesimi e prime comunioni, biglietti
di condoglianze, foto di famiglia, ritagli di giornale, editti del
sindaco, un menu sbiadito di un modesto ristorante parigino a
Les Halles... Tutte queste cose si erano ammassate insieme per
stare vicine ai Vangeli.
Audrun apr la cassapanca e prese la Bibbia. La tenne davanti
al viso per un momento, percependo - perfino in quel
momento - il profumo della madre che impregnava la copertina
di tela, quindi la mise da parte. Guard il fascio di carte,
spruzzate di polvere di tarlo, pi sottile della sabbia pi fine.
La polvere le diceva che i documenti non erano stati toccati
da tempo. Aramon, quindi, non guardava mai al passato,
e non c'era da stupirsi. Aveva paura di cogliervi tracce di se
stesso.
Sollev una manciata di buste, cartoline e fotografie. Una,
di Bernadette, cadde dalla pila, e Audrun abbass gli occhi sul
viso della madre - il pi dolce dei volti - com'era un tempo,
quando era giovane e sorrideva nel sole alla vecchia macchina
fotografica. Com'era stata bella Bernadette! Nella foto, aveva
i capelli divisi su un lato e trattenuti da un fermaglio di tartaruga.
Gli occhi erano grandi e sonnolenti. La pelle liscia e
incontaminata. Indossava una camicetta a righe che Audrun
non ricordava.
Infil la fotografia nella tasca del vecchio cardigan rosso che
indossava quel giorno. Torn a chinarsi sulla cassapanca. La
disposizione delle carte rimaste continuava a suggerire abbandono.
Ma era pur sempre possibile che Aramon avesse fatto
testamento e lo avesse silenziosamente infilato l, nelle profondit
del complicato mille-feuille di quello che passava per un
archivio di famiglia.
Frug e suddivise, alla ricerca di un documento che sarebbe
stato probabilmente pi bianco degli altri, coperto di scrittura
scura. Ma non trov niente. Dal fondo, prese una cartolina illustrata
del fiume a Ruasse, con l'acqua che quasi traboccava
dagli argini e si abbatteva contro le vecchie bancarelle del mercato
e i pazienti carretti trainati da cavalli che aspettavano in
fila. Il messaggio, scritto da suo padre e datato 1944 recitava:
Mia cara moglie,
prego perch tu stia al sicuro e lo siano tutti a La Callune, e il
ragazzo e la bambina. Il mio lavoro qui non  difficile. Faccio
parte di una squadra del sto che di notte sorveglia le locomotive
per evitare sabotaggi da parte dei partigiani. Mi sto affezionando
a queste macchine.
Hai chiesto al vecchio Molezon di riparare il comignolo? Al
ragazzo  passata la tosse? Noi lavoriamo la notte e dormiamo
durante il giorno. Ti bacio il seno. Serge.
Audrun lasci ricadere la cartolina. La rimise dove l'aveva trovata.
Ti bacio il seno.
Mise via la Bibbia e chiuse la cassapanca. Non voleva pensare
a suo padre.
Mia cara moglie, ti bacio il seno...
Si alz e si guard intorno. Dove altro poteva cercare?
Pass nella camera di Aramon. La finestra era spalancata,
per cambiare l'aria fetida. Audrun si inginocchi accanto al letto
e pass la mano sotto il materasso. Ne estrasse un fascio di
riviste del genere che si aspettava di trovare, e mentre le guardava
pens che la morte di lui sarebbe stata una morte giusta,
quella che meritava, e che non avrebbe dovuto essere rapida n
indolore.
Rimise i giornali pornografici sotto il materasso. Mentre faceva
il giro del letto per guardare dall'altro lato, ricord che
c'erano sempre bottiglie e blister di pillole sul comodino di
Aramon, e torn ad avvicinarglisi. Cerc gli occhiali, li mise.
Fiss le ordinate etichette farmaceutiche, delle quali non riconobbe
nessuna, ma che immagin fossero sonniferi e antidepressivi
o qualche altro farmaco che induceva l'oblio.
E allora si chiese... possibile che fosse cos facile, farlo ubriacare
e cacciargli le pillole in bocca o schiacciarle e fargliele ingoiare
con il vino e il whisky per spacciare la sua morte per un
suicidio?
O meglio ancora, stenderlo bocconi sul letto e tirare fuori il
suo clistere e pompargliele dentro le medicine. Non aveva forse
letto in qualche rivista che Marilyn Monroe era morta cos,
per un fiume di barbiturici introdotti nel colon? E tuttavia, all'epoca,
tutti avevano creduto che fosse morta per aver ingoiato
le compresse, che avesse voluto morire, che la vita le fosse
diventata intollerabile... e quello che nessuno aveva rivelato se
non anni e anni dopo era che non era stata trovata nessuna
traccia di una dose eccessiva di pillole nello stomaco. Nessuna.
Ma il verdetto di suicidio era stato riproposto.
Audrun immaginava due scenari. La morte di Marilyn, gi
accaduta, e la morte di Aramon, ancora a venire. Riusciva a visualizzare
la morbidezza e la bellezza del sedere di Marilyn, il
corpo addormentato, languido e indifeso, e i gesti rozzi degli assassini,
che spingevano e pompavano. Avevano fatto un casino,
cos diceva l'articolo. Era stato necessario lavare le lenzuola in
piena notte. Figurarsi. Mentre la pallida, celebre donna moriva,
mentre l'alba si faceva sempre pi vicina, i tonfi ritmici di una
vecchia lavatrice americana il cui cestello continuava a girare...
Se lei, Audrun, avesse ucciso in quel modo Aramon, non
avrebbe potuto permettersi un simile casino. Nonostante il
disgusto che avrebbe provato nel toccargli il culo e sentirne la
puzza, nell'infilargli dentro la cannula del clistere, avrebbe dovuto
agire con cautela, come un chirurgo, con indosso guanti di
protezione, e senza lasciare tracce dietro di s. Nessuna traccia.
E pens che una volta inserita la cannula nel suo corpo, allora
sarebbe stato straordinario, sarebbe stato forse quasi bello
cominciare a premere la sacca di liquido, sentire il veleno venire
espulso dalla cannula, percepirne il diffondersi nel corpo di lui.
Una volta che lo avesse riempito, quando la sacca fosse stata
vuota e lui privo di sensi, avrebbe estratto con molta attenzione
la cannula per sostituirla con un turacciolo, un semplice
turacciolo di quelli delle bottiglie di vino, inumidito e ammorbidito.
Poi, gli avrebbe legato il culo con degli stracci, perch il
turacciolo non saltasse via lasciando fuoruscire il veleno. Che
cosa divertente e meravigliosamente giusta, legarlo in quel
modo, per impedire a qualsiasi cosa di uscire da lui! E poi non
ci sarebbe stato altro da fare; avrebbe semplicemente aspettato.
E sarebbe stata certamente bella quell'attesa silenziosa, quella
solitaria attesa che lui morisse.
Ora era di nuovo nel suo letto. Al sicuro nel suo letto. Con il
sospiro del vento nel bosco a confortarla. Non aveva trovato
testamenti.
Alla luce giallastra di una vecchia lampada con il paralume di
pergamena, contempl la fotografia di Bernadette. Le bisbigli
che adesso non aveva pi paura del topografo - non ora che
aveva deciso di uccidere Aramon. Sarebbero venuti a bussare
alla sua porta e lei non se ne sarebbe curata, perch presto
Aramon sarebbe stato sotto terra e lei si sarebbe installata al Mas
Lunel, nel letto di Bernadette, di nuovo pulito e disinfettato, con
un nuovo materasso e fresche lenzuola nuove di cotone...
Gir la foto, per vedere se c'era una data.
E trov queste parole: Rene. Mas Lunel. 1941.
Rene. Non parlavano mai di lei. Mai. Neppure Serge ne parlava.
Solo una volta. Un'unica volta. Quando si scus con lei per
tutto quello che stava per accadere...
Rene.
Audrun pos la fotografia a faccia in gi sul comodino.
Meno di un anno dopo che era stata scattata, Rene era
morta. Uccisa dai soldati tedeschi per rappresaglia contro le
prime imprese dei maquisards a Pont Perdu.
E cos Audrun aveva osato chiedere al padre: Che cosa ci
faceva Rene a Pont Perdu?.
Lui aveva sospirato e si era mosso sulla sua sedia. Semplicemente
quel giorno era l, ma fille.
Perch? Non conosciamo nessuno a Pont Perdu.
Lui aveva l'aria triste di un mulo, con i capelli grigi che gli
pendevano sul viso, e Audrun si era sentita addolorata per lui e
gli era andata vicina, e poi aveva rimpianto di averlo fatto.
Lui si era fregato gli occhi. Le donne disse. Devi controllarle
- giorno e notte, giorno e notte. O hanno la meglio. Ma
io non c'ero. Ero in Alsazia. Non potevo controllare niente. Ero
intrappolato dalla guerra.
Rene era nella tomba quando lui torn a casa. Era stata la
sua fidanzata, la ragazza pi bella di La Callune, ma era stata
massacrata prima che lui potesse cominciare la sua vita con lei.
Forse l'aveva tradita con un amante a Pont Perdu, ma nessuno
ne parlava mai, per nessun motivo. Serge Lunel lasci passare
qualche mese, poi ne spos la gemella, identica a lei: Bernadette.
Continuit aveva detto Serge, con la testa spruzzata di grigio
china in un atteggiamento di dolore e torcendosi le mani
in grembo.  quello di cui un uomo ha bisogno.  quello che
desidera in questo cesso di vita. E io lo desidero come qualsiasi
altro bastardo.

 Capitolo 15.

Anthony sedeva solo al tavolo dal piano di marmo sulla terrazza
di Veronica, esaminando i pieghevoli delle propriet in
vendita nelle Cvennes consegnatigli dagli agenti immobiliari
di Ruasse. Sopra di lui, nel gelso spagnolo, passeri andavano e
venivano portando ramoscelli e fili di paglia per i loro nidi.
Le fotografie stampate sulle brochure erano sfocate in maniera
esasperante. Avevano anche una sfumatura bluverdastra,
come se stessero gi cominciando a sbiadire - a forza di languire
in un casellario o di essere esposte in una vetrina troppo
illuminata. In quasi tutte le foto, il cielo dietro le case non era
azzurro, ma grigio. Sembrava quasi cadesse una silenziosa, invisibile
pioggia inglese.
Anthony si tolse gli occhiali, li pul con il fazzoletto, torn a
inforcarli e riprese a esaminare le immagini. Pens all'attenzione
che aveva sempre dedicato alle fotografie dei suoi diletti da
pubblicizzare nelle pagine di esclusive riviste patinate, a come
si assicurava che la luce avesse la brillantezza e la consistenza
giuste, che i colori e i particolari fossero tutti squisitamente, irresistibilmente
catturati. Al contrario, queste foto - destinate a
compratori disposti a separarsi da pi di mezzo milione di euro
- erano state scattate frettolosamente, senza cura. E nessuna
delle propriet mostrava la minima somiglianza con la casa che
Anthony aveva in mente. Pur rammentando a se stesso che la
frattura tra un'idea e la sua concretizzazione era a volte cos
ampia che l'unica reazione umana poteva essere un sommesso
grido di disperazione, sent quel grido crescere in lui con cos
tanta forza, quasi udibile, da scoprirsi senza fiato.
Stava per entrare in casa e scaricare tutte le brochure nel
secchio per la raccolta differenziata della carta di Veronica,
quando Kitty Meadows usc sulla terrazza e sedette, non invitata,
di fronte a lui.
Gli sorrise. Un sorriso, pens Anthony, che la rendeva ancora
pi simile a un pechinese. Ma sospettava che lei intendesse
qualcosa con quel sorriso, che probabilmente sostituiva le parole
che non poteva (o non voleva) pronunciare. Delle scuse
decise o qualcosa di meglio, si augur. Perch, dopo il broncio
tenuto a Les Mjanels, era questo che sicuramente gli doveva.
Delle scuse per aver sottovalutato il potere dei vincoli famigliari
che lo legavano a Veronica.
Il sorriso svan quando Kitty allung la mano a prendere
uno dei pieghevoli.
Posso dare un'occhiata? chiese.
Fai pure disse Anthony
La guard esaminare la foto di quella che sembrava una specie
di fabbrica in pietra, e che forse un tempo aveva prodotto
profumo alla lavanda oppure olio d'oliva, con una fila di strette
finestre sotto il tetto e un'alta ciminiera di tipo industriale - un
luogo costruito per uno scopo, gli sembrava, per l'inevitabile
suicidio dei suoi occupanti.
Continu a guardare Kitty prendere nota del prezzo stratosferico
di quella mostruosit e cominciare a leggere misure e
descrizioni. Sopra le loro teste, Anthony sent i passeri esplodere
in un irrequieto, fervido chiacchiericcio, e pens a come
fosse stato sublime un tempo, essere parte di un garrulo gruppo
pieno di ammirazione, e come questo gruppo lo avesse letteralmente
portato sulle sue ali, in tutti i luoghi dove voleva essere
visto e dove la gente pronunciava il suo nome con reverenza.
Guard di nuovo Kitty. Che donna patetica, pens. Non
sarebbe mai riuscita a immaginare - nemmeno lontanamente
- come fosse stato arrivare a un vernissage in una galleria
di Mayfair, e sentire, mentre avanzava fra i capannelli di
ospiti, piccoli silenzi carichi di ammirazione cadere lievi come
neve intorno a lui. Quello  Anthony Verey. Quell'Anthony
Verey...
E le persone voltavano le spalle ai dipinti alle pareti per
porgere saluti ostentati. Anthony, tesoro! Anthony, che
sorpresa deliziosa! E la cosa migliore di tutte, la consapevolezza
che la sua presenza l era importante per l'artista stesso,
un'approvazione inestimabile, e che lui poteva usare il suo potere
o astenersene, in base al suo gusto o all'umore di quella
sera. Poteva sussurrare alle orecchie dei ricchi, alle orecchie dei
mercanti, alle orecchie di amici come Lloyd e Benita Palmer:
Questo pittore  davvero bravo. Credimi sulla parola. Fra un
anno avr un successo enorme. E pi tardi, vagamente ebbro
di champagne, vedere una giovane donna dalle lunghe gambe
ticchettare in giro sui suoi tacchi da dodici centimetri, staccando
adesivi rossi da un foglio e applicandoli sui quadri. E infine
tirare l'artista in disparte e dire, con un accenno di sorriso: Sto
dicendo alla gente di comperare. Fai un giro della sala. Guarda
se ha funzionato.
E poi andarsene presto - sempre ostentatamente presto
- solo per cogliere per un attimo la scia oscura del disappunto
che si lasciava dietro. Andandosene presto, perch spesso aveva
un'altra festa a cui partecipare, e quando ci arrivava, tutto accadeva
di nuovo.  Anthony Verey. Caspita. E l'ospite si staccava
da chiunque fosse la persona con cui stava parlando per accoglierlo
e guidarlo tra la folla, sulle ali della speranza.
Svanite, quelle ali. E svanito il suo nome...
Kitty pos la brochure della fabbrica di olio d'oliva e prese
un altro fascio di opuscoli. Irritato per essere costretto a restare
seduto e ad aspettare che lei si facesse largo fra l'intero mazzo,
Anthony si tolse gli occhiali, si strofin gli occhi e disse: Non
vanno bene. Nessuna. Avrebbe voluto dire: Non vanno bene,
proprio come non vanno bene i tuoi acquerelli. Certe cose le capisco
subito. Non ho bisogno di sprecare tempo a pensarci su.
Ma si trattenne, e Kitty gir verso di lui la foto che stava
guardando. Mostrava la casa alta, rettangolare, dipinta di giallo,
che lui, in effetti, aveva esaminato con un po'pi di entusiasmo
delle altre.
Questa disse. Veronica ha detto che ti piaceva.
Be' disse lui. Ci ho pensato su, per un po'. Ma credo che
la pianta sia troppo tozza e tetra.
Il testo dice che i soffitti sono alti e belli disse Kitty. E ha acri
di vigneti a terrazze. Pensa al giardino che potresti ricavarne.
Lui prese la fotografia e la guard di nuovo, poi guard Kitty,
e vide che il sorriso era tornato, il suo sorriso da pechinese, e
questa volta non se ne fid. Conteneva un'intenzione che non
riusciva a decifrare.
In quel momento, Veronica comparve al loro fianco, portando
una brocca di limonata fatta in casa. Anche lei sorrideva.
Ho deciso di essere autoritaria, Anthony disse gaia, posando
la brocca. Ho telefonato all'agenzia e fissato un appuntamento
per vedere quella casa venerd.
Le mani di Anthony si strinsero intorno alle stanghette degli
occhiali. Avrebbe voluto stringere qualcosa di pi robusto.
No, voleva dire. No, V...
Perch non poteva mentire a se stesso: aveva paura. Paura
di vedere faccia a faccia uno di quei posti. Mortalmente terrorizzato
che, in piedi sotto il cielo a contemplare l'imperfetta disposizione
di pietre e mattoni opera di qualcun altro, la sua fragile
visione del futuro si infrangesse cos malamente da essere
come la rottura di un vaso Lalique: impossibile da riparare.
V... cominci. Onestamente non credo...
Probabilmente non andr affatto bene. Non importa. Ma
devi cominciare a guardarti in giro, Anthony. Ho detto che sar
autoritaria e lo sar. Se pensi davvero di trasferirti nelle
Cvennes, devi uscire di qui e visitare case, cos avrai qualcosa con cui
stabilire un raffronto.
Lui rimase in silenzio mentre Veronica versava la limonata.
La sua bocca era una linea sottile di angoscia. Si sentiva inerme,
come se ci fosse Lai vicina a tutti loro, nell'ombra fresca del
gelso, e si fosse rivoltata contro di lui. Gli si fosse improvvisamente
rivoltata contro chiamandolo piagnucolone.
Kitty Meadows lo vide, ne godette, ne fu quasi elettrizzata: il
terrore di Anthony. Se hai vissuto senza pensare, da edonista,
come lui aveva fatto per pi di sessant'anni, che cosa potevi
aspettarti se non una paura mortale, quando si avvicinava
l'ultima azione della tua vita? Ma era affascinante l'estrema
visibilit di quel terrore, come una forma acutissima di panico
da palcoscenico, o come la frenesia di un uomo condannato.
Cos affascinante, anzi, che avrebbe voluto vederlo prolungarsi.
Pens che quella notte forse sarebbe riuscita a dormire, consolata
dal pensiero di quel terrore, e che quando Anthony avesse
rivolto il suo sguardo svilente ai suoi lavori, avrebbe potuto
dire a se stessa, o addirittura a lui, Molto bene, come pittrice
sono mediocre, ma come essere umano ho una passione che
potrebbe durare per tutta la mia vita... e questo tu non lo hai
mai provato n mai lo proverai. E i tuoi progetti per una vita in
Francia si stanno gi trasformando in polvere prima ancora di
aver visitato una sola casa...
Ma Kitty stava anche calcolando e ricalcolando la durata
del soggiorno di Anthony a Les Glaniques. E questo, lo capiva,
avrebbe potuto risolversi in un numero sterminato di giorni,
finch non avesse trovato un posto che desiderasse comperare.
A quel punto, immaginava, sarebbe stata tracciata una linea.
Perch allora, o poco dopo, sarebbe dovuto tornare a Londra,
per chiudere l'attivit, procurarsi il denaro e mettere in vendita
l'appartamento. E, da quel momento, si sarebbero liberati di
lui per un bel pezzo. Forse per sempre? Perch se lui avesse
suggerito di restare da loro mentre organizzava la tediosa, costosa
ristrutturazione della nuova abitazione, lei, Kitty, avrebbe
piantato i piedi e Veronica avrebbe solo dovuto accettarlo.
La divertiva ricordare che Veronica aveva un debole per i
piedi morbidi della sua amante, che le piaceva accarezzarli con
le mani profumate di olio di rose, perfino lasciare che la stuzzicassero
lievemente l, dove un tempo sentiva la frizione della
sella di Susan e il calore del pony sotto le cosce e si aggrappava
appassionatamente al collo del cavallo mentre fregava e fregava
fino a raggiungere gloriosi orgasmi adolescenziali. Quindi
s, questo era quello che Kitty avrebbe detto: Devo puntare i
piedi, tesoro. E Veronica sarebbe stata sedotta alla resa. Quella
era la parola: sedotta.
Nei sogni di Kitty, per, il futuro immediato non andava secondo
i suoi piani. Anzi, non si trattava di sogni, ma di incubi.
Potevano assalirla quando era perfettamente sveglia. In quegli
incubi, Anthony non trovava nessuna casa da acquistare. Si limitava
a restare all'infinito a Les Glaniques, mentre la primavera
scivolava nell'estate e l'estate nell'autunno. Prendeva possesso
della cucina. L'aroma del suo dopobarba corrodeva l'aria.
E tutte le sue conversazioni - avanti e avanti e avanti - vertevano
sul passato che aveva condiviso con Veronica, su come
avessero sofferto per l'assenza del padre, e su come, morta Lai,
fossero diventati "tutto l'uno per l'altra", perch non avevano
nessun altro. E l'evocazione di quel "tutto l'uno per l'altra", inframmezzata
da battute e accenni personali, tormentava Kitty
al punto che doveva andarsene altrove, fuori sotto il cielo,
lungo il sentiero che portava al fiume, o fino a Sainte-Agns,
dove sedeva accanto alla fonte comune e si bagnava il viso con
l'acqua fresca in attesa che il chiacchiericcio delle donne del
paese - sulla nuova ragazza del sindaco, sull'elenco di nomi
per il comitato organizzativo della fte, sulla perdita della direttrice
dell'ufficio postale che sposava un uomo di Limoges - le
restituissero la normalit e l'equilibrio.
Un'altra cosa la faceva soffrire: credeva che Anthony le
ascoltasse fare l'amore attraverso la parete della loro camera.
Non solo nei suoi incubi, ma nella realt: se ne stava in camera
sua, o in corridoio, ad ascoltare al buio. Lei non poteva vederlo
n sentirlo, ma era certa che fosse l. E sapeva che la stessa
ansia stava gradatamente impadronendosi di Veronica. Perch
ora era come se Veronica avesse paura di venire sorpresa nell'atto
di amare Kitty. A letto, dov'era sempre stata cos loquace,
perfino sfrontatamente chiassosa, aveva cominciato a parlare
con una minuscola voce da topo, quasi lei e Kitty fossero bambine,
condannate al silenzio dopo che le luci venivano spente
nel dormitorio di un collegio. Quando Kitty cercava di baciarla,
spesso la respingeva gentilmente.
Ma per quanto sconvolgente fosse, Kitty aveva deciso di
non fare storie. Era determinata a non cadere in quel genere
di detestabile atteggiamento imbronciato di cui Lai si era resa
palesemente colpevole. Cos giaceva sveglia mentre Veronica
dormiva e si sforzava di escogitare modi intelligenti per indurre
Anthony a lasciare Les Glaniques. Ma sapeva che non c'erano
modi intelligenti. Lui aveva annunciato che se ne sarebbe
andato quando e come gli fosse piaciuto, e non un momento
prima. Tutto quello per cui Kitty poteva pregare era che abbandonasse
la poco plausibile idea di vivere nelle Cvennes
(il cui isolamento non aveva ancora afferrato appieno e della
cui storia e tradizioni non sapeva alcunch), oppure che una
casa infiammasse la sua preziosa immaginazione nel pi breve
tempo possibile.
Mentre Veronica russava piano, Kitty cercava di calmare la
propria mente ripensando all'agitazione di Anthony davanti
alle brochure dell'agenzia. Cerc di immaginare le condizioni
del suo cuore, dell'organo vero e proprio, e lo immagin brunastro
e secco, ma ancora debolmente pulsante, che batteva
con i frenetici lievi movimenti ticchettanti di un cronometro. E
pens che un cuore in simili condizioni non poteva mantenere
in vita una persona molto a lungo - neppure un individuo
languido e inattivo come Anthony Verey. Quindi era probabile
che sarebbe morto presto. Sarebbe morto a causa del suo cuore
pietrificato.
Dopo un po', quelle immagini cominciarono a esercitare un
effetto confortante e Kitty sent arrivare il sonno. Si gir bocconi
e pos amorevolmente il palmo della mano sulla schiena
di Veronica. Prima di chiudere gli occhi, le venne da pensare
che sarebbe stato piacevole andare con Veronica e Anthony a
vedere la casa gialla, venerd, e osservare - l, fra le ginestre
spinose e i castagni morenti, e l'onnipresente pensiero di serpenti
addormentati al sole - fino a quali profondit si sarebbe
spinto il terrore di lui.
Anthony, Veronica e Kitty furono accompagnati da Ruasse a
La Callune con l'auto dell'agente immobiliare. Il nome dell'agente
era Madame Besson. Aveva lasciato la figlia, Christine,
alla scrivania in ufficio, ora chiuso per la pausa di mezzogiorno,
a fumare una dopo l'altra le sue sigarette da otto
centimetri e a parlare al cellulare.
Madame Besson conosceva bene quel tratto di corniche e
guidava a velocit preoccupante, muovendosi con disinvoltura
fra curve cieche, avvicinandosi troppo alle auto che li precedevano.
Anthony, seduto al suo fianco, strettamente legato dalla
cintura di sicurezza, non riusciva a impedire al piede destro di
scattare in avanti per schiacciare ogni volta un freno immaginario,
non riusciva a soffocare un silenzioso grido interno.
Sentiva che morire in un incidente d'auto sarebbe stato un
modo insensato di mettere fine alla propria vita. E l'idea di
poter scomparire l e in quel momento, su una vecchia Peugeot
mal guidata, non solo lo faceva infuriare, ma lo rendeva
all'improvviso appassionatamente impaziente di vedere la
casa gialla. Ora anelava - s, anelava - a oltrepassare la porta
d'ingresso, a capire come si adattasse al paesaggio, come affrontasse
il clima. Il suo terrore di trovarsi faccia a faccia con
la casa - con una versione plausibile del suo futuro - era miracolosamente
svanito, sostituito dalla paura di morire sulla
strada prima di arrivarci.
Per distrarsi, per cercare di acquietare la paura, chiese a
Madame Besson, nel suo esitante, impreciso francese, di dirgli
qualcosa di pi del Mas Lunel. Il silenzio che accolse la sua
richiesta indic che lei aveva bisogno di un istante o due per
ricordare verso quale casa si stessero dirigendo. La Besson
Immobilier, diceva quella piccola pausa piena di panico,  la
migliore agenzia di Ruasse; deve capire che ci occupiamo di
centinaia di immobili, e non sempre ricordiamo...
 una casa bellissima annunci finalmente, lasciando
che l'auto rallentasse dietro un'autobetoniera, e restasse impantanata
nella sua sulfurea scia. Non si faccia scoraggiare
dall'aspetto delle stanze. Sono piene delle cianfrusaglie di un
vecchio. Deve immaginarla come sar una volta che lui se ne
sar andato. Con certe vecchie case, che sono appartenute alla
stessa famiglia per anni e anni senza mai venire ristrutturate,
bisogna usare la fantasia.
Anthony annu. La donna lo irritava. Puzzava di fumo. Guidava
in modo pericoloso. Parlava cos in fretta che capirla era
quasi impossibile.
Paysage disse. Com'?
Paysage? Che cosa intende dire?
Paysage. La terra vicino alla casa...
Ah, capisco. Be', incolto. Sono anni ormai che nessuno lavora
la terra. Alcuni dei muri delle terrazze sono crollati, ma sono
cose da nulla. Si possono riparare. Voi inglesi avete la mania dei
giardini, lo so. E l avrebbe spazio in abbondanza. Quindi...
La strada continuava a dipanarsi, salendo, scendendo, salendo,
scendendo, svoltando, digradando. Anthony cominci
a essere tormentato dalla sete e quando vide sul ciglio della
strada un chiosco che pubblicizzava Orangina, chiese a Madame
Besson di fermare. Accostarono, e Anthony, Veronica e
Kitty scesero. Si fermarono sul margine, respirando l'aria dolce.
Quel giorno il sole emanava un calore nuovo. Le api ronzavano
sulle ginestre spinose. Sotto di loro, un pascolo verde splendeva
di ranuncoli.
Estate disse Veronica. Qui arriva presto. La senti all'improvviso.
Raggiunsero il chiosco, che si chiamava La Borine Baguette.
 
Capitolo 16.

Nel vedere sul banco un refrigeratore pieno di panini stantii, Veronica
disse: Prendiamone uno a testa.  quasi ora di pranzo.
Madame Besson scese e accese una sigaretta. Anthony le
offr qualcosa, ma lei rifiut fissando con aria allusiva la sagoma
voluminosa di Veronica. Voi inglesi diceva quell'occhiata.
Mangiate porcherie. E non sembrate accorgervi che vi stanno
uccidendo.
Cammin su e gi mentre venivano acquistati baguette e
bibite.
Mangiate qui ordin perentoria. Cos non avr briciole
in auto.
Si spinsero quindi fino al campo di ranuncoli e sedettero
sull'erba primaverile, a mangiare e a bere, con gli occhi di Madame
Besson puntati addosso.
Credo disse Anthony che sia stufa di stranieri. Le facciamo
guadagnare denaro, ma in realt vorrebbe che ce ne tornassimo
tutti a casa.
Rise delle proprie parole e guard verso Kitty, quasi si aspettasse
da lei approvazione, ma Kitty si limit a girare la testa.
Di fatto, a distrarre Kitty era il sandwich scelto da Anthony:
Camembert e pomodoro. La elettrizzava il ricordo di un amico
di Veronica, che aveva abitato poco lontano, morto per aver
mangiato formaggio non pastorizzato.
Eccolo, finalmente: il Mas Lunel. Dorato nel sole di mezzogiorno;
i lecci alle sue spalle che cominciavano appena a mettere
le foglie e, pi in alto, le sagome scure di abeti. Le margherite
spolveravano di bianco il prato mal tenuto.
Quello che a Anthony piacque immediatamente fu la sensazione
che il mas dava di essere completamente solo, su un altopiano
protetto, come se la terra avesse preso forma intorno alla
costruzione. A sud c'erano le terrazze di viti e olivi, digradanti
verso la strada. Anthony scese e rimase immobile, sforzandosi
di catturare l'atmosfera del luogo, di impadronirsene - il suo
meraviglioso isolamento, la sua selvaggia bellezza - prima che
qualcuno arrivasse a comprometterla.
Dalla casa usc un uomo anziano. Camminava con una leggera
zoppia. Era ossuto, con indosso abiti trasandati, e il colore
acceso, febbrile, del bevitore. Intorno al collo ossuto era legato
un fazzoletto rosso scuro. Si scherm gli occhi con la mano.
Madame Besson and da lui e gli strinse la mano. Anthony
la sent ricordargli rapidamente che erano compratori inglesi
che aveva portato questa volta, e vide l'uomo guardare verso il
punto in cui lui era fermo con Veronica e Kitty, e fissarli a bocca
aperta, asciugandosi un filo di saliva con il dorso della mano.
Madame Besson fece le presentazioni. Monsieur Lunel.
Monsieur Verey. Sua sorella. Un'amica... E tutti si mossero per
avvicinarsi, per l'obbligatorio giro di strette di mano, il cortese
saluto abbandonato da tempo in Gran Bretagna. I cani, nel loro
recinto di metallo, avevano cominciato ad abbaiare, turbando
visibilmente Kitty, e Lunel si affrett a scusarsi. Non fate caso
ai segugi disse. Sono i miei cani da caccia. Da queste parti andiamo
a caccia di cinghiali sulle colline, ma verranno via con me.
Non preoccupatevi. Non sto cercando di venderli con la casa.
Rise della sua piccola battuta e fu rapidamente punito quando
la risata si tramut in una tosse catarrosa che gli risaliva
dal petto, cos che dovette voltarsi e sputare in uno straccio.
Anthony pens: vende perch sta per morire. Vuole incassare
prima che scenda l'oscurit...
Quando si fu ripreso dall'accesso, Lunel disse che sarebbe
andato a preparare il caff. O il t. I britanniques preferivano il
t? Ne aveva un po'. T Lipton. Disse che probabilmente sarebbe
stato meglio se avesse preparato il t mentre Madame
Besson mostrava loro la casa, perch lui non sapeva descrivere
le cose. Aveva passato l tutta la sua vita. Quando vivi in un
posto tutta la vita, disse, non sai come appare agli occhi degli
sconosciuti. Non sai che cosa pu preoccuparli o soddisfarli...
Accettarono l'offerta del t, ed entrarono seguendo Madame
Besson, e Anthony vide Lunel andare dai cani e gettare loro
qualche crosta tirata fuori dalla tasca per calmarli.
Le case del Cvenol sono buie disse Madame Besson, mentre
entravano nell'ampio spazio che ospitava la zona cucina e
una fratina deformata e malconcia perch lo spazio destinato
alle finestre  ridotto al minimo. In questo modo, le case sono
fresche in estate e trattengono il calore dei camini in inverno.
Avete notato come sono spessi i muri?
La stanza puzzava di fuoco e grasso per cuocere e cipolla.
In certi punti, il pavimento di pietra era logorato dal ripetuto
passaggio di piedi calzati in scarpe pesanti. Una grande
credenza di quercia ("Francia, 1835 circa...") ipotizz Anthony,
("...colonnini a volute con scheggiature e segni di usura") era
ingombra di vassoi per la carne, piatti, brocche, ciotole e lampade
d'ottone annerito. Nell'angolo pi lontano della stanza
stava una dormeuse con una coperta scozzese, e impilati sopra
sbiaditi cataloghi di macchine agricole. Accanto, per terra,
c'era un vecchio telefono di bachelite. Un rubinetto sgocciolava
nell'acquaio di pietra. Bottiglie vuote di whisky decoravano lo
scolapiatti. Sul tavolo c'erano mele ammuffite, una bottiglia di
pastis e un bicchiere appannato.
Vi avevo avvertito disse Madame Besson.  tutto un caos.
Ma la stanza  di dimensioni considerevoli. E ora guardate in
alto. Vedete che bel soffitto?
Anthony vide larghe travi di legno annerite dal fumo che
sostenevano un fitto incrocio di assi pi strette. Lo stucco negli
interstizi era crepato e si sfaldava, ma Madame Besson aveva
ragione, il soffitto era straordinario. Gli ricord quello della
piccola, semplice chiesa parrocchiale di Netherholt, dov'era
sepolta Lai. E pens: bisognerebbe cominciare a lavorare alla
casa da qui, da questo soffitto che assomiglia a quello di una
chiesa, con i suoi echi del passato. Restituire al legno il colore
originale. Ristuccare. Poi togliere l'intonaco dalle pareti e
lasciare la pietra viva. Smantellare il presente. Riportare ogni
cosa a com'era un tempo, e inondarla di luce.
Erano presenti in tutte le stanze del pianoterra, quegli stupefacenti
soffitti, perfino nella dispensa, con il suo pavimento
di cemento e il vetusto frigorifero, collegato a un cavo che si
snodava per terra. Non ti ricorda la chiesa di Netherholt?
sussurr Anthony a Veronica.
Lei sorrise e Anthony vide che era il genere di sorriso indulgente
che avrebbe potuto rivolgere a un bambino, ma non
gliene import, perch ora era eccitato, realmente eccitato. Gli
mancava quasi il respiro mentre seguiva Madame Besson su
per le scale che portavano al primo piano.
Qui, i soffitti erano pi bassi e le stanze avevano un che di
soffocante ed erano sorprendentemente piccole, ma interpretando
con stupefacente precisione il disappunto di Anthony,
Madame Besson cominci immediatamente a battere sui muri
e disse in fretta: Tramezzi. Si possono eliminare.  quello che
farei io, oltre a eliminare i soffitti e liberarmi dei solai. Ci sono
comunque stanze in abbondanza, anche per installare nuovi
bagni. Lascerei le pareti della camera salire fino al tetto. Si possono
isolare, naturalmente. E avrebbe uno spazio splendido,
con una forma quasi gotica.
Ora Anthony amava Madame Besson. Dimentic la sua
pessima guida, il suo disprezzo per il ventre prominente di
Veronica, le sue sigarette. Aveva fatto il suo lavoro di agente
con intelligenza. Aveva sostituito per lui una realt banale con
una meravigliosa. Aveva, anzi, reso la casa unica: una splendida
gemma, con le sue meraviglie pi audaci ancora in attesa
di essere rivelate dietro fragili lastre di gesso. Avrebbe voluto
piantare un bacio sul suo viso avvizzito dal sole.
And a una delle finestre della camera e guard fuori, verso
il grande appezzamento di terra che sarebbe stato suo. C'era
perfino un grande fienile sotto il prato, che avrebbe potuto essere
sfruttato magnificamente (Capanno per ospitare i mobili
da giardino? Suite separata per gli ospiti?), e a sinistra riusciva
a intravvedere le terrazze che digradavano verso sud. Erano infestate
dalle erbacce, ma piantate a viti e olivi e quelli che sembravano
ritorti, vecchi alberi da frutta, coperti da una soffice
peluria di licheni. La finestra era aperta, e Anthony si appoggi
al davanzale, senza sentire altro che il canto degli uccelli. Adorava
la sensazione di trovarsi cos in alto. E pens a come, con
l'aiuto di V, a tempo debito quella vista sarebbe divenuta cos
seducente che non avrebbe pi voluto staccarsene...
Era sul punto di chiamare Veronica e bisbigliarle che voleva
comperare la casa, che aveva gi deciso, che aveva una visione
sublime di quello che sarebbe diventata, quando accanto a lui
comparve Kitty. Fino a quel momento non aveva detto niente,
ma lui aveva notato i suoi occhi di furetto sbirciare negli angoli,
aveva visto subito come l'avessero turbata i cani nel recinto, da
quella sentimentale che era. Adesso gli stava vicino, e guardava
fuori.
 interessante disse. Dall'interno, e perfino da qui, si ha
la sensazione che la casa sia isolata.
Che cosa vuoi dire? fece Anthony.  isolata.
Be', non esattamente. C' il bungalow.
Quale bungalow?
Kitty si sporse di pi. Anthony non sopportava che portasse
i capelli cos corti sulla nuca, come un uomo, quasi invitandoti
a notare i tendini forti del collo.
Laggi disse lei. Si vede appena. L. Sulla curva del
viale.
Lui guard nella direzione indicata. Vide un basso tetto di
lamiera, il bordo di una facciata, dipinta di rosa, gerani in quelli
che sembravano vasi di plastica.
Non l'hai notato quando abbiamo imboccato il viale?
chiese Kitty.
No disse lui. No.
E non lo aveva notato. Aveva guardato davanti a s, concentrato
sulla prima apparizione del Mas Lunel. Ma c'era.
Un'altra abitazione, la vita di un'altra persona, con il suo disordine
e la sua confusione, accovacciata sulla terra che aveva
immaginato sua.
Imprec fra s e s. Aveva creduto di stare contemplando
una fetta di paradiso e aveva scelto di dimenticare che nel
mondo non c'erano paradisi rimasti. Tutti i luoghi ancora belli
erano contaminati dalla vicinanza ad altre cose che non volevi
vedere o sentire o cui non volevi pensare. E anche qui
esisteva la contaminazione, come il viso della vecchia megera
nell'arazzo Aubusson, che sbeffeggiava i gai aristocratici proprio
nel momento in cui venivano portati loro cibo e vino deliziosi.
Si sent soffocare, furioso con se stesso. Perch lui, normalmente
cos attento ai particolari di ci che lo circondava, non
si era accorto di quel maledetto bungalow? Ora continuava
a fissarlo, come per farlo svanire. Naturalmente, pens con
stanchezza, doveva essere Kitty, doveva essere lei ad attirare su
quella bruttura la sua attenzione, a portargli via l'eccitazione,
la gioia incipiente.
L'unico interrogativo rimasto era: l'esistenza del bungalow
pregiudicava l'acquisto dell'intera propriet, o era possibile
raggiungere un qualche compromesso? Sapeva che per poter
rispondere sarebbe dovuto uscire e affrontare il bungalow faccia
a faccia, ma la prospettiva lo ripugnava. Temeva che il suo
squallore lo avrebbe sprofondato di nuovo nella depressione.
Chiam Madame Besson vicino a lui.
Ah s disse lei. Quella casa appartiene alla sorella di
Monsieur Lunel. Ma buona parte della sua terra  sull'altro
lato della strada. L ha solo un po' di prato e un piccolo orto.
Potrebbe facilmente eliminarne la vista. Piantare dei cipressi a
crescita rapida. A quel punto non saprebbe nemmeno pi della
sua presenza.
Oh s, pens Anthony, quelle erano le tipiche chiacchiere
che gli agenti immobiliari amano propinare, ma lui era Anthony
Verey, e lo avrebbe saputo. Anche senza vederlo, lo avrebbe
percepito: la vecchiaccia nella foresta, l'esistenza di un altro
essere umano, con tutto il suo rumore e la sua angoscia, tutta
la sua vessante banalit, quando quello a cui agognava era
perfetta, incontaminata solitudine - un regno tutto suo, dove
invecchiare con stile.
Anthony si volt verso Madame Besson. Era troppo agitato
per sforzarsi di parlare in francese. Adoro la casa disse in
inglese. I soffitti alti, lo spazio. Perfino la posizione. Ma credo
che il bungalow rovini tutto. Credo che, per me, il bungalow
renda la cosa impossibile.
Per cortesia, dovettero bere il t preparato da Monsieur Lunel.
Lui li fece accomodare al tavolo della cucina, da cui aveva
eliminato le mele e il pastis. Fece circolare un piatto di biscotti
stantii.
Allora disse quando avete preso il t, vi porto a vedere le
vigne. Sono un po'trascurate. Sono solo, qui. Non ho un figlio
che mi aiuti o prenda il mio posto, e questo  il motivo per cui
vendo. Ma  terra buona, lavorata da generazioni...
Anthony, sorseggiando con disgusto la bevanda tiepida,
disse a Madame Besson: La prego, gli chieda quanta parte
della terra appartiene alla sorella.
Gliel'ho gi detto disse lei. La maggior parte della terra
della sorella  sull'altro lato della strada.
Glielo chieda lo stesso, per favore scatt Anthony.
Quando Madame Besson pose la domanda, Anthony vide
un'improvvisa ansiet oscurare il viso di Lunel. Non rispose
immediatamente, ma si protese in avanti e bisbigli all'agente:
Gli dica che mia sorella non ha nessuna importanza. Se ne
andr. Quella casa se ne andr. Non avrebbe mai dovuto essere
costruita l.
Madame Besson serr le labbra. Si agit sulla sedia e si accarezz
i capelli mentre si rivolgeva a Anthony per dire: C'...
una possibilit che anche la sorella di Monsieur Lunel possa
andarsene. Nel qual caso, immagino che l'appezzamento su
cui sorge il bungalow sarebbe messo in vendita. Ma non ne ho
la certezza.
Audrun possiede un intero bosco! proruppe Lunel. Le
ho detto di costruire l, nel suo dannato bosco.  l che dovrebbe
stare la casa. E invece  sulla mia terra.
Sta dicendo che la casa di sua sorella si trova in effetti su
terra di sua propriet, Monsieur Lunel? disse Madame Besson.
S,  su parte della mia terra... una parte...
Ah. Non mi risultava. In base alle planimetrie che ho visto...
Ho chiamato un nuovo topografo! disse Aramon Lunel,
sbattendo il pugno sul tavolo. Quei confini sono tutti sbagliati
e Audrun lo sa!
Madame Besson estrasse dalla borsa un taccuino e scrisse
qualcosa. Anthony vide il sudore formarsi sulle tempie
di Lunel. Il suo pugno serrato tremava ancora. Ho detto a
Audrun disse lui a Madame Besson che  contro la legge.
Stiamo semplicemente aspettando che il topografo venga a
chiarire tutto.
Credo che avremmo dovuto essere informati, in quanto
suoi agenti, di questa... disputa famigliare, Monsieur Lunel
disse Madame Besson. Non posso continuare a portare
potenziali acquirenti a vedere la propriet finch c'...
incertezza riguardo ai confini territoriali.
No! No! grid Lunel. Non c' nessuna incertezza. Non
c' nessuna "disputa". Vedr! Tutto si chiarir. Appena riuscir
a convincere il topografo di Ruasse ad alzare il culo...
Madame Besson si alz e fece segno agli altri di imitarla.
Lunel la afferr per la manica. Non se ne vada! implor. Questi
compratori mi piacciono. I britanniques sono ricchi. Non hanno
finito di bere il t. Lasci che gli mostri il vigneto...
No, mi dispiace, ma dobbiamo andare disse Madame Besson,
liberandosi dalla stretta e consultando l'orologio. Abbiamo
un appuntamento per vedere una casa a Saint-Bertrand.

 Capitolo 17.

Audrun tagliava l'erba con la sua piccola falciatrice a benzina
quando Aramon discese zoppicando il viale e cominci a urlare
contro di lei. Audrun spinse il tagliaerba verso di lui, pensando
che sarebbe stato magnifico passarglielo sui piedi.
Spegnilo! Spegnilo! url lui.
Ma lei lo lasci acceso, come un'arma carica e pronta.
Lui era ubriaco di pastis. Roteava gli occhi e il sole batteva
sui suoi capelli arruffati.
Ho un compratore! farfugli.  sicuro all'ottanta per
cento. Al novanta per cento. Un compratore inglese, uno che
commercia in antichit, carico di soldi. Ma esita, dannazione
a lui! Esita perch vuole che il tuo bungalow sparisca, e io ho
detto alle agenti immobiliari che sparir!
Hai detto alle agenti...
Non lascer che la vendita salti. Mi spetta.  mio diritto,
pardi!
Audrun non disse niente. Stringeva il manico del tagliaerba.
Riusciva a immaginare il sangue e i tessuti e le ossa del piede
di lui esplodere in una fontana e ricadere sull'erba, del colore
del lago rosa dei suoi sogni. Aramon le si fece pi vicino. Il
topografo viene domani disse, agitando un dito verso di lei, fin
quasi a sfiorarle il viso. E gliel'ho detto, la tua casa  abusiva!
Lasciami in pace, Aramon disse lei.
Non mi hai sentito? Il topografo viene domani mattina. E
entro la prossima settimana, ci sar un ordine di demolizione
per il tuo bungalow. E ho detto a quelle stupide agenti che ci
penser io. Gli ho detto...
Poi si sent male. Ebbe uno spasimo, e sput sul prato tagliato,
portandosi una mano sul ventre. Audrun dovette distogliere
gli occhi, lo spettacolo era cos ripugnante da darle la nausea.
E pens a dove lo avrebbe seppellito, dopo averlo ucciso: non
nella tomba di famiglia a La Callune, dove riposavano i suoi
genitori, ma in un luogo non sacro, un pendio che nessuno visitava,
fra le ginestre spinose. E sarebbero arrivati gli uccelli da
preda, attirati dalla sua fetida carne, per ripulirlo, come non era
mai stato pulito nella sua vita di adulto. Ed era solo questione
di tempo.
Gli volt le spalle e riprese a falciare l'erba, spostandosi ora
in cerchi pi ampi, senza guardare nella sua direzione. Gradatamente,
il profumo dell'erba copr il tanfo del vomito di lui. E
dopo un po', Audrun seppe che se n'era andato, barcollando
lungo il viale che portava al Mas Lunel. Lo immagin strisciare
su per le scale fino in camera sua e crollare sul letto. Avrebbe
dovuto lavorare nel vigneto, invece avrebbe russato nella sua
tana, con la luce del giorno che inondava le pareti, e cominci
a chiedersi, era un buon momento per le cose che doveva
fare...?
Aveva visto gli inglesi, sentito il suono delle loro voci, bizzarramente
sonore. E la pi piccola delle due donne si era
inoltrata per qualche metro lungo il viale e aveva guardato il
bungalow. Audrun l'aveva spiata da dietro la tenda di pizzo. La
donna somigliava a un uomo. Era bassa, ma camminava con
fare baldanzoso. E quella baldanza aveva fatto sentire strana
Audrun, come se quella persona avesse poteri mistici.
Si scopr a chiedersi, Ges di Nazareth aveva camminato
lungo la spiaggia verso i pescatori con quella stessa baldanza,
quando aveva chiamato a s i suoi discepoli, e quelli avevano
lasciato le loro barche e le reti e tutto quello per cui avevano
lavorato, per seguirlo di qua e di l? Audrun sapeva che era
un pensiero inappropriato, blasfemo, proprio il genere di pensiero
per cui la gente normale la credeva pazza. Ma nessuno
sembrava capire che non era sempre possibile scegliere i propri
pensieri. Questa era una delle cose sconcertanti nella vita di
Audrun: i pensieri la sceglievano. E non soltanto i pensieri. Lei
era un contenitore, un ricettacolo di azioni terribili, inimmaginabili.
E questo era quello con cui viveva: il fatto che, a volte,
l'inimmaginabile in lei diventava reale: in lei soltanto.
Sedette sulla sua sedia a riposare dopo la fatica della falciatura...
Si chiese quanto tempo le ci sarebbe voluto per rubare
le pillole di Aramon, schiacciarle e scioglierle in acqua calda,
riempire il clistere e poi tornare non vista a casa sua. Lui si
sarebbe svegliato troppo presto, e avrebbe lottato? Oppure lei,
dandosi da fare con il liquido e la cannula, sarebbe riuscita a
calmarlo e a rassicurarlo, dicendogli che stava cercando di aiutarlo
con una purga speciale che avrebbe eliminato il male? E
a quel punto lui si sarebbe sottomesso. Si sarebbe sottomesso
alla propria morte...
Audrun chiuse gli occhi. Una volta, quando erano bambini,
prima che Bernadette li lasciasse per giacere nel cimitero di
La Callune, Aramon era caduto da un albicocco su una delle
terrazze pi lontane, e lei, la sorellina di dieci anni, lo aveva
sentito urlare e lo aveva trovato in un delirio di dolore, e aveva
cercato di calmarlo e acquietarlo mentre si dimenava a terra
con la caviglia fratturata.
Aveva tentato di prenderlo in braccio e trasportarlo, ma pesava
troppo ed era stata costretta a lasciarlo su una poltiglia di
albicocche cadute e foglie secche. Gli disse che sarebbe corsa
a chiamare Bernadette o Serge, ma Aramon si aggrapp a lei.
Aveva tredici anni e aveva paura, e disse: Non lasciarmi qui.
Non lasciarmi solo, Audrun....
Cos lei gli prese la testa sulle ginocchia e gli accarezz il
viso e cerc di tranquillizzarlo, e dopo un po' lui era calmo e
cadde in una sorta di trance. Lei rimase seduta l, sul terreno
melmoso, tormentata dalle vespe, sorreggendolo e aspettando.
Senza osare chiamare aiuto, per non interrompere il suo
strano sonno, fiera di com'era stata capace di farlo addormentare.
E solo pi tardi, dopo che Serge li aveva trovati quando la
luce gi sbiadiva, le fu detto che aveva sbagliato, che Aramon
avrebbe potuto morire per lo choc l sulle terrazze pi basse, che
avrebbe dovuto coprirlo con il suo cappotto e correre immediatamente
a cercare aiuto. La notte, sent il padre dire a Bernadette:
Tua figlia non ha un briciolo di buon senso. Non fa quello
che  giusto. Dio solo sa che razza di vita avr.
Dio solo sa che razza di vita avr.
E ora, poteva andare di nuovo per il verso sbagliato, la cosa
che chiamavano la sua vita. Se avesse fatto quello che voleva
fare, quello che sapeva di dover fare, non si sarebbe assicurata
una fine miserevole? Perch la prigione sarebbe stato come
morire, proprio come lavorare nella fabbrica di biancheria a
Ruasse era stato come morire. Avrebbe passato le giornate arrancando
fra una cella gelida e una stanza rumorosa, rimbombante,
dove donne ridevano e strillavano come demoni mentre
svolgevano il loro brutto lavoro. In quel luogo, la vista le
sarebbe certamente venuta meno. I suoi episodi si sarebbero
fatti pi frequenti, fino a fondersi l'uno nell'altro in una teoria
di sofferenza e confusione inenarrabili. E la notte sarebbe stata
tormentata da sogni sul suo bosco, consapevole che non lo
avrebbe pi rivisto, mai pi udito respirare, che non avrebbe
mai pi contemplato la gaia primavera, ma avrebbe solo potuto
immaginare le stagioni passare e volare via...
Audrun sedeva sulla sua sedia e l'oscurit della sera penetrava
lentamente nella stanza. Ora capiva di non averlo ancora,
il piano con il quale avrebbe raggiunto il suo scopo senza lasciare
tracce. Si strinse il cardigan intorno al corpo. Poi pens:
non ce l'ho ancora, ma arriver. Arriver dentro di me, come
uno straniero dall'andatura baldanzosa che arriva alla porta di
casa. E io mi alzer e lo seguir.
Si alz presto e bevve la sua tazza di caff e mise il grembiule a
fiori e cominci a riordinare la casa in vista dell'arrivo del topografo.
Riss lo straccio sul pavimento di piastrelle, guardando
le chiazze lucide lasciate dall'umidit e desiderando che quella
lucentezza non svanisse, come sempre accadeva.
Sapeva che il bungalow era una stamberga, una costruzione
abborracciata sotto il tetto di lamiera, ma ora che probabilmente
stava per perderlo, sentiva crescere il suo attaccamento.
Conteneva tutto quello che era suo: il letto, l'armadio, le piante,
il televisore, la stufa, i tappeti, la sua sedia preferita. Le sue
pareti l'avevano protetta, avevano trattenuto il suo dolore in un
unico posto.
La mattina era vivida e immobile. Audrun bagn i gerani
sul terrazzo, raccolse due cipolle bianche per la zuppa, scacci
una rana verde. Mentre la rana scompariva nell'erba, vide Marianne
Viala risalire la strada verso di lei.
Il topografo viene stamattina disse lei a Marianne.
Marianne aveva portato un pezzo della sua celebre tarte au
chocolat su un piatto azzurro. Lo pos sul tavolo di plastica.
Scosse la testa che sembrava piccola con i riccioli rigidamente
fissati dalla permanente, color castano chiaro. Aramon dovrebbe
vergognarsi di se stesso disse.
Sedettero sulle sedie di plastica, con la tarte in mezzo a loro.
Ogni volta che un'auto passava sulla strada, si voltavano a
guardare, chiedendosi se fosse il topografo. Dopo un po', Marianne
disse: Se tuo fratello demolisce casa tua, puoi venire a
vivere da me.
Audrun taceva. Sapeva che era molto gentile da parte di
Marianne, straordinariamente gentile - se faceva sul serio - ma
non era una possibilit che poteva prendere in considerazione.
Aveva vissuto l tutta la sua vita, sulla terra che apparteneva alla
famiglia Lunel da tre generazioni. Ritrovarsi in qualche buia
stanzetta sul retro, circondata dagli oggetti di Marianne, sarebbe
stato terribile. Alz la testa e disse: Credo che me ne andr
a vivere al mas.
Come fece Marianne. Con lui?
Audrun abbass lo sguardo sulle mani, intrecciate sul tavolo.
Da come beve disse non vivr ancora a lungo.
Dopo che fu passata un'ora, Audrun prepar dell'altro caff e
le due donne mangiarono la tarte e sentirono la sua dolcezza
ridare vita al loro sangue. E cominciarono a ricordare i tempi
della scuola e tra i ricordi c'era quello del loro insegnante,
Monsieur Verdier, che aveva l'abitudine di portare il suo cane
bastardo, Toto, alle lezioni del gioved, perch sua moglie quel
giorno lavorava in un negozio del paese e Toto era una creatura
che non sopportava la solitudine.
Durante la ricreazione, Toto veniva fatto uscire nel cortile
con i bambini che lo abbracciavano e lo coccolavano e gli tiravano
le orecchie e gli davano dolci da mangiare e lo rincorrevano,
e alcuni dei ragazzi pi grandi gli lanciavano bastoni
ma lui riusciva sempre a darsela a gambe.
Poi, un gioved, Toto non era nella sua cesta in aula, e
Monsieur Verdier assegn ai bambini un tema e sedette alla
cattedra senza muoversi, contemplando il cielo fuori della finestra.
Scusi, signore chiese uno dei bambini. Dov' Toto?
Toto  scomparso disse Monsieur Verdier. Non sappiamo
dove sia. Speriamo soltanto che non sia solo.
 tornato? domand Marianne. Non me lo ricordo.
No disse Audrun. Non  pi tornato. Le cose che ami
non tornano mai.
Marianne tir su col naso, come a dire che, insomma, il
pessimismo di Audrun a volte era preoccupante, e cambi
argomento passando a parlare di sua figlia, Jeanne, che ora
faceva l'insegnante in una scuola di Ruasse. L i bambini
sono molto meno disciplinati di com'eravamo noi disse. 
molto diverso nelle scuole di citt. Jeanne incontra difficolt
terribili. E mi ha detto che nella sua classe questo trimestre ha
una bambina di Parigi, tormentata dai compagni.
Be' disse Audrun. Non  una novit. Tormentare qualcuno.
No. Ma  dura per Jeanne. Lei deve cercare di essere giusta
con tutti. Detesta quando qualcuno di loro  infelice, ma
dice che quella bambina  stata molto viziata. Suo padre  un
medico, o qualcosa del genere.
Come si chiama? chiese Audrun. A Parigi, danno ai
bambini i nomi delle stelle del cinema. Nomi americani.
S disse Marianne. Si chiama Mlodie. Mlodie. Figurarsi,
chiamare cos una bambina! E naturalmente questo
comporta un'altra difficolt per Jeanne.
* * *
La mattina pass e Marianne torn a casa sua, e ancora nessun
segno del topografo.
Se sei una donna aveva detto una volta Bernadette a
Audrun passi gran parte della tua vita ad aspettare. Aspetti
che gli uomini tornino dalla guerra, o dai campi, o dalla caccia
sulle colline. Aspetti che si decidano a riparare le cose che vanno
riparate. Aspetti le loro parole d'amore.
Audrun entr in casa. Mangi un po' di pane e formaggio e
poi chiuse a chiave la porta e and a sdraiarsi sul letto. Scopr
che l'attesa l'aveva stancata. Dorm due ore e fu destata da dei
colpi alla porta e dalla frenesia di quei colpi pens che si trattasse
di Aramon, tornato per urlarle contro qualcosa, cos prese
tempo prima di andare ad aprire.
C'era un uomo l, con indosso un abito grigio sgualcito e la
cravatta allentata. Sotto il braccio stringeva un fascio di fogli.
Sono il topografo disse l'uomo. Da Ruasse.


Capitolo 18.

Poco dopo la morte di Bernadette, Serge aveva detto al figlio:
Ora siamo noi contro il mondo, Aramon. Tu e io contro il
mondo. Dobbiamo prendere il controllo. E io ti dir come.
Ora Aramon era in piedi accanto alla tomba dei Lunel, nel
cimitero di La Callune.
Scopr di tenere fra le mani una coroncina di fiori di plastica,
ma non era sicuro di come le sue mani se ne fossero impossessate.
L'avevano presa dalla tomba di un'altra famiglia? L'avevano
trovata per terra fra l'erba?
Si disse che in fondo non importava, che una ghirlanda di
plastica era il genere di oggetto di cui a nessuno importa un
fico, e la pos distrattamente ai piedi della tomba di granito che
ospitava i suoi genitori e i nonni Lunel, Guillaume e Marthe,
tutti uno sopra l'altro, con suo padre e sua madre per ultimi,
schiacciati appena sotto il soffitto. E gli sembr bizzarro essere
ora pi vecchio di quanto fosse Serge quando era morto.
Il tempo, pens, era cos instabile; sorprendeva che tutti riuscissero
a ritagliarsi all'interno di esso un'esistenza razionale.
Nel profondo del cuore di Aramon si annidava la consapevolezza
che entrambe le loro esistenze - la sua e quella di Serge
- erano state danneggiate e guastate da ci che avevano deciso
di fare dopo che Bernadette se n'era andata. Ma non desiderava
pensare che da biasimare fosse uno o l'altro. Il tempo era da
biasimare. Il tempo aveva dato loro Bernadette e poi gliel'aveva
portata via, proprio come aveva portato via Rene, molti anni
prima. L'uomo nato da donna non ha che un breve tempo per vivere.
Il tempo modificava il modo di sentire del tuo corpo e le cose
che doveva fare.
Non era un argomento di cui si potesse parlare, n di cui
fosse mai stato in grado di parlare. Perfino mentre estraevano
le cipolle (nei giorni ormai lontani in cui le cipolle garantivano
ancora un buon guadagno alla famiglia) dal terreno caldo, andando
su e gi lungo i filari, e Audrun lavorava alla fabbrica di
biancheria di Ruasse, lui e suo padre avevano taciuto. Solo una
volta, all'inizio, Serge gli aveva sussurrato:  perfettamente
logico, figliolo. C'era Rene, ma  morta,  stata punita per
quello che aveva fatto, poi c' stata tua madre, ma anche lei
se ne  andata, ci ha lasciati. Cos adesso... c' l'altra.  logico
tenere tutto quanto in famiglia. Perfettamente logico.
Faceva perdere i sensi ad Aramon. L'assoluta e terribile eccitazione
di entrare nella stanza di Audrun di notte e farlo. Lo
pensava come amore, l'amore pi esaltante e perfetto che potesse
immaginare. Era troppo per il suo corpo e la sua mente.
A volte, dopo, Serge doveva andare a sollevarlo dal pavimento
della camera dove lei lo aveva abbandonato, e portarlo nel
suo letto, schiaffeggiarlo per fargli riprendere i sensi, dargli da
bere cognac. Allez bisbigliava Serge con tenerezza.  tutto a
posto. Non stai morendo. Hai semplicemente fatto quello che
devono fare i giovani. Ora dormi.
Poi sentiva Serge ripercorrere il corridoio ed entrare a sua
volta nella stanza di lei, e chiudere la porta, e, pi tardi, gridare
forte, come un cane. E ad Aramon non importava, che il
suo amore dovesse essere condiviso. Quello che gli dispiaceva,
quello che lo faceva infuriare, era che lei non gridava mai. Tutto
quello che gli dava in cambio di quanto faceva - dell'amore che
le donava - era silenzio.
Gli anni passarono cos - Serge e Aramon che gridavano
nel buio per pi di quindici anni - fino a che Serge si ammal.
Allora, sul suo letto di morte, disse al figlio: Vado all'inferno,
Aramon. Ed  per via di quello. Quindi tu... farai meglio a trovare
un altro modo adesso. Il mas  tuo, e buona parte della terra.
Sposa una ragazza. Lascia che Audrun si costruisca la sua casa.
O la tua vita prender il verso sbagliato. Fallo prima che sia
troppo tardi.
Fallo prima che sia troppo tardi.
Aramon scese a Ruasse (l'altra Ruasse, quella a cui i turisti pensavano
di rado) e scelse una puttana dalla carnagione olivastra
che si chiamava Fatima, e la scop due volte alla settimana nel
sottotetto fuorimano di lei, dove i paralumi erano coperti da
sciarpe di chiffon e l'aria profumava di olio per il corpo e di
incenso.
Ma quello che Aramon faceva con Fatima non gli fece mai
perdere i sensi.
Non fu mai pi come un tempo. E poi Fatima mor. Qualcuno
la uccise con un coltello, l, nella sua calda stanzetta profumata,
poi la apr dallo sterno al bacino, e lei fu portata, avvolta
in un sacco di plastica, alla morgue.
Aramon fu condotto alla stazione di polizia e interrogato.
(Lo chiamavano interrogatorio, ma non si sentivano i punti interrogativi
alla fine delle frasi.)
Hai ucciso la ragazza.
Hai accoltellato quella puttana. Fatima. L'hai squartata.
Lui disse che non si sarebbe mai preso la briga di ucciderla.
Non contava abbastanza per lui. Con lei, non aveva mai perso
i sensi.
Perso i sensi.
Questo spiegherebbe ogni cosa; perdita di memoria.
Hai ucciso quella puttana. Poi, hai perso i sensi.
Gli "inquisitori" erano solo stupidi, banali poliziotti. Come
avrebbe potuto spiegare l'intensit di quello che aveva provato
un tempo a gente cos? Tutto quello che continu a ripetere
era: Lei non contava niente per me. Fatima. Probabilmente
non l'ho mai neppure chiamata con il suo nome. E dopo un
lungo e faticoso periodo, dopo giorni passati in custodia della
polizia, trovarono un altro uomo e lo accusarono dell'omicidio
e lasciarono andare Aramon. Gli dissero che era "libero." Ma
lui sapeva quello che loro non sapevano, che dopo quanto era
accaduto per quindici anni, non sarebbe mai stato libero.
* * *
C'erano molte tombe di famiglia nel cimitero di La Callune.
Il piccolo camposanto era quasi pieno. Alcuni dei morti erano
etichettati Eroi della resistenza, le parole incise nella pietra.
Non Serge, naturalmente. Lui aveva sorvegliato treni e tratti di
linea ferroviaria contro i sabotatori della resistenza. Ma molti
degli altri s. E nondimeno, ogni volta che Aramon andava al
cimitero, si trovava solo ed era come se fosse stato Serge a predisporre
quella solitudine, cos che loro due potessero parlare
(Be', lui la pensava come una conversazione, anche se sapeva
che era un monologo) senza essere sentiti da altri visitatori di
parenti defunti. Questi paesi sono pieni di spie gli aveva detto
una volta Serge. Non puoi fidarti di nessuno. Solo della
famiglia.
Ora Aramon disse a Serge che era confuso. Stava per ricavare
una montagna i soldi dal mas e dalla terra. 475mila euro!
Quasi tre milioni di franchi! Pi denaro di quanto si fosse mai
visto in generazioni e generazioni di Lunel. Ma non sapeva
dove sarebbe andato, una volta che avesse avuto in mano tutti
quei soldi.
Dove devo andare? chiese. Dove?
Avrebbe voluto che Serge rispondesse. Serge Lunel era un
sopravvissuto. Ogni volta, per un soffio. Era sfuggito miracolosamente
al massacro da parte dell'esercito tedesco nelle
Ardenne. Era sopravvissuto alla morte di Rene sposando
Bernadette. Era riuscito a evitare di essere inviato in Germania
con la sto accettando un lavoro notturno di sorveglianza
dei treni a Ruasse. E le cose venute in seguito: era sopravvissuto
alla colpa di avere fatto del figlio un suo complice.
Aramon guardava le tombe massicce. Tutto, pensava, pesa
talmente tanto in questo posto. La terra. Le case (per i vivi e
per i morti.) I contenitori di questo o quel veleno che dovevi
caricarti sulle spalle. I macigni lungo il sentiero del fiume. Le
nubi temporalesche sature di pioggia...
Lui beveva per via del peso delle cose. L'alcol lo faceva stare
sempre peggio, lo sapeva, ma non riusciva a trovare un rimpiazzo,
un altro modo per emergere da sotto la pietra dei ricordi
che cercavano di schiacciarlo, schiacciarlo sotto il senso di
colpa e l'amore che non era mai riuscito a esprimere.
Spesso, nelle sue fantasticherie, era di nuovo ragazzo, e
Audrun una bambina, che saltava la corda nel cortile polveroso,
il sole che splendeva sui suoi capelli castani. Insieme, davano
da mangiare alle galline e al maiale. Dopo una pioggia
battente, venivano mandati insieme, mano nella mano, muniti
di identici secchi di latta, a raccogliere lumache.
A volte, quando cercavano lumache nei pressi del fiume e i
loro stivali di gomma erano sporchi di terra bagnata e le erbacce
umide e i giunchi gli sfioravano le gambe, lui le chiedeva di
vedere la sua cicatrice, nel punto in cui il chirurgo aveva reciso
la coda di maiale, e lei sollevava il grembiule e gli mostrava il
piccolo ventre rotondo, e lui lo accarezzava e diceva che era
pentito di averla presa in giro e finto che fosse la figlia di una
Ss. E lei diceva che andava tutto bene, che non ricordava niente.
E lui le dava alcune delle sue lumache, in modo che Bernadette
fosse orgogliosa della figlia e dicesse: Ben fatto, ma chrie. Ne
hai trovate pi di tuo fratello.
E, in altre occasioni, dopo le tiepide giornate di aprile e di
primo maggio, se ne stavano insieme all'imbrunire nei campi
di ciliegi in fiore, ad ascoltare gli usignoli, e i boccioli candidi
si facevano luminosi nella luce che sbiadiva e una sera, quando
Audrun era ancora una bambina, ma diventava sempre pi
bella, e cominciava ad assomigliare alla madre e alla defunta
zia Rene, Aramon stacc un rametto da un ciliegio e glielo
infil dietro l'orecchio, e lei alz gli occhi a guardarlo e disse:
Ora sono una principessa. Vero?.
Portami l.
Era questo che Aramon avrebbe voluto dire a Serge. Quello  il posto in cui voglio stare. Ti prego, oh ti prego, portami l:
nel campo dei fiori bianchi.
Ma i morti non rispondevano mai alle suppliche dei vivi.
Potevano, sembrava, predisporre un'ora di intimit, ma quando
gli sussurravi i tuoi desideri e gli chiedevi di aiutarti, tornavano
inerti e inutili; solo fragili rami, ramoscelli spogli, polvere.
* * *
Aramon tornava lentamente, penosamente, al Mas Lunel. I
piedi gli dolevano senza sosta. E cos un'anca. Aveva le viscere
in subbuglio per qualcosa che non era esattamente fame e
non era esattamente nausea, ma un disagio mortale, che non
riusciva a identificare. E si chiese se, quando avesse avuto tutti
quei soldi in cambio del mas, non sarebbe andato alla ricerca di
un ospedale o una casa di riposo da pagare perch lo accogliessero
e si prendessero cura di lui. C'erano posti simili, dove potevi
semplicemente varcare una porta ed essere condotto per
mano in una stanza piccola ma pulita? La gente diceva che,
nel mondo moderno, esisteva tutto quello che riuscivi a immaginare,
purch potessi pagarlo, quindi forse esistevano anche
posti simili? Santuari.

 Capitolo 19.

Era il periodo della potatura degli olivi - prima dell'arrivo dell'estate
vera e propria.
Veronica e Kitty erano state a un seminario a Ruasse per
imparare come fare. Si tagliavano i rami in eccesso solo ogni
due anni, e quando lo si faceva bisognava lasciare che tra il
fogliame circolasse l'aria; si doveva immaginare che un uccello
potesse entrare nell'albero da una parte e uscire dall'altra senza
necessit di interrompere il volo.
L'oliveto di Les Glaniques aveva pi di venti alberi, cos che
Anthony aveva acconsentito a dare una mano con la potatura.
Amava i compiti ripetitivi. Gli acquietavano la mente. E la sensazione
delle cesoie in mano gli ricordava la potatura delle rose
con Lai: il rumore secco e nitido dei tagli, l'idea confortante che
stavi rinforzando la pianta, il calore inaspettato del sole primaverile
sul viso... Cos era felice mentre lavorava. Kitty era a una
distanza soddisfacente, Veronica a un tiro di voce. Non c'erano
nubi sopra di loro.
Anche il canto intenso degli uccelli gli ricordava il giardino
di Lai: un tempo in cui era normale intravvedere la tordella,
i ciuffolotti dal petto scarlatto cinguettavano nelle siepi, e potevi
sentire i picchi - quei determinati dilettanti del fai-da-te
- picchiettare sui tronchi nel frutteto e i fagiani stridere nei boschetti.
E pensava che c'era un'altra ragione per lasciare
l'Inghilterra: a mano a mano che gente e immobili vi si ammassavano, la
natura nascondeva le sue ricchezze. Era come se si fosse stancata
di come la sua verit e complessit continuassero a venire
ignorate dagli uomini, e avesse deciso di qualificarsi solo attraverso
le poche, noiose specie che tutti potevano riconoscere.
Di l a cinquantanni, ci sarebbero stati solo merli e gabbiani
e ortiche ed erba.
I bei rami d'olivo si accumulavano ai piedi di Anthony. Per
lui, pens guardandoli, amare la Francia sarebbe stato facile.
Il suo cellulare squill ed era Madame Besson che gli diceva di
avere un'altra casa da mostrargli vicino a Ruasse. Era appena
stata messa sul mercato.
Anthony si sent emettere un sospiro perfettamente udibile.
Sapeva di non poter tollerare un'altra delusione dopo il poco
tempo trascorso dalla visita al Mas Lunel. Essersi trovato cos
vicino a qualcosa di bello e tuttavia cos lontano lo faceva infuriare.
Chiese a Madame Besson se la casa era isolata - realmente
isolata - senza nulla a rovinare il paesaggio, e lei disse che s,
era sulla sommit di una collina, con il suo viale privato, una
strada che portava l e in nessun altro luogo. Solitaria disse.
Molto solitaria. Ma credo che sia quello che vuole, Monsieur
Verey, n'est-ce pas?
S disse lui. Credo di s.  in pietra?  bella?
Ci fu una pausa e Anthony cap che Madame Besson aveva
coperto il ricevitore con la mano. Poi torn in linea e disse: In
effetti non l'ho vista. Si  occupata mia figlia dei dettagli. Dice
che  molto gradevole.
Molto gradevole.
Non lo interessava, se era tutto l. "Molto gradevole" non era
come Anthony si degnava di vedere il proprio futuro. Meglio
non avere alcun futuro piuttosto che quello. E stava iniziando a
stancarsi degli agenti immobiliari. Sembrava che non capissero
chi fosse - quell'Anthony Verey, che viveva nel timore di brutti
dintorni - e di conseguenza gli facevano perdere tempo.
E nondimeno doveva continuare la ricerca. Doveva tentare
di trovarlo, il posto in cui poter vivere ed essere felice. Anthony
disse a Madame Besson che sarebbe andato venerd a prendere
le chiavi e a farsi dare le indicazioni per la casa. Disse che voleva
visitare la propriet da solo.
Come preferisce, Monsieur Verey disse lei. Informer i
proprietari. Ma  un posto molto isolato. Non vorrei che si perdesse.
La sera prima che Anthony andasse a visitare la casa, lui,
Veronica e Kitty furono invitati a cena da alcuni amici francesi
di Veronica nei pressi di Anduze, Monsieur e Madame Sardi.
Veronica aveva riprogettato il loro giardino, ne aveva fatto, dicevano
loro, il vero giardino dei nostri sogni. La gratitudine
dei Sardi, spieg Veronica ad Anthony, si esprimeva spesso in
inviti a pasti favolosi.
La loro casa era solida, di stucco grigio, con una torretta,
una sorta di chteau in miniatura, il cui stile architettonico,
comment Anthony quando arrivarono, non si adattava alla
regione.
Anthony disse Veronica in tono severo. Non vorrai passare
la serata a criticare, vero?
Certamente no disse lui. Sono troppo beneducato. Ma
guardala: perch non  di pietra? Lo stucco  per la Loira. O i
tuoi amici sono cos barbari da aver stuccato la pietra?
Chiudi il becco disse Veronica. Ci divertiremo.
Non ho detto il contrario.
Chiudi il becco, allora.
I Sardi - Guy e Marie-Ange - erano persone a proprio agio
con la loro ricchezza. La prima cosa che i visitatori vedevano
era una fontana dalle dimensioni impressionanti, non dissimile
da quella antistante la Casa Bianca a Washington DC, che faceva
ricadere un baluginante ventaglio d'acqua in uno stagno
di gigli, collocato al centro di un immacolato spiazzo circolare
di ghiaia, bordeggiato da cipressi fiorentini, piante ornamentali
e cuscini di tenerium e santolina. Mentre scendevano dalla
macchina, Kitty disse: Adoro questo giardino. L'aria profuma
di maquis.
L'idea  questa disse Veronica. E Anthony si chiese, con un
piccolo frisson di piacere, se il suo tono non fosse un pochino
sprezzante. Guard Kitty, vestita per la serata con una giacca
alla Nehru di seta blu e pantaloni bianchi larghi che facevano
sembrare le sue gambe corte ancora pi corte. Sorrideva. Non
sembrava offesa. Ma lui ricord con sollievo che l'indomani
mattina sul presto sarebbe partita per Bziers, per parlare con
un gallerista dei suoi patetici dipinti, cos che lui e V sarebbero
stati soli per almeno ventiquattro ore. Offesa o no, presto se ne
sarebbe andata. Forse lui sarebbe perfino riuscito a trovare il
modo di costringerla a stare lontana.
Gli ospiti dei Sardi furono accolti non da Marie-Ange, bens
da un maggiordomo, che offr loro flute di champagne da un
vassoio d'argento. Anthony not immediatamente un piedistallo
di marmo su cui poggiava una bella copia del Diciannovesimo
secolo di un vaso Borghese, molto simile a quello
ospitato nel Louvre. Non pot resistere alla tentazione di avvicinarsi
per valutarlo. Fu quasi sul punto di inforcare gli occhiali
per verificare le sue prime osservazioni ("Possibile restauro del
bordo? Valore probabile, intorno alle trentamila sterline...") ma
si trattenne, timoroso di assomigliare troppo a un volgare banditore
d'aste. Ciononostante, fu cos che Marie-Ange Sardi lo
trov, a ingurgitare champagne dal flute troppo sottile, mentre
esaminava il vaso Borghese.
Ah-ah! Veronica ci aveva detto che  un collezionista di antichit
disse in perfetto inglese e l'ho vista puntare diritto al
vaso. Che cosa ne pensa?
Oh disse Anthony. Buonasera, Madame Sardi. Mi dispiace
tanto. Non ho potuto resistere alla tentazione di dare
un'occhiatina...
No, naturalmente, perch non avrebbe dovuto?  un oggetto
molto speciale. Mio marito lo ha scovato a Firenze.  una
copia del 1950 del vaso Borghese del Louvre. Adoro le figure
dei danzatori, e lei?
Marie-Ange era una donna sui cinquanta, snella e curata,
ma la cui carnagione cominciava a risentire della devastazione
dovuta al culto del sole. Anthony formul la sua rapida valutazione,
che gli parve astuta. ("Probabilmente in parte ebrea,
nonostante il nome cattolico. Potrebbe aver portato a Guy Sardi
un patrimonio, a cui lui ne ha poi aggiunto un altro grazie
all'investment banking, proprio come Benita e Lloyd Palmer...")
Ora os estrarre gli occhiali e metterli. Desiderava intensamente
toccare il vaso.  molto bello disse. I satiri dei manici
sono un particolare straordinario, non  vero? Dunque anche
lei e suo marito siete collezionisti?
No, non proprio. Ci limitiamo a comperare le cose che ci
piacciono. Abbiamo molti mobili Luigi XVI. E forse c' qualche
quadro che potrebbe interessarle. Qui abbiamo un paio di Corot, ma passiamo gran parte dell'anno nella nostra casa a Parigi,
e i nostri tesori pi preziosi sono l.
Ah, pens Anthony, soldi veri, dunque; uno di quei patrimoni
inattaccabili che avrei dovuto accumulare io - che ho sempre
creduto avrei accumulato, finch non mi sono improvvisamente
reso conto che il tempo per farlo era passato. Bench sorridesse
e annuisse cortesemente a Marie-Ange, si sentiva, ancora una
volta, dilaniato dall'invidia. Avrebbe voluto girare sui tacchi e
tornare in giardino ad ascoltare per un momento gli uccelli e
quindi andarsene. Ma Marie-Ange gli pos una mano leggera
sul braccio. Venga a conoscere Guy disse e gli altri.
Altri?
Oh Dio. Veronica non lo aveva avvertito che era una cena in
grande. E senza dubbio, gli amici di Guy e Marie-Ange Sardi
sarebbero stati tutti ricchi, tutti sereni nella certezza di un futuro
in cui i loro tovaglioli di lino bianco sarebbero stati sempre
enormi e inamidati, il loro vino servito alla corretta temperatura,
i loro chauffeur alla porta, i loro vestiti foderati di seta...
mentre voltava le spalle al vaso per seguire Marie-Ange nel salon,
Anthony si sent invadere dalla stessa stanchezza improvvisa
che negli ultimi tempi sperimentava nel suo negozio dopo
una giornata trascorsa senza aver venduto nulla.
Guy Sardi era un uomo attraente e abbronzato, un po' pi
basso di Anthony, ma con un portamento eretto e sicuro che
lo faceva sembrare pi imponente di quanto fosse. Gli occhi
erano ancora belli, con folte ciglia scure. Quegli occhi dicevano:
Posso sedurre a comando: uomini e donne della mia cerchia,
domestici, presidenti di societ internazionali, segretarie,
croupier di casin, cameriere, e perfino i cani mi vengono
vicini e cercano di leccarmi le mani...
La sua stretta di mano fu salda, quasi brusca, e fece sentire
Anthony vecchio e inerme. E mentre guardava Guy Sardi,
e si vedeva attraverso i suoi occhi, pens: Com' totalmente
assurdo questo mio desiderio di continuare a vivere! Ero gi
finito da un pezzo. Perch sono afflitto da questa ridicola ostinazione?
Scambi qualche frase doverosa sul vaso Borghese, poi -
quando il padrone di casa si allontan per accogliere un nuovo
ospite - fece per accostarsi a Veronica. Ma, mentre si avvicinava,
la sent parlare in francese con una donna che gli parve di
riconoscere, e che avrebbe potuto essere un politico o forse una
di quelle attrici di cui non riesci a ricordare il nome, ma che si
guadagna da vivere con mille piccole apparizioni in film ad alto
budget. Anthony valut che una simile persona si sarebbe sentita
mortalmente offesa se non veniva riconosciuta, cos comp
una virata verso un cameriere che circolava con una bottiglia di
champagne e gli tese il bicchiere vuoto.
Al di l della spalla del cameriere, sopra una piccola spinetta
di mogano ("Francese, tardo Diciottesimo secolo... con una
tastiera a quattro ottave, tasti naturali in avorio e diesis - consunti
- in ebano") spi uno dei Corot. Attese che il bicchiere
fosse di nuovo pieno fino all'orlo, poi, rinfrancato almeno da
questo piccolo conforto, and verso il Corot, la mano sinistra
che si muoveva involontariamente verso la tasca dove teneva
gli occhiali.
Prima che potesse concentrarsi sul dipinto, tuttavia, la sua
attenzione fu attirata da una fotografia in bianco e nero chiusa
in una cornice d'argento, posata da sola sulla spinetta. Era il
mezzo busto di un giovane di straordinaria bellezza. Il ragazzo
sorrideva alla macchina fotografica. Riccioli fanciulleschi gli
ricadevano su un occhio. La bocca sensuale era leggermente
socchiusa a rivelare i denti candidi, curati, di un bambino adorato
e vezzeggiato.
Anthony si rese conto di avere letteralmente spalancato
la bocca e si affrett a richiuderla. Gli mancava un po' il fiato.
"Questo" avrebbe voluto sussurrare " quello che intendo per
bellezza. Questo viso compendia per me la grazia e l'avvenenza
umane...." Dalla somiglianza appena percettibile del giovane
con Guy - in particolare gli occhi sonnolenti con le loro lunghe
ciglia - dedusse che fosse il figlio dei Sardi. Era intorno ai venticinque
anni. Indossava una normale T-shirt bianca, probabilmente
non si era effettivamente messo in posa... si era semplicemente
voltato verso il fotografo e aveva sorriso, sapendo di
esprimere con quel sorriso tutta la certezza, tutto l'inevitabile
splendore del suo meraviglioso futuro. "Riprendimi adesso"
diceva"prima che mi libri lontano e vi lasci tutti alle mie spalle..."
Marie-Ange, la padrona di casa sempre attenta, comparve
al fianco di Anthony. Dietro di loro, nel salon, il chiacchiericcio
era animato, a indicare che era arrivata altra gente e, in effetti,
Anthony non sapeva da quanto tempo stesse contemplando
la fotografia del ragazzo. Era consapevole che Marie-Ange lo
avrebbe forse considerato scortese, o quanto meno leggermente
strano, nel vederlo dedicare l'ora del cocktail a ficcare il naso
tra gli effetti personali della famiglia Sardi. Invece, la sua voce
era divertita e gentile quando disse: Ha trovato Nicolas. Ho
scattato quella foto in giardino l'estate scorsa.
Suo figlio?
S.
 molto... attraente. Bello, anzi.  bello.
Marie-Ange guardava con amore la fotografia. Allung la
mano a toccare i capelli lisci del giovane.
Al momento sta dirigendo un film. Ha solo ventiquattro
anni e dirige il suo primo film importante. Guy e io ne siamo
incantati.
Posso immaginarlo disse Anthony. Lo sono anch'io.
Be' disse Marie-Ange. Ora deve venire a conoscere tutti.
Gran parte dei nostri amici sono avvocati e banchieri e tutti
parlano inglese.
Avvocati e banchieri.
Il mondo  talmente noioso, pens Anthony. Noioso in modo
paralizzante. Cos pieno di quello che hai gi incontrato mille
volte in precedenza e che non ti ha mai commosso n mai ti
commuover. Eppure continua...
Marie-Ange Sardi le teneva la mano sul braccio, guidandolo
verso il chiassoso gruppo di persone di mezza et che ingurgitavano
champagne. Dovette lasciarsi condurre via, ma non
resistette a voltarsi un'ultima volta per guardare la fotografia
di Nicolas.
Vieni da me, balbett il suo cuore. Trovami, Nicolas. Restituiscimi
la vita.

 Capitolo 20.

Quando vivi solo, pensava Audrun, quando hai vissuto per
trentaquattro anni, ti riesce difficile sopportare la presenza di
uno sconosciuto nella tua casa o nei suoi pressi. Non puoi fare
a meno di pensare a tutto il male di cui  capace.
Audrun prepar il caff per il topografo, mentre lui andava
in cerca di marcatori di confine. Non pensava al caff, ma ai
piedi del topografo, che arrancava avanti e indietro. Sapeva che
cosa avrebbero fatto quei piedi: schiacciato fiori, calpestato lo
splendore dell'erba nuova, smosso la ghiaia, incespicato nell'orto,
marchiato la terra.
Marcatori di confine.
Disse al topografo, il cui nome era Monsieur Dalbert, che
non ne avrebbe trovato nessuno. Disse che non li avrebbe mai
trovati. Perch non era cos che erano state fatte le cose.
Una volta, c'era stata una vaccheria su quell'appezzamento,
una vaccheria dove un asino grigiomarrone stava impastoiato
nel buio. A volte, durante l'infanzia di Audrun, Serge gli aveva
tolto le pastoie e quello se ne era rimasto l, ad ammiccare nella
luce del sole, mentre lui gli metteva i panieri da basto e li riempiva
di legna o sacchi di cipolle. Audrun ricordava che metteva
le mani a coppa intorno ai poveri occhi dell'asino. Poi in seguito,
dopo la morte di Serge, Aramon le aveva detto: Puoi costruire
l il bungalow. Va bene? Dov' morto quell'inutile ronzino.
Dov' crollata la vaccheria. Usa le pietre per la struttura portante.
A Monsieur Dalbert non interessavano i ricordi. A interessarlo
era la certezza. Disse che non voleva essere scortese e
contraddirla, ma che esistevano certamente dei marcatori di
confine a indicare dove finiva la sua propriet e cominciava
quella di Aramon. Il comune di La Callune doveva aver insistito
per conoscerli quando era stata autorizzata la costruzione
della sua casa.
Dalla finestra della cucina, lei lo guard arrancare nella calura
pomeridiana. I raggi del sole si riflettevano sulla testa calva.
Era un uomo piccolo, ma pieno di crudelt meschina, lei lo
sentiva, fiero della propria capacit di fare del male. Audrun
sbriciol un po' della terra scura del vaso di gerani posato sul
davanzale e lo mischi al caff macinato perch sapeva che
avrebbe avuto il potere di calmare la sua ansiet, guardare il
topografo bere ignaro concime per gerani.
Pos il vassoio sul tavolo della terrazza e attese. I cani nel
recinto del Mas Lunel latravano, fiutando lo sconosciuto perfino
a quella distanza. E senza dubbio Aramon sorrideva lass,
fra le rovine della sua vita, sorrideva mentre beveva, pensando:
ora arriva la resa dei conti, quella che caccer Audrun fra le
braccia di Madre Natura, ah! Quella che la lascer senza nulla
tranne la sua venerata foresta.
Terra nera nel caff; sotto i pavimenti, le ossa di un animale
morto, le pietre muschiose della vaccheria crollata... se queste
peculiarit potevano coesistere nel tempo, allora altre cose eccezionali
potevano... potevano cosa? Be'... potevano improvvisamente
accadere. Perch chi avrebbe immaginato che Marilyn
Monroe sarebbe morta in quel modo, con l'anima di merda che
le scorreva via dal culo mentre una lavatrice era in funzione,
mentre gente andava e veniva dalla sua casa sulla Quinta Helena
Drive, Brentowood, California, Usa, alle ore piccole? Ma
era cos che era andata. A quanto pareva.
Audrun guard il topografo calvo andare avanti e indietro,
fissando il viale, consultando il suo voluminoso fascio di carte,
stendendo il metro metallico, raddrizzandosi, infilando di nuovo
il metro nel suo fodero, frugando tra le erbacce e le ortiche.
Avanti e indietro, calpestando ogni cosa.
Poi trotterell verso la casa e sal i tre gradini della terrazza
dove Audrun aspettava e lasci cadere l'incartamento di progetti
sul tavolo. Puntando il dito, indic i marcatori di confine
sulla carta rigida: Qui, qui, qui e qui.
Audrun lo fiss.
Non riesco a trovarli disse Monsieur Dalbert, asciugandosi
la fronte sudata. I marcatori sono stati illegalmente tagliati o
estratti dal terreno.
Audrun disse fra s: Te l'avevo detto. Non c'era nessun confine.
Non dovrebbero essere toccati, mai disse Monsieur Dalbert.
I marcatori di confine sono di propriet del comune. Sapeva
che rimuoverli  reato?
Reato. Una parola eccitante.
Audrun avrebbe voluto sottolineare quanto fossero innumerevoli
e diversi i crimini a cui quella parola poteva applicarsi.
Ma c'era qualcosa nell'aria, nel suo respiro, nei suoi polmoni
- una pesantezza - che rendeva difficile parlare in quel tardo
pomeriggio.
Il topografo la scrutava da sopra il bordo degli occhiali. (Un
altro che la considerava matta, senza dubbio, a cui era stato
detto da Aramon che non sapeva distinguere il nord dal sud,
che non aveva idea di dove finisse una cosa e ne cominciasse
un'altra.) Decise che ora avrebbe versato il caff, contaminato
dalla terra, ma scopr che il suo braccio restava dov'era, lungo
il fianco. Il topografo scosse la testa con aria esasperata, quasi
fosse stato il caff dolcificato con quel po'di concime a portarlo
l, e ora realizzasse che non ne avrebbe avuto.
I cani continuavano il loro uggiolio, il loro guaito di richiesta
di libert, di carne, di sangue. E Audrun guard Monsieur
Dalbert girare la testa in direzione di quei segugi inselvatichiti
e percep in lui un improvviso empito di inquietudine. S, lo
percep. Come se, per una frazione di tempo, infinitamente piccola,
avesse lasciato il suo corpo per entrare nell'aria che quello
sconosciuto respirava...
...e questo uscire, questo separarsi dal suo s, le era famigliare
come il battito del proprio cuore quando giaceva a letto
nel buio. Sapeva che significava qualcosa - qualcosa che non
sarebbe dovuto pi accadere, ma che nondimeno accadeva.
Nondimeno.
Parole. Chi sapeva quando erano giuste? Chi lo sapeva?
Ora, lui la fissava terrorizzato, l'uomo il cui nome lei aveva
gi dimenticato. Non era nulla se non questo sguardo terrorizzato,
molto vicino a lei, con la bocca che si muoveva, quasi
parlasse o cercasse di parlare, ma ogni suono era svanito. E
allora piomb a precipizio su Audrun: il vuoto.
Si svegli sul pavimento del soggiorno, coperta dalla sua trapunta
verde. Inginocchiata accanto a lei, Marianne Viala le teneva
la mano. Da qualche parte, fuori dalla sua vista, un'altra
persona aspettava, aspettava che il tempo passasse.
Con voce che suon esile e soffocata, Audrun bisbigli a
Marianne: Bernadette diceva sempre che quando si vive a
sud... tanto a sud come qui, dove soffia il mistral... allora gli
avvenimenti semplicemente... semplicemente....
Zitta disse Marianne.
Diceva... non puoi plasmare le cose secondo la tua volont...
Zitta ripet Marianne. Bevi un sorso d'acqua.
Pi tardi, si dest nel suo letto. Sul comodino, la piccola lampada
che proiettava una luce calda era accesa, ed era un particolare
confortante per cui si sent grata. Sapeva che era successo
qualcosa perch si sentiva debole e infreddolita. Ma che cosa?
Si guard intorno, al di sopra delle coperte, per vedere se
era sola. Percep un odore acre entrarle nel naso, un'aria profumata
da una qualche sorta di alterazione.
Bene disse una voce. Ti sei svegliata, finalmente.
Dunque Aramon era l. Culo ossuto su una sedia rigida. Sigaretta
in mano.
Che cos' successo gli chiese.
Cosa credi che sia successo? Hai avuto uno dei tuoi attacchi.
Lo hai fatto apposta, questa volta. Vero?
Aveva fame. Voleva dirgli: preparami un brodo, con verdure
e midollo, come faceva Bernadette quando eravamo bambini.
Sollevami e imboccami con gentilezza, con mano ferma e tenera.
Ma si rifiutava di chiedergli di fare qualcosa per lei. Molto
meglio sopportare la fame o perfino la sete che chiedere un
favore ad Aramon.
Ecco disse lui. Ecco.
Spense la sigaretta. Si chin su di lei in modo da aiutarla a
sollevarsi leggermente. Lei dovette chiudere gli occhi, perch la
faccia di lui cos vicina alla sua era una cosa terribile da vedere.
Ricadde sui cuscini. Aramon le tese un bicchiere, pieno d'acqua
per met, e lei bevve. E poi lui si volt e lei lo vide in piedi di
schiena, che guardava la stanza.
Non  mai stato granch questo posto disse Aramon.
Vero?
Lei bevve l'acqua, che era tiepida. Si rendeva conto di avere
addosso il grembiule a fiori sopra una camicetta azzurra, ma
non sembrava ci fosse una gonna sotto il grembiule. Sentiva le
gambe nude a contatto con il lenzuolo. Aramon torn a girarsi
e sedette sulla sedia rigida accanto al letto. Inspir e quindi
esal un lungo sospiro. Demolirlo in un pomeriggio, si potrebbe
disse. Le pareti sono spesse come una fetta di pane.
Audrun si sforz di tornare indietro al giorno che stava passando
o era gi passato. Credeva di ricordare Marianne che
arrivava con una delle sue famose tarte au coccolate, ma non
riusciva a rammentare se l'avessero o meno mangiata, n, addirittura,
se fosse successo un altro giorno.
Aveva la sensazione di non mandare gi nulla da molto tempo.
E ora, attraverso le tende scostate, vedeva che era notte.
Il fatto  disse Aramon che ora sappiamo a che punto
stiamo. Non  vero? La rilevazione topografica lo ha chiarito.
Sembrava in attesa che lei parlasse, ma lei non trovava nulla
da dire perch non sapeva di cosa stesse parlando lui.
Domani chiamo quelle agenti disse lui. Gli dico di richiamare
il cliente inglese. Se viene a sapere che questa tana
presto sparir, sborser il prezzo che chiedo. Allora potremo
tutti cominciare da capo.
Cominciare da capo...
Quel pensiero si diffuse bisbigliando nella stanza in penombra.
Audrun sent che il vento si alzava, cercava di soffocarlo.
Ora la sua voglia di brodo di midollo era devastante, aveva una
fame terribile di qualcosa di buono. Aramon accese un'altra sigaretta
e disse: Marianne dice che per un po' puoi stare da lei.
Mi sembra molto generoso da parte sua, non credi? Ma non
credo che potrai restarci per sempre. Devi decidere, Audrun:
non vorresti costruire nel tuo bosco? O vendere? Con quello
che ricaveresti dalla terra, forse potresti permetterti un appartamento
a Ruasse.


Capitolo 21.

All'et di undici anni, Anthony era stato allontanato dall'Hampshire
e mandato in un collegio nel Sussex. Da quel giorno, aveva difficolt
a prendere sonno la notte.
Verey! Il suo direttore, il signor Perkins (conosciuto fra
i ragazzi come Polly), spesso sbottava durante l'appello mattutino
fuori del refettorio. Sembri mezzo morto. Tirati su, ragazzo!
Anthony aveva cercato di spiegare a Polly che aveva dimenticato
il trucco per addormentarsi, un trucco che apparentemente
tutti gli altri ragazzi del dormitorio davano per scontato.
Li aveva osservati e ascoltati metterlo in pratica, uno dopo
l'altro. Si giravano bocconi e abbracciavano il cuscino, oppure
incrociavano i gomiti sul viso, e nel giro di pochissimo tempo
- secondi - il trucco funzionava e loro diventavano ciechi e sordi
al mondo. Ma lui, Anthony, giaceva nell'oscurit mai completa,
ascoltando tutto quel ritmico respirare, invidiando i compagni
addormentati con tutto il suo essere, anelando a raggiungerli
nel luogo dov'erano andati, ma incapace di farlo. A volte, si
addormentava appena faceva giorno, o pochi minuti prima che
la sveglia suonasse, alle sette meno cinque, o non dormiva affatto.
Verey, sembri mezzo morto. Tirati su, ragazzo!
Nel corso degli anni, Anthony aveva escogitato centinaia di
modi diversi per cercare di perdersi nell'incoscienza, ma
questa interminabile gestione del sonno gli appariva come una
punizione ingiusta, un'abietta penitenza a cui, se Lai non lo
avesse mandato in collegio, non avrebbe mai dovuto sottostare.
A volte pensava che, se sua madre fosse tornata improvvisamente
in vita, avrebbe avuto qualche cosetta per cui rimproverarla.
Lo avrebbe fatto amorevolmente, certo. Le avrebbe
tenuto la mano nella sua, o si sarebbe preso i suoi piedi in
grembo, per massaggiarli con le lunghe dita sensibili, ma le
avrebbe ricordato che molto di frequente, nel corso di quella
breve passeggiata che era stata la sua vita, aveva commesso
peccati di negligenza.
Ora, nella camera degli ospiti di Veronica, dopo essere rientrati
tardi dalla cena dei Sardi, Anthony la affrontava di nuovo,
quella antica veglia tormentosa, per cui non esistevano rimedi
sicuri. Il letto gli sembrava duro e angusto. Il troppo champagne
gli faceva dolere la testa.
Aveva una sete che l'acqua non sembrava placare.
Immagini del bellissimo ragazzo, Nicolas, aleggiavano ai
margini della sua mente. Provava un desiderio straziante - non
sperimentato da mesi - di stringere qualcuno, quel qualcuno,
fra le braccia, e non voleva che la sensazione svanisse.
Si tocc. Di rado cedeva alle trappole e agli inganni dell'autoerotismo.
Era un'attivit che lo deprimeva, come se lo
restituisse, sempre e inevitabilmente, al laidume del dormitorio
del collegio. Ma ora Anthony chiuse gli occhi e si immagin
con Nicolas in una spaziosa suite d'albergo, a New York
City, dove il letto era vasto e morbido, e le tende alle finestre
pesanti e spesse. In strada, il traffico newyorchese ringhiava
e scintillava. La Francia e l'Inghilterra sembravano lontane,
era come se potesse non esserci ritorno in nessuno dei due
luoghi. Nicolas lo baciava. L'eccitazione di Anthony era gi
intensa, e lo elettrizzava provare di nuovo un desiderio tanto
urgente. Era stato morto, morto nel corpo cos a lungo,
ma adesso era vivo. Adagiava il precoce giovane di traverso
sul letto. Era abbronzato e snello e forte. Lentamente, senza
staccare gli occhi da Nicolas, Anthony si spogliava. Il ragazzo
tendeva un braccio.
Ora, nudo e per nulla imbarazzato dalla sua attempata nudit,
Anthony si arrampicava sul letto e baciava nuovamente
Nicolas e quindi gli si metteva cavalcioni e si inginocchiava
sopra il suo viso. Non voleva ferire o danneggiare la bench
minima parte di quella splendida creatura. Bellezze simili andavano
rispettate. Tutto quello che faceva era toccare le labbra
rosee, sensuali, del ragazzo con il pollice, e poi Nicolas si sollevava
e Anthony immaginava la bocca avida, ora aperta come la
bocca di un neonato che cerchi il seno, chiudersi intorno al suo
uccello e cominciare a leccare, e in non pi di trenta secondi
quella bocca divina lo portava all'orgasmo. Dopo, giacque immobile.
Si sentiva stanco come un maratoneta.
Dorm e sogn la morte di Lai. Nel sogno accadde tutto esattamente
come nella realt.
Veronica era via, in Italia, a seguire un qualche costoso corso
di giardinaggio, quando Lai cedette al cancro. Lai non aveva
voluto che la sua oh-cos-sana figliola venisse avvertita. Disse
di avere quello che defin un piccolo attacco di malattia, ma
promise che sarebbe stata di nuovo bene al ritorno di Veronica.
Lai fu portata in un ospedale di Andover. La mattina del suo
terzo giorno in una neutra camera privata, con il suo nome,
signora Raymond Verey, su un biglietto accanto alla porta, Anthony
aveva guidato da Londra per andare a trovarla.
Non era passato molto tempo dal suo trentacinquesimo
compleanno.
La notte prima, non aveva dormito affatto. Quando arriv
ad Andover, la spossatezza lo rendeva irritabile.
La carnagione di Lai era cerea e giallastra. Nel suo fragile
braccio entrava goccia a goccia una qualche soluzione
prolunga-vita. Le era stata somministrata morfina, che a
tratti le permetteva
di riemergere alla consapevolezza per poi perderla di nuovo.
Anthony sedette al suo fianco e lesse ad alta voce brani del suo
libro prediletto, Staying On di Paul Scott. Di tanto in tanto, capiva
che Lai stava ascoltando perch un sorriso le curvava appena gli
angoli della bocca, e, in un paio di occasioni, quando si ferm, lei
mormor: Continua, tesoro e cos lui continuava:
Era sorprendente quanto potessero essere forti anche donne
di costituzione pi minuta di Lai, e quanto determinate. I loro
improvvisi inesplicabili capricci e preferenze in quelle che a lui
sembravano questioni irrilevanti (per esempio slip invece dei
pi freschi boxer) erano altrettanto stupefacenti. Faceva tutto
parte del loro fascino, naturalmente, non sapere che cosa
avrebbero detto o fatto subito dopo, non sapere fino a che
punto stavi con loro. O quando ci saresti andato a letto. Una
notte in cui era riuscito a catturare l'attenzione di Hot
Chicanyas a Ranpur ed era stato ammesso nella sua stanza, lei aveva
riso delle sue mutande...
Poi arriv l'ora di pranzo e un'infermiera lasci qualcosa per
Lai, un pasto che Anthony sapeva che lei non sarebbe stata in
grado di consumare, e la lasci per andare al bar a prendere
un caff, cos da restare sveglio e poter riprendere la lettura di
Staying On. Ma quando arriv al bar si rese conto di non poter
resistere neppure un altro minuto, cos and alla sua auto e si
addorment.
Non sapeva quanto a lungo avesse dormito quel pomeriggio.
Un'ora? Due? Ricordava soltanto di aver aperto la portiera
e di essere sceso e di aver visto un sole dorato splendere su una
bassa siepe di pyracantha con bacche grosse come perle di corallo,
e di aver percepito nel loro profumo l'inizio dell'autunno.
Quando torn nella stanza di Lai, lei era morta.
Un'infermiera o un medico le aveva gi chiuso gli occhi, e
tolto il cuscino da sotto la testa cos che la mascella non cadesse.
Il suo braccio esile si andava gi raffreddando. E tuttavia
- che orrore - il pasto che le era stato portato era ancora l sul
suo vassoio di plastica, accanto alla copia in edizione economica
di Staying On che le era appartenuta: due fette di prosciutto
che si scurivano sui bordi, cavolfiore in salsa d'aceto...
Mescolata al senso di perdita c'era in Anthony una rabbia
contro gli eventi casuali che lo avevano portato alla sua auto,
fatto salire e russare in una scatola di lamiera, quando avrebbe
dovuto essere l, al fianco di Lai, con lei, respiro dopo respiro,
come suo consolatore, ultimo testimone della fine del suo
viaggio. Quell'abbandono gli appariva straziante in un modo
inimmaginabile. Ancora pi orribile per un verso della morte
stessa di Lai. Perch il crimine era talmente evidente e manifesto:
aveva abbandonato la sua amata Lai proprio quando aveva
pi bisogno di lui, e comprese con assoluta certezza che non se
lo sarebbe mai perdonato.
Si torturava pensando che forse lei aveva chiamato il suo
nome e non aveva ottenuto risposta. Forse si era sentita addirittura
abbastanza forte da dire: Continua a leggere, tesoro.
Continua a leggere dei boxer.  cos divertente.
E poi aveva atteso che la lettura riprendesse, e il suono della
voce di lui la confortasse, ma non aveva sentito nulla e cos
aveva capito di essere sola e che tutto si stava facendo buio.
Fu il rumore di un'auto a svegliare Anthony. Quando scese di
sotto, trov Veronica sola, che preparava marmellata di albicocche
canticchiando fra s.
Kitty era gi partita per Bziers.
Sedette al tavolo della cucina e Veronica gli port un croissant
fresco e caff e poi lo guard in quel suo modo tenero,
materno. Anthony disse gaia forse la casa che vai a vedere
sar quella giusta. Lui scroll le spalle mentre stringeva le
mani intorno alla tazza di caff. Era contento di essere finalmente
solo con V. Era tentato di raccontarle del sogno su Lai,
ma sapeva che lei avrebbe reagito con impazienza.
Il suo cellulare squill ed era Lloyd Palmer, anche lui di
umore allegro. Non l'avevano vista, pens Anthony, n V n
Lloyd. Non avevano mai scorto il viso della vecchia megera
nell'arazzo, con il ricciolo di capelli neri sfuggito alla trama...
Lloyd disse con voce piatta.  un piacere sentirti.
Qualcosa non va? chiese Lloyd. Sembri malato, o qualcosa
del genere.
Verey, sembri mezzo morto. Tirati su, ragazzo!
No. Sto bene. Come va a Londra?
Bene. Tempo maledettamente bello! Diresti che  giugno,
non aprile. Benita si sta comperando costumi di Prada. Come
va in Francia?
Tutto bene. Caldo anche qui. Oggi vado a vedere un'altra
casa.
Ok. Quindi non hai trovato niente che ti venga voglia di
comperare?
Be', ne ho vista una. Aveva un potenziale fantastico, poi
per ho scoperto che era sotto un influsso malefico.
Come sarebbe a dire, un influsso malefico?
C'era un orribile bungalow nel suo campo visivo.
Ok, bene. Come volevasi dimostrare. Senti, vecchio mio,
mi rendo conto di essere stato un po' irritabile per quanto riguarda
i soldi, l'ultima volta che ci siamo parlati. Ovviamente
sono disposto a vendere le azioni per tuo conto, se vuoi. Cercher
di ricavarne il massimo, ma subirai comunque una cazzo
di perdita...
Non preoccuparti di questo al momento, Lloyd disse Anthony.
Se mi innamorer di una propriet, ti chiamer.
Passarono a parlare dell'Inghilterra. Lloyd disse che nei
Giardini di Kensington l'erba stava gi avvizzendo per l'ondata
di caldo primaverile. Disse che per il suo compleanno pensava
di regalare a Benita una nuova Mercedes classe E. Grigio metallizzato.
Disse di sperare che gli strafatti di crack di Ladbrocke
Grove non l'avrebbero vandalizzata prima che ci avesse fatto
almeno millecinquecento chilometri.
Anthony mise fine alla telefonata. Loyd, pens,  un brav'uomo,
di fondo un uomo gentile;  solo che non pu fare a meno
di sembrare sempre compiaciuto di s.
Riprese la tazza di caff e Veronica ricominci a mescolare la
marmellata di albicocche mentre gli chiedeva che cosa volesse
per pranzo.
Fegato rispose lui. Fegato e pur di patate, come faceva
la signora Brigstock.
Veronica attravers la stanza e si chin a piantargli un bacio
sui capelli folti.
Devi lasciar andare il passato, caro disse.
Perch? disse lui.  un posto che mi piace.
* * *
In camera sua, Anthony era in piedi di fronte allo specchio del
tavolo da toeletta e si guardava. L'intensa luce del sole che entrava
dalla vicina finestra splendeva su di lui mentre contemplava
le rughe sulla fronte e la stretta fessura increspata che era
diventata la sua bocca.
Pens a Dirk Bogarde nella parte di Aschenbach nel film
tratto da Morte a Venezia di Thomas Mann, che si tingeva i capelli
e ritoccava le labbra, in modo che... in modo che cosa? Che
lo splendido Tadzio ricambiasse il suo sguardo per una frazione
di secondo in pi? Che la prova della sua mortalit non
offendesse n lui n Tadzio in un modo tanto imbarazzante e
indecoroso?
Anthony vedeva che il viso nello specchio era decisamente
troppo vecchio per risultare attraente a Nicolas Sardi. Anche
se fosse riuscito a creare una stanza di eccezionale bellezza (in
una casa di eccezionale bellezza) in cui riceverlo, Nicolas di sicuro
non ci avrebbe mai messo piede, perch lui, Anthony, era
troppo logorato e danneggiato dal tempo per interessargli.
Esamin i denti, che avevano il colore delle candele di
cera d'api. Doveva pagarsi un costoso trattamento sbiancante
quando fosse tornato a Londra? O un'iniziativa cos onerosa si
sarebbe dimostrata patetica e inutile come la tinta per capelli
di Aschenbach?
Si volse e raddrizz le spalle. Il desiderio, almeno, era tornato.
Era il primo passo verso qualcosa, giusto? Nella sua immaginaria
notte newyorchese, si era sentito meravigliosamente
potente e vivo.


Capitolo 22.

Ogni volta che Aramon scendeva al piccolo emporio di La
Callune la mattina presto, come faceva forse due volte al mese,
comperava una copia del giornale locale, Ruasse Libre.
Di nuovo al Mas Lunel, si preparava il caff, metteva gli occhiali,
spiegava il quotidiano sul tavolo e passava il resto della
mattinata a leggerlo dalla prima all'ultima pagina. Se aveva fortuna,
trovava qualche avvincente storia di omicidio a insaporire
il resto del suo banale contenuto: notizie di un'altra protesta di
agricoltori contro l'alto costo della benzina diesel; l'arrivo nella
regione di una variet di mais geneticamente modificato per
resistere alla siccit; resoconti di ftes locali, corride, concerti
pop, campionati di boules, e vendite di auto; rilevamenti dei livelli
di fiumi, incendi boschivi, dati sui campeggi e crollo delle
iscrizioni negli asili...
Lo divertiva leggere come il mondo danzasse ancora nel
suo vortice di insensata attivit. Lo rallegrava immaginare le
folle girovaganti a una vendita dell'usato, che comperava libri
mutilati e terraglie - quando avrebbe potuto restare a casa,
come lui, e risparmiare i soldi.
A volte, pensava di acquistare un biglietto per una corrida.
Un tempo amava l'atmosfera di terrore, e gli assordanti strumenti
d'ottone che baluginavano nel caldo. Il coraggio dei tori,
la loro instancabilit, anche quando il sangue ruscellava dal
loro collo, lo avevano sempre commosso, in qualche modo. Ma
negli ultimi anni aveva cominciato a trovare ridicoli i matador:
il loro impettito orgoglio, i culi paillettati. Ora desiderava che
fosse il toro a uccidere il torero, vedere lui trascinato nella polvere,
verso un mattatoio...
Quel giorno, un titolo di testa sulla prima pagina del Ruasse
Libre attir la sua attenzione: L'allontanamento degli abitanti locali
da parte di stranieri deve finire, dichiara il sindaco. L'articolo
comprendeva un grafico che mostrava come i prezzi delle case
nelle Cvennes fosse aumentato negli ultimi anni, a causa soprattutto
degli "stranieri" e citava le parole del primo cittadino:
Quanto  troppo  troppo nella nostra splendida regione. L'invasione
si  spinta troppo oltre. La vendita di immobili a cittadini
non francesi deve ora venire attentamente monitorata
e forse soggetta a quote. Non siamo per la discriminazione
razziale, ma ci troviamo a vivere in un'epoca in cui i nostri
giovani, nati nei nostri paesi, non possono pi permettersi di
comperare o costruire case nella terra che conoscono e amano,
a causa dell'invasione di belgi, olandesi, svizzeri e inglesi, alla
ricerca di abitazioni estive. Credo di conseguenza che dovremmo
chiederci: perch questi individui fortunati hanno il diritto
di possedere una seconda casa, mentre i nostri figli vengono a
tutti gli effetti privati del diritto di averne anche solo una?
Aramon lesse l'articolo pi volte, fino a quando gli occhi cominciarono
a dolergli. Di rado aveva la sensazione che quanto pubblicato
dal Ruasse Libre si rivolgesse a lui - ma quell'articolo s.
Pens ai 475mila euro che lo aspettavano - aspettavano di
offrirgli una vita nuova e senza macchia - ed ecco che, con
un'unica stoccata, l'interferenza del sindaco di Ruasse poteva
mettere a rischio tutto il suo futuro. Cal il pugno sul tavolo.
Idiota! latr. Pezzo di merda!
Prese il telefono e chiam le agenti. Voleva dire loro di richiamare
al pi presto il collezionista d'arte inglese, per dirgli
che la questione del bungalow di Audrun era stata risolta, ma
sapeva che sarebbe stato inutile mentire. Poteva mentire a
Audrun, che non aveva capito un bel nulla di come funzionava il
mondo, ma le autoritarie, saccenti agenti immobiliari
avrebbero sicuramente preteso di vedere il rapporto del topografo e
non c'era alcun rapporto perch non erano stati trovati marcatori
di confine.
Aramon si accontent di sbraitare con Madame Besson,
chiedendole perch non fossero venuti altri acquirenti a visitare
la casa, dicendole che vendere era imperativo... imperativo
adesso, questo mese... prima che qualche sindaco idiota cominciasse
a interferire con i suoi diritti... Madame Besson rimase
calma e gli chiese a che punto fosse la questione della casa di
sua sorella. La lasciava? Il bungalow sarebbe stato compreso
nella vendita? Se questo era il caso, disse, allora sarebbe stato
molto pi facile vendere la propriet...
Aramon si strofin gli occhi.
Signora disse, costringendosi a diventare cortese. Sono
sicuro quasi al cento per cento che mia sorella verr convinta
a trasferirsi. Quasi al cento per cento. Sfortunatamente, il topografo
che ho ingaggiato non  stato in grado di completare
il rapporto perch mia sorella si  sentita male mentre lui era
l. Ma le spiegher di nuovo la situazione e credo che capir
- soprattutto quando le mostrer l'articolo del Ruasse Libre che
potrebbe mettere a rischio il mio futuro - accetter certamente
di andarsene.
Bene disse Madame Besson questo, naturalmente, cambierebbe
le prospettive per una vendita rapida.
Ma per il prezzo? disse Aramon. Quanto dovremmo
chiedere se il bungalow verr venduto con il mas?
Ci fu una pausa, e Aramon sent lo scatto dell'accendino di
Madame Besson vicino al telefono. Poi lei disse: Dovrei dare
un'occhiata al bungalow e alla terra. Ma probabilmente si tratterebbe
di una cifra vicina ai seicentomila euro.
Seicentomila euro!
Il prodigio di quella somma. La salvezza che prometteva.
Per un momento o due, Aramon non pot parlare.
Ma l'altra cosa a cui stavo pensando disse Madame Besson
sono i vigneti. L'ultima volta che ci sono stata ho notato
che non ha fatto molti progressi.
Ho fatto progressi! protest Aramon. Mi sto occupando
di tutto...
Il fatto  che alla gente riesce difficile immaginare quello
che non pu effettivamente vedere.
S disse Aramon. Capisco. Lavorer giorno e notte alle
terrazze. Giorno e notte!


Capitolo 23.

Erano quasi le undici quando Anthony ritir le chiavi e le indicazioni
per la casa dall'ufficio di Madame Besson. Sulla
scrivania di Madame Besson, un ventilatore bianco muoveva
l'aria tiepida con deboli rotazioni. Quando tese ad Anthony la
foto malamente stampata e la descrizione della casa, lei disse:
Questa,  molto isolata... vous voyez?.
Era un grande edificio in pietra che appariva buio e tetro nel
paesaggio circostante. Su un lato era visibile un folto di pini
a ombrello, ma altrove sembravano esserci solo rovi e sassi. Il
massiccio tetto d'ardesia era bitorzoluto e si incurvava fra gli
spioventi.
Sembra quasi... abbandonata disse Anthony.
Ah, non! sbott Madame Besson. I proprietari sono svizzeri.
Perch vendono?
Madame Besson si strinse nelle spalle spazientita mentre il
telefono cominciava a squillare e lei allungava una mano per
rispondere. Hanno detto a mia figlia che non la usano pi
disse.  tutto quello che so.
Anthony torn alla macchina, che nello spazio di dieci
o quindici minuti si era fatta incandescente. Sedette con la
portiera spalancata, studiando la mappa, e stabil che avrebbe
dovuto percorrere almeno venticinque chilometri lungo
una corniche pericolosa. E pens che forse era questo il motivo
per cui proprietari della casa vendevano... perch nessuno
pi andava a trovarli; non volevano rischiare la vita arrivando
fin l.
Forse la coppia svizzera si era inizialmente innamorata del
posto proprio per il suo montagnoso isolamento... e poi... era
passata qualche estate e loro, seduti sotto i pini a ombrello guardando
la vallata sottostante, si erano resi conto di essersi messi
fuori della portata di tutti i loro amici. E, si chiese Anthony, era
questo che lui realmente voleva? Perch l, stando alla sua lettura
della carta stradale, perfino la distanza fra lui e Veronica a
Les Glaniques sembrava considerevole. E che cosa si doveva
provare di notte in un posto simile? E durante l'inverno?
Avvi il motore e part. Sentiva di dover vedere la casa -
nell'eventualit che la sensazione tornasse, quella splendida
sensazione di voler possedere qualcosa. Ma ora, all'improvviso,
il percorso che portava sulla montagna gli fece paura. E se si
fosse perso, o l'auto si fosse guastata, oppure avesse sbagliato
a prendere una curva e fosse precipitato nel vuoto?
Veronica gli aveva dato una bottiglia termica piena d'acqua.
Gli aveva detto che il barometro continuava a salire e che il
caldo sarebbe forse stato spietato lass dove stava andando e
che se avesse fatto una passeggiata - come lui aveva progettato
- non avrebbe avuto la certezza di trovare un fiume o una
fontana.
Ora Anthony si sentiva riconoscente per l'acqua, per l'incrollabile
senso materno di V. Ma gli sembrava che l'acqua
non fosse abbastanza: aveva bisogno anche di cibo, per sostenersi
in caso di emergenza, e ricord il chiosco chiamato
la Bonne Baguette dove si erano fermati lungo il tragitto per
il Mas Lunel a comperare panini. Sapeva che lo avrebbe oltrepassato
prima di valicare il fiume, vicino al paesino di La
Callune, e decise di comperare almeno due sandwich. Con
quelli e l'acqua, sarebbe stato a posto. Una forma di garanzia
contro l'imprevisto.
Eccola di nuovo, La Bonne Baguette, ma Anthony si accorse
subito che la piazzola in cui aveva parcheggiato Madame Besson
era interamente occupata da un'autobotte. Imprec. Aveva
alle costole l'impaziente conducente di una Bmw e non c'erano
altri punti in cui potersi fermare. In circostanze normali, sapeva
che si sarebbe rassegnato a soffrire la fame, pi tardi, e avrebbe
proseguito, ma di colpo procurarsi quei panini gli sembrava di
importanza vitale. E non c'erano altri chioschi n piccoli caff
lungo la strada. Quelle colline, per quanto poteva vedere,
erano prive di qualsivoglia gradevole amenit. Quindi doveva
tornare a La Bonne Baguette.
Rallent. La Bmw gli rimase alle costole, cercando di
superarlo. Poi Anthony arriv in un punto dove la strada si allargava
e creava una stretta striscia ghiaiosa di un centinaio di metri.
Vi infil la piccola Renault e si ferm rumorosamente con uno
scricchiolio di ghiaia.
Il conducente della Bmw gli grid qualcosa mentre sfrecciava
via. Anthony restitu l'insulto con la mano e scese. Fece il
giro dell'auto e inizi il tragitto verso il chiosco.
Il sole brillava sulla strada e sui sassi. Lo spazio in cui era
costretto a procedere, tra la parete di granito e le auto in arrivo,
sembrava cos pericolosamente angusto che non faticava a
immaginare che un veicolo gli passasse sui piedi. Il panico gli
faceva palpitare il cuore, e il sudore cominciava a colargli lungo
la nuca, ma l'idea di proseguire senza il panino era ormai
diventata inconcepibile. Il panino si era trasformato nella cosa
che gli avrebbe permesso di superare la giornata, e qualunque
cosa lo aspettasse. Cos si accost un po' di pi alla roccia
e continu ad arrancare. Gli automobilisti di passaggio lo fissavano...
un anziano turista a piedi in un posto dove nessuno
avrebbe dovuto camminare. Ma non gli importava quello che
pensava la gente; tutto quello che voleva era mettere le mani
sul panino.
E finalmente arriv. Riconobbe il gestore del chiosco, un
uomo corpulento, dall'aria dura, con un mento di peli ispidi.
Stava chiacchierando con l'autista dell'autobotte. I due, sembrava,
erano vecchi amici. Una battuta li fece improvvisamente
sussultare dalle risate e il gestore del chiosco si asciug la bocca
con un fazzoletto scarlatto mentre rivolgeva riluttante la sua
attenzione ad Anthony.
Alors, Monsieur?
Camembert e pomodoro, aveva scelto l'ultima volta. Non
aveva voluto rischiare con prosciutto o saucisson, nel caso lo
facessero star male. (Sapeva di essere schizzinoso fino alla nevrosi,
ma a chi importava? Sapeva di una donna morta per aver
mangiato sushi, quindi perch non salame, malamente conservato?)
Esamin l'assortimento di sandwich, quindi indic
nuovamente quello al Camembert.
Duex comme a, s'il vous plait, Monsieur.
Vide la grande mano scura prendere i panini, ciascuno chiuso
nel cellophane con la scritta La Bonne Baguette: que c'est bonne!
E vide che le sue mani tremavano mentre pagava.
Di nuovo in macchina, Anthony abbass l'aria condizionata a
sedici gradi e attese un momento o due, lasciando che la Renault
si rinfrescasse, che il battito del suo cuore rallentasse.
Quindi ripart, e in poco tempo raggiunse il cartello per la
stretta stradina che attraversava un braccio del fiume Gardon
e si dipartiva a ovest, salendo. Molto presto inizi il tratto a zigzag
indicato dalla carta stradale e Anthony si costrinse a restare
calmo mentre manovrava la Renault in un lento valzer affrontando
curve impossibili. Su entrambi i lati della strada ora si
ergevano fitti i pini, piantati cos vicini l'uno all'altro che niente
riusciva a crescere nel buio sottobosco. Un ricordo infantile di
quegli stessi alberi lo distrasse dai pericoli della strada.
Raymond e Lai e Anthony e Veronica erano a bordo della
Rover di Raymond, diretti a un pranzo nei pressi di Newbury
quando Lai aveva notato una piantagione di abeti della Commissione
forestale ed era esplosa: Guardate l! Raymond.
Bambini. Guardate quello che stanno facendo: ora coltivano
alberi. Spaventoso! Credo che sia assolutamente spaventoso.
Servono per l'edilizia, tesoro disse Raymond. Per travi e
roba del genere.
Non mi importa a cosa servono. Non dovrebbero coltivare
gli alberi in questo modo. In Sudafrica non lo hanno mai fatto
e avevamo travi in abbondanza.
Cos a quel punto, c'era stata un'altra cosa di cui Anthony
doveva preoccuparsi: gli occhi di Lai che mandavano lampi davanti
agli alberi coltivati e il suo umore che di colpo si faceva
irritabile e stizzoso. E poi il suo disprezzo per il paese di
adozione, l'unica casa che lui conoscesse.
Avrebbe voluto dire qualcosa di divertente, qualcosa che
placasse l'irritazione di lei, ma non era riuscito a pensare a
nulla e avevano proseguito in silenzio fino a quando Veronica
- con scarsa accortezza, come poi risult - aveva azzardato:
Ma non puoi usare la parola "coltivare" in relazione agli
alberi. Sono abeti di Douglas, Pseudotsuga Menziesii, e ce ne
sono piantagioni in tutta Europa. E Lai aveva acceso una Peter
Stuyvesant con l'accendino dell'auto e, senza voltarsi, aveva
detto con voce quieta: Veronica, perch sei una tale irritante,
grassa piccola saputella?
Anthony era esploso in un'orribile risata stridula. Non ne
aveva avuto l'intenzione, perch era terribile, quello che Lai
aveva appena detto. Terribile. Si era portato una mano alla bocca,
come per ricacciare in gola l'inappropriata risata. Si odi per
aver emesso un suono tanto odioso e comprese che V sarebbe
stata giustificata nell'odiarlo a sua volta. La guard, aspettandosi
di vederla in lacrime. Ma lei non stava piangendo. Semplicemente,
guardava calma il paesaggio che scorreva fuori dal
finestrino.
Ora, mentre la strada si snodava fra le alte Cvennes, restringendosi,
curvando, cambiando direzione, i bordi qua e l
ingombri di detriti delle frane, Anthony si scopr a desiderare
- nonostante la crudelt con cui la madre aveva annientato V,
nonostante la sua inopportuna risata - di avere ancora tredici
anni, e procedere lungo una strada secondaria dolcemente sinuosa
del Berkshire, con tutta la vita ancora davanti.

 Capitolo 24.

Veronica si stava godendo la giornata di solitudine.
Aveva comperato fegato di vitello e lardons alla boucherie e
pane fresco alla boulangerie e patate, verdura e frutta dalla sua
bancarella preferita sulla strada, e ora tutto era ordinatamente
riposto in cucina e lei stava lavorando a un capitolo di Giardinaggio
senza pioggia intitolato "Ghiaia decorativa".
Era fresco nel suo studio, con le persiane accostate contro
il sole del mattino, ma Veronica poteva sentire e apprezzare
i suoni del giardino: i passeri sul muro vicini alla vaschetta
di pietra, le cicale nel gelso spagnolo fuori della sua finestra,
una brezza leggerissima che faceva frusciare le fronde delle
palme.
... il genere di ghiaia privilegiato per viali e sentieri nel sud della
Francia  una miscela di sabbia e pietruzze molto piccole. Il
colore  gradevole: con un clima molto asciutto pu sembrare
quasi bianca e scurisce fino ad assumere una tonalit paglierina
dopo il crepuscolo. Non molto utilizzata in Inghilterra, in
Francia  possibile trovarla ai giardini delle Tuileries a Parigi e
nei campi di houles qua e l nel paese.
Guard cupa l'ultima frase e comprese di doversi liberare di
quel "qua e l", un'espressione inadeguata in modo cos imbarazzante
da farla arrossire. Veronica sapeva bene di non essere
granch come scrittrice, ma sapeva anche che il genere
di persone che avrebbero comperato Giardinaggio senza pioggia
probabilmente non se ne sarebbero accorte. Tutto quello che
volevano erano nozioni e suggerimenti e informazioni utili.
Eppure si sforzava sempre di rendere il pi leggibile possibile
la sua prosa, in parte per compiacere l'editor della sua casa editrice,
una bellezza di nome Melissa, di cui era solo leggermente
infatuata. In pi, forse sentiva nella testa la voce di Lai che diceva
che i suoi temi erano "penosamente illetterati" e che non
avrebbe mai fatto strada se non avesse imparato a collegare
frasi ben strutturate.
Ma aveva fatto strada. Guardami adesso, mamma. Sono felice e
ho successo... Il collegare le parole - qualsiasi inettitudine avesse
dimostrato in questo ambito - si era rivelato dopo tutto molto
poco importante. L'orticoltura e il colore e la forma - la comprensione
che ne aveva - era questo a contare.
Decise per il momento di ignorare il "qua e l" e continu a
scrivere:
La ghiaia, in linea generale, gioca un ruolo importante nella
creazione di un giardino resistente alla carenza d'acqua.
Quando siete tentati di seminare un prato - quell'assetata entit!
- ripensateci e create uno spazio ghiaioso. Prendete addirittura
in considerazione la ghiaia esotica, come ad esempio
quella nera, vulcanica, importata da Tahiti nel 1767 da Bouganville.
 una variet costosa, ma estremamente adatta al "look"
moderno attualmente in voga nella paesaggistica, dove colori
sorprendenti (neri, grigi e stupefacenti blu reali) possono creare
l'indimenticabile.
Si ferm. Ebbe improvvisa la percezione che quel mattino il suo
lavoro fosse meno brillante. Quell'"indimenticabile", per esempio,
era pateticamente sbagliato; solo un'astrazione appesa in
fondo al paragrafo, come un fico troppo maturo pronto a cadere
sulla stramaledetta ghiaia tahitiana di Bouganville! Sapeva che
Melissa non le avrebbe lasciato passare "l'indimenticabile", ma
ancora una volta non seppe come sostituirlo con qualcosa di
pi elegante e legato al resto della frase.
Pens che sarebbe stato utile avere Melissa l con lei, magari
sdraiata sui cuscini della dormeuse, cos da poterle leggere
immediatamente quello che scriveva, frase per frase, e ottenere
immediatamente da lei ci che spesso definiva un "qualche
piccolo suggerimento editoriale, Veronica". In quel modo, il
capitolo sulla ghiaia decorativa sarebbe certamente progredito
molto prima del ritorno di Kitty, l'indomani.
Ora Veronica alz lo sguardo. Gli occhi le caddero sull'orologio
da carrozza in ottone (un costoso regalo di Anthony) sulla
mensola del camino, e vide che il tempo era passato in quella
che di colpo parve una rapida corsa e che mancavano pochi
minuti all'una. Kitty aveva promesso di chiamare verso le undici,
per dirle che era arrivata sana e salva a Bziers, ma non era
arrivata nessuna telefonata.
Veronica alz la cornetta e digit il numero di cellulare di
Kitty. Fu subito in comunicazione con la voce brusca, lievemente
irritata, della casella vocale: Kitty Meadows. Lasciate
un messaggio, grazie. Veuillez laisser un message, s'il vous plait.
Merci.
Kitty disse Veronica. Sono io. Spero tu stia bene, tesoro.
Ti penso e tengo le dita incrociate per la galleria. Ho
la netta sensazione che diranno di s. Stavo quasi per comperare
dello champagne, in paese, poi per ho pensato che
sarebbe stato sfidare il destino. Comunque, qui tutto bene. 
molto tranquillo, con me da sola, e sto lavorando al capitolo
sulla ghiaia. Chiamami quando hai un momento. Un sacco
di baci.
Cerc di rimettersi a scrivere. Cominci una frase sull'inopportunit
di posare membrane di politene sotto gli spazi
ghiaiosi per evitare la crescita delle erbacce.
"Prima di prendere una simile decisione" scrisse "riflettete sul
rischio sempre presente di allagamenti durante la stagione crue
e..." Smise di colpo, improvvisamente angosciata dall'incapacit
di parlare con Kitty.
L'auto di Kitty era piccola e vecchia. Eppure perfino quella
vettura lei doveva guidarla stando quasi a ridosso del volante
perch le sue gambe corte arrivassero ai pedali. Era una guidatrice
coraggiosa, ma quell'immagine di una Kitty minuscola
che sfrecciava e sobbalzava lungo le superstrade, nel flusso di
sprezzanti Audi e Mercedes, nell'ombra annichilente dei camion,
faceva fremere di terrore il cuore di Veronica.
Si alz e usc sulla terrazza di pietra. Il sole ardeva sul
suo viso e mentre cominciava una lenta passeggiata intorno
al giardino, ancora verde dopo l'inverno piovoso e la precoce
primavera, seppe che stava tornando, il tempo in cui gran
parte di quello che cresceva sarebbe stato ancora una volta in
pericolo per la siccit, il rischio attenuato solo dalla sua vigilanza,
la sua e di Kitty. Arriv fino al vecchio pozzo di pietra e
guard gi, tenendosi stretta al bordo. Il livello dell'acqua era
gi sceso.
A pranzo Veronica mangi una fetta di tarte aux oignons e un'insalata
e tent di rimettersi a scrivere. Durante il pomeriggio,
lasci altri due messaggi a Kitty, che non richiam. Continuava
a ripetersi che se il cellulare di Kitty funzionava ancora, allora il
telefono - e di conseguenza Kitty - non potevano essere finiti
maciullati in un incidente d'auto.
Voleva che il pomeriggio passasse - cos che Anthony tornasse
e lei avrebbe almeno potuto dividere con qualcuno l'ansia
per Kitty - ma voleva anche che non passasse, voleva che
non diventasse tardi, perch allora i motivi di ansia si sarebbero
moltiplicati, ora dopo ora.
Cominci a sentirsi talmente paralizzata da quel conflitto
con il tempo da ritrovarsi completamente immobile al centro
della cucina, senza nessuna apparente inclinazione a muoversi
in qualsivoglia direzione o impegnarsi in qualcosa. Senza pensarci,
cominci a piangere. Sapeva che era una cosa stupida
da fare, eppure, una volta abbandonatasi, parve stranamente
appropriata al momento. Strapp un pezzo di carta da cucina
e vi seppell la faccia e si accorse che le lacrime erano tiepide,
quasi calde, com' caldo il sangue.
Poi il telefono squill.
Veronica si soffi il naso e corse a rispondere. Era certa che
fosse Kitty e gi vedeva come fosse ridicola, a starsene l con
lacrime bollenti a chiazzarle il viso senza alcuna vera ragione, e
quando disse Pronto si sforz di nascondere il groppo che le
chiudeva la gola. Ma non era Kitty. Era Madame Besson.
Mi scusi se la disturbo disse Madame Besson in inglese.
Posso parlare con il signor Verey?
Il signor Verey non c' disse Veronica.
Parlare sembr scatenare in lei una nuova ondata di panico.
Dunque Kitty  morta. Questa voce non  la sua. Kitty  morta nella
sua piccola auto accartocciata...
Ah disse Madame Besson. Ok. Spiacente di averla disturbata.
Veronica cap che Madame Besson stava per riattaccare e
disse in fretta: Qualcosa non va, Madame Besson? Mio fratello
 andato a vedere la casa?.
Madame Besson si schiar la gola. Ha preso le chiavi alle
undici disse. Mi ha detto che le avrebbe riportate alle due.
Ma non lo ha fatto e ora ho un'altra coppia che vorrebbe visitare
la casa.
Oh disse Veronica. Be', mi dispiace. Credo che avesse in
mente di fare una passeggiata da qualche parte lass...
S? Ma ha detto che sarebbe tornato alle due, e sono quasi
le cinque.
Veronica batt le palpebre. Chiamer Anthony disse. Ha
il cellulare con s.
Grazie disse Madame Besson. Io lascio l'ufficio fra mezz'ora.
La prego, dica a suo fratello di portarmi le chiavi domattina.
Ne ho solo una copia e i proprietari sono in Svizzera.
Quando Veronica digit il numero di Anthony, non le rispose
alcun suono.
Tent una seconda volta e fu lo stesso: nessun bip n segnale
di libero o ronzio. Solo silenzio.
Veronica si fece un t alla menta e sedette a sorseggiarlo
al tavolo della cucina. Ora non provava l'impulso di piangere.
Aveva la nausea e sperava che il t l'avrebbe alleviata. Il pensiero
di cucinare il fegato e i lardons le dava i conati.
Quando la nausea diminu un po', la sostitu una sensazione
di spossatezza, e a passo lento Veronica sal in camera.
Si liber con un calcio delle scarpe e si sdrai. Fiss il cuscino
accanto al suo, su cui sempre posava la testa di Kitty. Lo prese
e lo strinse a s e chiuse gli occhi.
Quando si svegli, si rese conto che l'oscurit cominciava ad
adombrare la stanza; non ancora notte, ma un crepuscolo azzurrino
e solitario. Poi, divenne conscia di un suono improvviso,
invadente. Il telefono. Veronica allung la mano, ancora
intontita dal sonno, e si limit ad accostare il ricevitore all'orecchio,
in attesa di qualunque notizia ne provenisse.
Veronica disse la voce di Kitty. Sono io.
Mont il sollievo, dolce quasi come piacere sessuale. Poi
per subentr la rabbia e Veronica cominci a urlare: perch
non aveva chiamato o mandato un messaggio? Perch non
aveva risposto al telefono? Perch aveva lasciato che lei impazzisse
per la preoccupazione? Come aveva potuto essere cos
egoista e insensibile?
Mi dispiace disse Kitty. Mi dispiace...
Ma perch? grid Veronica. Avevi detto che avresti chiamato.
Ti ho lasciato tonnellate di messaggi. Credevo che fossi
morta!
Mi dispiace ripet Kitty. Non ho potuto chiamare. N
mandare un messaggio. Semplicemente non ho potuto.
Che cosa vuol dire non hai potuto? Sembri ubriaca... Che
cos' successo?
Non  successo niente disse Kitty.  proprio questo.
Niente. Quindi s, sono un po' ubriaca. Sono in un albergo.
Un albergo? Cosa stai dicendo? Pensavo che saresti andata
da Andr e Gilles.
S. Non potevo affrontare neppure... li ho chiamati...
Kitty, cosa diavolo...
Non farmelo dire, Veronica. Non farmelo dire.
Dire che cosa?
Non farmelo dire!
Veronica tacque. Sent la collera scemare, imprec contro se
stessa per non aver capito prima quello che era successo. Poi
dice con voce pacata: Molto bene, lo dir io. La galleria ha
rifiutato i tuoi quadri.
Pos i piedi sul letto. Ora, fuori della finestra il cielo si stava
facendo buio. Sentiva Kitty piangere.
Kitty disse ci sono altre gallerie. Mi stai ascoltando? Ci
sono centinaia di altre gallerie che possiamo contattare.
Dopo che Kitty ebbe riagganciato, contrita, un po'confortata,
promettendo di mangiare qualcosa e andare a letto, Veronica
scese di sotto e trov la casa buia e silenziosa. Erano quasi
le otto. Tir fuori dal frigo il fegato e lo svolse e cominci ad
affettarlo. Continuava ad alzare la testa, pensando di sentire la
Renault a noleggio di Anthony percorrere il viale di ghiaia, ma
nessuna auto comparve.

 Capitolo 25.

Audrun sapeva ora di dover fare tutto con calma e attenzione,
e nell'ordine giusto.
Per prima cosa, mise tutti i suoi vestiti in lavatrice, che regol
su un programma lungo con acqua molto calda. Cerc di impedirsi
di pensare all'altra lavatrice, quella vecchia americana, in
funzione durante la notte, molto tempo prima in Fifth Helena
Drive, ma non riusciva a escludere quell'immagine dalla mente.
Poi, fece il bagno e si lav dappertutto, capelli compresi,
quindi pul il bagno con detersivo molto aggressivo e fece scorrere
l'acqua della doccia nella vasca fino a farla splendere.
Quando i capelli furono asciutti, infil un cardigan e usc a
camminare nel suo bosco. Raccolse delle campanule e le port
a casa e le mise in un vaso e le ammir e ne inal il profumo.
Quindi, sal sulla sua macchinetta rugginosa e and in paese.
Buss alla porta di Marianne.
Vide la Renault di Jeanne Viala parcheggiata fuori casa ed
entr con calma e salut Marianne e la figlia. Riconobbe sulla
faccia di Marianne quel sorriso di appagamento che compariva
ogni volta che Jeanne andava a trovarla, e pens a come
sarebbe stato bello avere una figlia... la figlia di qualcuno che
amasse. Raoul Molezon aveva avuto dalla moglie, Franoise,
due figlie ormai adulte, e Audrun non aveva nessuno.
Non voglio disturbarvi disse. Ho soltanto pensato di venire
per un petit bonjour.
Non ci disturbi disse Jeanne. Vieni a sederti.
Si abbracciarono; questa guancia, quella guancia, poi di
nuovo questa guancia - il triplice saluto che la gente del midi
ha sempre privilegiato. Sedettero al tavolo della cucina. Marianne
stava facendo bollire lumache... la prelibatezza che
Jeanne chiedeva ogni volta che tornava a La Callune. Ora Jeanne
aveva trent'anni, ed era totalmente assorbita dal suo lavoro
di insegnante a Ruasse. Una versione pi giovane della madre,
snella e bruna, con un sorriso lento e dolce.
Come si comportano i tuoi scolari? chiese Audrun. Io
non conosco pi bambini. Dimmi come sono.
Jeanne Viala sganci il fermaglio di tartaruga che le tratteneva
i capelli, poi li raccolse di nuovo. Col tempo, pens Audrun,
e soprattutto se non fosse arrivato un marito - nessun uomo
abbastanza gentile - il viso di Jeanne avrebbe cominciato ad
apparire severo.
Irrequieti disse Jeanne.  davvero difficile riuscire a mantenerli
concentrati a lungo.
L'ho gi sentito dire disse Audrun. Immagino che sia la
citt a renderli cos, no?
Non lo so. Suppongo che anche i videogame e la televisione
e tutte quelle cose che hanno in casa giochino un ruolo
importante. E non sanno niente di storia, cosicch spesso
non capiscono quello che stanno guardando.  scioccante,
per esempio, quanto poco sappiano di questa regione. Ci
sono nati, ma non hanno mai imparato nulla del suo passato.
Eppure disse Audrun il suo passato  cos lungo...
Esatto disse Jeanne. Per esempio, non hanno la minima
idea di quante cose producessero le Cvennes. Sto organizzando
delle visite a un oleificio e al museo della seta di Cvenol,
perch imparino come venivano allevati i bachi, e vedano le
filatures, e andremo a visitare qualche fattoria.
Ah disse Audrun. Potremmo raccontargli un sacco di
cose sulle fattorie, vero, Marianne?
Sicuro che potremmo disse Marianne. Poi si alz per rimestare
la pentola di lumache. Sul tavolo c'erano l'aglio e il
prezzemolo fresco che di l a poco avrebbe usato per preparare
la salsa. Jeanne accese una sigaretta e offr il pacchetto a
Audrun, che rifiut agitando la mano.
Scommetto che Aramon fuma ancora, vero? disse Jeanne
con un sorriso.
Oh s disse Audrun. Fuma. Sigarette e sigari spuntati.
Prima o poi lo uccideranno...
Ho sentito che se ne va, in ogni caso.
Come, Jeanne?
Ho sentito che vende il mas.
Audrun abbass gli occhi sulle mani posate sul tavolo. La
stanza le sembrava leggermente fredda, a dispetto del fuoco
acceso sotto la pentola di lumache e il sole della sera alla finestra.
Disse: Ormai il denaro  tutto quello a cui pensa.  fatto
cos. Soldi e alcol e sigarette. Ma non credo che la vendita del
mas si far...
No?
Audrun allung la mano scura, solcata di vene, e la pos
sul braccio di Jeanne Viala. C' una crepa nel muro anteriore,
Jeanne disse. Una pecca strutturale.  venuto Raoul e l'ha
riempita con un po' di stucco e poi ci ha passato una mano di
vernice gialla e Aramon pensa di poter imbrogliare tutti, ma
non dirmi che non basterebbe una semplice ispezione a rivelare
una falla cos. Eh? Tu compreresti una casa con una spaccatura
nella pietra?
No...
Aramon dovrebbe ristrutturare, rendere la costruzione pi
solida, ma non lo ha fatto e non lo far mai. Ha sempre negato
le cose che gli stanno davanti agli occhi. E cos ora... Be'... io
credo che rester deluso. Non incasser la somma enorme che
chiede. E quando lo capir, si arrabbier, eh Marianne? Potrebbe
fare qualcosa di irrimediabile.
Marianne e Jeanne alzarono entrambi la testa e fissarono
Audrun.
Che cosa vuoi dire? chiese Jeanne.
Audrun prese una foglia di prezzemolo, se lo accost al
naso e ne odor la fragranza pulita, discreta.
Tutto quello che voglio dire ... disse Aramon  sempre
stato ingovernabile. Io lo so bene. Adesso  ossessionato da
questo compratore: una specie di ricco artista inglese. Ma ve
lo dico io, quell'uomo non comprer il Mas Lunel. Mi ci gioco
la vita. E quando Aramon se ne render conto... Mon dieu! Imprecher
e si infurier. Potrebbe perfino fare del male a qualcuno.
Jeanne scambi un'occhiata con la madre. Tir una lunga
boccata dalla sigaretta.
Sarebbe comunque triste cederlo a stranieri disse. Non
credi? Dicono che gli stranieri si stiano accaparrando tutte le
belle, vecchie case di pietra. L'ho letto sul Ruasse Libre. Ma il
sindaco ha detto che la cosa deve finire.
 cos disse Audrun. Il sindaco ha ragione. Perch la
gente di fuori non sa come prendersi cura della terra. Di questi
tempi tutti pensano che sono solo le case a contare, ma non 
cos:  la terra.
Per un momento nella stanza ci fu silenzio.
Audrun si rigirava fra le dita la foglia di prezzemolo e pensava
al cestello della sua lavatrice, che ancora girava.
Se Aramon vende il mas disse Jeanne Viala dove andr?
Non lo so disse Audrun. Dimmelo tu. Davvero, dove andr?


Capitolo 26.

Sdraiata in una stanza d'albergo, Kitty Meadows guardava la
luce al neon verde di una pharmacie aperta tutta la notte che
ammiccava sul lato opposto della strada squallida.
Non aveva voluto spendere troppi soldi per un albergo, e
questo, che si chiamava Le Mistral, era il pi economico che
avesse trovato, un edificio a due piani dove le pareti erano sottili
e il letto stretto e duro. Il lamento dell'ascensore continuava
a svegliarla di soprassalto appena chiudeva gli occhi. Andava
su e gi, su e gi, trasportando persone in cerca di amore o
riposo... il dolce riposo che l'amore pu dare.
Almeno sono sola, pens Kitty. Anche se era affezionata ai
suoi amici, Andr e Gilles, non se l'era sentita di affrontarne
la piet, i sorrisi tristi che nascondevano giudizi compiaciuti:
Spiacente, Kitty chrie, ma temo che sapessimo che una galleria
come quella, con la sua reputazione, non avrebbe mai accettato
i tuoi lavori...
Meglio stare l, in un'impersonale camera d'albergo con in
corpo una quantit distruttiva di alcol, che passare con loro
quella notte di umiliazione. E bench a Kitty sarebbe piaciuto
venire consolata da Veronica, l'idea di tornare a Les Glaniques
e alla malcelata soddisfazione di Anthony Verey davanti alla
sua delusione era impossibile.
Anzi, una cosa a cui Kitty non sopportava neppure di pensare
era il modo in cui affrontare l'inevitabile ritorno. Dall'arrivo
di Anthony, era come se le fosse stato impedito di trarre qualsivoglia
conforto dalla casa che divideva con l'amante. Aveva
trovato rifugio nel suo studio - lontana sia da Veronica sia da
suo fratello. L era pi felice, sola col suo lavoro e i suoi sogni.
Ma ora doveva fronteggiare l'agonia, non solo di tornare a vivere
sotto lo sguardo sprezzante di Anthony, ma di qualcosa di
perfino pi terribile: affrontare la realt che il lavoro che amava
cos tanto e in cui tanto si impegnava, giudicato secondo i criteri
pi elevati, non era buono.
D'accordo, era riuscita a vendere in piccole gallerie e negozi,
ma ora un'impresa seria aveva esaminato i suoi acquerelli e
si era avventata contro di loro come una tigre spietata: Mi dispiace,
Madame Meadows... le fotografie in internet dei suoi lavori
sembravano molto interessanti, ma ora che li vediamo dal vivo... il
suo senso del colore  estremamente gradevole, ma ci sono alcune
deficienze nella tecnica.
Quindi voil, non credo proprio che potremmo organizzare una
vendita qui da noi...
Kitty se ne stava sdraiata e si schermava gli occhi per proteggerli
dall'esasperante luce della pharmacie e si diceva che, almeno,
avrebbe potuto continuare il suo lavoro per Giardinaggio
senza pioggia... sia gli acquerelli sia le fotografie. E forse, quando
il libro fosse stato pubblicato, qualcuno da qualche parte
avrebbe pensato che le sue illustrazioni avevano dei pregi.
Ma con quanto ardore - con quanta disperazione - aveva
desiderato essere accettata da una galleria di fama! Con
quanta frequenza aveva immaginato la brochure che sarebbe stata
stampata per l'occasione: Acquerelli recenti di Kitty Meadows. E
poi la favolosa serata del vernissage... le etichette rosse di "venduto" che si accumulavano... il sorriso orgoglioso di Veronica...
i meravigliosi soldi in banca...
Il cellulare squill: c'era il nome di Veronica sul display. Kitty
guard l'orologio e vide che era quasi l'una.
Veronica? disse piano.
Scusa,  tardissimo. Dormivi?
No disse Kitty. Impossibile.
Ok, allora, ascolta, tesoro, c' qualcosa che non va.
Kitty si alz a sedere, lieta della distrazione, lieta che le fosse
ricordato che esisteva un mondo al di l della sua infelicit.
Dimmi...
Sent Veronica tirare una boccata di sigaretta.
Si tratta di Anthony disse l'altra mentre esalava. Aveva
detto che sarebbe tornato per cena. Stamattina gli ho perfino
chiesto che cosa volesse mangiare e lui ha detto fegato di vitello e cos sono andata alla boucherie a comprarlo. Ha detto senza
ombra di dubbio che sarebbe tornato. Ma non  arrivato, Kitty,
ed  l'una del mattino.
Kitty teneva il cellulare vicino. Per un momento non pot
parlare, tanto esaltanti erano quelle parole. Una fantasmagoria
di luci le inondava il cervello.
Vide una strada tortuosa in alto sopra La Callune e vide
l'auto a noleggio di Anthony affrontare troppo velocemente
un tornante e volare nel vuoto e precipitare e schiantarsi sulle
rocce sottostanti...
D'accordo si costrinse a dire seria. Hai provato al cellulare?
S. Niente. Assolutamente nessun suono.
Niente casella vocale?
Niente del tutto. E la donna dell'agenzia ha telefonato per
dire che Anthony non  mai andato a restituire le chiavi della
casa.
D'accordo... Be', dobbiamo pensare che potrebbe...
Ho una sensazione terribile, Kitty. Nelle Cvennes succedono
continuamente incidenti. La gente va troppo veloce e
Anthony non sa come affrontare questo tipo di corniche. Ho
passato tutto il tempo seduta qui ad aspettare e ad aspettare e
ho sempre l'impressione di vedere dei fari, ma sono solo auto
sulla strada per Uzs. Che cosa devo fare?
Kitty ingoll un sorso d'acqua e mise le gambe a terra. La
luce della pharmacie continuava il suo interminabile balenio
verde: siamo qui per aiutarvi, siamo qui per aiutarvi, siamo qui
per aiutarvi...
Dobbiamo cercare di pensare con lucidit disse Kitty, ma
intanto era consapevole dell'alcol che le circolava nel sangue
e nella mente della scena della macchina che precipitava roteando.
Anthony Verey morto.
Morto, finalmente.
Kitty si chiese se Veronica potesse cogliere nella sua voce o
nel suo respiro la tumultuosa eccitazione che stava provando.
Kitty fece colazione presto e si diresse verso casa con un'emicrania
che le appannava la vista, come uno strano annebbiamento
del parabrezza. Aveva voglia di farsi un t e di dormire.
Trov un'auto della polizia parcheggiata nel viale di Les
Glaniques. Veronica, pallida e con i capelli bizzarramente arruffati,
era nel salon, e parlava con due agents, un uomo e una
donna. Quando tutti si voltarono e videro Kitty sulla porta, Veronica
si alz e and da lei, e Kitty le pass le braccia intorno al
corpo e cerc di sciogliere l'intrico dei capelli e sent gli agents
sussurrarsi qualcosa a bassa voce.
Novit? bisbigli Kitty.
Nulla disse Veronica. Nessun rapporto di incidenti automobilistici.
Immagino sia gi qualcosa.
Qualche teoria?
Be', una. Potrebbe aver lasciato l'auto ed essere andato a
fare una passeggiata e poi essersi smarrito o essersi fatto male.
Il suo cellulare potrebbe essere caduto, rompendosi. Cercheranno
con un elicottero disse Veronica. Ora  per strada.
Bene disse Kitty. Bene.  facile perdersi lass. Ma lo troveranno.
Sgattaiol via per farsi un t. Ora alla sua stanchezza si
sommava la preoccupante possibilit che Anthony fosse sfuggito
alla morte - proprio come era sfuggito al castigo per la sua
vanit e il suo egoismo per sessantaquattro anni. Probabilmente,
sarebbe stato di ritorno a Les Glaniques entro la fine della
giornata. E Veronica si sarebbe aggrappata al suo collo ossuto
per dirgli quanto fosse importante nella sua vita e quanto desiderasse
che si stabilisse in Francia, e poi tutto sarebbe continuato
come prima, ma lei non avrebbe pi avuto la sua ancora
di salvezza, il sogno di esporre in una galleria.
Kitty aveva pensato che la polizia l'avrebbe lasciata in pace.
Lei era soltanto "un'amica". Anthony Verey non significava
nulla per lei, e come avrebbe potuto - impegnata com'era stata
a crogiolarsi nella delusione a Bziers - sapere qualcosa di
incidenti automobilistici nelle Cvennes? Ma quando alz gli
occhi dal t che stava preparando, l'agent donna era con lei in
cucina.
Solo qualche domanda disse. Parla francese?
S disse Kitty. Vuole un po'di t?
T? Ah, non, merci.
Era routine, solo routine, disse l'agente, ma doveva verificare
i movimenti di Kitty nelle ultime ventiquattro ore. Era stata
nelle vicinanze delle colline sopra Ruasse?
No disse Kitty. Ero lontana chilometri.
Quando la polizia se ne and, Veronica si accese una sigaretta
e disse: Be', immagino che ora tutto quello che possiamo fare
sia aspettare.
La calura stava aumentando sulla terrazza. I gerani iniziavano
ad assumere un aspetto avvizzito.
Kitty pens, anch'io sto aspettando. Sto aspettando che tu
ricordi quello che mi  successo a Bziers. Sto aspettando che
i tuoi occhi si posino su di me.
Si alz e tolse la sigaretta di mano a Veronica e la spense, e
senza dire niente la guid in camera. Sentiva che l'altra avrebbe
voluto resistere, protestare, ma lei, Kitty, era risoluta; voleva
amore. Nessuna parola sarebbe servita. Anzi, non sperava pi
nelle parole; aveva bisogno soltanto di desiderio silenzioso. E
sentiva che tutto il futuro - il suo e insieme quello di Veronica
- dipendeva da quanto sarebbe accaduto nei pochi momenti
successivi.

 Capitolo 27.

Si disse che forse era il caldo, o la spossante fatica di ripulire il
vigneto, oppure entrambe le cose, ma le viscere di Aramon erano
ormai dilaniate dal dolore, al punto che dovette mettersi in
ginocchio e poi raggomitolarsi per terra - nella posizione di un
maledetto feto - perch gli spasmi si quietassero. Non passava
giorno senza che provasse quella tortura.
L'appetito era scomparso. I dolci era tutto quello che riusciva
a mandare gi - cucchiaiate di marmellata, un quadretto di
cioccolato - per poi sedersi immobile ad aspettare che la dose
di zuccheri entrasse in circolo nel sangue, ma perfino il pane,
che nella sua bocca si trasformava in poltiglia, gli dava il vomito.
E il pensiero di mangiare carne ormai lo ripugnava, come se
i tagli esposti nella boucherie fossero di carne umana...
Che cosa posso darti, Aramon? gli chiedeva Marcel, il
macellaio di La Callune. Un po'di vitello? Un pezzo di ottima
merguez?
Aramon trovava disgustoso perfino l'odore della bottega di
Marcel Aramon.
Per me niente, grazie borbott. Solo qualche osso... per
i cani.
E poi, mentre lasciava il negozio, sentiva Marcel parlare di
lui con altri clienti: Lunel non  pi lui, pardi. Vero?.
Sedette al tavolo, sorbendo sirop de menthe e fumando. Si
chiese se fosse un cancro quello che andava crescendo nel suo
stomaco. Si chiese addirittura se fosse stato avvelenato. Perch
poteva succedere nel mondo moderno. Microbi tossici potevano
penetrare nella catena alimentare o nell'acqua. Si poteva morire
lentamente, un po'ogni giorno, senza mai sapere perch.
Altri sintomi cominciavano a tormentarlo. Stordimenti
improvvisi. Tutto scivolava verso l'oscurit. Un minuto era
in piedi, fuori nella calura, circondato da uccelli e insetti, e
subito dopo era altrove - sdraiato accanto a un muro di sassi,
o bocconi al suolo, con il mondo ottenebrato e le ombre
proiettate dagli alberi che cadevano dove normalmente non
cadevano mai.
Queste strane lacune nella sequenza temporale... si concesse
di ricordare quell'epoca lontana in cui perdeva i sensi
per le cose che il suo corpo faceva, e Serge arrivava a schiaffeggiarlo
per farlo rinvenire, e lo aiutava ad alzarsi o addirittura
lo trasportava a letto. Sapeva che non c'era alcun collegamento.
Quei momenti erano stati voluti. Aveva aperto
una porta ed era entrato, ed entrare lo aveva sopraffatto come
nient'altro in vita sua. Ma nulla di quanto gli capitava adesso
era voluto. Aramon comprendeva fin troppo bene che gli
episodi che da allora funestavano la vita di sua sorella adesso
avanzavano verso di lui.
Pens di andare dal medico. Ma l'idea del dottore - occhi
che gli perlustravano la bocca, mani che gli palpavano lo stomaco
- lo rendeva debole. E si rendeva conto che se il dottore
avesse avuto brutte notizie per lui, non avrebbe saputo come
comportarsi.
Una mattina si svegli molto presto e sent i cani ululare come
lupi.
Infil i vecchi vestiti da lavoro e gli stivali prelevati dalla rastrelliera
vicino alla porta, prese il vecchio fucile calibro dodici
e la borsa delle cartucce e usc. E quando i segugi lo videro
cominciarono a graffiare con frenesia la rete del recinto.
Aramon prese due cartucce dal sacchetto e apr il fucile per
caricarlo e vide che in canna ce n'erano due esplose. Pur continuando
a camminare verso il recinto, il suo cervello si blocc
l dov'erano quelle cartucce. Sapeva che in vita sua non aveva
mai riposto il fucile con delle cartucce esplose in canna.
Apr il cancello del recinto ed entr, e il tanfo all'interno era
tale da provocargli i conati, e sput muco giallo nella polvere.
Il suo primo pensiero fu che il suo stato, la sua malattia, lo
rendeva pi insofferente al fetore del recinto, poi per si guard
intorno e nel fondo vide un segugio morto nell'ombra del
mattino, dilaniato, e le mosche che cominciavano a posarsi su
due o tre ferite sanguinolente.
Aramon rimase immobile a osservare la scena. Poi si guard
intorno, e vide che il recinto era lurido, con escrementi dappertutto,
e che gli abbeveratoi erano vuoti e si chiese quando fosse
venuto l'ultima volta con un sacco di ossi o avesse dato da bere
agli animali. Ma non riusciva a ricordare.
I cani saltavano graffiandogli le gambe, l'inguine. Vide sulle
loro bocche la schiuma della sete. Li spinse via e si accost alla
carcassa e afferr le zampe posteriori rigide e cominci a trascinarla
nella polvere, senza abbandonare il fucile. Poi alz gli
occhi e vide Audrun ferma l, che osservava ogni cosa, e allora
lei si copr il viso con il grembiule a fiori e disse: Mon dieu,
Aramon, che puzza! Che cosa hai fatto?.
Fatto? Cosa intendeva? Lui non aveva fatto niente. Era solo
che occuparsi dei cani era... Be'... gli era passato di mente...
Ero alle vigne disse. A lavorare come uno schiavo. E ora
sono malato. Sono stato avvelenato.
Avvelenato?
 possibile. Da come mi fa male lo stomaco.
Avvelenato da cosa?
Qualunque cosa. Di questi tempi,  impossibile sapere
quello che ti mander alla tomba.
Sciocchezze. Stai dicendo sciocchezze. Hai sparato al cane?
No. Perch dovrei uccidere un cane?
Allora  semplicemente morto,  cos? Stanno morendo
tutti di fame. Guardali!
Ora Aramon provava piet per quelle creature. Loro non
avevano colpa. Avrebbe riempito l'abbeveratoio, sarebbe andato
da Marcel a prendere altri ossi...
Non  colpa mia disse se qualcosa mi sta avvelenando.
Ho bisogno di aiuto. Non riesco pi a cavarmela. Un uomo
solo... che cosa pu fare?
Chiuse il cancello del recinto e i cani impazzirono, graffiando
la rete e latrando, e Aramon pens: Se Serge fosse vivo, mi
frusterebbe per aver maltrattato i cani. Poi ricord i colpi esplosi
nel fucile e stava per parlarne a Audrun, che lo seguiva verso
casa, quando lei infil la mano nella tasca del grembiule e ne
estrasse una copia di Ruasse Libre e disse: Lo hai visto? Sono
venuta per mostrartelo.
Aramon lasci cadere la carcassa del cane. Le cose morte
pesavano talmente tanto; non riusciva a trascinarle a lungo. E
il terreno era talmente secco, scavare una fossa per l'animale
avrebbe richiesto tutte le sue forze. Si gir verso la sorella, respirando
con affanno. Lei gli tese il giornale.
Che cos'? chiese Aramon.
Guarda la foto disse lei.
Lui non aveva gli occhiali con s. Si era limitato a vestirsi in
fretta e a prendere il fucile. Non riesco a vederla disse.
Audrun pieg in due il quotidiano e glielo agit davanti agli
occhi. Guarda! disse.
Lui fiss l'immagine indistinta. Chi ? domand. Non
distinguo nulla.
Lei lesse: Turista inglese ancora disperso. Oggi la polizia ha
ripreso le ricerche dell'inglese Anthony Verey, di cui marted
 stata denunciata la scomparsa. Si pensa che Verey, sessantaquattro
anni, mercante d'arte britannico, fosse diretto a bordo
dell'auto noleggiata...
Verey? disse Aramon. Verey?
S. Non  l'uomo...
Com' possibile che sia"disperso"?
Non lo so. Ma  lo stesso uomo, giusto? Quello che  venuto
qui?
Aramon si mise il fucile in spalla, allung la mano a prendere
il giornale. Accost la fotografia alla faccia e lentamente,
molto lentamente, il suo occhio mise a fuoco un occhio. E
c'era qualcosa di famigliare in quell'occhio, qualcosa che gli
provoc un brivido lungo la schiena, e lui sent quel brivido
percorrergli tutto il corpo e scendere fin nelle scarpe.
Potrebbe essere lui disse. Se non conosci queste colline,
ti ci puoi perdere...
Strano per disse Audrun che sia scomparso il giorno in
cui  tornato qui. Non ti pare? Non ti pare che sia strano?
Il giorno in cui  tornato qui.
Aramon abbass la foto e si guard intorno, senza sapere
che cosa stesse cercando, ma sapeva di dover continuare a
guardare e a guardare... come se potesse esserci qualcosa... nel
recinto devastato dei cani, o nel modo in cui le chiome degli
olmi si muovevano nel vento caldo - in grado di risvegliare la
sua memoria difettosa. Tornato qui?
S. Quel giorno...
Quale giorno? chiese Aramon.
Marted. Il giorno in cui  scomparso.
Non  mai tornato.
Vide la sorella scuotere la testa. Scuoterla e scuoterla, come
per rimproverare un bambino.
Accusi me di essere pazza disse Audrun. Ora sei tu che
stai perdendo la testa. Ti ho visto, Aramon. Mi sono vergognata
della tua aria da contadino, dei vestiti da lavoro sporchi accanto
a quella persona cos elegante.
Mi hai visto...?
Audrun cominci ad allontanarsi. Vicino al fiume disse.
Con Verey.
Quando? chiese ancora lui, impotente.
Marted pomeriggio. A proposito, quella carcassa puzza.
Faresti meglio a seppellirla in fretta.
Aramon abbass gli occhi sul segugio morto. Era ferito al
collo e al ventre. Intorno alle ferite c'erano segni di morsi. Le
mosche erano tornate a posarsi su di esse. E dietro di lui, gli
altri cani uggiolavano ancora e lui sapeva di dover pulire il recinto
e abbeverarli e portar loro da mangiare, perch far soffrire
cos gli animali era una cosa terribile...
Audrun disse aiutami.
Ma lei continu a camminare.
* * *
Entr in casa e telefon a Madame Besson. Disse a se stesso
che non era cos stupido o ottenebrato dal dolore da non trovare
la maniera di chiarire almeno una delle cose che lo sconcertavano.
Rispose la figlia di Madame Besson, la quale gli disse
che la madre era fuori con un cliente.
Verey disse Aramon. L'inglese che dicono sia scomparso.
 venuto a vedere casa mia una volta, vero? Non due. Ha fatto
una visita.
La figlia taceva. Dopo un momento, disse: Temo di non saperlo.
Dovr verificare con mia madre. E credo che ci sia qualcun
altro interessato al mas.
S?
Aramon si sent improvvisamente sollevato. Il pensiero dell'enorme
somma di denaro promessa dalla vendita gli penetr
nel cervello come musica, come il dolce, vecchio jazz che suo
padre suonava quando Bernadette era ancora viva: 475mila
euro... 475mila euro... i numeri danzavano e scintillavano. Perch,
Ges Cristo, la casa e la terra ora lo stavano facendo ammalare.
Era troppo stanco per sopportare un simile fardello.
Chieder a mia madre di chiamarla disse la figlia.
Quando? chiese Aramon.
Quando rientra, oggi pomeriggio.
Aramon si arrotol una sigaretta e sedette a fumare fino a
che il tormento allo stomaco non diminu un poco. Poi usc e
cominci a scavare una fossa per il cane. Mentre sollevava il
piccone e lo calava con forza nel terreno, ne sentiva il peso e
sentiva il dolore, lungo il braccio e attraverso le scapole.

 Capitolo 28.

Veronica era sdraiata al buio.
Pensava a come fosse strano, con suo fratello disperso e forse
morto, che la notte potesse essere cos tranquilla. Avrebbe
voluto che tutto il mondo fosse l fuori, nel bagliore delle luci
artificiali, a cercarlo. Le sembrava quasi di sentire che la chiamava:
Ti prego aiutami, tesoro. Sono intrappolato. Sto morendo...
Era cos intollerabile che Veronica si alz e infil la vestaglia,
allacciandola stretta, per coprire l'odore del sesso che sentiva
sul proprio corpo. And in cucina, e bevve acqua fredda dal
rubinetto, se la spruzz sul viso, e rimase l a fissare il nulla,
sgomenta dal proprio comportamento. Per quello che aveva
fatto - a dispetto della tragedia che era presumibile si stesse
consumando - oltre a chiamare la polizia e fornirle i fatti e rispondere
a qualche domanda, e poi semplicemente scatenarsi
con Kitty a letto - scatenarsi come mai prima. Ges Cristo! Perch
il comportamento umano era spesso cos disgustosamente
inopportuno? Veronica pensava a se stessa come a una donna
"civilizzata" - una donna civilizzata, nota per il suo stoicismo
e la sua gentilezza. Ora capiva di non essere migliore di un
animale.
Non che avesse bisogno di scusarsi con Kitty. Niente affatto.
Kitty aveva partecipato ai suoi giochi erotici fino in fondo.
Ci che Veronica desiderava poter cancellare completamente
erano quelle ore. La imbarazzavano e la mortificavano. Si
ripromise di non permettere a Kitty di toccarla e neppure di
baciarla finch Anthony non fosse stato ritrovato. Gli doveva
almeno questo. Lui era carne e sangue di Lai, carne e sangue
di Raymond Verey, proprio come lei. Gli doveva - o lo doveva
al suo ricordo - un periodo di astinenza sessuale.
Pi calma dopo quella decisione, Veronica sedette al tavolo
della cucina, tir a s un taccuino e una penna e cominci a
prendere appunti.
Che cosa fare ora? scritto in cima alla pagina. Sapendo, di
fatto, che non c'era nulla che si potesse fare tranne aspettare
notizie, ma anche di dover agire. Non poteva limitarsi a restarsene
tranquilla a Les Glaniques con Kitty. La voce che la
supplicava Aiutami, aiutami, tesoro doveva essere ascoltata.
Seguire il percorso, scrisse.
Questo andava bene. Sarebbe andata a Ruasse, da Madame
Besson, per farsi dare le indicazioni per la casa isolata che Anthony
avrebbe dovuto visitare.
Si disse che lei, V, avrebbe saputo - in qualche modo, avrebbe
saputo - se Anthony c'era stato o meno. Ci sarebbe stato
qualche segno della sua presenza... o della sua assenza.
Verificare, scrisse.
Ma dove andare, dopo aver ispezionato la casa?
Veronica trov una mappa delle Cvennes e la spieg sul
tavolo e fiss le linee dai contorni marroni e il giallo tortuoso
delle strade e i puntini neri delle passeggiate. E comprese che
cosa rappresentassero quei segni: una natura selvaggia... una
delle ultime zone di natura selvaggia protette in Europa. Anthony
non era il primo a perdersi in quei boschi. Le Cvennes
nascondevano le ossa di innumerevoli individui che si erano
smarriti. Alcuni di questi - o cos era stato detto a Veronica da
Guy Sardi - erano soldati tedeschi, uccisi dalla Rsistance nel
1944 e sepolti nel sottobosco, senza che gli fosse mai dato un
nome.
Il telefono squill alle otto e un quarto e svegli Veronica, che si
era addormentata con la testa sul tavolo della cucina, la mappa
come un cuscino sottile.
Veronica disse una sonora voce inglese sono Lloyd Palmer.
Chiamo da Londra. Ho appena acceso il televisore e sono
scioccato.
Per un momento, Veronica non riusc a ricordare chi fosse
Lloyd Palmer. Poi ramment alcune visite fatte molto tempo
prima con Anthony a una casa di Holland Park, cena servita
da un maggiordomo, la moglie di Palmer con indosso enormi
diamanti che proiettavano piccoli dardi di luce dalla sua gola.
In un'occasione, mentre tornava a casa in taxi con Veronica,
Anthony le aveva detto che, in caso di morte, Lloyd Palmer
sarebbe stato il suo unico esecutore testamentario.
Voglio dare una mano tuon Lloyd. Che razza di incubo.
Dimmi che cosa posso fare. Devo venire l?
Veronica attese prima di rispondere. Questo, si disse, era
quanto avrebbe fatto nei giorni a venire: riflettere su ogni suggerimento
o offerta, e quindi aspettare prima di rispondere.
Veronica, ci sei? disse Lloyd.
S disse finalmente lei, calma. Sei gentile a chiamare,
Lloyd.
 vivo, vero? La radio ha detto che potrebbe essersi
"smarrito"o trovarsi bloccato da qualche parte. Lo troveranno,
vero?
Veronica alz gli occhi e vide Kitty sulla porta. Era nuda.
Veronica distolse lo sguardo.Volt le spalle a Kitty.
Non so se lo troveranno disse a Lloyd. Proprio non lo
so...
All'inferno disse Lloyd.  surreale. Gli ho parlato solo pochi
giorni fa. Credi che abbia avuto un incidente con l'auto?
Kitty non se ne andava. Se ne stava l, con gli occhi gonfi, a
malapena sveglia, grattandosi distrattamente i peli pubici. Veronica
prese il telefono e usc in terrazza, dove un sole caldo
stava gi tramontando. Chiuse la porta dietro di s. Una voce
dentro di lei disse: Tutto questo non riguarda nessun altro. Solo
me. Sono la sola responsabile di tutto e sar io a trovare mio
fratello.
Lloyd disse davvero,  inutile che tu mi faccia domande.
Sono totalmente all'oscuro. Anthony  uscito in auto, per
andare a vedere una casa, marted mattina. Gli ho dato una
bottiglia termica con dell'acqua. Questo  tutto quello che so
con certezza.
Non era un bravo guidatore, vero? disse Lloyd. Si voltava
sempre verso di te per parlarti, se eri il passeggero.
Passeggero.
Questa parola accese un nuovo pensiero nella mente affaticata
di Veronica. Era possibile che Anthony si fosse fermato a
dare un passaggio a un autostoppista, o ad aiutare qualcuno
apparentemente bloccato su una strada solitaria, e poi fosse
stato derubato del portafogli e del cellulare, e dell'auto stessa?
Perch nonostante la sua sofisticatezza - la patina che aveva
coltivato nel corso degli anni - c'era in lui una vulnerabilit
che si palesava e che sarebbe stata immediatamente evidente
a uno sconosciuto.
Non era un buon guidatore, no disse a Lloyd. O meglio,
non  un buon guidatore. Non possiamo cominciare a parlare
di lui al passato.
Oh Dio, scusa, assolutamente no! disse Lloyd. Non intendevo.
Veronica riemp la vasca da bagno e vi si immerse, osservando
un ragno dare gli ultimi tocchi alla sua ragnatela in un angolo
del soffitto della stanza.
Verifiche e astinenza. In queste parole sembrava esserci una
qualche forma di appropriata determinazione. Gi Veronica si
stava preparando al viaggio a Ruasse e oltre. Aspettava soltanto
che aprisse l'ufficio di Madame Besson, alle nove.
Sent Kitty accostarsi alla porta del bagno, ma lei l'aveva
chiusa. Kitty chiam piano: Ti ho portato il t, tesoro.
Rifletti su ogni suggerimento o offerta, e aspetta prima di rispondere.
Non ottenendo risposta, Kitty buss. Ho qui una tazza di
t per te.
Va bene cos disse Veronica. Non voglio niente.
Sent Kitty indugiare, esitare. Poi allontanarsi.
Veronica si sent sollevata. E fu in questo momento e non
prima che si concentr ancora una volta su quanto era accaduto
a Kitty il giorno prima a Bziers. Si chiese che cosa avesse
provato, nel vedersi respinta dalla galleria.
E comprese di non essere sorpresa. Sembrava orribile ammetterlo
- quasi un tradimento - ma il talento di Kitty era talmente
scarso, talmente vicino a non essere, che sarebbe stato
preferibile non esistesse affatto.
Se non fosse esistito, Kitty non avrebbe nutrito speranze
irrealistiche e quella parte di lei che desiderava e desiderava
e non rinunciava mai avrebbe rinunciato e si sarebbe fermata
- sollevando cos Veronica dall'estenuante obbligo di sostenere
le sue speranze. Perch era a questo che si riduceva tutto, gli
elogi che doveva accumulare sugli acquerelli di Kitty non erano
altro che un disonesto avallo a una menzogna.
E la stancava. Ora lo capiva con chiarezza. I sogni irrealizzabili
di Kitty erano spossanti. Occupavano troppo tempo prezioso.
Kitty insistette per prepararle la colazione: croissant, caff e
melone.
Il cibo la fece sentire meno stanca, ma quando Kitty le si
avvicin e le pass le braccia intorno al corpo, la allontan con
gentilezza. E quando Kitty disse che sarebbe andata con lei a
Ruasse, Veronica si alz e disse: No.
S, invece disse Kitty. Non ti lascio andare sola.
Be', non  un problema disse fredda Veronica perch non
ho chiesto il tuo permesso.
Poi prese le sue cose e si avvi verso la macchina, e Kitty la
segu, ma Veronica non si gir n la salut; solo, sal in auto e
si allontan. Mentre guidava, si accorse di venire fotografata da
due della stampa, che aspettavano nel viale, ma tenne risolutamente
lo sguardo puntato al di l di essi.
Mentre Veronica guidava, la colp, come sempre accadeva, la
bellezza della strada per Ruasse: il baluginio dei platani, le loro
ombre che dividevano in due il manto stradale, i girasoli, simili
a bambole gialle animate dal vento. Ripens a come avesse
desiderato completare il capitolo "Ghiaia decorativa" di Giardinaggio
senza pioggia, per cominciare quello intitolato "L'importanza
dell'ombra".
E poi si scopr a ricordare come Lai, cresciuta in una terra
assolata, avesse sempre disprezzato l'idea che qualcuno in Inghilterra
avesse bisogno dell'ombra per proteggersi dal sole.
Se hai passato l'infanzia al Capo era solita dire le parole
estate inglese sono un ossimoro.
Ma c'erano state giornate calde. Lai esultava nell'accoglierle
come davanti a un mucchio d'oro. A quelle giornate venivano
sacrificate tutte le sue normali incombenze. Nel giardino di
Bartle House, si adagiava su una sdraio di bamb, in costume
da bagno o con un prendisole senza spalline, e occhiali da sole
con la montatura bianca, esposta al cielo. E di l a poco la sua
carnagione assumeva obbediente una morbida tonalit miele.
Il ragazzo, Anthony, portava fuori il suo vecchio plaid di
tartan e lo stendeva sull'erba e giocava con i soldatini, disponendoli
in formazione aperta, per farli avanzare con risolutezza
verso la poltrona di Lai. Quando la raggiungevano, li ordinava
in colonna, quindi li faceva scalare la base della sdraio, uno
alla volta, fino ad arrivare ai piedi di Lai, e nel sentire le piccole
baionette sfiorarle la pelle, lei rideva e diceva: Oh no! Non
un'altra testa di ponte!.
A volte, lui infilava i soldatini fra le dita dei piedi di Lai,
fingendo che fossero morti e allineati in una camera ardente,
e teneva fermi i piedi di lei che ridacchiava e si dimenava. Le
diceva che le unghie scarlatte erano il sangue dei suoi coraggiosi
uomini.
Una volta, Anthony rimase troppo a lungo al sole, troppo a
lungo sul plaid di tartan. Il viso gli divent molto rosso, poi pallido,
poi vomit sul prato e fu chiamato il dottore e per giorni e
giorni soffr a causa dell'insolazione. Ma Lai era un'infermiera
sbadata. Lasciava che fosse Veronica a portare su vassoi di brodo,
a mettere lenzuola pulite nel letto di Anthony. E appena
Anthony cominci a dare segni di ripresa, lei lo abbandon
del tutto e and a Londra, per stare al Berkeley Hotel. Starete
bene, cari disse. La signora Brigstock vi terr d'occhio. Chiamer
se dovesse verificarsi una crisi.
E pochi giorni dopo questo abbandono, Veronica usc in
giardino con Anthony, ancora in pigiama, abbarbicato al suo
braccio. E adesso ricordava che lui continuava a ripetere: Non
andiamo al sole, V. Non andiamo al sole. Cos si incamminarono
molto lentamente verso il boschetto e sedettero insieme
sotto gli alberi.
Sto arrivando! disse ora a voce alta, una voce forte e piena
di determinazione che sovrastava il ronzio dell'aria condizionata.
Sono V. Ti trover.


Capitolo 29.

Era come un veleno nel sangue, decise Kitty, la parte "V" di
Veronica.
Era alla radice di ogni azione egoistica, di ogni scortesia.
Veronica era affettuosa, compassionevole e intelligente; V
non era nessuna di queste cose. V era una snob e una tiranna.
Era un relitto di epoche svanite.
Kitty si sdrai e dorm un poco. Era sempre stata quella la
sua maniera di cercare di vincere l'infelicit. Ma nella stanza
il caldo pomeridiano era soffocante, e dopo aver sudato
durante un incubo in cui si ritrovava abbandonata per sempre
da Veronica, si alz e fece una doccia e and a sedersi
all'ombra in terrazza, bevendo acqua e mangiando frutta, e
sforzandosi di riordinare i propri pensieri su quanto stava
accadendo.
La infastidiva pensare che da quel momento la sparizione
di Anthony sarebbe stata il solo argomento di cui si sarebbe
parlato a Les Glaniques. Anzi, era un pensiero talmente
estenuante che Kitty cominci quasi a desiderare che quel
maledetto improvvisamente ricomparisse. Un po' segnato, 
naturale. Come qualcuno che aveva dovuto confrontarsi con il
terrore e la sofferenza... per una volta nella sua vita protetta.
Ma vivo. E, con un po' di fortuna, sufficientemente traumatizzato
da qualunque cosa gli fosse successa nelle Cvennes
da abbandonare l'idea di trasferirsi in Francia.
Allora, V sarebbe tornata a essere Veronica. Le cose sarebbero
state di nuovo come un tempo...
Kitty sbadigli. Riavere Anthony significava trovarlo. Kitty
era dell'idea che la polizia francese non si sarebbe affaticata
troppo nelle ricerche di un anziano turista inglese e pens che,
dopo tutto, forse Veronica aveva ragione a voler svolgere delle
indagini per suo conto.
Ma ora le venne in mente che Veronica si stava dirigendo
nel posto sbagliato. Forse solo lei, Kitty Meadows, aveva capito
che Anthony aveva gi trovato una casa da amare: il Mas
Lunel. Fino al momento in cui lei gli aveva indicato il brutto
bungalow, aveva provato per il mas un rapimento possessivo.
Lei lo aveva visto, lo aveva percepito mentre lo guardava contemplare
il paesaggio, dalla finestra al piano alto. Si stava immaginando
installato in quella casa, signore della terra. E poi
lei aveva deliberatamente distrutto il suo sogno. Era stata felice
di vedere lo sgomento addensarsi sul suo viso.
Ma lui non era uno stupido. Certo avrebbe preso in considerazione
misure che permettessero di nascondere il bungalow
alla vista. Forse nella sua presenza avrebbe perfino scoperto dei
vantaggi: si era detto che la donna che ci abitava avrebbe forse
potuto lavorare per lui e badare alla casa quando fosse stato
lontano. E allora sarebbe tornato a vedere il mas...
Era l'ora pi arroventata del giorno. L'orchestra delle cicale
produceva una musica stonata. Le api sferravano ripetuti attacchi
alla lavanda. Kitty pens che era proprio il momento di
tornare a dormire, di aspettare che il caldo scemasse, aspettare
di poter pensare con lucidit nel fresco della sera. Ma la prospettiva
di attendere passivamente che Veronica si degnasse di
tornare da lei la irritava e la rattristava. Meglio non essere l
quando Veronica fosse rincasata, decise. Meglio salire in macchina
e partire per la sua missione: Kitty Meadows, Investigatrice
Privata.
L'attaccamento di Kitty alla piccola Citroen - un'auto che sentiva
giusta per il suo piccolo corpo, per le sue modeste aspirazioni
- era al suo minimo con il caldo. L'auto non aveva impianto
di condizionamento. Kitty cerc di combattere l'atmosfera soffocante
con la brezza che entrava dai finestrini abbassati e con
la voce sonora di k.d. lang, misericordiosamente trasmessa dal
polveroso mangiacassette della Citroen.
Kitty cantava con k.d. Quella musica, quella voce dura e sexy
la tenne su di giri fino a Ruasse. Poi spense. Sapeva che da quel
punto non era sicura della strada per La Callune, e che aveva
bisogno di silenzio per cercare di ricordarla. A mano a mano
che la strada in uscita da Ruasse saliva e lei si trovava immersa
nel paesaggio delle Cvennes, prov di nuovo l'eccitazione
che scaturiva dalla possibilit che Anthony Verey fosse morto.
Qui, fra rocce e precipizi, fra foreste impenetrabili, il suo corpo
avrebbe potuto restare nascosto per mesi... o anni. Lo immagin
penzoloni, la faccia rivolta verso terra, le caviglie sottili nelle
calze di seta e cashmere impigliate per sempre in un intrico di
radici, i capelli incollati al cranio dalla pioggia, incappucciati
dalla neve. Immagin tutte le creature che sarebbero andate
a beccare la sua carne, a digerirla ed espellerla: Anthony Verey
trasformato in sterco.
Seppe di essere sulla strada giusta quando super il chiosco
di panini, La Bonne Baguette, e rallent, in attesa che la svolta
per il paese di La Callune arrivasse in vista.
Il viale ingombro d'erbacce del Mas Lunel era pi in alto, oltre
il paese, e Kitty lo individu senza difficolt. Sulla sinistra, proprio
come ricordava, c'era il bungalow. Rallent, chiedendosi
se fosse il caso di azzardarsi a fermarsi a parlare con la sorella
di Lunel. Ma il bungalow sembrava chiuso e sprangato, cos
prosegu.
Il bel mas dipinto di giallo era ora visibile. Kitty port la Citroen
all'ombra e si ferm. Seduta in macchina, perfettamente
immobile, guardava e ascoltava. Le persiane erano chiuse, ma
c'era qualcuno in casa - lo stesso signor Lunel? - perch sentiva
i cani abbaiare nel loro recinto e vicino alla porta d'ingresso
era parcheggiata una vecchia Renault 4 marrone.
A destra, in fondo al prato incolto, si ergeva un alto fienile di
pietra, bello anch'esso nella sua rovina. Non lo ricordava come
ricordava tutto il resto, ma ora pens che Anthony aveva certamente
avuto dei progetti per quella costruzione - un garage
o un capanno per la piscina. Doveva aver compreso che non
c'era niente l, il cui utilizzo non si potesse modificare, niente
che non potesse adeguare alle sue necessit. Solo il bungalow.
Aveva visto il bungalow e se n'era andato. Ma lei era certa di
non sbagliarsi; il posto era bello e il problema del bungalow
risolvibile. Anthony doveva essere tornato.
Kitty si asciug il viso sudato, si pass le dita fra i capelli
corti e scese. Qualcosa la sorprese immediatamente: un odore
fetido nell'aria. Questo, pens, non c'era la prima volta. Si
chiese, le nuvole di inquinamento industriale delle fabbriche di
Ruasse arrivavano fino a l, quando il vento soffiava dalla parte
giusta? O era l'odore di qualcos'altro? Per la prima volta da
quando si era messa in viaggio, prov un leggero timore.
Nondimeno, avanz audacemente verso la casa e buss alla
porta chiusa. Quando i cani fiutarono il suo odore, cominciarono
a graffiare la rete della loro gabbia. La paura che le ispiravano
era attenuata dalla piet per la loro sofferenza. Si chiese che
cosa ne avrebbe fatto Lunel quando avesse venduto la casa.
Nessuno venne ad aprire. Kitty rimase ferma, guardandosi
intorno. Qui il tanfo era pi intenso e sembrava provenire dal
recinto dei cani. Si spost a destra, verso una finestra le cui
persiane non erano completamente chiuse e, schermandosi gli
occhi con la mano per proteggerli dal proprio riflesso, guard
dentro. Riusc a intravvedere solo frammenti del buio spazio
interno: un tavolo da cucina, una bacinella di latta piena di
panni sporchi...
Poi sent un movimento alle sue spalle, si gir e spalanc la
bocca nel vedere Lunel, che a pochi metri di distanza le puntava
contro un fucile.
Alz le braccia, pensando mentre lo faceva: Sto per morire a
causa di Anthony Verey. Non c' fine alle cose che lui pretende
dal mondo. Non c' fine.
Monsieur Lunel... cominci.
Qui tes vous? Que faite-vous ici?
Continuava a tenerla sotto tiro, ma Kitty vide che la mano
che stringeva il fucile tremava. E che lui era senza fiato, il torace
esile che si alzava e si abbassava dietro il calcio dell'arma.
Avrebbe potuto ucciderla accidentalmente nel giro di pochi secondi.
Trov la voce per chiedergli con calma in francese di mettere
via il fucile, ma lui non obbed. Le disse che stava difendendo
la sua propriet, la difendeva giorno e notte. Fu solo quando
pronunci il nome Verey che lei vide la sua espressione cambiare.
Lentamente, lui abbass il fucile.
Verey ripet. L'inglese?
S disse Kitty. Sono venuta con lui a visitare la sua
casa.
Sua sorella.  cos?  sua sorella?
No. Sono solo... un'amica. Ma sono venuta soltanto a chiederle...
Disperso, dicono. Lo hanno trovato?
No.
Perch  qui? Lui non  mai tornato.  venuto quella sola
volta, quando eravate tutti insieme. Lo chieda a quelle dell'agenzia.
Loro possono controllare:  venuto una sola volta.
Kitty annu. Grazie disse cortesemente.  quello che ci
chiedevamo tutti; se qualcun altro lo avesse visto marted. Sapevamo
che era molto interessato alla sua casa, cos abbiamo
pensato...
Venga dentro. Usi il mio telefono. Pu chiamare Madame
Besson. Io non dico bugie. Non ho rivisto Verey. Sarei stato
disposto a vendergli questo posto a condizioni molto buone.
Non sarei stato avido. Mi guardi. Lo vede che non sono un
uomo avido. E stavo discutendo con mia sorella per vedere che
cosa fare del bungalow...
S. Ha ottenuto qualcosa? Sua sorella ha accettato di vendere
il bungalow?
Non ancora. Ma lo far. Volevo dirlo a Verey - che si poteva
risolvere tutto. Mi aspettavo che tornasse, ma non lo ha
fatto.
Ne  assolutamente certo? Non  venuto marted pomeriggio?
Lunel scosse la testa. Non  mai tornato disse. Lo giuro
sulla mia vita.
Kitty si rese conto che il sudore le stava facendo sentire
freddo. Si stacc dall'ombra della casa per entrare nella luce
del sole.
Mi dispiace molto, Monsieur Lunel disse per averla disturbata.
Non avevo alcun diritto di entrare nella sua propriet,
ma immagino capisca che siamo molto preoccupate...
Si  schiantato con la macchina, Madame disse Lunel.
Ecco quello che penso. Voi inglesi guidate sul lato sbagliato.
Come fate a sapere da quale parte sterzare?
Kitty sorrise. Ma, perfino al sole, stava tremando. Ora voleva
solo il calore della sua auto, voleva solo trovarsi a chilometri da
l. Sapeva che l'investigatrice Privata Kitty Meadows avrebbe
trovato la maniera di guardare dietro la casa - per vedere se
c'erano indizi sepolti. Ma non si sentiva in grado di entrare con
Lunel in quella oscurit.Voleva solo andarsene.
Tese la mano e Lunel si mise il fucile in spalla e la prese.
Lei disse arrivederci, e Lunel apr la bocca, come per dire qualcos'altro,
poi per la richiuse e si allontan da Kitty, nella direzione
da cui era arrivato. Kitty lo guard andar via, quindi si
affrett verso la macchina. Avrebbe voluto tenerci una bottiglia
di vodka. Era sotto choc e sapeva che non avrebbe dovuto guidare
finch non si fosse ripresa.
Mentre apriva la portiera, si rassicur pensando che avrebbe
potuto fermarsi a La Callune. L c'era certamente un caff. Si
sarebbe seduta tranquillamente in un angolo e avrebbe bevuto
una vodka tonic in attesa di sentirsi pronta per il lungo tragitto
fino a casa. Grata, si lasci cadere sul sedile di guida. Stava per
chiudere la portiera quando scorse un riflesso di luce nell'erba.
Abbass gli occhi e vide che quello che aveva scambiato per
una scheggia di vetro era in effetti un pezzo di cellophane. Lo
fiss. Poi, comprendendo cosa fosse, lo raccolse. Era l'involucro
di uno dei panini del chiosco sulla strada, La Bonne Baguette.
Kitty chiuse la portiera, lieta del tepore che la avvolse, e lentamente
esamin il cellophane. Appena visibili sull'etichetta
c'erano le parole fromage/tomate.
Kitty infil il cellophane nel vano portaoggetti e avvi il motore.
Dovette fare tre manovre per invertire il senso di marcia.
Il volante caldo era appiccicoso sotto le sue mani sudate. Era
all'altezza del bungalow prima di accorgersi che stava procedendo
sul lato sbagliato della carreggiata.
Sterz. Gli occhi le caddero su un solitario grembiule a fiori,
appeso al filo per stendere il bucato del bungalow, che si muoveva
piano nella brezza che si andava levando. Mistral, pens.
Arriver presto, il vento che prosciuga i fiumi e ingiallisce le
foglie prima del tempo, e indugia...

 Capitolo 30.

Audrun non sapeva perch, ma in quel periodo tutti i suoi sogni
erano felici.
Era perch la cosa che stava aspettando era conclusa? Non
lo credeva, dato che non era conclusa... non ancora, non del
tutto. Era ormai inevitabile, ma restava ancora un'azione da
compiere. E poi tutto sarebbe finito.
In ogni caso erano l, quei sogni di felicit passata: su un
autobus diretto al mare con Bernadette, cantando per tutto il
tragitto, mangiando ostriche da un vassoio di latta sul molo,
davanti all'immensit dell'oceano.
E il sogno migliore di tutti: il sogno del giorno... solo uno
in tutti quegli anni... in cui aveva trovato Raoul Molezon ad
aspettarla fuori della fabbrica di biancheria. Lei lo aveva quasi
oltrepassato perch mai si sarebbe aspettata di vederlo l, ma
lui l'aveva chiamata per nome e lei si era fermata. La port in
un caff e ordin uno sirop de pche per lei e birra per s. Le disse:
Ho notato una cosa, Audrun: stai diventando una bellezza.
Tua madre doveva essere come te quando era giovane.
Una bellezza.
Lei, una bellezza?
Aveva avuto voglia di piangere. Forse aveva pianto. Pianto
sullo sirop de pche nello squallido caff perch Raoul Molezon
aveva detto una cosa meravigliosa.
Poi, lei gli disse che la fabbrica avvelenava la gente. La
biancheria era di rayon. Quando cucivi, dovevi tirare e tendere il
rayon, come se fosse pelle, e in quella pelle c'era una sostanza
chimica chiamata bisolfuro di carbonio, che aveva un cattivo
odore e poteva provocare eczemi e vesciche o addirittura renderti
cieco.
E Raoul Molezon disse che era una tragedia che lei dovesse
lavorare in un posto simile, ma Audrun non era mai riuscita a
ricordare cosa le avesse risposto; le sembrava che non ci fosse
nulla che avrebbe potuto dire, n allora n mai.
Ma ora sognava, non della fabbrica o delle bolle che le
spuntavano sulle mani e intorno al naso per colpa del bisolfuro
di carbonio, ma solo del momento in cui Raoul l'aveva definita
una bellezza.
Sogni del genere ti tonificavano. Ti svegliavi al mattino inconsapevole
del peso di tutte le cose che andavano storte, e
sentendoti invece aperta al nuovo giorno, curiosa di vedere
cosa avrebbe portato. E quella sensazione di ottimismo poteva
durare fino al pomeriggio; durare, a volte, fino a che la luce del
giorno cominciava a sbiadire.
E poi, chiss come, svaniva. Audrun alzava gli occhi verso il
cielo che andava imbrunendo e sentiva evaporare le sue speranze
per il futuro.
Aveva cercato di distrarsi con la tv. Amava i vecchi polizieschi
americani, con fantastiche colonne sonore. Amava le serie
ambientate negli ospedali. Ma soprattutto amava i programmi
importati dal Giappone, dove le persone facevano le cose pi
strane; cavalcavano seduti in sella alla rovescia, attraversavano
cerchi di fuoco, mangiavano tarantole, camminavano su trampoli
nella neve. Oppure, a volte, si limitavano a giacere per terra,
senza muoversi, gli occhi sollevati su milioni di ciliegi in
fiore. E allora Audrun ricordava che una volta Aramon aveva
tagliato un ramo carico di boccioli bianchi e glielo aveva messo
tra le braccia e l'aveva baciata sulla guancia quando lei aveva
detto: Ora sono una principessa. Vero? .
Passarono i giorni e il livello del fiume cal. Non pioveva.
Sotto La Callune, dove il fiume era meno impetuoso, i campeggi
cominciarono a riempirsi. Venivano proposte lezioni di
kayak. I turisti indossavano i giubbotti di salvataggio gialli, e
strillavano mentre i fragili kayak ballonzolavano e roteavano
fra i vortici. Il fumo dei barbecue contaminava l'aria della sera.
Musica fragorosa andava e veniva trasportata dai venti sempre
mutevoli.
A volte, Audrun si chiedeva se il topografo sarebbe tornato,
ma lui non si faceva vedere e a lei ormai non importava, perch
l'intera faccenda - le questioni dei confini e dei marcatori
- era irrilevante, o lo sarebbe stata presto.
Nel frattempo, evitava Aramon. Certe volte, lo scorgeva faticare
sulle derelitte terrazze coltivate a vite, notava come barcollava,
come la salute gli veniva meno, giorno dopo giorno.
Ma non saliva alla casa.
Vide una famiglia olandese arrivare con Madame Besson
per visitare il Mas Lunel, ma non si ferm a lungo. I bambini
erano terrorizzati dai cani e continuavano a strillare. La famiglia
super il suo bungalow guardando fisso davanti a s e
non si volt neppure una volta.  un articolo del Ruasse Libre
la inform che i prezzi degli immobili stavano cominciando
a scendere. "Vedi?" disse mentalmente ad Aramon."Tutti quei
soldi erano solo fantasticherie."
Poi una sera Aramon si present alla sua porta - nel momento
della giornata in cui l'effetto benefico dei sogni cominciava a
esaurirsi - ed era pallido e riusciva a malapena a parlare. Lei
gli disse che aveva l'aria di aver visto un fantasma e lui disse:
Ho visto un fantasma. Vieni a dare un'occhiata nel fienile.
Lei lo segu. Lui la precedeva, tentando un passo svelto che
presto lo lasci senza fiato. Lei comprese che cuore e polmoni
non gli consentivano pi di correre.
Le porte massicce del fienile erano aperte; entrarono. Dentro
era buio, ora che il giorno moriva, ma Aramon prese una
torcia da uno scaffale e punt il fascio di luce sul caos che nel
corso degli anni si era accumulato all'interno.
Guarda! disse. Guarda l!
C'era qualcosa. Una forma voluminosa, ingombrante,
drappeggiata di sacchi, seminascosta da un mucchio di vecchi attrezzi
agricoli, scatole, ceste, sacchi di cemento e utensili rotti
che erano stati ammonticchiati in cima.
Che cos' quello? disse Aramon. Com' arrivata qui quella
cosa?
Audrun fissava con sguardo vuoto.
L! url Aramon. L! Sei cieca?
Avanz di qualche passo e sollev alcuni sacchi in modo che
Audrun potesse vedere quello che stava sotto. Era un'auto.
Lei mosse in silenzio verso la macchina. Aramon la vide allungare
una mano, come per toccare il metallo del cofano, e poi
ritrarla. Si gir a guardare Aramon e disse: Di chi ?.
Non lo so disse lui. Non lo so... poi per cominci a
piagnucolare. Non so com' arrivata qui, Audrun. Lo giuro.
E giuro sulla mia vita che non ho mai fatto male a nessuno...
Che cosa vuoi dire? disse Audrun. Di cosa stai parlando?
Lui scoppi in un pianto angosciato. And da lei e fu come
se le chiedesse di abbracciarlo e consolarlo, ma lei si tenne lontana
e disse: Dimmi che cos'hai fatto.
Non lo so! grid lui. Ho questi vuoti. Mi sveglio in posti
diversi. Giuro che  la prima volta che vedo questa macchina,
ma potrebbe essere la sua, no? Come faccio a saperlo? Non ho
mai posato gli occhi sulla sua fottuta macchina! Pensavo che
fossero venuti con quella dell'agente, non  andata cos? Non
 andata cos?
La prima volta disse Audrun. Le agenti li hanno accompagnati
la prima volta, ma la seconda, chiss...
Come ha fatto una macchina a finire nel mio fienile? Ges
Cristo! Sto diventando matto. Devi aiutarmi, Audrun. Devi
aiutarmi!
Dalla tasca del grembiule, Audrun prese un fazzoletto (uno
di quelli appartenuti a Bernadette) e lo diede ad Aramon. Lui
ci nascose la faccia.
Immagino che tu lo abbia ucciso, giusto? disse Audrun.
Ti  preso uno dei tuoi attacchi di rabbia e hai ucciso lo straniero
perch non voleva comperare il mas, come hai ucciso
quella puttana ad Als tanto tempo fa.
No! singhiozz Aramon. Perch dovrei fare una cosa simile?
L'ho visto solo quella volta...
Lo sai che non  vero disse Audrun.
 vero! Ho chiamato Besson. Lei ha confermato. Ha detto
che quell'uomo  stato qui solo una volta.
Una volta con lei. E poi la seconda... per conto suo. L'ho
visto con te.
No! Non  mai tornato. Me ne sarei ricordato. Santa Madre
di Dio, me ne sarei ricordato!
Lei lo lasci piangere. And senza esitare all'auto e fin di
scoprirla ed entrambi videro che era nera.
Dio ti perdoni, Aramon disse Audrun. Hai ucciso quel
poveretto. Gli hai sparato e hai cercato di nascondere la macchina
in questo casino.
No! singhiozz lui. No!
Aramon si lasci cadere a terra. Croll e giacque nella polvere
del fienile con la faccia tra le mani. Muoveva le gambe,
come un bambino che cerchi di strisciare.
Audrun si ferm accanto a lui e disse: Il corpo  dentro?.
Non lo so... gemette lui. Porta quella cosa lontano da
me! Dimmi che non sta succedendo! Portala via!
Lei strapp i sacchi che coprivano i finestrini della vettura,
facendo cadere un setaccio e una piramide di scoloriti contenitori
Tupperware. Sbirci nell'abitacolo, ma era troppo buio
perch potesse distinguere qualcosa.
Faremmo meglio a chiamare la polizia disse.
Lui allora sembr avere uno spasimo, e si tir su dalla polvere
e la supplic, la supplic per l'anima della loro madre di
non farlo.
Dobbiamo disse lei. Che altro potremmo fare?
Me ne liberer singulto lui. Conosco dei posti fra le colline.
La spinger gi da una rupe. Stanotte. Per favore, Audrun.
Per favore...
Lei lo ignor e torn a sbirciare all'interno dell'auto, schermandosi
gli occhi per proteggerli dal riflesso della torcia.
Spegni quella torcia, Aramon esclam.
Lui armeggi con la torcia, la raccolse e la lasci cadere e la
torcia si spense e la vera oscurit del fienile li avvilupp.
Avvoltasi un sacco intorno alla mano, Audrun afferr la maniglia
della portiera, tirando con forza, ma quella non cedeva e un
secondo pi tardi dalla macchina eruppe un suono lacerante
- l'antifurto - e le frecce cominciarono a lampeggiare con frenesia.
Il piagnucolio di Aramon si tramut in grida. Si port le
mani alle orecchie. Sembrava un pazzo, mentre si dimenava in
mezzo alla polvere.
I movimenti convulsi del suo corpo smossero un gruppo di
antichi rastrelli e forconi appoggiati al muro; gli caddero addosso,
uno a uno, come sbarre di una gabbia che lo inchiodava
a terra.
Lei lo liber dai forconi e trov la torcia e riusc ad accenderla e
aiut Aramon a rialzarsi. La mano che gli teneva sul braccio le
disse quanto fosse divenuto indifeso. Lo guid fuori dal fienile
nella notte che andava scendendo. L'antifurto dell'auto tacque
di colpo. Audrun chiuse le porte del fienile.
Aramon smise di piangere mentre salivano verso il mas. Al
loro avvicinarsi, i cani iniziarono a uggiolare. Audrun lo condusse
in cucina e accese la luce al neon che sovrastava il tavolo.
Lo fece sedere su una sedia rigida, gli vers un goccio di pastis
e riemp il bicchiere fino all'orlo di acqua fresca del rubinetto.
Lui bevve, grato. Aveva il viso rigato di lacrime e polvere.
Audrun gli si sedette accanto e gli parl, quietamente, come faceva
Bernadette quando erano piccoli e li rimproverava, senza
bisogno di alzare la voce.
Aramon disse. In faccende come questa,  solo questione
di tempo. Puoi nascondere le cose, come hai cercato di nascondere
la macchina, ma alla fine vengono fuori. Quindi devi
sforzarti di ricordare che cosa  successo.  la tua migliore speranza...
cerca di ricordare. Non ti  mai piaciuto farlo, ripensare
alle cose che volevi dimenticare, ma ora devi farlo, per difenderti
meglio. Capisci quello che sto dicendo?
Lui stringeva ancora in mano il fazzoletto di Bernadette, logorato
dal tempo. Ci si asciug la bocca. Annu.
La macchina  chiusa a chiave disse Audrun. Quindi prima
di tutto devi ricordare che cosa hai fatto delle chiavi. Allora
potremo vedere se dentro c' qualcosa...
 andato disse lui.
Che cosa  andato? Il posto in cui hai messo le chiavi? Hai
dimenticato dove le hai nascoste?
Tutto  andato. Ho fatto qualcosa di terribile? Forse s,
Audrun, forse l'ho fatto, perch...
Perch cosa? Perch cosa?
Ges Cristo, ho trovato due cartucce esplose nel mio fucile!
Non so come sia successo. Perch avrei dovuto lasciarle
dentro? Non lascio mai le cartucce esplose nel fucile. E per che
cosa l'ho usato? Non lo so!
Ricominci a piangere. Audrun gli disse di bere un altro po'
di pastis e lui lo ingoll tutto.
Io credo che ti torner in mente disse calma lei. Spesso
pensiamo che certe cose siano svanite dalla nostra mente, poi
per troviamo una traccia - pu essere una fotografia o l'odore
di qualcosa - e riusciamo a rimettere tutto insieme. Io posso
aiutarti. Penso che ora dovresti dormire, ma domani, quando
ti sentirai meglio, ti aiuter a riempire qualche vuoto, perch,
come ho detto, quel giorno ti ho visto con Verey. Ti ho visto dalla
finestra di casa mia...
Lui rivolse verso di lei il viso supplichevole. Non andare
dalla polizia disse. Sei mia sorella. Non tradirmi.
Lei gli prese la mano fra le sue e la tenne con tenerezza
contro il petto ossuto.
 stato per i soldi, vero? disse. Lui non voleva pagare il
prezzo che chiedevi e tu eri deluso. I soldi fanno impazzire le
persone.

 Capitolo 31.

Veronica si sentiva sprofondare in uno stato di trance. Una
trance di sofferenza.
Mentre era impegnata nelle incombenze pi semplici, subentrava
la trance. Quando si sedeva per infilare le scarpe, a volte si
immobilizzava e restava l, fissandosi i piedi, per interi minuti.
Era giugno ormai, e faceva molto caldo. I giornalisti e i fotografi
che si erano ammassati nei pressi della casa dopo il primo
annuncio della polizia se n'erano andati. Gli articoli del Ruasse
Libre sul caso ora erano molto brevi. L'Inspecteur incaricato delle
indagini aveva fatto notare a Veronica che, quando qualcuno
sparisce, le possibilit di ritrovarlo vivo diminuiscono drasticamente
dopo il terzo giorno.
Questo non significa che dobbiamo semplicemente rinunciare!
gli grid contro Veronica.
Non, Madame disse paziente l'Inspecteur. Ovviamente
non rinunceremo.Troveremo suo fratello... vivo o morto.
Vivo o morto.
Ci che rendeva il dolore di Veronica cos difficile da sopportare
era la consapevolezza di aver amato e protetto Anthony
per tutta la vita - dall'indifferenza del padre, dal brutto
carattere di Lai, dalla stessa natura incline all'angoscia di lui...
ma non era riuscita a proteggerlo da quanto gli era successo
adesso. In sogno, lui era sepolto vivo e soffocava lentamente, e
lei si destava urlando. Kitty cercava di accarezzarla e
confortarla, ma lei le resisteva, temendo che quella tenerezza
diventasse passione.
Dentro di s parlava con Anthony. Gli diceva che era stata
a casa degli svizzeri. La polizia aveva condotto una frettolosa
perquisizione del posto, non aveva trovato nulla di insolito e
se n'era andata. Ma Veronica aveva visto qualcosa che l'aveva
persuasa che quel giorno Anthony era stato l. La coppia svizzera
possedeva alcuni bei mobili antichi francesi. E qua e l,
sulle superfici polverose di tavoli e credenze, c'erano strisce,
tracce inequivocabilmente lasciate da dita, e Veronica sapeva
- sapeva con assoluta certezza! - che erano state lasciate da
Anthony! "Non stavi cercando di capire se c'era polvere, tesoro"
gli diceva "vero?  che avevi riconosciuto degli oggetti di valore
e volevi toccarli. Volevi amarli per un momento. Volevi immaginarli
prendere posto fra i diletti. Non mi sbaglio, vero Anthony?
So di non sbagliarmi."
Nella casa degli svizzeri era stata mandata una squadra
della scientifica. S, in effetti Veronica era stata informata che
c'erano delle impronte evidenti sui mobili. Ma ora, prima di
intraprendere ulteriori ricerche nell'abitazione, la squadra doveva
scoprire se coincidevano con quelle di Anthony Verey.
Gli uomini della scientifica arrivarono a Les Glaniques e ricoprirono
di polvere per la rilevazione delle impronte le superfici
della camera e del bagno di Anthony, e poi si portarono via
i suoi effetti personali - si portarono via quasi tutto quello che
gli apparteneva - mentre Veronica, in piedi, guardava i piccoli
frammenti di vita che lui aveva portato con s in Francia venire
delicatamente introdotti in sacchetti di plastica. Avevano
perfino snidato il pigiama da sotto il cuscino, dove Veronica lo
aveva infilato il giorno della scomparsa, e lo stavano infilando
in un sacchetto.
Quello non prendetelo disse lei. Perch dovreste averne
bisogno?
DNA, Madame dissero loro. Qualsiasi cosa pu avere importanza.
Veronica era sdraiata sul letto di Anthony. L'odore di lui
- tutti i balsami e le creme che usava - permeava ancora il cuscino,
bench la federa fosse stata portata via.
Ripens a come lui avesse sempre adorato i profumi. Da
ragazzo, una volta era stato sorpreso al tavolo da toilette di Lai,
mentre apriva uno a uno i suoi flaconi, fiutandone il contenuto.
In mano, quando Lai lo aveva sorpreso, teneva un vasetto
di porcellana contenente lubrificante vaginale. Lai glielo aveva
portato via e lo aveva scaraventato al lato opposto della stanza
e poi aveva colpito Anthony alla testa con il dorso della mano.
Gli aveva detto che era un ragazzo spregevole e disgustoso.
Era successo durante le vacanze estive in cui Lai aveva portato
il suo amante canadese, Charles le Fell, a Bartle House.
Bench Veronica avesse indovinato da tempo che sua madre
aveva degli amanti, pareva che quel pensiero non avesse mai
sfiorato Anthony. Disse a Veronica che quando pensava a quello
che la madre faceva con Charles Le Fell, aveva voglia di ucciderlo.
Non farlo disse Veronica. I canadesi sono simpatici.
Non mi importa disse lui. Mi piacerebbe ucciderli tutti
e due.
Di notte si aggirava per casa, e si fermava ad ascoltare davanti
alla porta di Lai. Charles Le Fell era un uomo imponente,
alto due metri, con spalle ampie e mani enormi, simili a zampe
d'orso, mentre Lai era piccola e delicata come una gazzella. Il
comportamento umano era cos stupido, cos totalmente sbagliato,
disse Anthony a Veronica, se sua madre poteva scegliere
quello, se poteva sottomettervisi volontariamente. E nondimeno,
nel suo intimo, voleva vedere. Voleva spalancare la porta di
Lai e vedere il suo corpo nudo schiacciato da quello di Charles
Le Fell. E allora urlare. Voleva starsene nella camera di sua madre
a urlare fino a sentirsi male.
Si rifiutava di parlare con Charles. All'ora dei pasti, l'amabile
canadese si sforzava di fare conversazione sulla scuola o
sugli avvenimenti di cui si parlava nel notiziario, come il lancio
della prima navicella spaziale russa, lo Sputnik, ma Anthony si
limitava a borbottare risposte di una sola parola e lasciava la
tavola appena finito di mangiare.
Lai lo puniva rifiutandogli il bacio della buonanotte. Gli disse:
Ora basta. Devi crescere, Anthony. In tutti i sensi. Oppure
non avrai mai una vita decente. E farai meglio a cominciare a
comportarti educatamente con Charles, o passerai le vacanze
natalizie a scuola.
Odio le donne disse lui una notte a Veronica. Odio tutte
le donne del mondo, tranne te.
Io non sono una donna disse.Veronica. Sono un cavallo.
Odiava le donne, eppure...
Ricordi del matrimonio di Anthony cominciarono a rincorrersi
nella mente affaticata di Veronica.
Dimentica quelle vecchie storie diceva Kitty. Allontanale
dai tuoi pensieri, se ti fanno star male.
Ma Veronica sentiva che forse quei ricordi avevano uno
scopo. Sentiva che c'era la possibilit che se si fosse concessa
di esaminarli - come uno esamina le prove da presentare
in tribunale - forse le avrebbero fornito nuove intuizioni su
quanto era accaduto.
Rivedeva con estrema chiarezza il giorno del matrimonio...
Lai con indosso un diafano abito azzurro, ma l'aria stanca,
di colpo pi vecchia, che in chiesa continuava a voltarsi e perlustrare
i volti degli ospiti, quasi sperando che l'affascinante
Charles Le Fell ricomparisse per chiamarla Lally-Pally, o la sua
dolcezza...
Anthony, che vicino al primo banco aspettava l'arrivo della
sposa, Caroline...
Anthony, impeccabile in un abito da mattino di Savile Row, i
capelli allora ancora scuri, il viso abbronzato. Accanto a lui Lloyd
Palmer (s, naturalmente Lloyd era il testimone!), l'amico esuberante,
affidabile. E poi improvvisamente, mentre l'organo della
chiesa attaccava la marcia nuziale e tutti i presenti si alzavano sui
piedi elegantemente calzati, Anthony si pieg in avanti, si pieg
quasi in due, come sul punto di vomitare sul pavimento di pietra,
e Lloyd gli pass rassicurante un braccio intorno alle spalle.
Veronica, nel banco subito dietro, avrebbe voluto scavalcarlo per
stare vicina al fratello, ma tutto quello che pot fare - ostacolata
com'era dall'aderente tailleur di seta e dalle scarpe di satin a tacco
alto - fu allungare la mano inguantata...
Lui non vomit. Riusc a raddrizzarsi mentre Caroline
avanzava con eleganza lungo la navata. Ma non si volt a
guardare la sposa dirigersi verso di lui. Rimase rigido e Veronica
si accorse che tremava di paura in tutto il corpo. Caroline
arriv alla sua altezza, ma lui non si mosse. Caroline e suo
padre attesero. Dietro il velo, i lineamenti affilati della sposa si
volsero verso Anthony, gli occhi pieni di panico. La sua mano,
che stringeva il bouquet, si protese...
Lloyd dovette dare una gomitata a Anthony perch lasciasse
il banco e si affiancasse a Caroline. Il vicario li guardava
sgomento. Lai bisbigli a Veronica: Qualcosa non va, V. Ma
che cosa?.
Ma che cosa?
Lui ce la fece. Al ricevimento, tenne un discorso sull'amore.
Ma pi tardi, quando Veronica lo incontr che usciva dal bagno
degli uomini, lui la prese per il braccio e la condusse lontano
dalla festa e in giardino, dove una fontana che aveva la forma
di un cupido riccioluto pisciava acqua in uno stagno di gigli.
Non amo Caroline disse. Mi piace, ma non  la stessa
cosa, come noi sappiamo molto bene.
Potrebbe non avere importanza disse Veronica. Forse
col tempo tutto si aggiuster. Pensa ai matrimoni combinati. A
volte, l'amore arriva col tempo...
S disse lui. Cos ho sentito dire. Che saggia vecchietta
sei.
Sembrava sul punto di tornare al ricevimento, poi per prese
il braccio di Veronica, stringendolo in una morsa dolorosa
mentre diceva: Stamattina, V, mi sono svegliato alle cinque e
sono andato a piedi fino al ponte di Chelsea e avevo dei pesi da
macellaio in una borsa di Harrods e ho cominciato a infilarmeli
nelle tasche....
Che cosa ti ha fermato? chiese Veronica. Il pensiero di
sprecare una borsa di Harrods?
Sono serio, V. Sono serio.
E cos io, Anthony. Se volevi ucciderti, cosa te lo ha impedito?
Non cosa disse Anthony. Ma chi. Un ragazzo. Sedici o
diciassette anni. Tornava da una nottata di baldoria, puzzava di
tutto. E non era nemmeno bello, ma non mi importava. Siamo
andati a Battersea Park. C' ancora qualche posto dove  possibile
non essere visti.
E se il ragazzo non fosse venuto?
Non lo so. Perch, per quale motivo andare avanti? Non
avevo una risposta allora e non ce l'ho adesso. Perch?
La notte, Veronica svegli Kitty e disse: Ho continuato a respingere
questa idea. Ma ora mi sto sforzando di affrontarla.
Credo sia possibile che Anthony si sia suicidato.
S? disse Kitty.
Una volta, in passato, ci ha pensato sul serio. Forse pi di
una volta. La Francia era la sua ultima occasione. Credo davvero
che lo fosse. E credo che forse avesse capito - lass, in quella
casa solitaria - che non avrebbe funzionato... che era finita.
Kitty accarezz i capelli di Veronica. Poi scese dal letto e
and al cassettone dove conservava la sua biancheria di taglio
maschile. Torn a letto e mostr un pezzetto di cellophane
sgualcito.
L'ho trovato quando sono tornata al Mas Lunel disse.
Veronica mise gli occhiali e guard il cellophane socchiudendo
gli occhi. Che cos'? disse.
Involucro per panini disse Kitty. Formaggio e pomodoro.
Da La Bonne Baguette.
E allora?
Potrei sbagliarmi disse Kitty ma  lo stesso panino che
Anthony ha scelto la prima volta che siamo andati lass con
Madame Besson. E continuo a chiedermi... se ci fosse tornato...
per dare un'altra occhiata al mas...
Veronica fiss il cellophane, rigirandoselo fra le mani. Alla
fine disse: Potremmo darlo alla scientifica. Ma non credo che
Anthony sia tornato l. Anzi, so che non lo avrebbe fatto. Aveva
preso la sua decisione su quel posto. Sapeva che il bungalow lo
deturpava. Forse per un momento ha creduto di averlo trovato
- il suo paradiso - poi per lo ha visto per quello che era: niente
affatto un paradiso.

 Capitolo 32.

Aramon cominci a pregare la madre morta, Bernadette.
Aiutami! le gridava. Aiutami, Maman...
Sapeva che lei non poteva sentirlo. O, se lo sentiva, se sapeva
quello che c'era nel suo cuore e nella sua mente, non gli avrebbe
offerto alcun conforto, perch sapeva anche che da molto
tempo lui si era messo fuori della portata del suo amore.
E nondimeno continuava a immaginare il viso dolce di lei,
calmo e tenero al suo fianco. Lei rammendava i buchi delle sue
calze logore. Maneggiava l'ago con l'abilit di una sarta di alta
classe. Ai piedi, portava stivali di gomma, chiazzati del fango
dell'aia, a cui si appiccicavano piccoli fili d'erba.
Cominci a perlustrare la casa, alla ricerca delle chiavi dell'auto
nascosta.
Il dolore alle viscere gli strapp un grugnito quando dovette
allungarsi per raggiungere i ripiani pi alti degli armadi. Trov
vecchie coperte, ridotte a brandelli dalle tarme. Trov il cappotto
di fustagno di Serge, quello del tempo di guerra, con un distintivo
con le lettere sto ancora appuntato al bavero. Trov una
mappa del mondo arrotolata, in cui l'Europa appariva grande e
l'Africa piccola. Trov un assortimento di scarpe e appendiabiti
e paralumi e torce rotti. Sapeva che erano cose senza valore,
ma qualcosa gli imped di accendere un fal e scaraventarcele
dentro. Cos le lasci dov'erano, sparse per terra sul pavimento
di diverse stanze.
La notte, sudava. Quello che soprattutto temeva era trovare
le chiavi.
Disse a Bernadette che s, sapeva di essere capace di uccidere
un uomo. La vita umana - compresa la sua - non era pi
stata preziosa per lui, non dopo che Serge era morto e tutto era
dovuto cambiare, non dopo che quello che era stato prezioso
per lui gli era stato negato per sempre.
Nei suoi sogni, uccideva Verey. Non sapeva perch continuasse
ad accadere, ma accadeva. Gli sparava al ventre. Ne
vedeva il colon grigio esplodere dallo stomaco. Poi avvolgeva il
corpo in una coperta, o nel vecchio cappotto di Serge con il distintivo
sto ancora appuntato, e lo cacciava nell'auto. Il corpo
era leggero, quasi come quello di un ragazzo.
Ma quando si destava da quei sogni, Aramon ignorava ancora
la verit su quello che aveva o non aveva fatto. Le prime
parole che gli salivano alle labbra al mattino erano per la madre
morta: Aiutami, Maman, aiutami....
Poi telefon Madame Besson.
Monsieur Lunel disse briosa J'ai des trs bonnes nouvelles;
ho un'altra famiglia inglese che vorrebbe venire a vedere
il mas.
Aramon era in piedi in cucina. Cinque bottiglie vuote di pastis
decoravano il tavolo. Sul pavimento c'erano pile di vecchi
manuali di agricoltura, trappole per topi, lenze rotte, padelle
annerite e terraglie macchiate: tutte le rovine che aveva tirato
fuori dalle credenze. Fiss quegli oggetti, si chin a prendere
una canna da pesca con mano incerta. Fuori, sentiva il mistral
tormentare gli alberi.
S? si costrinse a dire.
Oggi andrebbe bene? disse Madame Besson. I clienti
sono qui nel mio ufficio proprio adesso. Monsieur e Madame
Wilson. Potrei accompagnarli al mas verso le tre del pomeriggio.
Ora il sudore cominciava a riversarsi dalla fronte di Aramon
e lungo la nuca. Era come se avesse dimenticato tutti i
suoi tentativi di vendere il mas, dimenticato che altri stranieri
sarebbero arrivati a ficcare il naso in casa - e nel fienile. E ora
capiva che non poteva permettere a nessuno di andare l fino
a che non si fosse liberato dell'auto.
Monsieur Lunel ripet Madame Besson mi dica se oggi
pu andar bene. Ho proprio qui i Wilson...
No disse Aramon. Non oggi. No, non posso...
Sent Madame Besson sospirare rumorosamente, irritata.
Per impedire a lei di suggerire un altro giorno e a se stesso di
accettare, si premette la canna da pesca contro la spalla - come
premi un bastone sulle spalle di un cane quando lo addestri
a stare fermo o seduto - e borbott: Pensavo di chiamarla,
Madame Besson. Per dirle... non sto bene. Temo di non poter
avere visite al momento.
Oh disse Madame Besson. Mi dispiace molto...
Sono confinato nella mia camera.  stato il dottore a ordinarmelo.
Oh disse di nuovo Madame Besson. Be', questa ... una
vera sfortuna, e le faccio i miei auguri. Niente di troppo grave,
spero.
Be' disse Aramon. Nessuno lo sa. Sembra che nessuno
lo sappia...
Capisco disse Madame Besson, poi, senza pause, riprese:
Ma devo dirle, Monsieur Lunel, che se vuol vendere, credo
che dovrebbe permettere ai signori Wilson di venire oggi - o
domani, quando forse si sentir meglio. Devono tornare in Inghilterra
venerd, ma sono davvero molto interessati a vedere
la casa. Dicono che dalle fotografie e dai particolari sembra
proprio quello che stanno cercando, e cercano ormai da pi di
un anno, e poi non credo che il prezzo sarebbe un problema
per loro, quindi se c' un modo... voglio dire, potrei accompagnarli
io stessa a fare il giro della propriet. N'est-ce pas? Potrei
spiegare che lei  ammalato. La lasceremmo tranquillo nella
sua stanza...
No disse Aramon. No. Mi sono successe cose... deve capire.
Dobbiamo accantonare tutto.
Accantonare tutto. Che cosa intende dire?
Aramon guard fuori della finestra e vide foglie gialle volteggiare
nel vento, come se l'autunno fosse gi imminente. Le
immagin cadere sulla tomba di pietra dei suoi genitori e l
fermarsi.
Il mas non  pi in vendita disse. In questo momento
non posso continuare.
Quando Audrun sal al mas, l'indomani, gli disse che aveva fatto
bene.
La tua sola speranza disse  tenere tutti lontano da qui,
Aramon. Barricati in casa. Non farti notare. Aspetta che la questione
venga dimenticata. Non devi fare altro che liberarti dell'auto.
Lui le disse che aveva cercato le chiavi notte e giorno. Disse:
Lo giuro, cammino per casa, cercandole mentre dormo... ma
non riesco a trovarle.
Hai guardato nella cassapanca dove stanno i vecchi documenti
di famiglia? chiese Audrun.
Non lo so disse Aramon. Non so dove ho guardato e
dove non ho guardato.
Lei lo prese per il polso esile e lo condusse in soggiorno.
Apr le persiane, chiuse per tenere fuori la calura del mezzogiorno,
fece entrare la luce, e lei e Aramon si inginocchiarono
davanti alla cassapanca, fianco a fianco.
Ben presto si imbatterono in alcune foto di Bernadette, e
guardarle parve calmare Aramon. Una foto in bianco e nero la
ritraeva mentre portava legato con una fune l'asino che alla fine
era morto nella stalla. Sia lei sia l'asino, not Audrun, avevano
l'aria sparuta, quasi macilenta, e si disse che quelle erano
le condizioni che si dovevano sopportare fra le colline delle
Cvennes a met del Ventesimo secolo; dovevi sopportare la
fame. E poi ricord che lei stessa l'aveva sopportata da bambina
e che andava bene cos, solo una realt che era parte di ogni
giorno, ogni settimana, ogni mese, e che solo le cose sopraggiunte
in seguito erano state insopportabili.
Dopo aver sollevato fasci di lettere e quotidiani per qualche
istante, Audrun disse: Sai, dovresti davvero esaminare
per bene tutte queste carte di famiglia. Potrebbero esserci cose
importanti.
Importanti una volta, forse disse Aramon. Ma ormai
sono tutti morti. Tutte le notizie sono notizie morte...
E le lettere?
Aramon si freg gli occhi. Parole disse. Solo parole.
Audrun prese una lettera che portava la calligrafia di Serge
e lesse forte: Mia carissima moglie, freddo atroce queste notti
e prego che il tempo sia pi mite a La Callune per te e il nostro
amato figliolo, Aramon, e la bambina...
Amato figliolo? disse Aramon. C' scritto cos?
Audrun gli pass la lettera. S disse. Guarda.
Lui armeggi con gli occhiali e cominci a leggere. Stava
immobile. Audrun vide le lacrime iniziare a scendere lungo i
solchi del suo viso.
Aramon disse con gentilezza. Quando morirai, chi erediter
il mas?
Lui guard la donna inginocchiata al suo fianco, la donna
a cui non sembrava dispiacere vedere il suo viso bagnato dal
dolore. Potresti darti una ripulita disse con un accenno di
sorriso. Eh, Audrun? Magari perfino convincere la tua vecchia
fiamma, Molezon, a dare un'occhiata come si deve a quella
crepa. N'est-ce pas? Se  ancora in grado di issare il culo su una
scala.
Lei annu lentamente.
Aramon mise da parte la lettera di Serge, e cominci a fare
la cernita delle altre carte. Alla fine si rialz.
Le chiavi non sono qui disse. Me ne sarei ricordato, se le
avessi messe con tutta la robaccia di famiglia.


Capitolo 33.

Kitty era sdraiata su un'amaca sotto una falce di luna. Contemplava
quella lama di luna e gli shrapnel di stelle sparse ovunque.
Senza cuore! era solita dire sua madre, alzando gli occhi
sull'oscurit che sovrastava Cromer. Mai aspettarsi conforto
dal cielo notturno.
Kitty fece dondolare piano l'amaca. Aveva la testa poggiata
su un cuscino a righe e si era buttata addosso una coperta
leggera. Intorno a lei, il giardino era quasi silenzioso. Di tanto
in tanto, c'era un frinire accidentale di cicale e il gufo lanciava
il suo angoscioso lamento: Oh-ooo, oh-ooo!. Ma il mistral era
cessato. I rami dei due ciliegi, a cui era appesa l'amaca, non si
muovevano. Dalla casa non proveniva alcun suono.
Ora Kitty preferiva passare la notte l fuori. Le piaceva stare
sola, sola nel buio, sola nella sua piccola mente. Perch a
questo doveva aggrapparsi. Doveva aggrapparsi alla consapevolezza
di essere Kitty Meadows, cinquantotto anni, acquerellista,
fotografa, amante di donne. Doveva ricordare a se stessa
che era, esisteva, che sarebbe avanzata verso un qualche futuro,
nessuno le aveva portato via la vita.
Ma voleva lasciare Les Glaniques. Ora voleva lasciare il
luogo in cui pi era stata felice. Lasciarlo prima che la vita le
venisse tolta. Perch essere esclusa com'era dall'amore di
Veronica la stava uccidendo. Ogni giorno Kitty si sentiva pi piccola,
pi brutta, pi inutile. E non vedeva una fine. A meno che,
per qualche miracolo, Anthony Verey tornasse a Les Glaniques,
tornasse da sua sorella...
A Kitty non importava molto dove sarebbe andata. Aveva
deciso di comperare un biglietto aereo per un luogo che non
aveva mai immaginato di visitare: le Fiji, Mumbai, Citt del
Capo, L'Avana, Nashville nel Tennessee... scivolava nel sonno
fantasticando su quei luoghi, assistendo alle danze di guerra
nelle Fiji, ascoltando canzoni country.
Ma il suo sonno era strano, come concentrato in brevi sogni
vividi, e quando il cielo si schiariva Kitty pensava stupita che
un pezzetto di tempo era trascorso senza che lei se ne fosse
minimamente resa conto.
Giaceva immobile nell'amaca e guardava il giardino inaridito.
Gli uccelli emergevano dai nidi notturni per becchettare
vermi nell'erba, ma l'erba era piena di polvere e su di essa si
stendeva un tappeto di foglie di ciliegio marroni. I fiori di lavanda,
a cui qualche ape si avvicinava ancora in cerca di nettare,
avevano perso tutto il loro colore. La crisomela stava attaccando
l'alloro, e le foglie si coprivano di vesciche e si accartocciavano.
I fiori di oleandro erano avvizziti e caduti.
Il pozzo era quasi asciutto. I sindaci di tutti i villaggi circostanti
avevano concordato le nuove regole sull'irrigazione. Si
potevano annaffiare gli orti; nient'altro. Neppure gli alberi da
frutto, che stavano morendo.
La cosa pi triste aveva detto Kitty a Veronica sarebbe
perdere gli albicocchi, non credi?
No aveva risposto Veronica. C' solo una sola cosa triste.
Nient'altro mi sembra importante. Neppure il giardino.
Per una volta, Kitty aveva insistito. Aveva evocato per Veronica
la loro prima estate a Les Glaniques, quando stavano
ancora esplorando quello che prosperava e quello che moriva
nel giardino. E quando gli albicocchi avevano fruttificato,
avevano scoperto di poter contare sul raccolto pi dolce e pi
abbondante che avessero potuto immaginare. Si ingozzavano
di succose albicocche dalle sfumature azzurrine. Preparavano
marmellate e crostate e tortine glassate. Mentre a letto imboccava
Kitty con un'albicocca, Veronica aveva detto: Non riesco
quasi a ricordare un mondo pre-albicocche, e tu?.
Ma Veronica mise fine a quella rivisitazione del passato.
Alz le mani, come per fermare un treno in movimento. Disse
che non voleva pensare a tutta quella "normalit". Disse che
trovava offensiva qualunque evocazione della normalit. Fu
questa la parola che us: offensiva.
Poi si prese il viso tra le mani. Fissando il suo capo chino,
Kitty vide che i capelli - i folti capelli che Veronica di solito teneva
puliti e lucidi - avevano bisogno di uno shampoo e pens
che lavarli sarebbe stato un gesto confortante, e con gentilezza
lo propose. Ma Veronica non si mosse.
I miei capelli sono a posto disse. Grazie.
Kitty si allontan. Giardinaggio senza pioggia, si disse, non
era stato un brutto titolo per un libro. Ora per sapeva che era
un libro che non sarebbe mai stato ultimato.
Kitty sent l'amaca ondeggiare appena. Alz gli occhi sul folto
di oleandri, deturpato da foglie ingiallite. La nuova infelicit
della mia vita  come il mistral: si spegne la notte e mi lascia
incontrare tessitori di seta a Mumbai e surfisti nell'oceano Indiano,
per poi tornare con il mattino. E non c' nulla che si
possa fare. Il vento risucchia fino all'ultima goccia di umidit
dal povero giardino inaridito...
Era ancora presto. Neppure le sette. Ma sent il telefono
squillare in casa e ferm l'amaca, in ascolto e in attesa. Di recente,
lo squillo del telefono per lei era stato come la furia di
un gatto selvatico, una creatura liberatasi dalla gabbia, decisa a
seminare devastazione.
Doveva andarsene quel giorno? si chiese. Fare i bagagli non
avrebbe richiesto molto tempo. Poteva andare nello studio e
impacchettare alcuni degli acquerelli rifiutati dalla galleria di
Bziers, facendo attenzione a scegliere i migliori, per poi cercare
di venderli da qualche parte quando fosse rimasta a corto
di denaro l dove si sarebbe stabilita. Riempire una valigetta
di abiti e scarpe. Metterci due fotografie: una di Veronica e una
della casa. Tutto molto semplice. E in serata avrebbe potuto essere
a Londra o a Parigi, a decidere i suoi futuri piani di viaggio,
a immaginare Veronica abbandonata alla solitudine e alla
separazione, alla "normalit" alterata che apparentemente aveva
scelto...
Vide Veronica, con indosso la vestaglia di cotone bianco, attraversare
il prato verso di lei, con una tazza di t in una mano
e con l'altra schermandosi gli occhi contro la luce crescente.
Kitty spinse da parte la coperta e salt gi dall'amaca. Spaventato,
un passero emerse da uno dei ciliegi e vol via. Kitty
rimase in piedi, in attesa.
Veronica le tese la tazza.
 stato a casa degli svizzeri disse. Hanno trovato le sue
impronte. Quindi sappiamo che quel marted verso l'ora di
pranzo era vivo.
S? fece Kitty, abbassando gli occhi sul t.
Ma questo  tutto. E non ci porta pi lontano.
Kitty cominci a sorseggiare il t. E il Mas Lunel? chiese.
Hai fatto controllare dalla polizia l'involucro di panino che ho
trovato?
No disse Veronica. Non so cosa ho fatto di quel pezzetto
di cellophane. Forse l'ho gettato via.
Kitty guard l'amica adorata. Pens, non le servo pi. 
stanca delle cose che dico. Rimasero in silenzio mentre il sole
strisciava verso la linea di colmo del tetto e inondava di luce
uno storno nero-blu che becchettava sul comignolo, e poi Kitty
disse: Penso che la cosa migliore sia... che me ne vada.
Veronica teneva le braccia incrociate sotto il seno. Ora sembr
aumentare la presa su se stessa avvolgendosi pi strettamente
nella vestaglia bianca, afferrandosi gli avambracci con le
sue grandi mani forti. Lasci penzolare la testa.
Kitty attese, ma Veronica non disse niente.
Mi sto chiedendo dove disse Kitty. Immagino che non
abbia molta importanza. Il mondo  immenso e io non ne ho
visto molto. Solo Norfolk e Londra. Quindi probabilmente 
ora...
Non pu essere altrimenti disse Veronica, interrompendola.
Naturalmente non  giusto nei tuoi confronti, che io sia
come sono. Ma non posso essere diversa. Ognuno ha il passato
che ha.
Kitty avrebbe voluto dire s, certo, ognuno di noi ha la sua
storia. Ma possiamo scegliere di lasciarcela alle spalle... come ho
fatto io. Possiamo scegliere di andare avanti ed essere liberi.
Ma Veronica continu a parlare, e non guardava Kitty ma il
terreno e le foglie di ciliegio cadute. A volte disse durante le
vacanze scolastiche andavamo a stare dai nostri cugini del Sussex
e loro avevano un giardino enorme e conoscevano un sacco
di bambini e venivano invitati tutti, e formavamo squadre per
giocare a cricket o a baseball. Dovevi stare in fila, in attesa di
essere scelto, e pregavi di sentire il tuo nome fra i primi, cos
potevi sentirti fiero di appartenere alla tua nuova squadra.
Io ero ok perch tutti sapevano che ero un tipo sportivo eccetera,
ma Anthony non veniva mai scelto. Era sempre l'ultimo.
Mi sembra di vederlo. Le sue gambe storte. Questo ragazzino
lasciato solo perch nessuno lo voleva nella sua squadra. E in
qualche modo capivo che ero l'unica persona a stare fra Anthony
e qualche colossale... tragedia. E ho giurato, ho giurato
che non lo avrei mai abbandonato. E non l'ho mai fatto. Quindi
 cos che stanno le cose, e non ho altro da aggiungere.
Non attese che Kitty parlasse, senza dubbio intuendo che la
storia che aveva appena raccontato non l'aveva commossa. Si
volse e si allontan.
Kitty strinse la tazza di t. Rimase a osservare Veronica fino
a che lei spar all'interno della portafinestra del soggiorno. Poi
cominci a far ruotare mentalmente un mappamondo: Marocco...
Egitto... Sri Lanka...Thailandia... Australia...
Pens a com'era vibrante la vita in quei luoghi, e a come ci
sarebbe andata e ne sarebbe divenuta parte e avrebbe cercato
di dipingere le cose che vedeva. Avrebbe voluto, tuttavia, poter
semplicemente arrivare da qualche parte - il molo di un lungolago,
una piatta, infinita distesa di deserto - senza il solitario
tormento del viaggio.

 Capitolo 34.

Ora Aramon comperava il giornale tutti i giorni.
Certe volte, c'erano foto di agenti di polizia che perlustravano
la macchia. Altre, non c'era nulla sul caso Verey - come
se fosse gi stato dimenticato. Poi, cominciarono a ricomparire
i titoli di testa: Verey, ancora nessun indizio. Inglese scomparso,
appello della polizia ai testimoni.
E Aramon aspettava sempre di sentire una sirena, l'arrivo
della polizia.
Nelle notti afose, a volte, gli pareva di sentire l'autopattuglia
risalire lenta il viale dissestato e quindi fermarsi a poca distanza
dalla casa. Allora si catapultava gi dal letto e schiacciava la
faccia contro la finestra, e sbirciava attraverso le imposte socchiuse.
Conosceva la forma di ogni ombra che il chiaro di luna
proiettava sulle terrazze. Il suo occhio si sforzava di identificarle
una a una, con il cuore che gli batteva forte come un treno in
avvicinamento, mentre tratteneva il fiato, aspettando che i cani
cominciassero ad abbaiare. Ma i cani tacevano.
Nei suoi sogni, Serge lo picchiava per avere trascurato i cani.
Aveva la schiena e il deretano scorticati.
Una mattina usc presto, prima che facesse troppo caldo, e
apr il cancello del recinto e lasci che i cani uscissero a cercare
cibo fra i lecci. Poi si mise a rivoltare la terra fetida. Si leg un
 fazzoletto intorno al viso. Radun la sporcizia e, a palate, la caric
su una carriola e la rovesci fra i cespugli, sparpagliandola
sulla terra arida, perch la trovassero le mosche e gli stercorari.
Scese quindi al capannone dietro il fienile dove erano impilate
le balle di paglia. Con un coltello ne apr una e cominci
a strappare manciate di paglia da caricare nella carriola. Era
esausto. Il fazzoletto era fradicio di sudore, cos se lo tolse e lo
gett a terra. Il sole saliva al di sopra delle colline sull'altro versante
della valle. Fallo, si disse Aramon. Spargi la paglia, riempi
l'abbeveratoio, richiama i cani, richiudili. Bevi un sorso di pastis
per calmare il cuore. Poi dormi...
Ammucchi la paglia e torn al recinto spingendo la carriola.
Entr e la inclin di lato, e con il forcone inizi a spargere la
paglia sulla terra appena rastrellata. Poi si sent addosso il calore
del sole e interruppe il lavoro. Mentre si rialzava, lo sguardo
gli cadde su qualcosa che scintillava nell'angolo pi lontano
del recinto.
Appoggi il forcone alla carriola e si diresse verso l'oggetto.
Si chin. Allung la mano e prese un mazzo di chiavi di auto.
Le cose che andavano fatte a quel punto... terrorizzavano
Aramon fino alla paralisi.
Si inginocchi per terra, stringendo con forza le chiavi, percependo
l'odore della paglia fresca, desiderando la vita di un
cane, senza colpe n complicazioni. Dai polmoni dolenti scatur
un gemito acuto d'agonia, a malapena umano.
Lasci tutto com'era, senza finire il lavoro, l'abbeveratoio
vuoto, il cancello del recinto aperto, i cani sparpagliati fra i lecci,
a fiutare la pista di un cinghiale.
Guard verso il bungalow di Audrun. Vedeva la propria
biancheria stesa ad asciugare, ogni cosa immobile nell'ombra,
senza il vento ad agitarla. Temeva di vedere Audrun li, che lo
osservava. E pens, se rimando le cose che devo fare, lei arriver
e mi trover e vedr quello che c' nella macchina e allora
tutto sar perduto.
Si diresse verso il fienile. Zoppicava, muovendosi quasi in diagonale,
come per schivare la propria ombra. Teneva le chiavi in
mano, stringendo cos forte da sentirle penetrare nella palma.
Socchiuse la porta del fienile ed entr, e faceva freddo nel
fienile, e il sudore che lo ricopriva parve tramutarsi in ghiaccio.
Fiss l'auto, drappeggiata di sacchi, ricoperta da ceste e scatoloni.
Si sentiva incapace di muoversi.
E se il cadavere di Anthony Verey fosse stato davvero l, a
marcire nella macchina a noleggio?
Aramon avrebbe voluto aggrapparsi a qualcosa. Desider
quasi morire l, cadere sul pavimento del fienile e smettere di
esistere. Perch quella cosa era entrata nella sua vita e la distruggeva.
Non aveva nome. Non c'erano nomi che potesse
darle perch non sapeva che cosa avesse fatto.
Per costringersi a muoversi verso l'auto dovette immaginare
che c'era Serge dietro di lui, Serge con la sua cintura, che lo
frustava.
Muoviti, ragazzo. Muoviti e apri la portiera...
Premette il pulsante di apertura automatica del portachiavi.
Si accesero luci.
Ora vedrai che cosa ti sta aspettando, che cosa ti aspetta nell'oscurit...
Lo fece in un unico movimento, allungare la mano e afferrare
la maniglia e tirare, spostando una cesta per le mele vuota,
che cadde accanto a lui.
Fu immediatamente sopraffatto da un tanfo intollerabile,
grid e richiuse la portiera.
Rimase l, con gli occhi chiusi, il respiro cos rapido e laborioso
che il petto gli ardeva di dolore. Al padre morto, bisbigli:
Portalo via. Portalo lontano da me....
Poi percep un movimento alla porta: uno strascichio e un
uggiolio.
E cap che alcuni dei cani avevano seguito il suo odore e lo
avevano raggiunto. E allora gli venne un'idea: che lo trovino i
cani. Che i cani affamati se ne riempiano gli occhi, lo facciano
a brandelli e lo divorino... allora svanir e io non sar costretto
a vederlo...
Dando le spalle all'auto, Aramon riapr la portiera, la spalanc,
poi cominci a chiamare i cani, che uggiolarono in risposta.
Si trascin fino alla porta pi in fretta che pot e la apr e
loro si slanciarono all'interno, tre cani, e lo graffiarono, e lui li
spinse verso la macchina, sapendo che l'olfatto era il senso che
dirigeva ogni loro azione e che avrebbero puntato diritto verso
la cosa, verso quel fetore, per dare inizio a tutto ci che il loro
cervello di animali gli ordinava di fare.
Torn sulla porta aperta, respirando boccate di aria fresca.
Sentiva le unghie dei segugi ticchettare e scivolare sulla carrozzeria
dell'automobile. Uno di loro abbai. Poi tacquero e lui
cap che ora erano nell'auto, sulla pista dell'odore, e attese che
la frenesia avesse inizio.
Il tempo sembr dilatarsi e beffare Aramon. Fuori, cicale e
api venivano strappate al sonno a mano a mano che il sole le
riscaldava. Nel cielo azzurro comparve una poiana. Questo  il
mondo, pens Aramon con desiderio, il mondo reale, e l'auto
nera non ne  parte, ma appartiene soltanto a un oscuro incubo
che non capisco.
Seduto al tavolo di cucina, ingurgitava pastis.
Non c'era alcun cadavere nella macchina.
Il tanfo che per un momento aveva invaso l'aria proveniva
da un panino al Camembert e pomodoro mangiato a met e
ora putrido, che neppure i cani avevano toccato.
Aramon si era costretto ad aprire il portabagagli, ma non
aveva trovato nulla a parte un cannocchiale e un cappello floscio
e una borsa termica che conteneva una bottiglia d'acqua.
Chiuse a chiave il portabagagli e l'auto, lasciando dentro il
sandwich, perch non sopportava l'idea di toccarlo. Richiam i
cani e usc con loro nel sole, le chiavi della macchina in tasca.
Ora, a occupare la sua mente mentre ingollava pastis era il
pensiero di come far sparire l'automobile.
Aveva visto in televisione tanti vecchi film in cui la gente
riusciva a far precipitare le auto dai dirupi, o a incendiarle o
ancora a farle colare a picco in un lago. Ma alla fine venivano
sempre scoperti. C'era invariabilmente una versione carbonizzata
o semidistrutta del veicolo che tornava alla luce. Quelle
scene erano eccitanti proprio perch sapevi che poco importava
cosa facessero gli assassini, le auto venivano ritrovate.
Assassini.
Era uno di loro?
Aramon sapeva che cercare di disfarsi della macchina andava
oltre le sue forze. Era troppo debole, troppo malato per
prendere in considerazione qualsivoglia iniziativa al riguardo.
Sapeva che sarebbe rimasta semplicemente l, nel fienile. Non
si sarebbe mossa. Vi avrebbe ammucchiato sopra paglia, per
nasconderla alla vista. E avrebbe messo un lucchetto robusto
alla porta del fienile. Era il meglio che potesse fare.
Sal le scale, incerto sulle gambe dopo il pastis. Entr nella
stanza che un tempo era quella di Audrun, e dove n lui n lei
andavano mai. Le imposte erano chiuse e faceva freddo. Aramon
tolse di tasca le chiavi della macchina e le cacci sotto il
materasso di Audrun.


Capitolo 35.

Audrun cominci a misurare il livello del fiume.
Usciva alle prime luci, quando la vallata era ancora immersa
nell'ombra.
Non aveva bisogno di un bastone graduato o di una corda
con i nodi; misurava a occhio. Ricordava che una volta Raoul
Molezon le aveva detto: Il vento assorbe l'acqua. Soprattutto
il mistral. Asseta il fiume. Il cuore di Audrun partiva al galoppo
nel vedere con quanta rapidit l'acqua calasse.
Seguiva le previsioni metereologiche alla televisione. Vedeva
le temperature indicate in rosso: 38, 39, 41... il genere di caldo
che faceva morire le persone. Soffocavano in appartamenti
senz'aria, o soffrivano di colpi di sole, oppure spiravano disidratate,
o ancora venivano arse vivi negli incendi nei boschi, nel tentativo
di salvare animali oppure le loro cose. Non si vedeva una fine
all'ondata di caldo, dicevano gli esperti televisivi. Nessuna tregua
dalla carenza d'acqua, nonostante la primavera umida. Tutti i permessi
dei vigili del fuoco della regione furono revocati, gli aerei
canadairs furono messi in allerta ventiquattro ore su ventiquattro.
Nelle Cvennes si temeva un vero e proprio inferno.
Si temeva l'inferno.
Per quindici anni - fino a quando era finita, fino a quando
Serge vi aveva messo fine morendo - c'era stato un incendio
nell'anima di Audrun. Quindici anni. La sua giovinezza si
era consumata dentro di lei, nell'angoscia, senza nessuno con
cui parlare, nessuno che andasse in suo aiuto. Neppure Raoul
Molezon. Perch come avrebbe potuto rivelare a un uomo - a
qualunque uomo - quella vergogna, quel marchio? Non poteva.
Neppure quando Raoul and ad aspettarla fuori della fabbrica
di biancheria di rayon, quel giorno, quando di fatto and
a corteggiarla, offrendole un bicchiere di sirop de piche mentre
lui beveva la sua birra e le diceva che era bella. Lei sentiva di
amarlo, ma era troppo piena di disgusto e di vergogna per ci
che aveva fatto per azzardarsi a mostrargli quello che aveva nel
cuore.
Mettiti la giarrettiera, Audrun.
 cos carina, vero, quel po' di passerina che vedo sotto.
Vedi che cosa mi fa? Vedi?
Tuo fratello  uguale. Grosso come un serpente, ce l'ha. Eh?
Non possiamo farne a meno.  colpa tua se sei quello che sei.
Lei pensava che Raoul l'amasse. Quel giorno, era stato come se
la accarezzasse con i suoi teneri occhi castani. Lei avrebbe voluto
allungare la mano, toccargli i capelli, la bocca. Ma sapeva che
era impossibile. Tutto era impossibile e cos aveva dovuto dirlo:
Non venire pi a prendermi, Raoul.  meglio se non lo fai.
E lui era sembrato cos triste; era stato insopportabile.
 colpa tua se sei quello che sei.
Un'auto si ferm fuori del cancello. Lei era alla finestra della
cucina, a pelare cipolle per la cena, a osservare.
Ne scesero due sconosciuti di mezza et e si guardarono intorno.
Poi l'uomo si incammin verso la porta, mentre la donna
restava indietro, come imbarazzata o intimorita.
Audrun si sciacqu le mani e si tolse il grembiule a fiori e
lisci la gonna e and alla porta con molta calma, e l'uomo la
fiss; uno sguardo agitato.
Posso aiutarla, Monsieur? disse lei.
Era uno straniero. Parlava francese, ma con un pessimo accento.
Disse che gli era stato detto dalle agenti immobiliari di
Ruasse che c'era un mas in vendita oltre La Callune - il Mas
Lunel - ma le agenti non avevano voluto portarcelo, perch
apparentemente il venditore aveva cambiato idea, cos lui... lui
e sua moglie... avevano deciso di andare fin l a dare un'occhiata
per conto loro... nell'eventualit...
Audrun fissava gli stranieri. C'era nell'uomo qualcosa, un
che di logoro e sparuto che le ricord Verey.
Gli sorrise. Il Mas Lunel appartiene a me disse.
Oh disse l'uomo. Ci  stato detto che era di un certo
signor...
Mio fratello disse Audrun. Lui lavora la terra. A me va
bene che viva lass. Preferisco il mio bungalow moderno, capisce?
S, capisco. Ma il mas  ancora in vendita? Le sue proporzioni
ci piacciono molto, la vista... Il nostro nome  Wilson.
Questa  mia moglie...
La donna ansiosa si fece avanti e tese la mano e Audrun la
prese. Poi disse con dolcezza: La mia situazione  cambiata.
 tutto cos inaspettato nella vita, n'est-ce pas? Quindi ho deciso
di non vendere. La casa appartiene alla mia famiglia da tre generazioni,
cos ora conto di ristrutturarla. Forse finir l i miei
giorni. Chi pu dirlo?.
I due avevano l'aria abbattuta. Chiesero se fosse possibile
indurla a cambiare idea.
No disse lei. Molte cose sono cambiate, ma io non cambier
idea.
Si voltarono entrambi a guardare con desiderio il mas e Audrun
la vide nei loro occhi, la volont di possederlo. Dissero
che era da molto che visitavano case in quella parte della Francia
e che l'indomani sarebbero ripartiti per l'Inghilterra...
Audrun contemplava la loro banalit. Si chiedeva come
fosse possibile che quelle persone incolori e taciturne avessero
cos tanto denaro da aggirarsi per le Cvennes e comperare
una seconda casa. E pens, non so come si fanno i soldi. Non
l'ho mai saputo. Tutto ci che Bernadette aveva era quello che
cresceva sulle terrazze o quello che potevamo barattare con
le cose che coltivavamo; tutto ci che io avevo era quello che
guadagnavo alla fabbrica di biancheria, e ora ho la mia piccola
pensione statale... quella e quanto riesco a coltivare nel
potager.
Mi dispiace disse. Qui non c' nulla in vendita.
I Wilson se ne andarono. Subito dopo, Audrun vide Aramon
discendere zoppicando il viale verso di lei. Sembrava uno spaventapasseri,
con i pantaloni tenuti su da un pezzo di corda e i
capelli sporchi e arruffati.
Chi era quella gente? chiese. Cosa voleva?
Audrun distolse lo sguardo da lui. Sapeva che avrebbe potuto
farlo sudare dicendo che erano amici di Verey, ma in quel
momento al cancello comparve Marianne Viala.
Marianne la baci. Quindi si gir verso Aramon e disse:
Non hai un bell'aspetto, mon ami.
Non sto bene disse lui. Qualcosa mi sta avvelenando.
Forse dovr andare in ospedale.
Dovresti farlo disse Marianne. E non dovresti bere, Aramon,
se non hai lo stomaco a posto...
Chi era quella gente? chiese di nuovo Aramon. Dimmi
chi era.
Stranieri disse Audrun. Si sono fermati solo a chiedere
la strada.
Per dove?
Ruasse.
Ruasse? La macchina era voltata nella direzione sbagliata.
S disse Audrun. Gli ho indicato la strada giusta.
Lui rimase l, torturato dalla paura. All'angolo della bocca
aveva un grumo di bava bianca. Marianne Viala lanci a Audrun
un'occhiata interrogativa, poi pos una mano sul braccio
di Aramon.
Dovresti prenderti pi cura di te, Aramon disse. Ma senti,
ho un favore da chiederti.
Gli occhi di Aramon dardeggiarono a destra e a sinistra, a
sinistra e a destra, e Audrun seppe cosa nascondevano quegli
occhi dardeggianti: Non chiedetemi favori. Sono troppo malato,
troppo stanco, per accontentarvi.
S? disse lui. Allora?
Domani Jeanne vuole portare qui la sua classe, dopo la visita
al museo della seta, a Ruasse. Porter la colazione per i
bambini e vuole un bel posto ombreggiato per il picnic, cos
ho pensato alle tue terrazze pi basse... se non ti dispiace che
entrino nella tua terra.  una classe piccola e...
Sulla mia terra? disse lui. Dove, sulla mia terra?
Ho detto: sulle terrazze pi basse, il plateau erboso sotto i
vigneti...
Non posso avere dei ragazzini che ficcano il naso nella mia
propriet. Te l'ho detto, non sto bene. Non posso prendermi
questa preoccupazione.
Non "ficcherebbero il naso". Verranno solo per un picnic.
Ragazzini. Non li sopporto...
Potete organizzare il picnic sull'altro lato della strada disse
Audrun con voce quieta. Sulla mia terra. Vicino al bosco.
Oh disse Marianne. Ma io pensavo... se a Aramon non
dispiace... che oltre al picnic potrebbero vedere i muri a secco
delle terrazze. Fare qualche disegno e...
No! disse Aramon e lanci a Marianne un'occhiata angosciata.
Non voglio che nessuno si avvicini a niente. Sono stufo
di sconosciuti.Voglio essere lasciato in pace!
Volt loro bruscamente le spalle e inizi la lenta camminata,
zoppicando, verso il mas, e in silenzio le due donne lo osservarono
allontanarsi.
Quando fu fuori portata d'orecchio, Marianne disse: Sta
morendo?.
Be' disse Audrun. Diciamo che il tempo lo ha raggiunto.


Capitolo 36.

Il tempo.
Un tremolio emerso da ciascun momento prima che fosse
propriamente vissuto - come se il tempo fosse un vortice,
un mistral, che sospingesse ogni cosa verso l'aldil - era con
questo che Anthony Verey aveva dovuto lottare per anni, da
quando la sua attivit aveva cominciato a entrare in crisi. Poi,
seduto nel suo ufficio sul retro, quella mattina di primavera,
aveva scorto il filo di seta nera che pendeva dall'arazzo Aubusson,
quel filo nero sfuggito dalla testa della strega malvagia, e
lo aveva tenuto fra il pollice e l'indice, e aveva finalmente compreso
che cosa lo attendeva: morte nuda.
E cos un giorno era arrivata.
In quell'inevitabile giorno, Anthony si ritrov seduto su una
poltrona dalla struttura in mogano ("Probabilmente francese,
1770 circa. Schienale con cartiglio imbottito. Braccioli e seduta
su zampe di capriolo") a guardarsi intorno in una bella stanza
di una casa sconosciuta, solitaria, con la vista del cielo vuoto da
ogni finestra.
Il suo sguardo si soffermava, si spostava, si soffermava, si
spostava. Sotto il profilo estetico la stanza era gradevole - non
conteneva nulla di brutto. Ma fu qui, in questo luogo, in questa
stanza quasi bella, seduto su una sedia costosa, con
l'imbottitura di damasco bianco e grigio, che Anthony Verey la sent
calare su di lui: la sconfitta definitiva.
Sedeva perfettamente immobile. Cos immobile, che poteva
sentire i tonfi del proprio cuore. La stanza aveva un alto soffitto
a travi, dipinto in una tenue tonalit verdeazzurra. Vicino a lui,
stava un alto chemine ("Moderno. Pietra arenaria. Stile georgiano
inglese. Linee e modanature semplificate") e nel focolare un
ceppo bruciato a met riposava su un cumulo di cenere.
Con l'occhio spassionato del collezionista, con una qualche
parte remota di s ancora viva in quel presente, Anthony ammirava
la stanza, le sue proporzioni, il suo accenno di grandeur,
la sua ubicazione in una casa tanto solitaria. Per un po', riusc a
distrarsi dalla sensazione di disastro incombente immaginando
la coppia svizzera che l'aveva arredata: avvocati o docenti,
persone colte, una coppia con una rubrica di indirizzi piena
che forse la teneva in contatto con molti mondi diversi. Persone
a cui la vita sorrideva. E che tuttavia si erano tenuti stretti
la propria anima. Non erano volgari. Non avevano paura del
silenzio.
Ma poi, dopo che era trascorso un certo lasso di tempo, avevano
capito ci che capiva Anthony: che questa casa li esponeva
in un modo troppo orribile. Si ergeva troppo in alto su un plateau
spietato, priva di protezione, di difese... con un precipizio
ai suoi piedi. Il vento incurvava i pini piantati per offrire ombra
e riparo, li incurvava e li sottometteva.
Gli alberi erano vivi a malapena. Si avvinghiavano al terreno
pietroso, immobili, artigliandolo con le loro ostinate radici, ma
non potevano proteggere la casa n i suoi occupanti. Qui, la volta
del cielo tratteneva tutto nella sua morsa. Qui, di notte, non trovavi
rifugio dalle stelle gelide. L'universo scendeva fino a te. E tutto
quello che eri stato, che ti eri sforzato di diventare, che ancora
speravi di essere: tutto questo ti veniva svelato in tutta la sua follia
e illusione... come se in esso non ci fossero n decoro n onore.
Forse avresti potuto accendere un fuoco nel camino, accoccolarti
l vicino, attaccarti a piccole consolazioni: vino e ricordi.
Ma sempre, tutto intorno a te, si sarebbe dilatato il vuoto. Avresti
visto te stesso come da un'altezza infinita: il modo in cui
strisciavi da un obiettivo all'altro, cominciando e rinunciando
interminabilmente, interminabilmente sperando e pentendoti,
perduto per sempre...
Anthony afferr i braccioli della poltrona. Abbass lo sguardo
sul ceppo semicarbonizzato posato sopra la cenere. Non
poteva pi restare aggrappato alle sue riflessioni sulla coppia
svizzera. Quello che si presentava invece alla sua mente angosciata
era un'immagine di Lai, che entrava volteggiando in
quella stanza spaziosa, il suo passo sempre cos leggero, con
indosso forse l'abito color lavanda che portava il giorno in cui si
era arrampicata sulla casa sull'albero e aveva mangiato biscotti
al cognac ripieni di panna montata...
Alz gli occhi. S, eccola, la sua amata Lai, inconsistente
come zucchero filato, e poi qualcosa attir l'attenzione di lei:
il ceppo semibruciato sulle ceneri fredde. Mosse in quella direzione,
si inginocchi davanti al camino e disse: Oh, guarda,
tesoro! Questo vecchio, sciocco ramo non ti ricorda qualcuno?
Divertente, eh? Un ramo! Non ti ricorda te?.
Nonostante l'insulto (o era solo uno scherzo? Con Lai non
si sapeva mai con certezza), Anthony desider che la madre
restasse con lui. Smarrito nella sua fantasticheria, si alz e le
prese le mani e le pass le braccia intorno al corpo e la strinse
a s e seppell la faccia nei suoi capelli d'oro e disse: Resta con
me, Ma'. Per favore. Non lasciarmi in questo posto.
Oh, va bene, caro disse lei. Va bene. Rester. Se devo.
Rimango vicino a te.
Ma scivolava fuori dal cerchio delle sue braccia e tornava
al camino per inginocchiarsi di nuovo, e a quel punto faceva
qualcosa di orribile: strisciava sul mucchio di cenere, e si
sdraiava, si sdraiava sulla cenere, stringendosi al petto il ceppo
semicarbonizzato.
No, Ma'... disse Anthony.
Lei aveva cenere fra i capelli, tra le pieghe del vestito, sulle
gambe snelle, sui piedi nudi. Lui allung la mano, per cercare
di farla alzare, ma lei non volle muoversi.
Ma'... supplic. Ma lei rest l, ridendo, stringendo il ceppo.
Rimase l ridendo della sua risata argentina e disse: Ora
sei mio, Anthony. Vedi?  quello che hai sempre voluto, no?
Ora sei tutto mio!.
Lui supplic e supplic: Ma, alzati. Sei coperta di cenere.
Per favore....
Ma in tutta la vita lei non aveva mai ascoltato quello che lui
diceva. E non pot ascoltarlo ora.
Anthony fece lentamente il giro della stanza, facendo correre le
dita sui mobili che ammirava, ma scopr che era un'ammirazione
attenuata, come se perfino quelle cose - i suoi diletti - non
avessero pi importanza per lui.
Usc. Lo soggiog la vasta distesa di colline che si stendevano
intorno a lui, da orizzonte a orizzonte. Il vento era cos
forte che l'auto ondeggiava sul viale di ghiaia. E lui pens, se
mi spingessi fino all'orlo, fino all'orlo settentrionale del plateau,
dove il mistral lotta con pi forza contro la gravit, dovrei
aspettare solo pochi istanti prima di venire trascinato via. Precipiterei
nella tenebra dove tacita, muta, Lai giace in attesa.
E allora sarebbe finita.
Sarebbe finita.
Niente pi balocchi e flirt con il futuro, in nessuna delle sue
forme sempre mutevoli, sempre diverse. Sarei semplicemente
sollevato dal vento e scaraventato su un letto di cenere.
E lo accetterei.

 Capitolo 37.

Jeanne Viala si sistem con i bambini nel campicello di Audrun,
vicino alle querce che crescevano ai margini del bosco.
La scolaresca era stata attenta e si era comportata bene al
museo della seta del Cvenol. Perfino Jo-Jo, con la sua scarsa
capacit di attenzione, era parso interessato ai reperti, e tutti
avevano realizzato ottime riproduzioni delle varie fasi della
coltura dei bachi da seta: l'incubazione delle uova in borse segrete
nascoste a contatto con il corpo umano; la collocazione
dei bachi nelle magnartenes; gli stratagemmi usati per tenere
a bada ratti e formiche; la raccolta delle foglie di gelso; la
montada dei bachi ormai adulti, lunghi cinque centimetri, sui rametti
d'edera; la tessitura dei bozzoli; la bollitura delle falene dall'interno
dei bozzoli mentre i fili venivano dipanati...
Solo la ragazza parigina, Mlodie, era parsa infelice. Il suo
disegno, realizzato con riluttanza, era un insieme di linee nere
che si incrociavano sulla pagina in verticale e in orizzontale.
Quando Jeanne Viala le aveva chiesto quale fosse il significato,
Mlodie aveva risposto con voce strozzata: Lesflats. Tutti i
bachi morti.
E poi, nel bel mezzo del picnic, cos gradevole sotto i grandi
alberi scuri - un momento cos gaio, anzi, che a Jeanne sarebbe
piaciuto dividerlo con il suo nuovo ragazzo, Lue, vigile del
fuoco - Mlodie si era alzata ed era corsa via, senza permesso,
senza neppure voltarsi quando Jeanne l'aveva chiamata.
Jeanne aveva deciso di lasciarla andare. Conosceva quelle
terrazze. Impossibile che la bambina si facesse male. La terra
si stendeva ben al di sotto della strada. L'accesso al fiume era
impraticabile perch, ormai da anni, Aramon Lunel ignorava
le direttive del comune sulla manutenzione degli argini. E
Jeanne non voleva lasciare l'intero gruppo per rincorrere una
sola bambina. Si augur che Mlodie ricomparisse presto. Per
dessert, aveva impacchettato bottiglie di yogurt alla ciliegia
Yop, e l'avrebbe tentata con quello per convincerla a rimettersi
seduta.
Gli altri bambini fissavano Mlodie che correva via. Continuavano
a fissarla.
Non le piacciono i bachi da seta disse Magali. Tutto quello
che le piace sono le lezioni di danza e il violino! E gli altri
risero, e Jo-Jo esclam: Crede di essere migliore di noi solo
perch viveva a Parigi, quella stupida vacca.
Smettila, Jo-Jo! disse Jeanne. Non intendo tollerare certe
parole.
E comunque  ebrea borbott Stphanie. Hartmann 
un nome da ebrei.
Che cosa hai detto, Stphanie? disse Jeanne.
Niente...
Jeanne Viala pos la bottiglia di acqua Evian. Alz le mani
come per abbracciare tutto il gruppo. Ascoltate, tutti quanti
disse. Per favore, smettetela di chiacchierare e ascoltatemi.
Jo-Jo, vale anche per te. Voglio ricordarvi che in questo paese
siamo un popolo tollerante. Sapete cosa significa tollerante?
Significa che accogliamo le persone nelle nostre comunit e
nei nostri cuori, quale che sia il loro passato, la loro religione
o la citt da cui provengono. E questo significa - vi prego di
ascoltare con attenzione - significa che non tormentiamo nessuno
n lo insultiamo.  chiaro? Mi interessa davvero che lo
capiate tutti.
I bambini tacevano, tutti. Jeanne scosse la testa con rammarico.
Il modo in cui Mlodie Hartmann  stata trattata in
questa classe ... deludente. La sua casa era a Parigi. E in questo
non c' nulla di sbagliato. Sta cercando di adattarsi al suo nuovo
ambiente. Ma voi non le state dando la possibilit...
Lei non si "adatta" disse Magali. Continua a ripetere a
tutti come fosse fantastica la sua scuola di Parigi.
Ha nostalgia, nient'altro disse Jeanne. Se farete tutti uno
sforzo per essere pi amichevoli con lei, le passer. Quindi, voglio
che oggi vi prendiate un impegno. Mi state ascoltando?
Stphanie? Da oggi, voglio che vi mostriate gentili con Mlodie.
D'accordo? Realmente gentili. Fatela partecipare ai vostri
giochi. Quando sbaglia, aiutatela. Va bene? Spero che abbiate
capito tutti.
Alcune delle bambine annuirono. Gran parte dei ragazzi distolsero
lo sguardo, l'espressione vacua.
Ora possiamo avere gli Yop? chiese la pi piccola della
classe, Suzanne.
Jeanne aspettava. Voleva qualcosa di pi dai suoi alunni.
Aveva fatto brutti sogni su come veniva trattata la ragazzina
di Parigi. Pens alla povera Audrun Lunel e a Marianne che
diceva: Quando un'esistenza viene distrutta nei primi anni,
Jeannette, a volte riprendersi  impossibile, ed  una vera tragedia.
Jeanne cominci a estrarre le bottiglie di yogurt dalla borsa
termica. Prima di darvele disse voglio sentire da ciascuno
di voi che avete capito quello che ho detto. Ditelo, per favore.
"Non ci saranno altre prese in giro a Mlodie Hartmann."
Stava per consegnarla al primo bambino, la bottiglietta di
Yop... ma non arriv a farlo, non sollecit altre parole da lui...
perch fu allora che lei e gli scolari sentirono le urla.
Jeanne lasci cadere la bottiglia e balz in piedi. Tutti i bambini
si girarono a guardare verso il margine del campo. Jo-Jo e
il suo amico Andr saltarono su, eccitatissimi. Cosa succede,
signorina? Cosa succede?
Aspettate qui disse ferma Jeanne. Aspettate qui e non
muovetevi. Jo-Jo, Andr, rimettetevi a sedere, per favore. Nessuno
deve muoversi da qui, d'accordo? Restate esattamente
dove siete. Me lo promettete? Magali, distribuisci gli Yop.
Le grida continuavano. Jeanne Viala cominci a correre nella
direzione da cui provenivano. Corse sempre pi veloce, ma
presto sent il cuore contrarsi, come il cuore di una vecchia,
mentre costringeva le gambe a portarla attraverso il campo in
pendenza. Maledisse se stessa. Che razza di insegnante era
quella che se ne stava seduta lasciando che una bambina si
allontanasse sola durante un picnic in campagna?
E... oh Dio... da che parte era andata? Le urla erano cessate
di colpo quando Jeanne raggiunse il limitare del campo. Doveva
andare diritto, inoltrarsi nel pascolo che portava al fiume, o
prendere a sinistra? Guard a terra, alla ricerca di tracce visibili,
ma l'erba secca non rivelava nulla, solo i grilli dal dorso rosso
che saltavano e le teste secche della cicuta bruciata dal sole.
Cominci a chiamare: Mlodie! Mlodie!. Ma ora tutto
intorno a Jeanne sembrava contagiato da uno smisurato silenzio.
Il rumore pi forte era il battito del suo cuore. Si massaggi
il petto, sent come la camicetta bianca aderiva al corpo. Lue,
avrebbe voluto gridare, aiutami...
Poi si costrinse a pensare con razionalit: prova in una direzione,
quindi in un'altra. Ora dipende tutto da te.
Avanz incespicando, gridando il nome della bambina, dicendole
che stava arrivando, che andava tutto bene... attraverso
un cancello arrugginito entr nel pascolo. Pensava che sul
terreno umido avrebbe trovato impronte da seguire, ma quando
fu nel prato vide che anche l l'erba era secca e marrone, e
il terreno accidentato, e i suoi piedi nelle scarpe di tela bianca
si torcevano in un senso e nell'altro e quasi cadde. Si riprese e
continu a correre, diretta a un esile gruppo di frassini, oltre il
quale si allungava l'argine del fiume.
Ormai era senza fiato nella calura spietata, mentre lottava
contro i ciuffi d'erba morta. Si ferm un istante. Riusciva a sentire
qualcosa?
Nulla. Il grido di un uccello da preda, una poiana o un falco.
E poi... s... qualcos'altro... il rumore del fiume. Prosegu in
quella direzione, attraverso il folto di frassini, e si sent grata per
l'ombra screziata fornita dagli alberi esili, che la proteggevano
dal sole, almeno per un momento. Ora lo scrosciare del fiume
era pi forte. Ma tra i frassini e l'argine c'erano rovi e ortiche.
Di certo la bambina non era riuscita ad aprirsi un varco.
Jeanne torn a fermarsi. Stava per voltarsi e tornare al pascolo
quando si accorse che quelle che aveva scambiato per
ortiche non erano in realt ortiche, ma quelle erbacce scure e
piumate che abbracciavano le sponde di ciottoli del Gardon in
alcuni punti ombrosi, dove a volte facevano il nido i serpenti, in
luoghi che i pescatori evitavano.
E allora vide che in un punto le erbacce erano appiattite.
Forse dopo tutto aveva preso la direzione giusta. Segu le tracce,
immaginando i piedini della bambina calpestare l'erbaccia,
incurante, nella sua infelicit, dei serpenti, aprendosi a forza un
passaggio tra la vegetazione rigogliosa...
Jeanne arriv a un argine di ciottoli e vide il fiume che tentava
di scorrere con impeto, ma rallentando quasi a vista d'occhio,
come faceva ogni estate quando non pioveva da aprile. Il
suo sguardo, tuttavia, non indugi sull'acqua. Cominci a cercare
impronte fra i ciottoli. Le pietruzze erano ruvide e scivolose,
ma pi vicino all'acqua c'era una spiaggetta grigia e lei la
raggiunse e le parve di scorgere orme che andavano a sinistra,
verso l'ansa del fiume.
Mlodie... Mlodie... riprese a chiamare, consapevole di
non avere quasi pi voce. Si sentiva esausta, come se avesse
camminato da Ruasse a La Callune, tutto in salita, con le auto
che le passavano accanto e il bordo della strada deturpato da
massi caduti. Oh, per favore, per favore, fammela trovare disse.
Per favore, fa'che sia viva...
Jeanne segu la curva dell'ansa. Immediatamente vide la
bambina, nuda se non per un paio di mutandine bianche e
rosse, sdraiata su un masso al centro del fiume. Giaceva supina,
le gambe penzoloni, la forza di gravit che minacciava
di trascinarla in acqua da un momento all'altro. Sparpagliati
sulla spiaggia di ciottoli c'erano i vestiti che aveva indossato
per l'escursione.
Freddo, ora. Di colpo Jeanne aveva freddo. E il pensiero di
inoltrarsi nell'acqua gelida era intollerabile. Oh Dio... se solo
Lue fosse stato l per prendere la bambina fra le braccia, per
spaventare lo sconosciuto che forse si nascondeva in qualche
punto lungo il fiume... ma a volte, Jeanne lo sapeva, non c'
nessuno, n Lue, n Marianne, nessuno. Sei solo e quello che
devi fare  andare avanti. E che accada quello che deve accadere...
Jeanne si liber con un calcio delle scarpe di tela, ricord il
cellulare che teneva nella tasca dei jeans e lo infil in una delle
scarpe. Si inoltr nel fiume e subito percep l'onda fredda intorno
ai polpacci. Si sostenne alle rocce mentre avanzava lungo
il letto limaccioso, sassoso. Sono qui continuava a ripetere ad
alta voce. Sono qui. Sono qui...
E c'era quasi. Allung la mano. Ripet il nome della bambina:
Mlodie. Tocc una delle gambette lisce, l'alluce che quasi
sfiorava l'acqua. La strinse forte. Quindi si schiacci contro
il masso e attir a s la piccola. Mlodie giaceva ancora sulla
pietra, ma ora era trattenuta, trattenuta dalle braccia di Jeanne
Viala. Aveva gli occhi chiusi. La bocca aperta. Ma Jeanne sentiva
il battito del suo cuore e il suo respiro.
La scosse e grid, le disse che ormai era salva. E fu con un
sollievo quasi estatico che la vide aprire gli occhi. Poi sent le
braccia esili della bambina circondarle il collo e stringere forte.
Jeanne la cull e la tenne stretta, lasciando che fosse ancora
il macigno a sostenerne il peso, ma tenendola il pi vicino possibile
mentre si preparava a trasportarla a riva.
Cosa  successo? chiese con dolcezza. Ti sei fatta male?
Qualcuno ti ha fatto del male?
Ma la ragazzina non riusciva a parlare. Apr la bocca, ma
non furono parole a uscirne, solo un lieve gemito melodioso.
Tenerla al caldo, si disse Jeanne. Portarla sull'argine. Rivestirla.
Cercare aiuto. Chiamare Lue. Dirgli di mandare un'ambulanza.
Chiamare Maman perch la raggiungesse e stesse con
i bambini.
Ora doveva sollevare Mlodie, caricarsene tutto il peso e in
qualche modo girarsi e, senza scivolare o cadere, raggiungere
la spiaggetta di ciottoli. Senza lasciar andare la bambina, Jeanne
si guard intorno, nel tentativo di individuare il percorso
pi sicuro.
Al di l del macigno c'era una pozza profonda. Jeanne Viala
ramment vagamente pozze simili, dove un tempo aveva
sguazzato e nuotato con suo padre, quando lui era vivo e cercava
di catturare per la cena una delle trote che si nascondevano
sotto le rocce a strapiombo.
Guard la pozza verde. C'erano dei pesci, vide improvvisamente.
Ma morti: i ventri bianchi di due pesci morti che
galleggiavano sulla superficie dell'acqua. Stranamente, non erano
trascinati via dalla corrente... come se fossero ancora attaccati a
qualcosa sotto il pelo dell'acqua... non erano affatto pesci...
Jeanne ebbe un conato di vomito. Guard altrove. Tremando,
strinse a s la bambina e sent lo stomaco che continuava a
contrarsi. Si sforz con tutta se stessa di vincere la nausea, ma
inutilmente. Uno spasimo le attravers il corpo e vomit il panino.
Grumi di cibo rigurgitato caddero sul braccio di Mlodie.
Poi l'acqua se li port via, verso la pozza verde, verso le piante
bianche dei piedi del corpo dell'annegato e la sottile striscia di
tessuto, simile a fumo scarlatto, che risaliva dalle profondit,
dove doveva trovarsi la testa.


Capitolo 38.

Cos adesso era arrivata.
Audrun sapeva che era l'ultima tempesta della sua vita e
che, quando fosse passata, se fosse sopravvissuta, tutto sarebbe
cambiato, e lei sarebbe stata libera. La tempesta arriv in volo
a La Callune un tardo pomeriggio, quando il sole era ancora
caldo e il cielo limpido e azzurro.
Prima, Audrun sent la sirena di un'ambulanza, poi vide una
squadra di auto della polizia radunarsi sulla strada. Cominci
a contare gli agenti: cinque, sei, sette... e pens, forse dovr
dirlo sette volte o pi, ripetere ancora e ancora la stessa cosa, la
stessa dichiarazione.
And in camera e si cambi con un vestito di cotone pulito
e i sandali marroni che aveva comperato al mercato a Ruasse.
Si riordin i capelli. Sentiva le radio della polizia gracchiare
e stridere come animali di uno zoo. Era tutto esattamente come
aveva immaginato, come se lo avesse visto in un film - in centinaia
di film, mentre sedeva sola sulla sua sedia nei pomeriggi
d'inverno, con la coperta all'uncinetto sulle ginocchia, e solo la
luce del televisore a rischiarare la stanza - e quei film le avevano
mostrato anche qualcos'altro: le avevano insegnato come
doveva comportarsi lei, la testimone innocente.
Si aspettava quasi che Aramon arrivasse di corsa al bungalow,
frignando terrorizzato, ma lui non si fece vedere. Cos lei
seppe cosa stava facendo: si nascondeva. In qualunque luogo
pensasse di essere al sicuro: in un armadio con i suoi vestiti e il
fucile; nel solaio; nel boschetto di lecci dietro il recinto dei cani.
Come convinto di diventare invisibile, se si fosse appallottolato
come un riccio...
Il giorno scivolava verso il tramonto quando il primo poliziotto
buss alla porta di Audrun. Con lui c'era un altro uomo, vestito
in abiti civili, il genere d'uomo che, nei film della televisione,
era quello che metteva insieme i pezzi del rompicapo.
Quell'uomo - diversamente dai semplici flics - ha sempre
una vita privata piena d'ombre: un matrimonio in via di
disfacimento o un problema con l'alcol, oppure un'incurabile
tristezza nel cuore; le cose che rendono umani e reali i personaggi
dei film.
Cos Audrun cap che era a lui che avrebbe dovuto rivolgersi
- con la voce che le veniva un po' meno (per via dello choc),
ma in una sequenza che fosse logica. E quell'uomo sarebbe
stato gentile e paziente con lei, e avrebbe ascoltato mentre il
flic prendeva appunti...
Si chiamava Inspecteur Travier. Era sui quaranta e di bell'aspetto.
Sedette nella cucina di Audrun, che era pulita e ordinata.
 stato trovato il cadavere di un uomo nel fiume annunci
grave.
Audrun trasal. Ora l'attesa di sentire quelle parole le parve
intollerabilmente lunga, come se fosse durata anni e anni.
Strinse il corpetto dell'abito di cotone.
Affogato? si costrinse a chiedere con un alito di voce.
Non uno dei pescatori del paese?
No. Siamo sicuri al novanta per cento che si tratta del turista
inglese scomparso, Anthony Verey.
Pardii esclam Audrun. L'ho letto sui giornali. Cos era
nel fiume!  scivolato e caduto? Il fiume pu essere traditore,
se uno non lo conosce...
La causa della morte deve ancora essere accertata disse
Travier. Ma abbiamo motivo di credere, da una ferita al ventre,
che si tratti di omicidio.
Pardii ripet Audrun, e si alz per prendere un bicchiere
posato accanto al lavello e riempirlo d'acqua e bere.
Travier attese. Con la coda dell'occhio, Audrun vide che il
flic la scrutava attento, ma Travier si limitava ad aspettare con
pazienza, guardandosi intorno senza parlare. Quando Audrun
torn a sedersi, Travier si schiar la gola e disse: Risulta che il
ventisette aprile Monsieur Verey  venuto quass, a visitare la
casa conosciuta come il Mas Lunel....
Mi dispiace disse Audrun. Oh, mi dispiace, ma al momento
non posso parlare. Non riesco a respirare.  una notizia
talmente scioccante. Chi ha trovato il corpo?
Una giovane donna, signora. Con un gruppo di scolari.
Anzi, la prima ad arrivare sulla scena  stata una di loro.
Ah non! proruppe Audrun. Mon dieu, le cose che succedono...
Lo so disse Travier, come in risposta ai pensieri nascosti di
Audrun. Terribile.
Audrun si impastava il petto ossuto con la mano, come per
massaggiarsi il cuore. Quando il respiro si fece un po'pi calmo,
l'Inspecteur Travier disse: Sta bene? Posso farle qualche
domanda?
Mon dieu, mon dieu disse Audrun. Sa, ho conosciuto quel
poveretto. L'ho visto vivo...
Lo ha incontrato quando  venuto a visitare il Mas Lunel?
S.
Il Mas Lunel  la sua casa di famiglia?
Era la nostra casa di famiglia. Aramon... mio fratello... lo ha
ereditato alla morte di nostro padre. Ma ora  diventata troppo
per lui - tenere la casa in buono stato, e tutta la terra...  pi
vecchio di me. La sua salute non  buona...
Quindi ha deciso di vendere?
Sperava di incassare denaro, Inspecteur. Un bel po'di denaro.
 il flagello del mondo moderno, tutti vogliono essere ricchi.
Non siamo mai stati ricchi nella nostra famiglia, ce la cavavamo
appena. Non so cosa si sia messo in testa Aramon.
L'Inspecteur Travier fece una pausa. Appoggi il mento alla
mano. Audrun sorseggi un altro po' d'acqua mentre Travier
chiedeva:  stato quel giorno, vero, che Monsieur Verey
 venuto con le agenti immobiliari da Ruasse, a visitare la
casa?.
Non lo so disse Audrun. Giorni e date. Non so... Oh Dio,
continuo a pensare a quella povera bambina che ha trovato il
cadavere! Una cosa come questa pu segnarti per tutta la vita,
non  vero? Ossessionare i tuoi sogni.
Le verr fornita assistenza. La aiuteranno a dimenticare.
Ora, pu confermarmi quando  stata la prima volta che ha
visto Monsieur Verey?
Probabilmente  stato alla fine di aprile. Ma non riesco
a ricordare il giorno esatto. Non ho un calendario. Non avrei
molto da scriverci.
Capisco. Ma crede di averlo visto senz'altro in quella occasione?
S.
E pu dirci se era solo, a parte l'agente immobiliare?
No. In quell'occasione con lui c'erano la sorella, credo, e
un'altra amica e l'agente. E poi la seconda volta...
Audrun si interruppe di colpo, portandosi una mano alla
bocca. Il silenzio cal nella piccola stanza. Travier, che aveva
gli stessi intelligenti occhi azzurri di tante delle sue controparti
televisive, scambi un'occhiata con l'agente, poi quegli affascinanti
occhi azzurri si socchiusero e fissarono Audrun con
elettrizzante attenzione.
Mi parli di questa"seconda volta" disse.
Audrun scosse la testa. Non ne sono sicura disse. Non
dovrei dire cose di cui non sono sicura...
Lasci penzolare la testa. Tutti e due gli uomini la guardavano
attenti. Lei pos le mani, una accanto all'altra, sulla tovaglia
cerata a colori, sul piccolo spazio dove consumava i suoi
innumerevoli pasti solitari e prendeva le pillole e a volte sedeva
immobile, aspettando che la vita - la vera vita, quella in
cui sarebbe stata al sicuro - cominciasse. Infine tir un respiro
profondo e si accorse di come la presenza di questi due uomini
ancora nel fiore degli anni profumasse dolcemente l'aria della
sua minuscola cucina.
La seconda volta disse Travier. Dice di non esserne sicura,
ma pensa di aver rivisto Verey, giusto?
Credo che fosse lui disse Audrun esitante. Non potrei
giurarlo. Ho visto un uomo salire verso il mas.
Solo?
S. Ho guardato fuori della finestra e l'ho visto... di schiena.
Non ci ho fatto molto caso, ho pensato soltanto che Monsieur
Verey aveva deciso di tornare. Non sono uscita a parlargli. L'ho
soltanto visto camminare verso la casa da solo. Poi, dopo un
po', guardavo fuori dall'altra finestra, quella del salotto, e l'ho
visto - l'uomo che ho visto - attraversare la strada con Aramon...
Aramon, suo fratello?
S.
L'agente continuava a scrivere. Il viso di Travier era adesso
molto vicino a quello di Audrun. Nonostante gli occhi azzurri,
c'era in lui qualcosa che le ricordava il Raoul Molezon di tanto
tempo prima. Si scopr a chiedersi se Travier avesse mai ordinato
sirop de pche in un caff di Ruasse, per una ragazza che
gli piaceva.
E dopo disse lui ha pi rivisto quell'uomo?
No disse Audrun.
Ne  sicura? Assolutamente sicura? Non li ha visti tornare
dal fiume?
No. Quella  stata l'ultima volta che l'ho visto.
E suo fratello? Quando  stata la volta successiva che lo ha
visto?
Audrun bevve un altro sorso d'acqua. Non ricordo disse.
Dunque non ha visto lui tornare dal fiume?
No.
Quando pensa di averlo rivisto... Aramon?
Non saprei. Glie l'ho detto, non sono brava con le date.
Dev'essere stato qualche giorno dopo. Forse quando ha trovato
il cane morto nel recinto.
Un cane morto?
S. Era sconvolto. I cani gli piacciono - i suoi cani da caccia.
Ma una mattina  uscito e ce n'era uno morto. Lui era
sconvolto.
Va a caccia di cinghiali con i cani?
S. C' un circolo cacciatori a La Callune.
Quindi possiede un fucile?
Oh s. Non si preoccupi, ha il porto d'armi. Non sappiamo
perch il cane  morto. Ma  stato sconvolgente per Aramon.
E... credo sia stato il giorno in cui gli ho fatto vedere la foto di
Monsieur Verey sul giornale. Gli ho detto: "Non  l'uomo che 
venuto qui?". E lui si  agitato moltissimo. Ma credo che fosse
preoccupato soprattutto per il cane e per la fossa da scavare nel
terreno duro.
L'agente smise di scrivere e lui e Travier si guardarono.
Audrun sapeva che c'erano parole in quello sguardo. Nei film,
gli sguardi sostituivano spesso le parole, perch i film cercavano
di essere fedeli alla vita, al modo in cui le cose accadevano
realmente - con pause di silenzio, mute oscurit...
Travier si alz. Percorse avanti e indietro il cucinino. Avanti
e indietro con le mani in tasca. Poi si ferm e disse: Signorina
Lunel, suo fratello aveva raggiunto un accordo con il signor
Verey in merito alla vendita della casa?
No disse Audrun. Lui pensava che Monsieur Verey
l'avrebbe comperata - per una somma molto alta - ma poi ha
cambiato idea.
Chi ha cambiato idea?
Monsieur Verey. Ha cambiato idea...  quello che mi ha detto
mio fratello. Forse aveva trovato un'altra casa. E Aramon era...
S?
Be', era molto deluso, credo. Era una somma molto cospicua.
Pensava che sarebbe diventato ricco.
Travier torn a sedersi e si protese verso Audrun, come per
prenderle una mano fra le sue, ma lei si ritrasse, incroci le
mani in grembo. Immagin il regista che le diceva: "No, no.
Non lasciare che ti prenda la mano, Audrun. Ricorda che sei
innocente. Innocente. Gli innocenti non mostrano debolezza.
Al contrario, dimostrano di non avere bisogno di gentilezze
particolari".
Ma Travier parl ugualmente con voce gentile quando disse:
Mi permetta di chiederle, Mademoiselle Lunel, se crede che
suo fratello nutrisse animosit nei confronti di Verey.
Audrun fiss Travier, ne sostenne lo sguardo. Mi sta chiedendo
disse se credo che possa avergli fatto del male?
S. Le sto chiedendo se crede che suo fratello abbia qualcosa
a che fare con la morte di Anthony Verey.
Allora lei si mise a piangere. Non fu difficile.
Non era mai stato difficile. Per provocare le lacrime, non doveva
fare altro che pensare a Bernadette. Non era neppure una
finzione. Era semplicemente Bernadette che la chiamava dalla
sua sedia sotto il sole, dove sgusciava fagioli, con uno scolapasta
sulle ginocchia.
Audrun si prese la testa fra le mani e la scosse da un lato all'altro
e sent il tocco gentile della mano
dell'Inspecteur Travier sulla spalla.
Mi dispiace disse lui farle una domanda tanto terribile.
Non  tenuta a rispondere. Non deve...
Ho paura per lui! proruppe Audrun. Ha dei vuoti. Fa cose
e poi non riesce a ricordarle. Povero Aramon! La sua memoria
se n' andata. Ho tanta paura per lui!
Singhiozz a lungo, e il proprio pianto le sembr bello e
pieno di armonia.
Dopo, i poliziotti non si trattennero a lungo, come lei sapeva
che sarebbe successo.
Tornarono a una delle macchine ferme sulla strada e le radio
ripresero a ruggire a intermittenza nella vallata. Audrun si
tenne nascosta nelle ombre dietro la finestra, a guardare e ad
aspettare, e il sole tramont e la luce divenne grigia e piatta.
In quella luce grigia, li vide passare davanti alla sua porta:
venti o trenta agenti armati.
Di gran lunga troppi, pens. Di gran lunga troppi per quello
a cui servono.
Socchiuse la porta e rimase a guardare, senza muoversi.
Gli uomini armati avanzavano lenti e in silenzio, aprendosi
a ventaglio sulla distesa erbosa antistante il Mas Lunel. Travier
era con loro. Un furgone della polizia stava in attesa.
Quando i cani fiutarono l'odore - cos tanti corpi umani insieme
- attaccarono a ululare e a latrare e Audrun si chiese se
- in un ultimo atto di sfida - Aramon li avrebbe sguinzagliati
contro i poliziotti. Li sentiva grattare la rete del recinto.
Allung il collo per vedere meglio. Tre agenti si erano staccati
dal gruppo e si dirigevano verso il fienile, mentre gli altri
strisciavano senza rumore verso il mas. Per un momento, Audrun
accompagn con la mente quelli diretti al fienile. Li sent
rompere il lucchetto nuovo messo da Aramon, spalancare le
porte...
E pens che in un primo momento, e nonostante le torce
che avevano con loro, forse non avrebbero visto, perch l'oscuro
spazio a volta del fienile era talmente immenso e perch lei
era stata cos brava a mimetizzare...
Portarla l dentro - un'auto molto pi grande e potente della
sua - era stato angoscioso. Il momento peggiore. Il cuore le batteva
in modo patetico, come il cuore di una gallina Bantam. Le
mani avevano cominciato a sudarle, nei guanti di gomma. Aveva
fermato la Renault sul viale, era stata costretta a far salire i giri
del motore quando lo aveva riavviato, e sempre pietrificata dal
terrore che Aramon vedesse o sentisse quello che stava facendo
e allora tutto - tutto - sarebbe stato perduto. Ma non era venuto
nessuno. Nessun'altra auto era passata lungo la strada.
E una volta nascosta la Renault nel fienile - con l'orribile
sandwich all'interno - quando Audrun aveva cominciato a coprirla
con i sacchi e quindi ad accumularci sopra un'accozzaglia
di oggetti abbandonati l da Aramon nel corso del tempo, si era
sentita esaltata dalla propria astuzia. La gente la giudicava stupida.
Solo perch non era riuscita a farsi una vita vera con un
marito che la amasse, credevano che non avesse idea di come
funzionava il mondo. Ma in quel momento si chiese: quanti
di loro sarebbero stati capaci di fare quello che aveva fatto lei?
Quanti sarebbero stati capaci di farlo e di sentire nel cuore una
tale esultanza?
Pi tardi, il furgone della polizia oltrepass la sua porta, i fari
che ardevano gialli nel buio. E Audrun seppe che al suo interno
c'era Aramon. Immagin la cella dove sarebbe stato condotto e
la sua testa di vecchio spaventapasseri che crollava su un letto
scomodo e la sua faccia che contemplava la stanza sconosciuta,
gli occhi pieni di smarrimento.

 Capitolo 39.

Veronica fu accompagnata all'obitorio dell'ospedale di Ruasse.
Al telefono le era stato detto che si era gi provveduto a
un'identificazione certa grazie a campioni di DNA; non sarebbe
stata costretta a identificare il fratello; i giorni in cui si sottoponevano
i parenti a quello strazio erano - in moltissimi casi,
come questo in particolare - passati.
Ma Veronica sapeva che finch non avesse visto Anthony,
finch non fosse stata certa che il mondo non le mentiva, non
avrebbe mai creduto alla sua morte. E allora sarebbe probabilmente
impazzita. Avrebbe trascorso tutto il tempo seduta alla
finestra, in attesa di sentire la sua auto. Sarebbe invecchiata seduta
l, ad aspettare. Aveva spolverato la sua stanza, dato aria
al letto. Non avrebbe mai rinunciato all'illusione di vederlo, un
giorno, varcare la porta.
Ora stava guardando un cadavere gonfio e grigiastro, un
cumulo di carne putrescente e fetida, senza pi fattezze, in un
sacco impermeabile chiuso a met.
Potrebbe essere chiunque... voleva dire. Di certo non  Anthony.
Lui era snello. Aveva i capelli robusti e folti. Le mani
delicate...
Ma vedeva che era lui.
La piet per il fratello, una piet infinita e senza limiti, si
gonfi dentro di lei simile al lungo, lento movimento di una
sinfonia.
* * *
C'era una stanza dove venne accompagnata perch si riprendesse.
Sedette su un divano duro. Un inserviente dell'obitorio
le port dell'acqua. In Inghilterra, pens lei, non sarebbe stata
acqua bens t, ma non le importava.
Nessuno di quei dettagli importava minimamente... e non
sarebbero importati mai pi.
Non sapeva dove andare o cosa fare. Sopra di lei, tutto intorno
a lei, pens, la vita dell'ospedale continuava. Medici e infermiere
si precipitavano dai reparti in sala operatoria in rianimazione,
poi di nuovo nei reparti, cercando di sopraffare la sofferenza,
cercando di salvare vite. E i pazienti, cos commoventi
nella loro convinzione che la sofferenza sarebbe passata, la loro
vita salvata! Dimentichi che in ultimo ogni battaglia  perduta.
Ognuna.
Il giovane inserviente dell'obitorio, uno studente di circa
vent'anni, era rimasto con Veronica. In ginocchio accanto a lei,
le teneva la mano. Sopra il camice verde, portava un grembiule
di plastica pure verde, strofinato con vigore fino a luccicare.
So disse Veronica al ragazzo che ci sono cose da fare. Molte,
molte cose. Ma non riesco proprio a pensare quali siano.
Lui scosse la testa, chiusa in una cuffia trasparente. Le ricorder
pi tardi, signora disse con gentilezza.
Non so se sar cos disse Veronica.  come se la mia
mente si fosse... pi o meno dissolta.
 normale disse l'inserviente dell'obitorio. Del tutto
normale.  lo choc. Adesso ce la fa ad alzarsi? La accompagno
all'auto della polizia e loro la porteranno a casa.
Come si chiama? chiese Veronica con voce tenera, materna.
Paul disse il ragazzo.
Raul ripet Veronica. Un nome molto bello. Facile da ricordare.
Mi piacciono i nomi cos.
Cos tante cose da fare...
Ma non fece nulla. Sapeva che era deplorevole.
Seduta sulla terrazza, guardava le foglie cadere. Sedeva cos
immobile che i piedi avevano quasi perso sensibilit. Infine si
alz, zoppic fino alla sua stanza e si sdrai, incapace di resistere
oltre. Si copr con il lenzuolo e la coperta bianca e azzurra
e chiuse gli occhi.
Sapeva che piangere era una delle cose che avrebbe dovuto
fare, ma sembrava una pretesa impossibile, il genere di stupida,
insensibile pretesa che avrebbe potuto avanzare Lai... Lai, o
qualcuno che non la conosceva abbastanza e che non l'avrebbe
mai conosciuta, non avrebbe mai saputo come ci si sentisse a
essere Veronica Verey, viva nel mondo...
Si chiese se, in realt, avrebbe mai fatto di nuovo qualcosa,
che non fosse starsene sdraiata nella sua camera a Les
Glaniques. Semplicemente stare sdraiata, incapace di muoversi, come
il personaggio di una spettrale commedia di Samuel Beckett, in
cui non accadeva mai nulla. Sembrava molto probabile.
Si sforz di pensare a tutte le cose che avrebbe potuto fare,
ma nessuna la attirava. Ricord che quando era stato necessario
chiamare il veterinario per far sopprimere Susan, lei era
corsa nel boschetto dietro Bartle House e aveva raccolto un
bastone e cominciato a girare in tondo, aggredendo gli alberi.
Aveva continuato ad aggredirli fino a che il bastone si era
spezzato, e allora ne aveva trovato un altro, e aveva ripreso a
colpire e a colpire fino a non avere pi aria nei polmoni e allora
era stata costretta a cadere e a posare il viso su un cuscino
di muschio.
Ora ammirava da lontano la ragazza che aveva bastonato gli
alberi con tanto impeto. Immaginava il colore che quell'esercizio
le aveva portato sulle guance.
Pens che era stato ammirevole e giusto, nei confronti di
quell'adorabile piccolo pony. Ma, mentre giaceva a letto, l'idea
di qualsiasi movimento la stancava al punto che le pareva di
affondare nel materasso come se fosse un campo di profonde e
cedevoli sabbie mobili. Respirare era estenuante.
Forse dorm. Non ne era sicura.
Ora vedeva che la stanza era buia e sentiva qualcosa, un suono
che avrebbe dovuto riconoscere, ma che non riconosceva.
Apparteneva a una vita diversa.
Dopo qualche tempo, decise che il suono forse era lo squillo
del telefono, ma non le venne in mente nessuno con cui volesse
parlare. Di una cosa era grata: di essere sola. Pens che in
quella solitudine c'era una sorta di dignit e di pace.
I ricordi le si affollavano intorno come folletti, come personaggi
fuggiti da un racconto, tenendosi per mano e correndo forte.
Guardaci! Guardaci! Siamo vivi!
Una sera in cui...
...lei e Anthony sedevano soli nella cucina di Bartle House,
a mangiare cereali. Lai era uscita a cena. Lei, Veronica, doveva
avere quindici anni e Anthony dodici o tredici. Tutto quello che
avevano per cena erano cereali. Anthony and al frigorifero e
lo apr e vide che era pieno di bottiglie di champagne e piatti di
selvaggina e pesce, che aspettavano di essere cotti per la festa
che Lai dava per i suoi eleganti amici dell'Hampshire la sera
successiva.
Non c' mai niente per noi disse. Non capisco perch.
S che lo capisci disse Veronica.
Vuoi dire che non si preoccupa per noi?
Non ci vuol bene.
Lui sedette a fissare la tazza azzurra di cereali mangiati a
met. Quindi rovesci la tazza e lasci che la poltiglia di latte
e fiocchi colasse sulla tovaglia. La sparse tutt'intorno con
le mani. Veronica si alz e and da lui e lo abbracci. Lo baci
sulla testa.
Io ti voglio bene disse. E te ne vorr sempre. Prometto
che te ne vorr sempre.
Lo so, V disse lui.
Aveva mantenuto la promessa?
C'erano stati momenti di trascuratezza, mesi in cui non lo
chiamava e neppure pensava molto a lui, soprattutto dopo aver
conosciuto Kitty Meadows. Perch adesso era chiaro: Kitty aveva
sempre voluto separarla da Anthony, aveva sempre voluto
distruggere i suoi sentimenti per lui... come se fossero di natura
sessuale e costituissero una minaccia. Quindi, in un certo senso,
Kitty era responsabile di quella morte...
Sembrava un pensiero logico: Kitty  responsabile.
E Veronica decise che forse per lei sarebbe sempre stato
cos, che era stata Kitty Meadows a mandare Anthony a morire.
Qualcun altro, uno sconosciuto pazzo e infelice gli aveva
sparato - perch era un turista inglese? Per una ragione che per
lei sarebbe sempre rimasta irreale. Ma era Kitty che lo aveva
voluto morto. Lei era stata l'unica troppo ottusa per vedere ci
che in verit Anthony e la sorella provavano l'uno per l'altra e,
per una gelosia infondata, aveva voluto la sua fine.
Il telefono squill di nuovo ma Veronica non si mosse.
La notte si svegli e credette di sentir piovere.
Ma sapeva che a volte era difficile capirlo; era pioggia, o solo
il vento che cambiava direzione, respirando in modo diverso
fra gli alberi?
Continuava, il suono sospirante. Ancora e ancora. Aveva
quasi voglia di alzarsi, tanto per vedere se la pioggia era arrivata,
se tutte quelle settimane di siccit erano terminate. Poi
per si rese conto che neppure di questo le importava. Che il
giardino morisse pure.
Perch che cos' un giardino? Un pezzo di terra modificato,
temporaneamente e in modo artificioso, che richiede attenzioni
eccessive. Un tentativo di creare un piccolo "paradiso" che ti
consoli per tutte le altre cose che non saranno mai tue.
E allora sorse un nuovo pensiero: Avrebbe dovuto esserci un
bambino. Mio o di Anthony, poco importava. Avrebbe dovuto
esserci qualcuno a cui ora poter dare tutto quello che ci siamo
sforzati di fare.
Qualcuno di diletto. Finalmente.

 Capitolo 40.

Arriv il fuoco sulle colline alle spalle di La Callune.
Un escursionista sventato getta via una sigaretta.
Una foglia secca comincia ad ardere...
Il mistral dava la caccia alle fiamme all'orizzonte. Il vento
soffiava da nord e il fuoco, alimentato dalla resina dei pini sulle
vette, indugi un momento, poi cambi direzione e sferr l'attacco
alla valle.
L'aria era satura di fumo e del gemito delle autopompe.
Marianne Viala risal ansimando la strada che portava al
bungalow di Audrun e le due anziane donne si fermarono
al cancello, a guardare. Lo avevano gi fatto, un anno dopo
l'altro: gli incendi del Cvenol in tutta la loro spietata grandeur.
Avevano visto il cielo farsi nero. Avevano visto i vigneti
ingrigire e soffocare sotto la cenere. Avevano visto linee elettriche
esplodere. Ma non lo avevano mai visto avanzare verso
di loro in quel modo, diritto verso il Mas Lunel, sull'onda del
vento mutato.
Marianne afferr la mano di Audrun. I vigili del fuoco
combattevano sulle erte terrazze con le loro pesanti pompe.
I canadairs sono in volo disse Marianne. Lue ha chiamato
Jeanne e lei ha telefonato a me. I canadairs lo spegneranno,
Audrun. Ora sono sulla costa, a rifornirsi d'acqua.
Audrun alz gli occhi. Ad affascinarla del fuoco era che
sembrava talmente vivo. Fra i crepiti e gli schianti, riusciva
quasi a sentire le sue vanterie: la terra  mia, la terra secca come
un'esca infiammabile  sempre stata mia.
In contrasto con il fuoco instancabile, vanaglorioso, Audrun
si sentiva un'ombra. Sapeva di essere sull'orlo di uno dei suoi
episodi. Sapeva che sarebbe dovuta andare a stendersi, subito,
prima che cominciasse. Ma questa volta stava cercando di arginarlo.
Si aggrapp a Marianne, con la testa china, concentrata
sul terreno ai suoi piedi. A volte, si poteva combattere cos, focalizzandosi
sulla terra, con la sola volont.
Quando torn ad alzare gli occhi, c'era Raoul Molezon, il
suo pickup parcheggiato nel viale. Sent Marianne dirgli: Non
sta bene, Raoul. Sta per....
Ma non c'era tempo per pensarci. Audrun sapeva che non
c'era tempo. Sent il tocco della mano di Raoul sul braccio.
I cani grid quasi lui. Vado a liberare i cani!
Corse verso il mas e Audrun pens che era dolce che Raul
Molezon potesse ancora correre veloce, come un ragazzo. Si
stacc da Marianne e cerc di inseguirlo, non perch lui fosse
ancora bello per lei, ma perch aveva ragione, i cani dovevano
essere salvati - quei poveri animali che lei aveva tenuto in vita
con frattaglie e ossa da quando Aramon era stato portato via
nel furgone chiuso e sorvegliato.
Ma cap anche, mentre correva, che se bisognava salvare i
cani, c'erano altre cose al Mas Lunel che andavano salvate.
Audrun sentiva Marianne gridarle di tornare indietro, ma
continu la corsa.
Sapeva di apparire goffa, in quel tentativo di corsa. Uno dei
suoi piedi sembrava scalciare nella direzione sbagliata e lei inciampava
di continuo. Ma doveva arrivare alla casa prima che
intervenissero i vigili del fuoco a impedirglielo. Perch tutto
quello che restava di Bernadette era nella casa. Il lavello dove
aveva pelato le patate. Il letto in cui aveva dormito. Il tavolo su
cui si erano posati i suoi gomiti...
Raoul era al recinto. Audrun lo vide far scorrere la sbarra
del cancello mentre i cani graffiavano la rete e si schiacciavano
l'uno contro l'altro per uscire e poi correvano frenetici in tondo e
pisciavano e defecavano, in preda alla gioia e allo smarrimento.
Solo uno restava nel recinto, sdraiato sul fango secco, gli occhi
fissi in uno sguardo terrorizzato, ma muto. Raoul entr e prese
il cane fra le braccia, per portarlo fuori, e Audrun pens, Raoul
Molezon  un brav'uomo e sar sempre un brav'uomo...
Ma gli pass davanti e and alla casa. Spinse la porta del
Mas Lunel, la pesante porta scheggiata dalla polizia, che non
si chiudeva pi. Si ferm in cucina dove, dopo che Aramon se
n'era andato, dopo che i gendarmes avevano finito di cercare,
lei aveva sfregato e pulito fino a consumarsi le dita, gettando
via tutto quello che era appartenuto a lui: tutti gli aggeggi e
le carabattole rotti, tutti gli articoli domestici su cui lui aveva
messo le mani. La cucina non aveva pi il suo odore. Sapeva
di soda caustica e cera d'api. I vecchi rubinetti di ottone del
lavello splendevano al sole. Il tavolo di quercia annerita stava
lentamente tornando a un tenero candore.
E Audrun pens che se ora il fuoco fosse arrivato a distruggere
tutto... ora, quando ogni cosa era stata pulita e rinnovata,
per cominciare il viaggio di ritorno a quello che era stato un
tempo... pens che non era giusto. Lo disse ad alta voce: Questo
non  giusto.
Cominci a spingere il pesante tavolo verso la porta rotta,
per cercare di portarlo fuori e salvarlo dall'incendio, poi per si
rese conto che era troppo largo per passare attraverso il vano,
anche se fosse riuscita a sollevarlo. Cos, con il tavolo incastrato
contro l'uscio, si ritrov dietro di esso, come una commessa,
come in attesa dell'arrivo dei clienti. Sapeva che era stupido,
quel restare l dietro al tavolo: non risolveva nulla. Ma non le
veniva in mente altro che potesse fare. Sentiva l'odore del fuoco
che si avvicinava, ma non aveva idea di come arginarlo. Quando
cadde, cadde con la testa sul tavolo e le braccia allungate.
A volte, quando arrivava un episodio, c'era buio, un chiuso avvolgente
e totale, e dopo nessun ricordo. In altre occasioni,
c'erano visioni di quel buio, visioni che assumevano suono e
sostanza, come all'inizio di un'antiquata proiezione di diapositive,
o addirittura di un film... e frammenti di queste visioni
restavano nella memoria...
* * *
Il cielo  immenso e pieno di luce: un vasto schermo di cielo.
Audrun  in piedi sotto quel cielo, intenta a infilare nello
spago i fagioli americani, quando vede l'auto nera passarle accanto
e fermarsi fuori del mas.
L'inglese - Verey - scende e bussa alla porta, ma in casa non
c' nessuno. Aramon  ai vigneti, con le sue cesoie e le sue latte
di diserbante e il pane e la birra per il pranzo.
Audrun interrompe il lavoro. Le piace l'eccitazione, improvvisa,
di trovarsi sola con il turista inglese e di poter fare di lui
quello che vuole. La terra  sua - avrebbe dovuto essere sua,
ogni centimetro - e lui sta sconfinando e lei pu schernirlo con
qualunque cosa le venga in mente.
Si toglie i guanti di gomma verdi e li infila nella tasca del
grembiule. Risale in silenzio il viale, cogliendo Verey di sorpresa.
 un uomo nervoso, capisce. Le ricorda una marionetta,
lunga e inerte.
Si presenta come la sorella di Aramon, proprietaria del bungalow.
Lui le lancia un'occhiata sprezzante ("la proprietaria del
bungalow... quello che vorrei radere al suolo...") poi si ricorda
che deve mostrarsi educato, e le stringe la mano. Le dice che
 tornato a dare un'altra occhiata al mas. Indica la terra che li
circonda.  bello dice. E amo il silenzio che c' qui.
Lei apre la porta del mas e lo precede all'interno. Lui fa lentamente
il giro della casa. Il suo sguardo  rivolto quasi sempre
alle travi dei soffitti alti. Lei tace, seguendolo di stanza in
stanza, osservando ogni sua mossa. Sa che lui si sta immaginando
proprietario del Mas Lunel, e pensa che, se fosse qui,
Bernadette sorriderebbe del suo sorriso dolce e con calma gli
direbbe: No, mi dispiace, Monsieur, ma ho paura che si sbagli.
Questa  casa mia.
Entrano nella vecchia camera di Audrun. Audrun si ferma
sulla soglia. Verey spalanca le persiane e la stanza  inondata
dalla luce del sole e la luce del sole cade sul letto di Audrun e
sul cassettone dove teneva quelle disgustose giarrettiere, nascoste
sotto i suoi brutti vestiti.
Verey apre la finestra e si sporge. Solleva le braccia, come
per abbracciare la vista sulla valle. Poi si volta verso Audrun
e dice nel suo francese titubante: Se compro la casa... come
credo che far... lavorerebbe per me? Avr bisogno di qualcuno
che tenga tutto pulito....
Lei lo fissa, fissa quello straniero nella sua stanza. Si vede
carponi, a fregare pavimenti per lui, a lavorare fino a che sar
troppo vecchia per continuare, sdraiata esausta nel suo bungalow,
intrappolata dietro il muro che quell'uomo ha costruito
per escluderla dalla sua vista. E allora la vede arrivare - proprio
come sapeva che un giorno sarebbe accaduto - l'idea che la
render libera.
Ora Audrun e Verey camminano verso il fiume. Procedono
lenti perch Verey sembra avere bisogno di molta attenzione
per avanzare sul terreno erboso. Cavallette saltano intorno ai
loro piedi e lui cerca inutilmente di scacciarle con un ramo
rotto.
Audrun ha sulla spalla il fucile da caccia di Aramon.
Quando hanno lasciato la casa, ha preso dalla tasca i guanti
di gomma e li ha infilati e poi ha staccato il fucile dalla rastrelliera.
Delicatamente, ha inserito due cartucce nella camera di
scoppio, ammirata dalla perfezione con cui vi si adattavano.
Aironi ha detto, sollevando il fucile.
Aironi? ha detto Verey.
S ha detto lei. Gli uccelli del diavolo, li chiamano.
Non sapeva se l'inglese capiva tutto quello che diceva, ma
pensava che non avesse realmente importanza.
Ci sono ancora pesci nel fiume ha proseguito. Trote e
ternoli. Quando ero bambina, mangiavamo tanto pesce di fiume.
Ma ora le estati sono troppo asciutte. Nell'acqua bassa i
pesci muoiono perch non hanno abbastanza ossigeno e allora
arrivano gli aironi. Sono come avvoltoi. Se ne stanno l e aspettano
e si avventano. Si prendono quello che resta dei pesci del
Gardon. Quindi devono essere liquidati.
Liquidati? disse Verey
Uccisi disse lei.
Ah, s. Capisco.
Ogni volta che ci spingiamo fino al fiume disse lei portiamo
il fucile.
Quando erano usciti dal mas nella luce del sole, lei aveva
sbirciato a sinistra, verso il sentiero che portava alle vigne - nel
caso che Aramon avesse deciso di sospendere il lavoro e tornare
a casa. Ma di lui non c'era traccia. Da qualche tempo, da
quando faticava con le viti, le rammentava il personaggio di
una vecchia fiaba, che cercava di filare la paglia per farne oro.
Ma ora capiva il terribile patto che lui stava cercando di stringere:
se Verey comperava il mas, suo fratello non avrebbe avuto
pi bisogno di combattere con le viti, n, di fatto, con nient'altro;
nelle sue mani sarebbe stato versato tutto l'oro che avrebbe
potuto desiderare: pi di quello che il suo corpo devastato
sarebbe stato in grado di trasportare.
Audrun e Verey scendono attraverso il folto di frassini dove le
foglie vanno ingiallendo e svolazzano nel vento. Verey chiede a
Audrun se le sarebbe dispiaciuto - una volta che fosse diventato
lui il proprietario del mas - se avesse piantato un filare di
cipressi a crescita rapida davanti al bungalow.
Un filare di cipressi a crescita rapida.
Il genere di cose che un uomo escogita per escludere quello che
non sopporta guardare...
La mano di Audrun si stringe con pi forza intorno al calcio
del fucile. Dice con dolcezza: Capisco che l'intimit  importante,
Monsieur Verey. Non c' niente di pi prezioso. Io pi di
chiunque altro posso capirlo.
L'inglese annuisce e sorride. A Ruasse, Audrun ha notato
che molti britanniques sembrano rozzi e maleducati, ma Verey
 un uomo cortese. E vuole creare un giardino splendido, cerca
di dirle. La sorella lo aiuter, la sua adorata sorella, che  una
paesaggista. Sar il mio ultimo progetto dice ma... dernire...
chose...
S dice lei con interesse. Be',  bello avere qualcosa in cui
sperare per il futuro.
Scendono ancora, fianco a fianco, attraverso il pascolo pi
basso, poi lungo l'argine del fiume, impenetrabile e soffocato
dalla vegetazione, fino al punto in cui, un centinaio di metri pi
a est, si snoda un viottolo angusto di pietre. Questo sentiero
per il fiume, che emerge di fronte a uno stagno profondo,  un
segreto, dice Audrun a Verey. Fu costruito tanto tempo addietro
da suo padre, Serge. Aveva trasportato le pesanti pietre, una a
una, a mani nude, e le aveva incassate nel terreno.
La storia... dice Verey. Questa regione  davvero piena
di storia.
S dice lei. Ha ragione, Monsieur. Dimenticare ci riesce
difficile.
Per alcuni momenti ora c' buio, un vuoto.
Poi, come vista in fondo a un lungo tunnel silenzioso, la faccia
di Verey che fissa muta Audrun, gli occhi azzurri, le labbra
screpolate dal sole. Non mostra sorpresa. La sua bocca non si
apre in un grido.  quasi come se avesse gi accettato quello
che sta per accadere, come se stesse mormorando a se stesso:
Dunque  cos, dopo tutto.  cos che finisce...
Verey cade all'indietro. Il sangue sprizza intorno a lui e le
gocce cremisi restano sospese l, nell'aria piena di luce.  quasi
bello.
Poi giace nell'acqua, con solo le gambe che sporgono sulla
spiaggetta di ciottoli. Quella vista riempie il campo visivo di
Audrun. La affascina. , pensa, una cosa quasi perfetta.
Posa il fucile e avanza lentamente verso il corpo. Si china
ed estrae le chiavi dell'auto di Verey dalla tasca dei pantaloni e
le posa con cura su una pietra piatta. Tutt'intorno a lei l'aria 
improvvisamente silenziosa.
Il sangue fluisce nell'acqua; rivoli di sangue che si dilatano
liberamente e svaniscono nel torrente gorgogliante.
Una cosa perfetta.
Si sfila il grembiule e la gonna e la camicetta e le scarpe.
Quindi si toglie con modestia la graziosa biancheria di cotone
bianco (nessuno di quegli odiosi indumenti rosa fabbricati con
il bisolfuro di carbonio nella fabbrica di Ruasse!) e nuda entra
nel fiume.Tutto quello che ha addosso sono i guanti di gomma.
Tira verso di s il cadavere di Verey. Nuota sul dorso, stringendolo
sotto il braccio, come per salvargli la vita.
Ora nuota nello stagno profondo, dove giocava da ragazzina
mentre Bernadette batteva il bucato contro le pietre. Il freddo
dello stagno  dolce e puro. E lei sa che nelle sue profondit
- se hai il coraggio di immergerti fin dove non c' quasi luce,
dove erbe simili ad anguille piatte spuntano dal letto del fiume
- c' una cavit rocciosa in cui, nelle giornate molto calde, lei
incuneava un pesante vaso di ceramica, un vaso costruito nelle
poteries di Anduze, un vaso che era quasi rotondo ma non del
tutto.
Audrun tira un respiro, si immerge. Trascina con s il corpo,
tenendolo fra le braccia. Si spinge fino a trovare lo spazio vuoto
nella roccia.
Mentre incastra la testa di Verey nella cavit, ascoltando lo
scricchiolio del cranio quando la roccia lo graffia, mentre lega
intorno al collo lunghe fronde d'alga e le annoda e le riannoda,
ricorda che, di solito, c'era limonata in quel vaso, o a volte sirop
de menthe e, forse una o due volte all'anno, per ragioni che
Audrun non ha mai capito, il vaso era pieno di sidro. E quando lo
bevevano, tutto il mondo sembrava dolce.


Capitolo 41.

La bambina, Mlodie, era sdraiata nella sua stanza.
Questa non  la mia stanza, pens. Non la mia vera stanza.
La mia stanza era a Parigi. Dalla finestra, potevo vedere la punta
della Torre Eiffel. A volte, a mezzanotte, scendevo dal letto
per guardarla, irta di luci.
Sua madre sedeva sul letto e le teneva la mano. Le disse che
l'indomani sarebbe stata accompagnata da un terapeuta e che
il terapeuta l'avrebbe aiutata a venire a patti con quello che le
era successo al fiume.
Non so cosa voglia dire"venire a patti" disse Mlodie.
Significa disse sua madre che col tempo riuscirai a dimenticarlo.
No, non lo dimenticher disse lei. Non riuscir mai a
dimenticarlo.
Il terapeuta era una donna pacata, di quarantanni, che si chiamava
Lise.
Lise occupava una stanza sopra un ambulatorio medico a
Ruasse. Sedeva ferma, con le mani in grembo. In presenza di
Lise, lontana dalla madre e dal padre, Mlodie sent che era
giusto essere arrabbiata. Disse a Lise come fosse stata portata
via da quella che defin la sua "bellissima vita" e cacciata in
un'altra, che era disgustosa, dove dovevi tenere gli occhi chiusi
quasi tutto il tempo perch erano cos tante le cose che non
volevi vedere.
Quali sono le cose che non vuoi vedere? chiese Lise.
Gli insetti disse Mlodie.
S. Che altro?
Tutto disse la bambina. Tutto. Non voglio vedere nulla!
Lise lasci che un lungo silenzio calasse nella stanza. Alla
finestra c'era una veneziana, e il sole, not Mlodie, disegnava
strane strisce irregolari sul pavimento e pens, anche questo 
sbagliato. Qui niente  come dovrebbe essere.
Mlodie disse Lise, quando il silenzio fin a volte vedi
l'uomo nel fiume?
Non era un uomo disse Mlodie. Non era nulla.
Io credo che fosse un uomo. Un uomo annegato.
No! url la bambina. Non era nulla! Era solo una cosa
che assomigliava a un serpente morto. Era tutto bianco e viscido.
Era un baco da seta gigantesco!
Mlodie cominci a piangere. Si nascose il viso fra le mani.
Lise sedeva molto ferma sulla sua sedia. Disse gentilmente:
L'uomo che hai visto era stato ucciso. Un altro uomo gli aveva
sparato. Nel mondo le persone muoiono.  terribile ma 
cos, e di conseguenza dobbiamo accettarlo. A volte muoiono
in modo violento, come quella persona. Ma dopo, sono in pace,
riposano. E lui ora riposa, l'uomo che hai visto nel fiume.  in
pace. E vorrei che tu cercassi di immaginare quella pace, Mlodie.
Come credi che sia?.
Lei non riusciva a rispondere. Pensava che parole come
"pace"non avevano significato.
La sua testa era affollata di orrori. Ne era cos piena, che il
cranio sarebbe scoppiato e allora quella roba sarebbe uscita e
le sarebbe scivolata lungo il collo o lungo la faccia e i bambini
della scuola avrebbero cacciato le dita nella roba e sarebbero
corsi via fingendo di essere disgustati.
Puah! Sei disgustosa, Mlodie!
Guarda la tua testa, Mlodie! C' della cacca che esce dal tuo
cervello.
Lise si allung a darle un fazzolettino di carta.
La bambina accartocci il fazzolettino e lo gett a terra. Si
sporc le mani di lacrime e muco e le alz perch Lise vedesse.
Ora tutto  cos disse. Come questa merde.
Si rifiut di andare a scuola.
Sent i genitori parlarne a sussurri nelle prime ore della
sera.
Non ha davvero importanza, a quell'et.
E comunque il trimestre  quasi finito.
Speriamo che per settembre stia bene.
Lei li raggiunse dov'erano, a bere vino nella cucina dalle
pareti in pietra - a bere vino come se niente fosse accaduto. Si
avvent su di loro e cominci a tempestare il padre di pugni. Il
calice a stelo lungo gli sfugg di mano e and in frantumi sulle
piastrelle del pavimento. Sua madre cerc di afferrarla, ma lei
lott, lott contro entrambi con i pugni e con la volont, che
poteva essere dura e nera come il corpo di uno scorpione.
Portatemi a casa! url. Portatemi a casa!
Ma chrie disse sua madre ora  questa casa tua...
Non lo era. Non lo era. Non lo era. Non sarebbe mai stata la
sua casa. Non l'avrebbe mai protetta.
Voglio andare a casa, a casa mia! grid pi forte, cercando
ancora di colpirli con i pugni e di prenderli a calci e a testate.
Mon dieu, Mlodie, ora basta...
Non bastava. Non sarebbe mai bastato. Non finch non
l'avesse riavuta: la sua stanza con la soffice moquette bianca
e la carta da parati bianca e azzurra, con un motivo di pastorelle
e vaporose pecore azzurre. E il tragitto fino alla scuola,
oltre il fioraio e la ptisserie e l'optometrista all'angolo, fino al
cancello dove i suoi amici - i suoi veri amici - la aspettavano.
Fino ad allora, fino a che non avesse riavuto tutto, poco importava
cosa avrebbe fatto per punire i genitori, non sarebbe
mai bastato.
Jeanne Viala arriv un pomeriggio.
Mlodie era sdraiata sul divano a guardare la tv, la sua Barbie
appoggiata sul labbro superiore, in modo che la sensazione
dei capelli serici contro la pelle la cullasse in una sorta di
spossato dormiveglia. Ma quando sua madre fece entrare Jeanne
Viala, nel vederla - nel vedere l'unica persona a cui lei stava a
cuore in quella scuola, la persona che l'aveva portata lontano
dal fiume tra le sue braccia - gett via la bambola e corse da lei
e premette la testa contro il suo seno.
Le braccia di Jeanne la circondarono, la tennero stretta. La
madre della bambina scivol fuori della stanza. Mlodie cominci
a piangere, ma non era quel genere di pianto che la
rendeva sempre pi arrabbiata; era un pianto che percepiva
benefico, come ingoiare una medicina che non si sapeva descrivere.
E poi la bambina comprese che anche Jeanne stava
piangendo, e che era cos che dovevano restare, strette l'una
all'altra a piangere fino a che non avessero pi avuto forza.
Alla fine, Jeanne asciug le lacrime di Mlodie e le proprie,
e sedettero sul divano e Jeanne prese la bambola e le ravvi i
capelli dorati.
Sono venuta a chiederti disse dopo un momento o due
se un giorno ti piacerebbe venire con me ad Avignone.  una
grande citt. Una bella citt, con tantissima gente, come Parigi,
ma non molto lontana.
Mlodie annu. Non sapeva che ci fossero vere citt nelle vicinanze.
Aveva creduto che quanto li circondava per chilometri
e chilometri al di l di Ruasse fossero rocce e alberi e fiumi e
mosche.
Pensavo che potremmo andare a un concerto pomeridiano
disse Jeanne. So che suonavi il violino - e lo farai ancora,
perch ti trover un insegnante. Pensi che ti piacerebbe andare
a un concerto?
S disse Mlodie.
Bene. Mi procurer i biglietti. Poi, dopo il concerto, pensavo...
se vuoi... potremmo trovare un caff carino e ordinare
torta e frapp al cioccolato. Noi due sole. Tu e io. Se  ok
per i tuoi genitori. Che ne dici?
Mlodie si allung a prendere la bambola dalle mani di
Jeanne Viala e ancora una volta premette i capelli dorati di
Barbie contro il labbro superiore.
Quando possiamo andare? disse. Possiamo andare domani?


Capitolo 42.

Un pomeriggio d'ottobre, Veronica era nel cimitero della chiesa
di St Anne a Netherholt, Hampshire, con in mano le ceneri di
Anthony in un'urna di plastica.
Era una di quelle rare giornate di sole in cui la campagna
dell'Inghilterra meridionale sembra il luogo pi bello della terra.
Il camposanto era cintato da una siepe scura di tasso. Pi
oltre, verso est, c'era un vecchio faggio maestoso che Veronica
conosceva fin dall'infanzia. Le sue foglie scintillavano come
ambra nella luce vivida. Alle spalle della chiesa si stendeva un
prato verde, dove pascolavano due cavalli bai.
Veronica era in piedi accanto a due uomini che non conosceva
quasi: il vicario di Netherholt e l'amico ed esecutore testamentario
di Anthony, Lloyd Palmer. I tre contemplavano in
silenzio la lapide di Lai Verey, commissionata da Anthony.
Lavender Jane (Lai), madre adorata
Nata a Johannesburg 1913
Morta nell'Hampshire 1977
Ai piedi della lastra che ricopriva la tomba di Lai c'era una piccola
fossa scavata di fresco. L sarebbero stati deposti i resti di
Anthony - in profondit nella terra, non a fianco della madre,
ma ai suoi piedi.
Questo era stato il suo desiderio, questa la sua volont. Ma
per un po' era sembrato che non sarebbe stato possibile accontentarlo.
Il cimitero di Netherholt era pieno, era stata informata
Veronica. Suo fratello sarebbe dovuto andare nel camposanto
"di rincalzo", dietro il comune.
Di rincalzo.
Veronica sapeva che quella parola non sarebbe piaciuta ad
Anthony, non pi di quanto gli sarebbe piaciuta la vicinanza al
comune di Netherholt, un edificio basso di mattoni che ospitava
matrimoni dove ci si ubriacava, feste per bambini, serate
di Bingo, spettacoli teatrali amatoriali e (come tutti sapevano)
rave illegali. Anthony voleva stare vicino a Lai - quanto pi
vicino possibile - e questo era quanto.
Era stato Lloyd a salvare la situazione. Ci penso io aveva
detto allegramente a Veronica. Alla Chiesa d'Inghilterra piace
dare battaglia su tutto, ma quando lo fa bisogna ricordare che
tutte le loro piccole parrocchie sono praticamente in bolletta.
Lascia che me ne occupi io, Veronica.
Quanto aveva pagato Lloyd Palmer per ottenere l'autorizzazione
a seppellire l le ceneri di Anthony? Veronica non lo
domand. Ma il vicario di Netherholt aveva frettolosamente
detto che s, dopo tutto, se era... ehm... solo una questione di...
ehm... una piccola urna, non una bara, allora forse si sarebbe
potuto trovare un po'di spazio"tra le file".
E dunque eccoli l, con Anthony stretto al seno di Veronica, e
Lloyd in cappotto di cashmere nero e sciarpa di cashmere rossa,
e il vicario che tremava appena un po' nella cotta di cotone,
con un libro di preghiere in mano.
Vogliamo cominciare? chiese ansioso. Siete pronti?
S disse Veronica. Cominci, la prego.
Le parole famigliari cadevano nell'aria fresca ma assolata.
....L'uomo nato da donna vive pochi giorni... spunta come un
fiore e poi  reciso; fugge come un'ombra... terra alla terra, polvere
alla polvere...
La voce del vicario era morbida, non sgradevole. Sulla
brezza, Veronica riusciva a sentire l'odore della cenere: foglie
e ramoscelli ridotti in polvere e fumo nel fal di un giardino.
E pens, tutto questo  giusto.  dove Anthony e io abbiamo
cominciato.  casa.
Ma, quando arriv il momento di deporre l'urna nella fossa
fangosa, non pot farlo, non riusc a lasciarla andare. Lloyd e il
vicario attesero in silenzio, le teste chine. Lei abbracci il vaso
di plastica. Continuava a pensare, anch'io gli volevo bene. Appartiene
anche a me, non solo a Lai...
Tenne l'urna davanti a s e il sole cadde sul coperchio laccato
color rame, e gli infuse una lucentezza brunita, come quella
di una vecchia padella. Lei vide Lloyd alzare la testa e guardare
l'urna e poi il suo viso.
Anthony disse forte Veronica, nel tono pi fermo che poteva.
Questo  quello che avresti definito un "momento agghiacciante".
Lasciar andare. Ma lo far. Pensandoci bene, probabilmente
avrei dovuto lasciarti andare molti anni fa, ma non
l'ho mai fatto. Ti amavo troppo.
Tacque. Sapeva che la sua voce risuonava stranamente sonora
nell'aria immobile.
Sei a Netherholt riprese. Ok, tesoro? So che non puoi
vederlo n percepirlo. So che in realt non sei da nessuna parte.
Ma questo era il luogo in cui volevi stare. Il faggio  ancora
qui. E splende il sole. E io sto per deporti ai piedi della mamma.
 il meglio che possiamo fare. Non credo che ti dispiacer. Mi
aspetto che tu ricordi meglio di me che portava sempre scarpe
assolutamente fantastiche...
Avrebbe quasi voluto continuare, dire qualcosa di pi solenne,
ma si accorse di non potere e allora si inginocchi e pos
l'urna nella fossa. Al suo fianco, Lloyd Palmer stava piangendo.
Si soffi rumorosamente il naso, quindi prese una manciata di
terra e la gett sull'urna di Anthony.
Arrivederci, vecchio furfante disse. Bei tempi.
Veronica e Lloyd aggirarono la chiesa per raggiungere il prato
dove pascolavano i cavalli. Al di sopra delle combe lontane,
nuvole cariche di pioggia oscuravano il cielo. Lloyd e Veronica
si appoggiarono a una staccionata di legno. Poi, con un gesto
che in lei era una seconda natura, Veronica tese la mano verso i
cavalli e immediatamente li vide alzare la testa.
Rimasero immobili, le orecchie dritte, scrutandola. Lei amava
quel momento, quando in silenzio parlava a un cavallo e
questi sembrava ascoltare. E allora andarono da lei, avanzando
lentamente attraverso il campo splendente, e a mano a mano
che si avvicinavano il loro odore - l'odore di cavalli vivi, per Veronica
Verey pi confortante di qualunque altro - la raggiunse
e la avvolse nel suo incantesimo.
Bravi ragazzi disse. Bravi ragazzi...
Si sfil i guanti neri e tocc le teste solide, tiepide dei bai,
strofinandone e accarezzandone i nasi, uno alla volta. Inizialmente
gli animali tremavano in modo quasi impercettibile, ancora
diffidenti verso la sconosciuta. Poi Veronica sent la loro
ansiet svanire e loro si avvicinarono un po' di pi a lei che
stava ferma, e uno le pos la testa sulla spalla e il braccio di lei
sal a circondargli il collo.
Buon Dio disse Lloyd. Amore a prima vista!
Veronica sorrise. Sono sempre stati la mia passione, i cavalli.
Amavo il mio pony Susan molto pi di quanto amassi mia
madre.
Pensa un po' disse Lloyd.
Poi si soffi di nuovo il naso e si cacci il fazzoletto in tasca
e disse: Che cosa pensi di fare, Veronica?.
Fare? Vuoi dire, del resto della mia vita?
S. So che non sono affari miei, ma entrerai in possesso di
parecchio denaro, una volta che avremo omologato...
Immobile, Veronica accarezzava i cavalli, amandone il tepore,
il fiato sul collo. Si chiese se, dopo cos tanto tempo, avrebbe
potuto imparare di nuovo a cavalcare.
Non lo so... disse. Non ho mai amato nulla molto appassionatamente.
Solo i giardini. E i cavalli.
Alz gli occhi al cielo. Il sole splendeva ancora su
Netherholt, ma sulle combe cadeva la pioggia e lei pens a come
fossero splendide queste cose nella loro vicinanza, la luce del
sole e il fluire della pioggia.
Credevo di essere felice in Francia disse. Ma ora, dopo
tutto quello che  successo... non so se lo ero davvero. Credo di
essermi semplicemente costretta a credere di esserlo.
La felicit disse Lloyd con un sospiro. E di questo che
abbiamo parlato Anthony e io l'ultima volta che ci siamo visti.
La quasi impossibilit di restare aggrappati a essa per pi di
cinque minuti. Mi ha detto che pensava di essere stato felice
una sola volta in vita sua.
Quando? Quando ciucciava il latte dalle tette di Ma', da
neonato?
Pi o meno. Ha raccontato che aveva costruito una casa su
un albero...
Ah, la casa sull'albero! E ha invitato Ma'per il t?
S. Ha detto che era stato il pomeriggio pi perfetto della
sua vita.
Veronica prese ad accarezzare l'orecchio del baio la cui testa
riposava sulla sua spalla.
Ha detto questo?
S. Ha detto che era stato tutto assolutamente splendido.
Davvero? Be', sai, Lloyd, in realt non  stato cos. Non 
stato splendido. Il t sar stato perfetto - preparato dalla signora
Brigstock, senza dubbio. E Anthony e Ma' possono aver
fatto una simpatica chiacchierata su quell'albero. Ma, mentre
scendeva, Ma'  scivolata e caduta. Si  fatta molto male alla
schiena. E da allora ha avuto sempre dolori. Fino al giorno in
cui  morta. Il dolore era sempre l. Potrebbe perfino essere
stata quella caduta a provocare il cancro.
Lloyd riannod la costosa sciarpa, come se di colpo avesse
freddo.
Anthony si  limitato a cancellare questa parte dai suoi
ricordi seguit Veronica. L'ha letteralmente dimenticata. Se
gliela ricordavi, diceva invariabilmente che ti sbagliavi.  riuscito
a convincersi che la caduta di Ma' era avvenuta un altro
giorno... da qualche altra parte. Perch non sopportava il pensiero
di esserne in qualche modo responsabile.
Lloyd e Veronica tornarono a Londra con la Audi metallizzata
di Lloyd. La pioggia rendeva sdrucciolevole l'autostrada
grigia.
Improvvisamente stanca, Veronica pos il capo sul morbido
poggiatesta di pelle nera e sonnecchi mentre scendeva il buio.
Nel dormiveglia, ricord la rigida, immutabile routine che
aveva seguito quando era una ragazzina e si prendeva cura di
Susan. Era come una messa solenne, pens, ogni fase eseguita
esattamente nello stesso modo, mattina dopo mattina, senza
trascurare o pasticciare alcunch, senza mai sbagliare il momento
o il luogo.
Svegliarsi alle sei.
Guardare fuori della finestra per verificare il tempo. Desiderio
di sole in estate; di pioggia in primavera; di neve o ghiaccio
in inverno: tutto nella giusta stagione.
Infilare dei vecchi vestiti: camicia Aertex, jeans, maglione,
stivali, berretto da fantino.
Scendere le scale, silenziosa come la fata dei dentini. Aprire
la porta sul retro.
Inalare il primo alito profumato dell'aria mattutina. Avere
voglia di correre, correre fino alla scuderia.
Spalancare la porta della scuderia e abbracciare Susan e assorbirne
l'odore e parlarle e darle manciate di avena.
Assicurare la cavezza. Portare fuori Susan. Legarla al palo.
Prendere la pala e cominciare a spalare il letame. In media
venti minuti.
Lavare con la canna il box. Stendere la paglia fresca. Stenderla
in strati spessi e morbidi.
Riempire l'abbeveratoio.
Sellare. Stringere correttamente il sottopancia. Guidare Susan
fino al recinto. Il sole ormai alto, o quasi, nel pieno dell'inverno. Oppure pioggia.
Due giri del recinto al trotto, quindi spronare gentilmente
Susan stringendone fra le gambe gli ampi fianchi per metterla
al piccolo galoppo. Il galoppo pi comodo che un cavallo avesse
mai raggiunto: ondeggio e ondeggio, ondeggio e ondeggio,
leggero e delizioso. Gli alberi e la staccionata le passavano accanto
a passo di danza.
E mentre danzavano, vedere i due pennacchi di fiato, il mio
e quello di Susan, che mi dicevano che eravamo vive, vive, vive,
vive...
Veronica si mosse sul comodo sedile dell'auto.
Si rese conto di aver dormito qualche istante perch aveva
sognato, non Susan, bens Kitty.
Nel sogno, Kitty le aveva mandato un invito per una mostra
imminente: Opere recenti di Kitty Meadows. Sul biglietto di invito
era riprodotto l'acquerello raffigurante le mimose in fiore.
Ridotto a pochi centimetri, il dipinto appariva raffinato ed eseguito
con abilit, e ora Veronica desider, per il bene di Kitty,
che il sogno si fosse avverato: che ci fosse stata una personale,
che l'acquerello con le mimose fosse riuscito perfetto. Ma sapeva
che cos non era.
Quella che invece era arrivata a Les Glaniques, prima che
Veronica partisse per l'Inghilterra, era una cartolina di Kitty con
il timbro di Adelaide. Raffigurava Kitty sorridente, con indosso
una T-shirt bianca e pantaloni di tela azzurra, e un koala tra le
braccia. Sotto, Kitty aveva scritto: Qualcuno almeno mi ama!
Veronica aveva guardato a lungo la fotografia, e la calligrafia
inclinata all'indietro di Kitty e l'aveva immaginata, sola in una
stanza d'albergo di Adelaide, che sorrideva mentre scriveva,
fiera per un momento del suo piccolo, penoso scherzo.
Poi aveva strappato la cartolina e l'aveva gettata via.
Veronica allung la mano verso la borsetta e ne estrasse una
mentina che si mise in bocca.
Tutto bene? disse Lloyd.
S disse Veronica. Sei un ottimo guidatore, Lloyd. Vuoi
una Tic-tac?
Lloyd rifiut. Veronica rimase in silenzio un istante, poi di
colpo disse: Sai, stavo pensando che fare giardinaggio nel sud
della Francia  davvero faticoso. Non riesco a coltivare le mie
piante preferite, il terreno  troppo arido.
Lo immagino.
Mi succede sempre pi spesso di sognare fiori inglesi; piselli
dolci, peonie, non ti scordar di me...
Lloyd spense il concerto di Mozart che il lettore trasmetteva
sommessamente, interminabilmente, da quando avevano lasciato
l'Hampshire.
Vieni a casa disse. Vendi la casa in Francia e comperane
una qui. Benita pu aiutarti ad arredarla, se vuoi. Crea un giardino
splendido, Veronica. Pensa alle primule e alle primavere
odorose e alle giunchiglie e ai pergolati e alle rose che crescono
disordinate...
S disse quietamente lei. Credo che sia quello che mi
piacerebbe. Solo questo: un giardino inglese e un recinto per
un cavallo. O  terribilmente egoista?
Non vedo perch disse Lloyd. Quando la vita  cos fottutamente
breve.


Capitolo 43.

Audrun si svegli in una stanza buia.
Era sdraiata su un letto, ma sapeva che quella non era la sua
camera nel bungalow. dov'era allora? Sentiva un odore acre,
come se le pareti trasudassero umidit. Una cella di prigione?
Cerc di mettersi a sedere, ma aveva un dolore al petto che
si faceva pi acuto, pi profondo, quando si muoveva. Il dolore
la spinse a sdraiarsi di nuovo, la spinse con violenza, come un
vecchio nemico, in piedi al suo capezzale.
La mano sal incerta allo sterno e massaggi la poca carne
che lo ricopriva. Pens che tutto quello che poteva fare era
aspettare: aspettare che qualcuno entrasse nella stanza, o che
venisse accesa una luce. Allora avrebbe saputo...
Se quella era una prigione, era molto silenziosa. Nessun
suono di porte che si aprivano o si chiudevano. Nessun grido.
Nessun rumore di passi. O c'erano tutt'intorno a lei rumori che
non riusciva a sentire? Si sforz di bisbigliare il proprio nome:
Audrun. Le parve di sentirlo, ma suonava insicuro e remoto,
come se lei fosse una scolaretta timida che pronuncia riluttante
il suo nome durante l'appello mattutino.
Tanta parte della sua vita era stata cos: un'attesa nel buio, senza
muoversi. Si era esercitata nella sottomissione.
Ma aspettare che cosa, questa volta? Fatta eccezione per
l'aria stranamente odorosa che era costretta a respirare, non
sembravano esserci altri indizi che potessero dirle cosa stava
per succedere.
Cominci a frugare nella memoria.
Il bel detective era tornato e l'aveva arrestata? La povera
bambina traumatizzata, Mlodie Hartmann, o addirittura
Jeanne Viala, avevano ricordato qualcosa e lo avevano sussurrato
all'orecchio di lui - qualcosa che nessun altro sapeva?
Oppure lui stesso, l'Inspecteur Travier, aveva visto quanto era
rimasto invisibile a tutti gli altri - proprio come cos spesso le
sue controparti cinematografiche scorgevano con i loro occhi
azzurro cielo l'oscuro sentiero per la verit?
Audrun non ricordava di essere stata arrestata. L'ultima
cosa che rammentava era di essere stata vicino alla strada con
Marianne e di aver visto gli incendi sulle colline e di essere stata
informata che i canadairs stavano arrivando a spegnerli. Ma
che cosa era successo dopo? Gli aerei erano arrivati? L'acqua si
era riversata a cascate sugli alberi? Lei era tornata al bungalow
e aveva chiuso la porta e si era messa a sedere sulla sua sedia?
E poi?
Mi dispiace, Mademoiselle Lunel. Mi dispiace disturbarla di
nuovo, dopo la preoccupazione per l'incendio, ma mi chiedo se potrei
fare qualche altra domanda...
Lui aveva pronunciato queste parole? Suonavano famigliari.
Era arrivato con lo stesso agente, quello che prendeva appunti?
Qualche altra domanda.
Non ci vorr molto. Voglio solo chiarire un paio di punti...
Era stato cos cortese, cos amabile. Ma erano le cose violente
e rabbiose che si ricordavano nel cuore e nel corpo, non la
conversazione delle persone gentili.
Essere confinati in una prigione: Audrun pensava che non ci
fosse niente di pi terribile. Avrebbe voluto ricordare all'affascinante
detective, nel caso non lo sapesse:"Ho gi vissuto tutto
questo, quando ero giovane. Dai quindici ai trent'anni - in
tutti gli anni "migliori" della mia vita - ho saputo cosa volesse
dire stare in prigione. Due prigioni, anzi. La fabbrica di
biancheria, a respirare bisolfuro di carbonio; la mia camera, con la
puzza di mio padre e di mio fratello. Tutto quello che volevo
era morire".
Mi dispiace, Mademoiselle Lunel, la capisco, ma quello che mi
ha detto non cambia alcunch. La arresto per l'omicidio dell'inglese
Anthony Verey. Ha il diritto di restare in silenzio...
Era stata portata via a bordo di un cellulare e gettata in una
cella. E l sarebbe rimasta, per sempre, circondata dal fetore
di sconosciute, come alla fabbrica - come se, alla fine, non ne
fosse mai fuggita.
Cominci a piangere. Aveva difficolt a riprendere fiato. Le
lacrime erano bollenti sulla pelle e tracciavano canaletti fra i
capelli. Poi nell'oscurit una voce disse: Ehi, chiudi il becco, ti
spiace? Qui la gente ha bisogno di dormire.
Dove sono? disse Audrun. Ma nessuno rispose.
Arriv la luce.
Luce sopra di lei, non da una finestra, ma da crudi neon sospesi
a un soffitto alto. E percep del movimento al suo fianco.
Gir la testa e vide una giovane suora che le teneva il polso per
controllare le pulsazioni. Dietro la suora, pendeva inerte una
tenda verde, a nascondere qualunque cosa ci fosse al di l.
Un ospedale.
La suora era armena. O algerina. La sua mano era tiepida.
Cos' successo? disse Audrun alla graziosa suora algerina,
ma quella si limit a sorridere e a lasciare il polso di Audrun
e a uscire, tirando la tenda verde dietro di s.
Un inserviente con una vecchia faccia gentile le port la
colazione - una tazza di caff e un croissant stantio e un minuscolo
grumo di marmellata. L'inserviente la aiut a mettersi
seduta nel letto d'ospedale perch potesse mangiare.
Che cosa mi  successo? disse Audrun.
Sta bene disse l'inserviente. Star bene. Vuole un po' di
zucchero nel caff?
Lei si sforz di mangiare e bere. Scopr che le riusciva difficile
deglutire. Pens che se fosse stata un poco pi forte, forse
avrebbe ricordato quanto era successo.
* * *
Dorm e si svegli, dorm e si svegli. Fece pip in una padella,
sorretta da un'infermiera. Dorm di nuovo, il petto che le doleva.
Sopra di lei, la luce non cambi mai.
Poi vide Marianne accanto al letto. Marianne appariva pallida
e stanca e aveva un'espressione arrabbiata.
Come stai? chiese con voce piatta.
Non lo so disse Audrun. Mi fa male il petto. Non so che
cosa  successo. I canadairs sono arrivati?
Marianne si gir a met, sembr sospirare profondamente.
Poi guard Audrun e disse: Non c' pi. Dovevo venire a dirtelo.
Qualcuno doveva dirtelo guardandoti in faccia. Non c'
pi.
Non c' pi?
S.
Non so che cosa vuoi dire, Marianne.
Il Mas Lunel. Il fuoco lo ha distrutto. Parte dei muri sono
ancora in piedi, ma anneriti, completamente anneriti. Sembra
che si sia spaccato a met. Non avevo mai visto niente del genere
in vita mia! Il calore ha fatto... esplodere le pietre.
Audrun non disse nulla. Chiuse gli occhi. Ora, nella sua
mente, vedeva qualcosa di nuovo: Raoul Molezon che correva,
correva verso il recinto dei cani, gridando che doveva salvarli.
E lei lo seguiva, anche lei cercava di correre. Ma non andava al
recinto con Raoul: apriva la porta danneggiata del mas ed entrava
e si fermava in cucina, che era buia, con tutte le persiane
accostate per via del caldo.
Incrociava le braccia sul tavolo di Bernadette, che si era tanto
sforzata di riportare allo stato originale, al suo perfetto candore.
Poi, cominciava a spingere e a tirare il tavolo. Le dolevano
le braccia e la schiena.
Sapeva di essere troppo leggera per sollevare quel vecchio
mobile, troppo indebolita dal tempo. Ma non voleva rinunciare.
Era Audrun Lunel. Avrebbe salvato ci che restava di sua
madre - tutte le cose di cui Aramon aveva cercato di depredarla,
ma che ora le appartenevano; avrebbe cercato di portare
fuori tutto prima che arrivasse il fuoco. Ricordava di aver sentito
gridare sulle colline e i cani latrare e uggiolare, ma non ci
aveva fatto caso...
Sei stata molto fortunata disse secca Marianne. Raoul
Molezon ha rischiato la vita per portarti fuori.
Rischiato la vita?
S. In qualche modo avevi bloccato la porta. Raoul ci si 
scagliato contro con la spalla, ma quella non cedeva. Il fuoco
era terribilmente vicino e passava da un albero all'altro. I pompieri
gli hanno detto di allontanarsi, ma lui non ha voluto. Ha
aiutato uno di loro a scardinare la porta. Ti ha portata fuori.
Audrun guardava Marianne, la cui espressione era ancora
severa, ma non gliene importava. Non gliene importava affatto.
Non riusc a impedire che un sorriso le si allargasse sul viso al
pensiero di Raoul Molezon che rischiava la vita per salvarla.
 sempre stato un brav'uomo disse. Sempre.


Capitolo 44.

Aramon Lunel era detenuto in un carcere sopra Ruasse, in attesa
che il suo caso venisse portato in tribunale. Sapeva che il processo
era lontano e l'esito prevedibile, cos ci pensava di rado.
Cercava di vivere un giorno alla volta.
Un tempo gli edifici avevano ospitato un reggimento della
Legione Straniera. Erano freddi in inverno, ma costruiti in robusta
pietra. Ad Aramon era stata assegnata una cella singola.
La politica del carcere prevedeva che omicidi e autori di reati
sessuali venissero tenuti separati dai criminali di piccola tacca.
Il governatore aveva dichiarato che gli uomini che toglievano
la vita, o rovinavano una vita per sempre, dovevano essere sottoposti
a un certo grado di isolamento. Ma lui era inattaccabile
dalla solitudine. Sapeva che sarebbe stato solo per trent'anni.
Le pareti della cella erano dipinte di bianco. La stanza aveva
una finestrella, protetta da una grata di ferro. Attraverso l'incrocio
delle sbarre, Aramon riusciva a vedere in basso l'erta
vallata fino al profilo della cittadina; i tetti convessi, di tegole
grigiorosse, e le tozze canne fumarie dei camini di Ruasse vecchia,
le anonime ondulazioni degli annessi e le torri serbatoio e
le antenne degli alti condomini periferici costruiti in economia
negli anni Settanta e che ancora venivano chiamati "nuovi".
In uno di questi condomini, aveva vissuto ed era morta
Fatima, e a volte Aramon si scopriva a pensare a lei; a come
drappeggiava scialli sulle lampade, per nascondere la sciatteria
della stanza; a come cercava di eccitarlo facendo ondulare il
ventre. Di tanto in tanto, si chiedeva se - dopo tutto - non fosse
stato lui a ucciderla. A ucciderla perch non era la persona
che amava.
Fatima, la puttana danzatrice del ventre. Non aveva alcun
ricordo di averla aperta dallo sterno all'inguine. Nessun ricordo.
Ma, d'altra parte, non ricordava neppure di aver sparato
all'addome ad Anthony Verey. Inizialmente aveva pensato che
sarebbe tornato, il ricordo di quel momento al fiume. Gli avrebbe
inondato la mente come un film e allora lo avrebbe sentito,
avrebbe sentito in tutte le sue fibre di essersi preso una vita.
Ma il tempo passava e non succedeva. Non c'era nessun film,
nessuna sensazione: solo foschia e oscurit.
Il suo legale, Maitre de Bladis, aveva ventilato l'ipotesi che
il suo cervello avesse "cancellato" le cose terribili che aveva
fatto. Alcuni assassini, aveva affermato de Bladis, scoprivano
che la sensazione di orrore e colpa era"troppo orrenda perch
si potesse sopportarla". Riuscivano a raggiungere una "totale
negazione mentale del loro crimine" - e lui era quasi certamente
uno di quelli. Successivamente lo aveva informato che
aveva diritto all'assistenza psichiatrica, se ne avesse fatto richiesta.
La sua cella era lunga quattro metri e larga due e mezzo. Conteneva
un letto di legno, stretto e basso. L'unico cuscino era
sorprendentemente morbido. Sotto la finestra, c'erano un tavolo
e una sedia di legno.
Nell'angolo pi vicino alla porta, stavano il lavabo e il water,
entrambi pieni di crepe e chiazze, ma funzionali. E di notte,
quando doveva vuotarsi la vescica, Aramon pensava spesso a
come fosse comodo - quasi piacevole - avere quel water a pochi
passi dalla testa.
A volte, non si curava nemmeno di stare in piedi, ma
semplicemente strisciava fino al water (anch'esso piuttosto
basso) sulle ginocchia. Poi tornava sulla brandina e ascoltava
l'alba fuori dalla finestra e spesso sprofondava in sogni in cui
era di nuovo un ragazzo, e faticava lungo le file di cipolle,
prima che il sole si levasse dietro le colline di La Callune.
Quando era arrivato in carcere, lo avevano ricoverato in infermeria,
perch non riusciva a trattenere il cibo. Disse ai medici
della prigione che pensava di avere un cancro allo stomaco.
Loro gli dimostrarono un grado sorprendente di comprensione
e simpatia. Gli fecero radiografie. Poi lo informarono che non si
trattava di cancro, solo di due ulcere emorragiche.
Pensa un po' disse Aramon. Lo sentivo, pardi; quel
sanguinamento dentro. Credo che continuasse da un bel pezzo.
Fu sottoposto a una speciale dieta alcalina. Per qualche tempo
gli furono portate via le sigarette. E quando lasci l'infermeria,
si sentiva di nuovo quasi bene, abbastanza bene da stare
eretto, abbastanza bene da scambiare qualche battuta all'ora
dei pasti o all'aria, oppure alla falegnameria dove fabbricava
pallet.
Fece amicizia con altri assassini. C'era un vecchio somalo di
nome Yusuf che aveva una risata acuta, contagiosa. Anche Yusuf
sosteneva di non ricordare il crimine commesso. La polizia
gli aveva detto che erano pi d'uno, ma lui aveva dimenticato
da tempo quali fossero e perch li avesse commessi. Disse ad
Aramon: Non importa quali sono. Forse tanto tempo fa ero
malvagio, forse ho addirittura tagliato la gola a un uomo, o la
gola a pi uomini, ma Dio mi ha perdonato. Ha dato riposo
alla mia fatica. Mi ha dato un rifugio nella vecchiaia. E ora lo
sta dando anche a te.
Rifugio nella vecchiaia.
Era un pensiero che faceva sorridere Aramon. Lo spingeva
anche a essere in un certo senso fiero della sua cella. La puliva
con cura. Al Mas Lunel, aveva lasciato che tutto andasse in malora,
senza preoccuparsi - senza accorgersi, in realt - se puzzava,
fino a che tutto era diventato troppo disgustoso e troppo
complicato da sopportare, e aveva dovuto chiamare Audrun
perch se ne occupasse.
Qui in prigione, disinfettava il water tre volte alla settimana.
Tendeva le lenzuola. Avrebbe voluto avere quadri o fotografie
da appendere alle pareti: vedute di luoghi dove non era e non
sarebbe mai stato e che di conseguenza non avrebbero preteso
nulla da lui. Le Cascate del Niagara. L'Etna. La Grande Muraglia
cinese. Venezia. Un lago in Somalia dove, gli disse Yusuf, gli
uomini pescavano anguille sotto un tramonto cremisi. Quelle
immagini, pensava, avrebbero dato alla sua mente un posto in
cui riposare: dove abitare.
Molti dei suoi compagni erano giovani - francesi bianchi, somali
e nordafricani, che se ne stavano quasi sempre con quelli
della loro etnia.
All'ora dei pasti e in cortile, i gruppi camminavano impettiti,
dicendo spacconate e imprecando. A volte scoppiavano risse
sanguinose che divertivano Aramon. Ricordava cosa significasse
avere vent'anni ed essere pieno di furia. Ma con Yusuf
ammetteva: Non vorrei essere di nuovo giovane.  troppo
estenuante.
Un giorno, un gruppo di giovani bianchi si radun intorno
ad Aramon in cortile e uno di loro, un ragazzo di nome Michou,
gli disse: Abbiamo sentito dire che sei il tizio che ha
fatto fuori quel rosbif. Quello dei giornali, che era scomparso.
 vero?.
Aramon era appoggiato alla recinzione di metallo, fumando.
L'aria era fredda, sotto un cielo plumbeo. Guard i visi pieni
d'attesa, e il suo orgoglio, la sua virilit non gli permisero di
dire a questi ragazzi che non sapeva se avesse o meno ucciso
Verey.
Gi disse. Sono io.
I ragazzi cominciarono a ridacchiare. L'amico di Michou,
Louis, disse: Gli hai fatto saltar via quella faccia pallida?
Eh?
Saltar via quella faccia pallida...
Aramon disse con voce sicura: Mi aveva promesso i soldi.
Un sacco di soldi per certa terra. Avevamo un accordo. Capisci?
Ha cercato di fare marcia indietro. Ha cercato di imbrogliarmi.
Ma nessuno imbroglia un Lunel!.
Com' stato? Blaff! Uno straniero in meno! Fottutamente
bello, uhu?
 stato bello disse Aramon.
Gli hai fatto scoppiare la testa col primo colpo?
Non la testa disse Aramon. Gli ho sparato al ventre.
Stava per vantarsi di aver ucciso Verey con un solo proiettile,
poi per ricord: due cartucce esplose nella camera di scoppio.
Cos balbett: Credevo di averlo fatto fuori col primo, ma mi
tremavano le mani. Ho dovuto sparare il secondo.
E allora le budella sono uscite fuori?
Gi.
Sei stato forte disse Michou. Gli stranieri sono feccia.
Ogni fottuto anno sono sempre di pi, ci invadono, come ratti.
E si prendono quello che  nostro. Cercano sempre di fregarci.
Hai fatto bene, amico.
Da allora, il gruppo - Michou, Louis e altri tre - cominci a
"occuparsi" di Aramon, per rispetto, dissero. Iniziarono procurandogli
sigarette in pi, e riviste pornografiche. Su sua richiesta,
riuscirono a trovargli una foto a colori delle Cascate del
Niagara, che lui affisse col nastro adesivo sopra il letto e che a
volte contemplava per ore. Sapeva che, negli ultimi anni, nella
sua vita era mancata la meraviglia.
Un giorno, in cortile, Michou gli disse che aveva l'aria stanca, e
gli chiese perch non provava l'altra roba, la roba fantastica che
portava via tutti i tuoi dolori.
La roba fantastica?
Gi. La coca. Il crack. Quello che . Perfino ero, se pensi di
potercela fare. Sono facili da trovare. Facili.
Come dovrei fare? chiese Aramon.
Michou disse che anche questo era facile. Gli accordi erano
sempre presi fuori. Certe guardie li "facilitavano", perch il loro
stipendio era miserabile. Facile come scoreggiare.
Aramon disse a Michou che ci avrebbe pensato. Ma di fatto
non dovette pensarci a lungo. Perch era a questo che anelava
- a cui aveva anelato, per gran parte della sua ottenebrata
esistenza - la droga che avrebbe fatto apparire meraviglioso il
mondo.
Yusuf lo ammon a non farlo, a non avvicinarcisi neppure.
Lo ammon che si sarebbe messo in catene da solo, che sarebbe
finito in schiavit.
Ma Aramon aveva gi cominciato a sognarla. Stringeva il
cuscino morbido ed evocava col pensiero una sostanza di un
candore perfetto che gli avrebbe permesso di provare quello
che aveva provato tanto tempo addietro, prima che Bernadette
morisse.
Le cose che a volte, nelle serate d'estate, lei aveva descritto
come felicit.

 Capitolo 45.

La neve cadeva sulle rovine carbonizzate del Mas Lunel.
Audrun, con gli stivali di gomma e il vecchio cappotto rosso,
era sola e si scopr a desiderare che la neve continuasse a
cadere fino a coprire del tutto i contorni della costruzione e
rendere il mas indistinguibile da quello che lo circondava: solo
un piccolo cumulo o una collina fra colline pi alte.
Amava il candore di ogni cosa. Amava perfino l'aria gelida.
E il silenzio. Quello pi di tutto.
Quando la neve si sciolse e i resti del mas tornarono visibili, in
tutta la loro annerita bruttezza, Audrun fu costretta a tenere
le veneziane abbassate, e quasi non si avventurava fuori dalla
porta, tanto terribile le appariva la vicinanza di quella cosa.
Quando comprese di essere nuovamente prigioniera del
proprio odio, chiam Raoul Molezon. Gli offr pastis, che serv
con cracker al formaggio. Gli disse che voleva che demolisse
il Mas Lunel.
Demolirlo? E poi? disse Raoul.
Poi cosa?
Ricord che suo padre si vantava di aver venduto le pietre
quando aveva smantellato le due ali del mas, tanto tempo prima.
Poi cosa?
Poi non ci sar pi disse. E la terra si riprender.
Raoul rimase un momento in silenzio. Audrun not che
aveva fatto cadere qualche briciola di cracker sulla camicia
scozzese. Gli uomini, pens, si accorgono di rado quando qualcosa
cade o si rovescia o viene semplicemente abbandonata. Si
limitano a passare oltre...
Ho un'idea migliore disse Raoul. Con i soldi dell'assicurazione,
potrei ricostruirlo per te. Ci vorrebbe un po'di tempo,
ma...
Soldi dell'assicurazione! disse Audrun. Aramon non vedr
un solo centesimo. Sono vincolati dal tribunale. Gli assicuratori
non rimborsano un assassino, se non sono costretti! Chi
pu dargli torto?
Raoul annu. Sorseggi il pastis, la testa china. La parola"assassino"sembrava
averlo turbato.
Dopo qualche tempo, Audrun disse: Credo sia meglio che
la casa sparisca, Raoul. Meglio per me. Meglio per la terra. Non
potresti portarci un bulldozer? Posso pagarti il lavoro. E tu potresti
recuperare le pietre.
Raoul tacque ancora un momento, poi disse: Che cosa
vuole Aramon?.
Chi lo sa? disse Audrun. Ma non  importante. Aramon
morir in prigione. Dicono che gli daranno trent'anni. Non
metter mai pi piede qui.
Raoul arriv con la sua squadra di demolizione alla fine di febbraio.
Le giornate erano grigie e fredde.
Audrun prepar il caff per gli uomini. Ricord a Raoul le
sue istruzioni di portare via tutto, trascinare via tutto, fino all'ultima
pietra e all'ultima piastrella, ogni travetto del pavimento,
ogni vecchio pezzo di tubatura, ogni frammento di intonaco
scrostato.
Quello che voglio vedere quando avrete finito disse 
solo terra. Non voglio che sopra ci rimanga niente.
Raoul disse ai suoi di salire al mas, ma lui rimase seduto al
tavolo di cucina di Audrun, le mani strette intorno alla tazza
di caff. I suoi occhi castani non guardavano Audrun, ma la
tazza.
Audrun disse c' una cosa che voglio dirti. Avrei dovuto
farlo l'ultima volta che sono stato qui. Mi dispiace per tutto
quello che  successo. Dispiace a tutti a La Callune. Vogliamo
aiutarti in ogni modo possibile.
Audrun lo guard, l'uomo ancora bello che avrebbe potuto
amare cos facilmente, se la sua vita avesse preso un corso diverso,
e prov per lui una tenerezza dolce che sapeva il tempo
non avrebbe attenuato.
Grazie, Raoul disse. Anche a me dispiace per Jeanne.
Dover assistere a una cosa tanto terribile... sono sicura che
nessuno lo avrebbe mai immaginato. E la bambina di Parigi...
durante il picnic...
Lui scosse la testa, come a dire che non era di questo che
voleva parlare. Fece ruotare a lungo la tazza sulla tovaglia di
cerata. Ancora non guardava Audrun, bench lei intuisse che
aveva ancora qualcosa da dire.
So... cominci So... che quando eravamo giovani la tua
vita  stata resa molto difficile da... da certe cose che...
Audrun si alz di scatto, allontanando la sedia con tanta
violenza da farla schiantare a terra.
Una vita  una vita disse con enfasi. Non ripenso mai al
passato. Mai! Ecco perch per me andr meglio quando il Mas
Lunel non ci sar pi. E guarda che ora , Raoul. Non dovreste
cominciare? Prevedono pioggia per il pomeriggio.
Lui si alz, tolse i guanti dalla tasca della tuta e lentamente
li infil. Annu con la testa e usc.
Costruito nel corso di anni, ma demolito in pochi giorni.
Ligi agli ordini di Audrun, Raoul e i suoi uomini non lasciarono
nulla che si ergesse sul terreno. Quando finirono, dove
sorgeva il Mas Lunel, c'era solo un declivio rettangolare.
Audrun ne fece pi volte il giro, una ferita d'argilla e calcare,
fantasiosamente solcata dai bulldozer, come ricoperta da punti
di cucito. Il rettangolo vuoto sembrava molto pi piccolo di
quanto fosse stata la casa e aveva in s, pens Audrun, un'inutilit
imbarazzante, come se, alla fine, il bel pendio sovrastante
La Callune fosse stato scavato e livellato e terrazzato senza
alcuno scopo. E quel pensiero le straziava il cuore, straziava la
sacra memoria di Bernadette, in piedi davanti al lavello o all'asse
da stiro, a vegliare.
Poi per, nel sentire un merlo cantare su uno dei lecci, Audrun
ramment che stava per arrivare la primavera e che le
stagioni portavano i loro pi gentili cambiamenti. Nei solchi
lasciati dai bulldozer, cos come sul fango e il calcare, si sarebbero
accumulate minuscole particelle di materia, trascinate
dalla pioggia e dal vento: filamenti di foglie morte, ciuffi di
saggina carbonizzata. E nell'aria, quasi invisibili quando la primavera
fosse arrivata, ci sarebbero stati pagliuzze di polvere,
grani di sabbia, e questi lentamente si sarebbero trasformati
e depositati fra i detriti, per fare un letto alle spore di licheni e
muschio. In una stagione, la cicatrice del Mas Lunel avrebbe
cominciato a sanarsi.
Su questo, non si sbagliava.
Pi tardi, con le tormente autunnali, nelle piogge battenti
che scrosciavano sotto il monte Aigoual, bacche e semi sarebbero
caduti sui licheni e messo radici. Bossi e felci aquiline
avrebbero cominciato a germogliare, e col tempo, non molto
tempo, peri selvatici, biancospini, pini e betulle avrebbero allargato
i loro rami...
Su tutto questo, non si sbagliava.
Conosceva la sua amata terra. Quello che avrebbe iniziato a
crescere tutt'intorno a lei sarebbe stata foresta vergine.
La primavera giunse lentamente, con riluttanza, con gelidi
scrosci di pioggia e gelate mattutine e notti in cui il vento sembrava
deciso a trascinare via il tetto del bungalow.
E poi le sere si calmarono. Il sole divenne improvvisamente
caldo. Nel bosco di Audrun, aconiti e denti di cane spuntarono
fra l'erba nuova. Si sent il verso del cuculo.
Lei scese con la macchina a Ruasse e parcheggi nella piazza
e sal fino al carcere attraverso la citt vecchia. Non aveva
immaginato che lo avrebbe fatto. Ma un improvviso senso di...
come definirla? Gentilezza? Una calma subitanea l'aveva spinta
a indossare gli abiti della domenica e a guidare fino a Ruasse,
e poi a risalire la ripida strada di ciottoli che portava alla prigione
e al cancello e chiedere di vedere il fratello, Aramon Lunel.
Era quasi arrivata prima di rendersene conto. Dopo che ebbe
pronunciato il nome di lui, nuvole si raggrupparono sulla citt
e cominci a cadere una pioggia leggera.
Entr e le mura di pietra della vecchia caserma della Legione
Straniera le si chiusero intorno. Le guardie la fissavano con
interesse. Era la prima e unica visita che Lunel riceveva, a parte
quelle del suo avvocato. Lei aveva con s un pacco malamente
avvolto in carta di giornale, ma le fu portato via.
Sedette su una panca dura ad ascoltare i rumori della prigione.
Dopo un po', il pacco le fu restituito, e lei fu introdotta in
un lungo spazio vuoto riservato alle visite ai detenuti, arredato
con tavoli e sedie, come per sostenere un esame. La stanza era
deserta fatta eccezione per Audrun e un anziano guardiano, sui
cui lineamenti era incisa una malinconia profonda.
Conosce mio fratello? chiese Audrun.
Il guardiano assent.
Riesce... riesce a sopportare? chiese lei.
Il guardiano si strinse nelle spalle. Non star mai bene
disse. Gli hanno curato le ulcere, ma sanguinano ancora...
E... con la testa... come sta con la testa?
Mentre Audrun diceva quelle parole, una serratura scatt,
poi la porta si apr ed entr Aramon. Indossava l'uniforme
della prigione: pantaloni grigi, camicia azzurra, maglione grigio.
E con quei vestiti, pens Audrun, sembrava pi elegante
di quanto non fosse da molto tempo. Il viso appariva rasato
di fresco, i capelli corti erano stati lavati. Il carcere lo aveva
ripulito.
Un secondo guardiano lo guid al tavolo dove sedeva Audrun,
quindi si ritir. Lui e la guardia anziana distolsero lo
sguardo e si misero di sorveglianza alla porta.
Aramon era fermo con le braccia lungo i fianchi, guardando
Audrun. Alle sue spalle, lei sentiva la pioggia ticchettare sulle
finestre strette. Aramon sedette. Pos le mani di piatto sul tavolo
di legno deturpato che li separava.
Di solito disse non ricevo visite.
No? disse Audrun. Be', sei abituato a stare solo, giusto?
Si accorse che dai suoi occhi il dolore era sparito e che sapeva
di sapone forte, non di alcol. Lo sguardo era acceso e febbrile,
come se avesse appena ricevuto una notizia che lo aveva
eccitato.
Non devi sentirti dispiaciuta per me disse lui.
Non mi sento dispiaciuta per te disse Audrun.
Ho una stanza tutta per me. Dipinta di bianco. Be',  una
cella, non una stanza, ma io la considero la mia stanza. Ho il
mio water e il mio lavabo.
Bene. Sembra simpatico.
E una foto delle Cascate del Niagara alla parete.
S?
Mi piacciono le cascate. C'erano cascate nel Gardon, su
in alto, vicino al monte Aigoual, d'inverno, dopo le nevicate.
Ricordi?
S.
Non mi permettono di incorniciare la mia foto delle Cascate
del Niagara. Stupidi idioti. Non mi permettono di maneggiare
vetro - nel caso volessi tagliarmi i polsi, pardii Ma io
non voglio tagliarmi i polsi. Sto bene.
Sono contenta.
Te l'ho detto, non devi avere piet di me. Sono orgoglioso
della mia cella. La tengo in ordine. Non come al mas. Uh? Non
riuscivo a star dietro a tutto, lass. Neppure alla terra. Non riuscivo
a tenere il ritmo col lavoro. Qui sto meglio.
Davvero?
Ti dico di s. Come tu stai meglio nel tuo bungalow, Audrun.
Te l'ho detto, quando  morto nostro padre: un posticino
che puoi tenere pulito...
Lei lo interruppe chinandosi a prendere il voluminoso pacchetto
che aveva portato con s e piazzandolo sul tavolo di
fronte a lui.
Ti ho portato questo disse.
Che cos'? chiese lui. Non mi  permesso avere cose
mie.
Non  una"cosa" disse lei.
Le sue mani di lavoratore cominciarono a svolgere la carta
di giornale. Si muovevano con lentezza, esitanti. Ma alla fine
ci che comparve sul tavolo davanti a lui fu un ramo di ciliegio
carico di fiori bianchi.
Audrun guard il fratello. Aramon alz le mani, come se temesse
di toccare il ramo, ma i suoi occhi, cos stranamente brillanti,
lo contemplavano con reverenza. Sembrava - con tutta la
sua espressione - abbeverarsi del profumo e della dolcezza dei
fiori. Poi lo prese e vi seppell la faccia e scoppi a piangere.
Audrun rimase ferma a lungo sulla sua sedia. Vide un certo
allarme sulle facce delle guardie, ma non era il pianto di
Aramon a farli agitare. Anzi, sembrava che non lo avessero notato:
guardavano invece la pioggia, che ora si abbatteva con violenza
sulle finestre. Lei sent uno dei due commentare che nella stanza
si stava facendo buio, anche se era solo met pomeriggio.
Rest immobile, lasciando che Aramon piangesse come un
ragazzino, lasciando che l'oscurit temporalesca li avviluppasse
istante dopo istante. Vide il petto incavato di Aramon sollevarsi e
abbassarsi a mano a mano che i singhiozzi gli toglievano il fiato.
Poi lui la guard e disse: Perch me lo hai portato? Perch?.
Be' disse lei credo, quando l'ho visto, di aver pensato...
di aver pensato a te e a me com'eravamo un tempo. Quando
eravamo gentili l'uno con l'altra.
Lui pos il ramo e si prese la testa fra le mani. Il pianto crebbe
d'intensit e a questo punto le due guardie si avvicinarono,
entrambe con l'aria ansiosa, e la pi vecchia pos una mano
sulla spalla di Aramon.
Allez, Lunel disse. Vedi di non star male. Ora ti riportiamo
nella tua cella.
Madame disse l'altro agente. Temo che la visita sia finita.
Obbediente, Audrun si alz, ma improvvisamente Aramon
allung la mano ad afferrare la sua. Mi dispiace balbett.
Volevo dirtelo! Mi dispiace! Eri la mia principessa... tutto qui.
Eri la mia principessa e non riuscivo a trovarne altre. Sei sempre
stata la mia principessa!
C'era silenzio nella stanza, disturbato solo dal suono della
pioggia sui vetri. Audrun non disse niente, ma gentilmente copr
la mano di Aramon con la sua e la strinse con tenerezza per
un momento prima che le fosse strappata, quando le guardie
portarono via suo fratello.
La porta si apr e si richiuse e Audrun sent scattare la serratura
e comprese di essere sola. Abbass gli occhi sul ramo di
ciliegio, rimasto sul tavolo, e vide come i fiori bianchi fossero
ancora luminosi e con i contorni netti, mentre tutto intorno a
essi si faceva indistinto.
...
.
...
FINE.